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Elo Giovani Italia

Elo FIDE maggio 2019 – Entra in lista Kirk Kakani!

Per ogni under 20 italiano in attività vengono annotate colonna per colonna:

nome, mese e anno di nascita;

la media delle proiezioni degli ultimi 12 mesi (la media delle differenze rispetto alla tabella + 2400, considerando solo le liste con partite rated);

il punteggio Elo dalla lista FIDE più recente;

la singola proiezione Elo derivante dal punteggio attuale (la differenza rispetto alla tabella +2400, calcolata sull’ultima lista con partite giocate);

la migliore proiezione finora ottenuta nelle medie su 12 mesi;

il numero di partite rated negli ultimi 12 mesi;

il totale delle partite rated giocate.

La lista è ordinata in base alla proiezione media degli ultimi dodici mesi, come dato più affidabile rispetto ai salti di punteggio che a volte si verificano, facilitati sotto i 18 anni e sotto i 2300 dal K40. Vengono citati tutti i giovani italiani che superano nell’ultima lista Elo FIDE una proiezione di 2350 punti e/o tutti quelli che hanno superato in una proiezione su 12 mesi quota 2300. Per la lista femminile si considerano tutte le giovani che superano i 2150 (proiezione rispetto all’ultima lista FIDE) e/o tutte quelle che hanno superato i 2100 in una proiezione media su 12 mesi. I dati che rientrano in questi criteri sono in grassetto.

Aggiornamento lista Elo FIDE maggio 2019

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Con questo articolo riprendo quanto proposto nel 2015 (poi “saltato” con il periodo off-line per i problemi con il server), una rielaborazione rispetto a quanto presentato nell’antico “Scacchierando giallo” nel 2009 (quasi dieci anni fa… 🙁 ).

L’Elo dei giovani viene correlato ad una tabella di crescita mese per mese del punteggio Elo con l’età, con conseguenti differenze e proiezioni di punteggio. Ho rivisto i dati con le liste Elo più recenti e ho scelto di fare riferimento ad una tabella da 2400 punti: si intende che la progressione Elo individuata conduce nella fase di miglior rendimento (in generale statisticamente riferibile ad una età di circa 30 anni) ad un Elo di circa 2400. I dati della tabella derivano dalle liste Elo per anno di età, confrontando liste diverse e considerando la media di crescita di singoli giocatori, si potrebbe dire una media di diversi valori medi. Necessariamente una approssimazione, che penso sia accettabile.

GiovTabella2

Rispetto alla tabella di tre anni fa l’andamento è più aspro per i giovanissimi, con una accelerazione lievemente maggiore fino ai 16 – 17 anni. In generale, le curve di sviluppo da 2300, 2400 o 2500 punti sono del tutto analoghe. Gli effetti del K40 dovrebbero essere ormai stabili e il “valore” dell’Elo sembra del tutto paragonabile dal 2012 ad oggi. Nella seconda parte di questo articolo descrivo più dettagliatamente il metodo.

 

Quanto qui presentato è una rielaborazione dei dati a disposizione, non è né potrebbe essere una predizione, nulla di “esatto”. Si tratta solo di un piccolo strumento, del raffronto con una media di valori medi che conduce ad una curva continua, ben diversa dalle ampie variazioni del singolo, che ha picchi di rendimento come fasi di stasi o di regressione del punteggio. Il punteggio Elo non è un indice così preciso, varia a seconda del coefficiente K e, soprattutto, non è alimentato da un numero sufficiente di dati (numero di partite rated). Alla fine, solo una curiosità, una elaborazione dei dati che spero possa essere interessante. La tabella non contiene a sua volta particolari “verità”, troppe le differenze individuali: è costruita con i dati FIDE, quindi senza differenze tra scuole diverse, tra “bacini Elo” diversi. In Italia si comincia a giocare relativamente più tardi, nella maggior parte dei casi senza particolari supporti, è comprensibile come solo con l’andare degli anni alcuni giovani di talento raggiungano i livelli che ho accennato per l’inserimento in questa lista. Per questi e altri motivi il potenziale è difficile da valutare con questi dati. Lo sviluppo del proprio percorso scacchistico deriverà in grande misura dalla effettiva passione nel tempo e, salvo una scelta professionistica, dagli spazi che la vita universitaria e lavorativa consentiranno.

 

Metodo

Nel 2005 mi chiesi quale livello avrebbero potuto raggiungere i ragazzi del 1989 (Sabino Brunello, Denis Rombaldoni, Niccolò Ronchetti e Daniele Vocaturo) e iniziai a rovistare nella lista Elo del sito FIDE, analizzando la crescita di giovani GM e IM della fascia 20 – 25 anni per paragonarla allo sviluppo dei nostri giovani. Non mi sembrava adeguato considerare le curve di crescita di giocatori trentenni ed oltre, considerando il rischio di eccessiva variabilità del punteggio Elo, già percepibile andando indietro di pochi anni.

