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Tra Re, Regine e morti ammazzati (IV)

Nuova puntata sulle citazione degli scacchi nei libri gialli

Continua la mia ricerca di citazioni degli scacchi nei libri gialli intesi in senso lato (giallo classico, thriller, noir…).

In Il macellaio sghignazzante di Fredric Brown, in Delitti impossibili di AA.VV., Polillo 2012, si parla di un nano che cinque anni prima aveva battuto a scacchi il personaggio Kathy. “Con un nano”, spiegai. “Una sola partita. A Corbyville. E fu battuta” (10). In effetti tutto quanto il racconto si basa sul rapporto che c’è fra un sacrificio di Cavallo nella partita, effettuato dal nano, e la soluzione di un caso intricato. “Come negli scacchi, Wally”, disse Kathy che mi sedeva in grembo. “Un gambetto…quando si sacrifica un pezzo per vincere. Come Joe, il nano, che mi regalò un Cavallo e poi mi diede scacco matto. Fu così che Joe e Len, giocando per una volta sullo stesso lato della scacchiera, diedero scacco matto al macellaio” (30-31). In realtà il paragone mi pare piuttosto forzato e confuso.

In Peter Wimsey e il cadavere sconosciuto di Dorothy Sayers, il primo della serie con Lord Peter, l’assassino, nella lettera con cui confessa i suoi misfatti, inizia dicendo: “Caro lord Peter, quando ero un giovanotto, avevo l’abitudine di giocare a scacchi con un vecchio amico di mio padre. Era un giocatore pessimo e molto lento, non riusciva mai ad accorgersi quando lo scacco matto era inevitabile, ma insisteva ugualmente nel giocare ogni mossa fino ad arrivarci. Io non ho mai avuto pazienza con un atteggiamento simile e adesso sono pronto ad ammettere apertamente che il gioco è vostro.”

Nel racconto Veil in visita in Una coppia perfetta di Joe R. Lansdale, Einaudi Stile Libero Big 2013, abbiamo una partita di scacchi tra Leonard e il suo avvocato Veil. Leonard toglie un pezzo dalla scacchiera e poi, sotto pressione di Veil,  lo rimette a posto. Comunque dà scacco al Re (pag.103).

In La neve di piazza del Campo di Salvo Figura in Oscuri presagi di Margery Allingham, Mondadori 2013, un biglietto viene portato al personaggio principale “Negli scacchi accanto al cavallo quattrocento gradini, e ti mangi il guadagno di Tano” che gli permette di risolvere il caso (pag. 174).

In L’esperimento di Mauro Covacich, Einaudi 2013, non propriamente un giallo, abbiamo un padre deciso a far diventare la figlia, colpita da un grave handicap, una campionessa nel gioco degli scacchi. Gioia, la protagonista, ha ventisei anni, gioca a scacchi anche in rete per guadagnarsi da vivere, le sue gambe non funzionano bene ma ha delle visioni che la seguono per sempre. Personaggi di tali visioni il Re e la Regina.

In Una tranquilla gita fuori porta di Aristide Bergamasco in Sherlock Magazine n° 28, il nostro investigatore e il fidato Watson sono invitati alla villa di Arthur Ginsburg, campione nazionale di scacchi vincitore dell’edizione 1885, 1886 e 1887. Riportata anche una definizione del grande Kasparov per cui gli scacchi sono “il gioco più crudele e spietato” (pag. 59). Watson spera che Arthur riesca “ad impartirgli una sonora lezione alla scacchiera. Così, per vedere resa la pariglia al suo abituale – e imbattuto – compagno di gioco” (pag.57).

In Il caso è risolto di Paolo Delpino, Todaro 2013, abbiamo l’ispettrice di polizia Silvana Santi
che “ha una passione per il gioco degli scacchi le cui regole e abilità le saranno utili nella risoluzione dello spinoso enigma che le hanno affidato”.

