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Vladimir Kramnik annuncia il ritiro!

Fine della carriera di un Gigante

È difficile per un sedicenne non ancora Grande Maestro trovare spazio nella rappresentativa olimpica russa: non bastano semplicemente i “buoni” risultati, ci vuole anche la, forte, insistenza di Garry Kasparov:

alle Olimpiadi di Manila del 1992 Kramnik ringraziò per la fiducia datagli dal Campione del Mondo portandosi a casa l’Oro personale come prima riserva con +8 =1 -0 e prestazione da 2.958.

Vladimir_Kramnik 1993

Nel 1993 (Fonte: wikipedia)

Otto anni dopo “ringraziò” ancora, mettendo fine letteralmente ad un’era,  battendo Kasparov e diventando il 14mo Campione del Mondo.

mondiale 2000

Fonte: Chessbase

Diciannove anni, e più di qualche vittoria, dopo Vladimir Kramnik ha annunciato il suo ritiro.

“Più di qualche vittoria” va inteso come “ha vinto letteralmente tutto”. Nei tornei il suo nome è legato a Dortmund, praticamente sua proprietà privata. Ma non si è fatto mancare, tra gli altri, Linares, London Chess Classic e Wijk aan Zee (capiamo forse ora il perché di questa sua edizione 2019 giocata, citando Anand, “ben oltre l’ottimismo“: forse voleva semplicemente divertirsi un’ultima volta). Tutti successi ottenuti, nel caso qualcuno non lo ricordasse, con un “avversario personale“: una forma cronica di Spondilite anchilosante che sembra fatta apposta per impedire di stare seduti calcolando varianti.

 

Kramnik 10 Dortmund

“Proprietà privata” (Fonte: Wikipedia)

Nel ciclo mondiale deve essere ricordato, oltre che per l’edizione di Brissago 2004, una sfida contro Leko in bilico letteralmente sino all’ultima mossa, sopratutto per la vittoria del 2006 contro Topalov: all’epoca si parlò un sacco di toilette, oggi dobbiamo pensare a quanto la riunificazione del Titolo abbia rappresentato.

kramnik topalov ny times

Elista 2006 (Fonte: NY Times)

Perso il Titolo nel 2007 nel Torneo di  Città del Messico, ne ha fallito la riconquista contro Anand nel 2008: non ha più avuto la possibilità di una sfida, ma è stato presenza fissa nei Candidati sino all’ultima scorsa edizione di Berlino. E ricordiamo quanto arrivò vicino ad interrompere la marcia del “predestinato” Carlsen nel 2013)

Troppi successi per provare anche solo a riassumerli: 6 ori, 3 argenti e  2 bronzi Olimpici, una Coppa del Mondo, un Mondiale a squadre…

Sinonimo di preparazione (e di conoscenza) teorica, il suo allora secondo Peter Svidler si è sempre dichiarato ammirato dalla profondità di analisi che richiedeva come standard al suo team. Difficile trovare una linea d’apertura che, oggi, non porti la sua impronta.

Non si può non ricordare anche che è stato (e sarà per sempre) l’ultimo essere umano a poter dire la “nostra” in un match privo di handicap contro le Macchine: quel matto in una non visto all’epoca fece sogghignare molti, in retrospettiva dobbiamo ringraziarlo di averci difeso sino alla fine. 2-4 il risultato della sfida di Bonn 2006

kramnik deepfritz

Un onore aver partecipato, infiniti livelli più sotto, alla sua epoca. Ma questo non è un necrologio: ha annunciato che probabilmente prenderà parte ad eventi rapid e blitz (lo si aspetta, a proposito, come wild card nel prossimo Grand Chess Tour) o a simultanee, quindi ricordiamoci che questo è un arrivederci.

I lettori di Scacchierando hanno premiato il suo gioco assegnandogli l’Oscar 2018 per la miglior partita, a dimostrazione che sino agli ultimi giorni di carriera abilità e affetto “della base” non gli sono mancati!

aronian kramnik berlin

Anish “twitter” Giri non poteva che essere tra i primi a salutarlo:

Screenshot_2019-01-29 Anish Giri ( anishgiri) Twitter

Concordo.

Si è anche fatto sentire un particolare “amico, rivale e confidente“:

Screenshot_2019-01-29 Viswanathan Anand ( vishy64theking) Twitter

kramnik candidati 2018 terzo turno

La notizia sul sito tatasteelchess: qui

63 Commenti a “Vladimir Kramnik annuncia il ritiro!”

  1. Megalovic
    30 gennaio 2019 - 09:34

    Pensiero di Caruana su “uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi e certamente una delle figure più influenti per la nostra comprensione del gioco”.

    Fabiano Caruana
    @FabianoCaruana
    Vladimir Kramnik is one of the greatest players of all time and certainly one of the most influential figures for our understanding of the game. His understanding and creativity is something I’ve always admired. Sad to see him leave competitive chess.