Oltre a questa, incontrai difficoltà con gli sbalzi individuali nella crescita dei singoli, con periodi di stasi seguiti da notevoli incrementi di risultati. Alla fine ricavai l’impressione che i nostri sedicenni avevano un potenziale non solo da GM ma in grado di toccare quota 2600, naturalmente con differenze individuali.

Avevo cercato di fare delle medie tra i diversi GM analizzati ma avevo anche notato che si poteva fare riferimento alla posizione nelle liste per anno di nascita, fruendo già in qualche modo di un risultato medio e con il vantaggio di fare riferimento alla lista di quel periodo e non a quelle del passato.

Il ragionamento era stato più o meno di questo tipo: ogni anno di nascita produce in media un certo numero di GM (all’epoca 35 / 40, oggi si va più verso i 45). Il singolo giocatore ha un ranking variabile in relazione al periodo di forma / impegno / risultati, ad esempio tra il 25mo e il 50mo posto del suo anno di nascita. La considerazione dell’Elo del 40mo giocatore per ogni anno di nascita e per ogni lista può fornire un dato medio più efficace (e aggiornato come valore Elo) per individuare una curva di crescita.

In seguito continuai a valutare questa idea nelle diverse liste Elo, confermando l’impressione che fosse efficace e verificando che in diverse posizioni (ad esempio 50mo, 100mo, 200mo giocatore per ogni anno di nascita), generava curve di crescita sostanzialmente analoghe. Era evidente, tuttavia, che il singolo anno di nascita costituiva un campione di dati parzialmente insufficiente. Guardando liste diverse e paragonando i diversi anni cercai di ricavare delle medie.

L’impostazione contiene delle considerazioni sottintese che è bene esplicitare:

a) si considera evidente uno sviluppo scacchistico connesso all’età, partendo dall’infanzia e arrivando al momento di massimo rendimento, punto di equilibrio tra conoscenze scacchistiche, benessere fisico, “energia”, esperienza, pieno sviluppo psichico. Questa età di massimo rendimento sembra collocarsi mediamente (in base alle stesse liste Elo e dando una occhiata anche alle statistiche di Chessmetrics) intorno ai 30 anni. E’ poi possibile mantenersi vicino a questo apice di rendimento per un’altra decina di anni ed oltre, è una questione di benessere fisico – salute e, credo soprattutto, di motivazioni.

b) si considera continuamente progressivo questo sviluppo dall’infanzia all’età di massimo rendimento, con l’evidenza di una forte accelerazione negli anni dell’infanzia e della prima adolescenza. I 18 – 19 anni vengono considerati come un primo momento di termine dello sviluppo ma vi sono diversi autori che valutano intorno ai 25 anni l’età della piena maturazione psichica. Nel nostro caso considererei il rapporto tra l’accumulo di conoscenza / esperienza scacchistica e il mantenimento della freschezza mentale / creatività della gioventù.

Se la crescita scacchistica con l’età è evidente e ovvia, altrettanto evidente è la sua progressività, ovviamente considerata, ad esempio, dall’individuazione di campionati giovanili per fasce di età. Tuttavia, da diversi commenti e valutazioni che sentivo o leggevo, mi ero trovato a considerare come la misura di questa crescita progressiva fosse percepita in modo generico, a volte distinguendo poco all’interno del termine “giovani”, ad esempio appaiando ventenni, sedicenni o dodicenni nel concetto di giovani: vero, ma con qualche differenza!

Alla fine tutto questo sfociò nell’articolo del rating giovani, con una tabella che individuava una quota Elo minima per ogni anno di età, riferita alla lista FIDE di luglio 2009 (nella lista di luglio per ogni anno di età i giocatori hanno una età effettiva compresa tra più o meno sei mesi l’età dell’anno di riferimento e si assume che in media hanno esattamente quella età).

Nel 2015 ho ripreso l’argomento e il monitorare più liste Elo consecutivamente mi ha fatto venire in mente una idea che risolveva il difetto principale della precedente impostazione, legata alla semplice distinzione per anno, con una tabella che di fatto risultava più impegnativa a gennaio e molto più facile a dicembre, passando da circa 25 / 30 giovani in lista a inizio anno a una cinquantina a dicembre. Tale impostazione, inoltre, favoriva in modo rilevante chi è nato a gennaio / febbraio rispetto a chi è nato a novembre / dicembre. Avevo pensato in passato di introdurre le fasce di metà anno (11 anni, 11 anni e mezzo, 12 anni, 12 anni e mezzo, ecc.) ma l’idea non mi convinceva del tutto. Poi l’uovo di colombo: la tabella di sviluppo individuata per le fasce è una curva continua e può essere precisata mese per mese. E’ sufficiente annotare il mese di nascita per ogni giovane per trovare il riferimento nella curva Elo individuata. Ho provato a impostarla e il risultato mi è sembrato molto più soddisfacente.

Per ogni giovane inserisco in un foglio excel i punteggi Elo lista per lista, insieme al numero di partite giocate, correlandoli all’età e alla tabella, le formule impostate fanno poi i calcoli successivi.

