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Tra Re, Regine e morti ammazzati (III)

Giallo e Scacchi…

Continua la mia ricerca di citazioni degli scacchi nei libri gialli intesi in senso lato (giallo classico, thriller, noir…).

In Il canarino da caccia di Erle Stanley Gardner, Mursia 2011, il detective Lester Leith, rispondendo al suo domestico Scuttle “”Ah, davvero?” esclamò, con il tono di un giocatore di scacchi che studia la prossima mossa”. (pag.9).

In Sezione suicidi di Antonin Varenne, Einaudi 2011, a pag. 125, riferito al poliziotto Lambert “ La Grande Teoria del capo lo interessava come una partita di scacchi in televisione”.

In Un alibi di troppo di Andrew Garve, Mondadori 2011, proprio all’inizio John Lumsden osserva una scacchiera ma il suo interesse “per il gioco degli scacchi era una posa”.

In Febbre di Bill Pronzini, Mondadori 2011, a pag.34 si viene a sapere che Brian Youngblood, giovane esperto di informatica, usa il computer per giocare a scacchi.

In Omicidio nella quarta dimensione di Harry Stephen Keeler, shake edizioni 2011, in una lettera di Christopher L. Thorne “Anche se mi sono sempre ritenuto un notevole risolutore di problemi scacchistici, sono stato anche baciato dal talento nella soluzione del rompicapo” (pag.116).

In L’avventura del mezzo decacent del presidente di Ellery Queen in Il calendario del delitto dello stesso autore, Mondadori 2011, per formulare un paragone “Eppure il loro incontro fu altrettanto palpabile, diciamo, dell’incontro tra due campioni di scacchi, che si trovano uno a New York e l’altro a Londra, non si muovono mai dalle rispettive poltrone, eppure giocano fino in fondo la loro partita” (pag.30).

In Sinfonia funebre di Rex Stout, Mondadori 2011, un poliziotto commenta così l’aspetto del detective Tecumseh Fox “sembra piuttosto un giocatore di scacchi” (pag.18).

In Il caso dei libri scomparsi di Ian Sansom, TEA 2011, a pag. 236 “In un angolo sotto un davanzale accanto alla televisione, c’era un tavolino con sopra una scacchiera stile Guerre Stellari. “Gioca a scacchi?” domandò Israel. “No, quella è di mio figlio, Conor!” urlò Rosie. “Lui li adora”.

In Arcani e delitti di John Dickson Carr, Lucille Fletcher, Arthur Porges, Mondadori 2011, citato l’automa che giocava a scacchi di Maelzel (pag.144).

In Caccia al mostro di Bill Pronzini e Barry N. Malzberg, Mondadori 2012, “Nel buio le figure si spostavano come pedine su una scacchiera spruzzata di sangue” (147).

In Il caso Maloney di Graham Hurley, time Crime 2012, “L’indagine era diventata una partita a scacchi, uno contro uno. Finora Oomes aveva giocato in modo eccellente, aveva ancora tutti i pezzi, ma stava iniziando a mostrare la prima piccola breccia nella sua difesa e l’SOS annullato era una crepa che Faraday non poteva permettersi di ignorare. Come tutti i bravi scacchisti, poteva arrivare a Oomes di soppiatto, da dove lui meno si aspettava” (283).

In L’isola dei cacciatori di uccelli di Peter May, Einaudi 2012, per quanto riguarda la casa di Minto “Il salottino era spartano e pulito, privo di foto o ninnoli, fatta eccezione per una scacchiera su un tavolo vicino alla finestra, con gli scacchi disposti in varie posizioni sui quadrati avorio e neri” (259). Sono scacchi di Lewis i cui originali (alcuni pezzi) “sono in mostra al Museo nazionale scozzese di Edimburgo” (260).

In La logica del delitto di G.K. Chesterton, Mondadori 2012, “In quel momento, sul prato che il sole aveva trasformato in scacchiera…” (143).

In Strane cose, domani di Raul Montanari, Baldini Castoldi Dalai 2012, il protagonista del romanzo, uno psicologo, sta giocando una partita in internet con un ragazzo, analizzando le mosse con un software. Diverse considerazioni, ora negative, ora positive, sugli scacchi. “Gli inglesi dicono che in nessun posto al mondo si spreca tanta intelligenza come nelle agenzie pubblicitarie e nei club scacchistici, e hanno ragione”. “In questo gioco non contano conoscenze, favori, appoggi. Non fa differenza se sei bello o brutto, ricco o povero. Non conta niente tranne il talento”. “Puoi coltivare il vizio della solitudine, il più delizioso di tutti i peccati”. “…perdere è molto più brutto di quanto sia bello vincere” (66-68). Ricordo di una partita persa in un torneo per avere occhieggiato di continuo le gambe della ragazza dell’avversario (138). “Gli scacchi assomigliano proprio alla vita. Ma tanto” (183).

In Villa Tre Pini di Marco Polillo, Rizzoli 2012, “Brunella l’ho trattata come una regina e, come lei forse sa, anche negli scacchi è la regina il pezzo che ha più potere” (64).

In La felicità è un muscolo volontario di Rosa Mogliasco, Salani 2012, “Lei viveva poco, faceva traduzioni, l’aveva sedotta a suon di sguardi prolungati, partite a scacchi e un appartamento borghese dove il riscaldamento non costituisce un problema (114). “Dopo una settimana di sesso sfrenato, partite a scacchi e suonate a quattro mani, Serena aveva confessato…(120). Come si vede gli scacchi servono sia prima che dopo!

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