    Secondo alcuni siti, anche il tweet di Carlsen era riferito alla notizia del ritiro di Kramnik: “più tardi, oggi la FIDE annuncerà l’abolizione delle wildcard per il torneo dei Candidati”

    Magnus Carlsen
    @MagnusCarlsen
    Later today, FIDE will announce the wildcards for the candidates have been abolished

  2. Angelmann
    30 gennaio 2019 - 18:12

    Ale, come sempre, trova parole molto centrate per esprimere una considerazione che credo condividiamo verso un grandissimo campione, un “Gigante” appunto, peraltro da tutti descritto come persona garbata, affabile, capace di ironia, un “signore” si diceva una volta.
    Non stupiscono le belle parole di Anand né la grande considerazione, e rispetto, espressa da Caruana. Ricordo, tra l’altro, come un diciottenne Fabiano ammirasse il trattamento della Catalana di Kramnik, capace sempre di ottenere almeno piccoli vantaggi da questa apertura. Caruana la provò alcune volte, senza risultati particolarmente positivi, e commentò con un pregevole (per sincerità, spontaneità, rispetto dei grandi giocatori) “… Ma io non sono Kramnik.”

    Stupisce invece il quasi silenzio di Carlsen, o peggio se quel post citato da Mega costituisce l’unico “tweet” finora eventualmente connesso al suo ritiro (ricordiamolo, con una grave malattia degenerativa sullo sfondo), se fosse con un sottofondo acido e una certa prosopopea stonati a dir poco. D’altra parte, ognuno stabilisce i confini del proprio universo e se piace piccolo…

    La prima cosa che viene alla mente pensando a Kramnik è quella che ha scritto Fabiano, una comprensione del gioco eccezionale, profonda, forse finora insuperata. La malattia è insorta, se non sbaglio, prima dei 30 anni, quanto abbia inciso sulla sua carriera è difficile dirlo ma non si è trattato sicuramente di piccola cosa.
    Solo applausi, da rinnovare ogni volta che una sua splendida partita ripercorrerà la scacchiera.

  3. Megalovic
    1 febbraio 2019 - 11:47

    Nonostante L’Elo FIDE esista da quasi 48 anni, solo sette giocatori sono riusciti ad essere Numero Uno al Mondo. Uno di questi è Kramnik, anche se solo per complessivi 9 mesi. A Carlsen, che ha da poco superato Karpov, mancano 12 anni e 7 mesi da N°1 per raggiungere Garry Kasparov, ritiratosi da Numero Uno e primo per 21 anni e 3 mesi!

    Mesi da Numero Uno al Mondo Elo FIDE
    Garry Kasparov 255
    Magnus Carlsen 104
    Anatoly Karpov 102
    Bobby Fischer 54
    Veselin Topalov 27
    Viswanathan Anand 21
    Vladimir Kramnik 9

    Fonte Wikipedia
    Classifica aggiornata a Febbraio 2019

  4. Angelmann
    1 febbraio 2019 - 19:34

    Premetterei che Carlsen entra in questo topic solo per il suo discutibile tweet, è un articolo per annotare e commentare il termine della carriera di un grandissimo giocatore come Vladimir Kramnik!

    Su Carlsen, Kasparov, Fischer, Capablanca, ecc. …
    Ogni analisi va rapportata al suo tempo. Come paragonare Morphy a Capablanca, ad esempio, anche al netto della teoria delle aperture? Potremmo concordare facilmente, credo, che Capa avrebbe fatto polpette del pur geniale americano, troppa strada scacchistica in più, anche con la necessità, contro avversari molto forti, di portare il proprio gioco a livelli molto alti per poter vincere (o meglio, non perdere e a volte vincere). E’ un progresso che si è fermato? Non direi. Sempre tolti i progressi della teoria delle aperture, dopo Steinitz, Nimzowitsch e i diversi altri contributi al medio gioco e al finale, si era già raggiunto allora un livello molto alto ma altri passi sono stati fatti, con il particolare step poi degli ultimi anni, legato alla forza dei software.

    Carlsen non solo è il più forte giocatore del nostro tempo (che non è poco, non vi sono mai stati così tanti giocatori pienamente professionisti come oggi, e che hanno iniziato precocemente, con il supporto di ottimi coach e dell’informatica, giocando anche molto di più rispetto al passato) ma probabilmente esprime alla scacchiera la forza di gioco più alta che un essere umano abbia mai prodotto. Magari un gioco che piace poco ma Stoccafisso e company incidono sullo sviluppo, rendono evidente quanto sia facile perdere e spingono la ricerca del miglior livello possibile verso un gioco estremamente attento, “arido” agli occhi di molti appassionati, legato a micro – vantaggi da portare in finale per vedere se l’avversario lascia un piccolo varco. Altrimenti si patta, vedi Ding Liren o il match Carlsen – Caruana.
    Semplicemente, ci sono pochi grandissimi campioni che hanno primeggiato nella loro epoca e Carlsen è già sicuramente tra questi.

    Su Kramnik due piccole annotazioni:
    1) tendiamo a pensare che la malattia abbia inciso sugli ultimi anni della carriera di Vlad ma la spondilite anchilosante insorge tra i 15 e i 30 anni: Kramnik è del 1975…
    2) il miglior Kramnik è stato un giocatore fantastico, praticamente imbattibile. Opinione ovviamente personale ma credo che un match con il miglior Carlsen sarebbe stato tutto da giocare. Un’altra montagna di patte, ad occhio e croce… 🙂

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