 

 

26 Commenti a “Elo Giovani Italia”

  1. CostaP
    4 febbraio 2019 - 03:43

    Buona Sera ho letto l’articolo già da Gennaio, oltre ad essere molto interessante credo che possa dare anche spunti di confronto con chi utilizzi sistemi di valutazione similari e per i giovani scacchisti stessi, Faccio Prima di tutto i miei Complimenti per il bel lavoro e per l’incredibile impegno (Passione) che nasconde.

    Mi sono mosso a scrivere per una motivazione Specifica e faccio un preambolo:
    Parlando con molti giovani giocatori riguardo al k40, Tutti mi ripetono il medesimo ed ovvio ragionamento e cioé che col k40 si possono guadagnare molti punti ELO ma se possono perdere egualmente molti.

    In svariati articoli leggo sempre di una assonanza del k40 al pari di una sorta di agevolazione, e mi sono chiesto se fosse appropriata questa similitudine.

    In realtà ho effettuato alcune ricerche confrontando negli anni diversi dati dei giovani ed ex-giovani scacchisti italiani, sia dall’ introduzione del k40 sia da prima.

    Mi sono fatto l’idea che il k40 sia una piú che buona operazione ” promozionale ” fatta in favore dei giovani giocatori, delle associazioni, scuole ed accademie che profondono un grande impegno nella crescita dei settori giovanili.
    Nel senso che la conquista o l’avanzamento di una categoria nazionale sia un fattore motivazionale di estrema importanza, e stimola il lavoro per obbiettivi.

    Piú la qualità del gioco e comprensione si avvicina a quello magistrale e più i benefici del k40 nel calcolo differenziale del dott. Elo perdono di efficacia.
    In pratica sembrerebbe che il livello medio di forza di gioco stimabile per un giovane giocatore agonistico tra i 2199 ed i 2299 punti ELO ed i loro intorni, sia in essenza equivalente anche se fosse calcolato con valori del k differenti.

    Questa osservazione si accentua ancor più considerando i giovani giocatori che effettuano molte partite nell’ arco dell’ anno, o che intensificano il numero di incontri durante periodi di tre o quattro mesi ad esempio.

    Potrei simpaticamente 🙂 (leggasi come.. ovviamente) affermare che se un giovane scacchista giochi ripetutamente esprimendo un livello di forza pari a 2450 Elo, sicuramente salirà a quel punteggio qualsiasi sia il suo k, quindi siccome non si nasce IM o GM, tutto il lavoro che i nostri giovani compiono verso la maggiore comprensione ed abilità deve inevitabilmente passare anche attraverso l’esperienza della pratica di gioco.

    Quindi mentre ero impegnato ad incrociare i dati dei giocatori che effettuano molti turni di gioco mi sono imbattuto nella motivazione Specifica per cui scrivo cioé il punto 8.56 del Regolamento Fide riguardante le variazioni del punteggio ELO.

    La procedura di calcolo del punto 8.56 é stata inserita piú di un anno fa al fine di porre in qualche modo una sorta di limite compensativo proprio agli effetti del k40.

    In concetto anche se applicandola in modo zelante un giovane giocatore potrebbe sfruttarla durante un periodo di variazioni Elo in cui abbia ottenuto delle performance non buone, con la possibilità quindi di perdere punti ELO, puó agevolarsi di essa giocando un numero maggiore di turni di gioco ( partecipando ad un torneo in più magari) al fine di utilizzarla per perdere meno punti ELO possibili facendo scendere il valore del k40 ad uno inferiore.

    Questa evenienza nella pratica non accade quasi mai ed in Italia l’ applicazione della 8.56 in tal senso non é mai accaduta.
    Succede invece che in modo molto piú usuale che i giocatori soliti a partecipare a molti tornei o che sono abituati ad giocare molti turni di gioco ne siano penalizzati.

    Cercando informazioni e dati sui giovani scacchisti che effettuano il numero maggiore di partite ho verificato che il giocatore Buonanno Raffaele classe 2004 é stato penalizzato dalla procedura 8.56 del regolamento Fide per una settantina di punti ELO.
    Nell’aggiornamento del Gennaio 2019 questo giocatore ha avuto una variazione calcolata addirittura con un k inferiore al 30 che in buona sostanza gli ha decurtato quasi 50 punti ELO in un sol colpo.

    Fortunatamente almeno da ció che sono riuscito a verificare fin ora, é l’ unico giocare italiano che sporadicamente rientra ad avere decurtazione del punteggio a causa del numero elevato di partite giocate.

    Le proiezioni delle tabelle nel caso di questo giovane scacchista risultano penalizzanti rispetto ai rendimenti degli altri possessori del k40 perché é l’unico ad essersi imbattuto nella 8.56.

    Non credo che sia significativo il caso in se ma mi chiedevo se fosse utile un sistema di compensazione delle valutazione delle colonne in queste evenienze, perché di certo i parametri di proiezione sono molto differenti per variazioni di 50 e più punti Elo.

    Inoltre in valore assoluto un giocatore a cui vengono decurtati punti a causa di un numero elevato di partite giocate dovrebbe esprimere un livello di gioco superiore al punteggio posseduto.

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