Scacchierando.it
Cuevas_toilette

Toiletgate a Baku

Judit Polgar promotrice di una petizione di protesta contro l’obbligo di informare gli arbitri prima di recarsi al bagno

Gli scacchi e la toilette continuano ad avere un rapporto tormentato. In tanti ricorderanno il celebre toiletgate del Mondiale 2006 tra Topalov e Kramnik, quando il vulcanico manager del bulgaro protestò vivacemente per le frequenti visite del russo ai servizi igenici alludendo, neppure troppo velatamente, ad un possibile caso di cheating. Allora la controversia rischiò addirittura di far saltare il Match di riunificazione del Titolo Mondiale. Negli anni successivi la toilette, di tanto in tanto, è tornata ad essere tristemente nota per dei casi di cheating accertati, ma non in tornei di primissimo piano.

A dieci anni di distanza dai clamorosi fatti di Elista la toilette sale di nuovo alla ribalta delle cronache di una competizione di altissimo livello, questa volta a Baku. Gli appassionati di scacchi non hanno però motivo di preoccuparsi perché il destino delle Olimpiadi non è messo a repentaglio. Molto più modestamente rispetto a Danailov, infatti, Judit Polgar si è fatta promotrice di una petizione di protesta contro la regola FIDE anti-cheating per la quale un giocatore deve informare l’arbitro ogni volta che si reca alla toilette. La petizione del Capitano dell’Ungheria, che sinora ha raccolto la firma di una ventina di Capitani tra i quali Arthur Kogan, sostiene tra le altre cose che la regola sia umiliante per i giocatori. Oltre a pubblicare per primo la notizia, il sito chess24.com si è fatto tramite dell’iniziativa visto che è possibile sottoscriverla con un commento (certificato) nell’articolo.

La composizione del terzetto dei primi firmatari (Judit Polgar, Jon Speelman e Malcolm Pein) fa sorgere qualche dubbio sulle reali intenzioni dei promotori dell’iniziativa ma preferiamo non addentrarci nelle speculazioni e, in attesa di ulteriori sviluppi di cui vi terremo aggiornati, ci limitiamo a segnalare che in molti sport l’atleta non solo deve notificare la volontà di andare al bagno, ma deve chiedere il permesso dell’arbitro. In caso contrario, un direttore di gara fiscale potrebbe ammonire il calciatore per aver deliberatamente abbandonato il terreno di giuoco senza il preventivo assenso dell’arbitro mentre nel Tennis, e ce ne sfugge il motivo, in un caso il “bisogno” è stato addirittura negato dal giudice di sedia e la faccenda ha avuto dei risvolti a dir poco esilaranti.

14 Commenti a “Toiletgate a Baku”

  1. Megalovic
    4 settembre 2016 - 11:50

    Segnalo che Emil Sutovsky è contrario alla regola-toilet e supporta la petizione Polgar-Pein-Speelman. Due settimane prima dell’inizio delle Olimpiadi il Presidente ACP ha inviato una lettera di protesta alla FIDE, che è stata respinta. A suo avviso,il rischio è che la lotta anti-cheating possa diventare oggetto di scherno.

    A questo punto sono curioso di sapere cosa ne pensa l’Anti-Cheating Committee della FIDE, dalle cui proposte la FIDE ha preso molte delle norme anti-cheating.

    Emil Sutovsky, su Facebook un’ora fa
    Dear friends and colleagues,
    One of the most discussed topics around is the new anti-cheating regulations used in the Olympiad. Although ACP fully recognizes the danger of computer-assisted cheating and supports most of the measures taken, we are strongly against the rule, forcing the player to inform the match arbiter about his/her planned visit to the toilet. I have sent a protest to FIDE in this regards couple of weeks ago, when the regulations have been first published. Unfortunately it was dismissed. Then I sent a note, urging that it will cause a lot of protest from the players, and ACP will support it. Kudos to Malcolm Pein , Judit Polgar, Jonatan Speelman for drafting a petition. It is very important to strike a balance here, not allowing the whole anti-cheating fight to become a mockery.

  2. MrChessProjects
    4 settembre 2016 - 20:50

    Sinceramente non sono ancora in grado di esprimere un parere in merito un po’ perché non sono presente sul posto e un po’ perché devo ancora capire la portata della cosa e soprattutto il perché si è deciso di richiedere tale l’obbligo da parte dei giocatori. Nel frattempo farei però notare alcune cose a favore di chi conosce meno i retroscena e gli scenari internazionali:

    – questa olimpiade per il momento è’ giudicata come molto bene organizzata e questo pare essere uno dei pochi se non l’unico motivo di insoddisfazione però gli organizzatori in accordo con la FIDE e presumo dunque con il FIDE Anti Cheating Commitee hanno preso questa decisione. Perché ?

    – a Tromso motivi di malcontento ce ne erano a decine ma non si doveva segnalare di andare in bagno anche perché i bagni erano solo chimici e non ci andava nel possibile nessuno però non mi ricordo la ACP è il buon Sutokskyj farsi carico delle varie deficienze presenti, magari ricordo male

    – La ACP e soprattutto Sutovskyj hanno spesso bisogno di ricordare al mondo scscchistico che esistono e che sono utili dunque non sorprende che siano molto sensibili a tutti queste problematiche e non perdano occasioni di cavalcare la protesta. A volte queste proteste sono sacrosante come in occasione della questione del campionato del mondo aperto ad ogni sfida altre meno, come questa.

    – Nessuno dei motivi menzionato nella lettera aperta paiono essere davvero rilevanti, alcuni addirittura fanno sorridere. Non si capisce comunque cosa ci sia di umiliante nel dire all’arbitro “Vado in bagno” siamo tutti esseri umani…no ? I giocatori di tennis del ATP quando devono andare in bagno lo chiedono. Ridicolo però è’ scrivere che il fatto di dover chiedere di andare in bagno avvantaggi l’avversario. Come se nel passato non si capisse quando uno ci andava. Come se muovere subito per approfittartene non abbia anche delle forti controindicazioni. Come se uno vedendo il proprio avversario muovere non possa abortire e tornare alla scacchiera volendo.

    – Vi assicuro che l’accesso alle zone di gioco alle olimpiadi nelle ultime due edizioni funziona come negli aeroporti dunque non c’è modo di passare con apparecchi elettronici eccetto le macchine fotografiche. L’unico modo di farlo sarebbe un aiuto da qualcuno interno all’organizzazione

    – Il direttore tecnico dell’Italia maschile Arthur Kogan che è’ una persona molto intelligente e con tanta esperienza ha firmato la petizione.

    Il resto è’ tutto da capire.

  3. MrChessProjects
    5 settembre 2016 - 15:39

    Credo (e l’opinione non è solo mia ma anche di Arthur Kogan) che senza fare drammi o polemiche eccessive Theodoros Tzorbatzoglou (Segretario della European Chess Union e membro della FIDE) abbia ben inquadrato la questione nel seguente post:

    “The anti-cheating rule about the players toilet info is not in the right direction. No matter if there were existing provisions in rules is not an excuse to ask professional players each time to do this.
    Moreover, this gives grounds to people who based their career in toilet matters insulting the integrity of top players.
    The anti-cheating security is ensured by the no pass of electronical devices. If someone can pass them, could be used anywhere. The security in refreshment or smoking areas is ensured by the no access of other people and the monitoring by cameras in the public areas.”

    Sottoscrivo.

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento. Clicca per Registrati.