In Giochi d’estate di Diana Lama in Estate in Giallo di AA.VV., Newton Compton 2013, proprio alla fine “La vita è come una scacchiera, per chi sa giocare. Ecco lì, davanti ai suoi occhi, un cerchio che si sta quadrando, o viceversa. Ha perso un pedone ingombrante e stupido come Patrizio Sposito. La poliziotta gli ha reso un favore, ma nelle tenebre c’era anche lui, pronto a sacrificare il proprio pedone troppo loquace. Il gioco è appena cominciato, e oltre alla regina ora ha anche individuato l’alfiere” (83).

In Cronaca di un suicidio di Gianni Biondillo, Guanda 2013, i tormenti per trovare i soldi del protagonista Giovanni Tolusso  “Ad ogni passo si aggiungeva un pensiero, una mossa da fare sulla scacchiera”.

In Scomparso di Joseph Hansen, LIT 2013, il detective assicurativo Dave Brandstetter si trova davanti a Buddy, un ragazzo in carrozzella, che lo invita a giocare a scacchi. Si danno appuntamento alle quattro. Alla fine Dave, che pensa al suo problema da risolvere (deve ritrovare un uomo scomparso), si becca matto (pag.79).

Anche nel titolo e solo nel titolo Il matto affogato di Elda Lanza (88 anni!), Salani 2013, e A.A. FAIR, Scacco matto in Le stanze del delitto, Mondadori 2013.

In La settima ipotesi di Paul Halter, Mondadori 2013, abbiamo una partita tra il criminologo Alan Twist e l’ispettore di polizia Archibald Hurst, mentre tengono d’occhio una porta d’ingresso. Il criminologo lascia la Regina in presa che Hurst si affretta a catturare non vedendo la trappola. Anzi, spera proprio in una vittoria. “Hurst spostò il suo re e Twist gli diede scacco matto” (pag. 64-65). Venti pagine più avanti un personaggio fa vedere una copia perfetta del Giocatore di Scacchi di Maelzel, un marchingegno in grado di battere ogni avversario, dato che poteva nascondere al suo interno un abile scacchista di piccola taglia. Tale automa costituisce anche una delle idee di questo giallo straordinario.

Como sotto scacco di Paolo Stefi, Area51 editore (ebook), è un giallo con protagonisti personaggi realmente facenti parte della scena scacchistica comasca. Dalla presentazione “È inverno. Un uomo viene trovato riverso nel lago a Cernobbio. Basta un’occhiata per riconoscere un viso che è ben noto a tutti: si tratta di Andrea Ardito, centrocampista del Como scomparso da più di 5 giorni. Purtroppo questo non sarà l’unico ritrovamento di un cadavere, ma verrà accompagnato da altri efferati delitti. Tutti con un solo modus operandi. Un thriller d’azione avvincente, appassionato, ricco di colpi di scena e di personaggi. Rudi e Pat, i due investigatori protagonisti del primo romanzo di Paolo Stefi, Allarme al Lariano, attraversano gli angoli più noti e caratteristici della città, e le loro indagini si sviluppano fra un pranzo all’Armilla di Anzano del Parco e una chiacchierata per le vie di Erba, mentre cadaveri continuano a essere ritrovati nei luoghi più impensati…”.

In Delitti a Cinecittà di Umberto Lenzi, Mondadori 2013, citazione pag. 71, “Forse domani. Stasera sono impegnato anch’io in una partita a scacchi. Mi auguri di vincere” dal protagonista Bruno Astolfi, investigatore privato.

In Sfida cruciale di Arnaldur Indridason, Guanda 2013, una storia giallistica a cui fa da sfondo la celebre sfida scacchistica tra Boris Spassky e Bobby Fischer a Reykiavik, in Islanda nel 1972 (da lì la mia passione per il (“nobil giuoco”).

In Il cantuccio della strega di John Dickson Carr, Mondadori 2013, “Hai bisogno di una guida. Scacco matto, tesoro” detto da Dorothy a Tad (pag. 124).  “ -Prima mossa- fece- Apertura di pedone, invece che di alfiere…” (pag.166).

In La morte viaggia in autobus di Leslie Cargill, Polillo 2014, sul mezzo di trasporto c’è Morrison Shape, uno scapolo di mezza età fissato con l’enigmistica e gli scacchi. Dunque può prevedere le mosse dell’assassino che ha fatto fuori un passeggero.

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