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Olimpiadi 2018: le Favorite

Russia, USA, Cina, Azerbaigian e India: difficile immaginare che possa vincere qualcun altro

Rispetto all’edizione di Baku, c’è un importante avvicendamento nella TopFive delle Olimpiadi di Batumi: l’India, dopo tanta gavetta, entra a far parte dell’Olimpo scacchistico, prendendo il posto dell’Ucraina. Per il resto, nessun cambiamento rispetto al 2016: Azerbaigian, Cina, Russia e USA sono senza discussione le potenze scacchistiche del Terzo Millennio, anche se per la Russia la tradizione è molto più consolidata.

batumi logo

Procediamo in ordine progressivo, almeno per quanto riguarda la media-Elo dei quattro più quotati giocatori:

India – 2724

India flag

Da almeno un decennio continua a sfornare giovanissimi talenti, veri spauracchi per i giocatori occidentali e non. Si può dire che la sua consacrazione come potenza scacchistica (fenomeno Anand a parte) si è realizzata con le Olimpiadi di Tromso nel 2014, dove colse un terzo posto impronosticabile, visto che era orfana dello stesso Anand, alle prese con la preparazione del suo match mondiale contro Carlsen. Nel 2016 non ha certo deluso le attese, alla fine quarta ancora senza Vishy. La formazione per Batumi vede il ritorno dell’ex-Campione del Mondo, affiancato da giocatori esperti come Harikrishna e Sasikiran, e giovani ancora in ascesa come Adhiban e soprattutto Vidit Santosh, ormai stabile Over2700.

IND

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Viswanathan Anand: per la “Tigre di Madras” un ritorno alle Olimpiadi, una competizione che non gli ha mai portato molta fortuna, ultima sua apparizione a Torino 2006 con un mediocre 4,5 su 9.

Azerbaigian – 2748

flag azerbaigian

Formazione immutata rispetto al 2016, quando (da paese organizzatore e quarto nel ranking iniziale) riuscì a cogliere un insoddisfacente 12esimo posto. Gli Azeri non hanno mai brillato alle olimpiadi (miglior risultato il quinto posto di Tromso 2014), stranamente perché invece per ben tre volte nell’ultimo decennio hanno conquistato il titolo di Campioni d’Europa a squadre. Quest’anno possono schierare un Mamedyarov forte come non mai.

aze

Mamedyarov_Rapid World 2015

Shakhriyar Mamedyarov: sempre molto affidabile nelle competizioni a squadre, nel 2018 ha superato per la prima volta “quota 2800”. E’ stato medaglia d’oro individuale a Istanbul 2012, però in terza scacchiera. Recente il suo successo a Biel davanti a Magnus Carlsen.

Cina – 2756

flag china

Dopo l’oro olimpico di Tromso 2014, la Cina non è più una outsider. Tre talenti notevolissimi nelle prime tre scacchiere e due ottimi comprimari, in grado di ottenere qualsiasi risultato, vedi l’eliminazione di Carlsen dalla World Cup 2017 ad opera di Bu Xiangzhi.

CHN

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Ding Liren: n° 1 indiscusso cinese e uno dei più forti giocatori al mondo, con un record di imbattibilità invidiabile (negli scacchi a cadenza classica 82 partite di seguito senza sconfitte!) e ancora in corso.

Russia – 2764

flag russia

Per la prima volta dopo “secoli” la Russia non è la squadra con la più alta media Elo. Non è un grossissimo problema, visto che negli ultimi quindici anni il fatto di essere i “numeri uno del tabellone” non ha ugualmente consentito alla Russia di conquistare l’oro olimpico. L’ultimo successo risale a Bled 2002, da allora qualche argento e bronzo, ma ben tre volte è stata addirittura esclusa dal podio. Non si può dire certo che gli insuccessi abbiano portato una rivoluzione in squadra: la formazione per Batumi è ultraconsolidata, con l’escluso di rilievo Alexander Grischuk. Oltretutto non è nemmeno un periodo particolarmente felice per i componenti della formazione olimpica, con Vitiugov disastroso alla SuperFinale, Nepomniachtchi che nello stesso torneo è riuscito solo in parte a risollevarsi verso la fine; Jakovenko probabilmente è il giocatore con il “trend” più positivo, mentre Karjakin e Kramnik sono in squadra semplicemente perché indiscutibili, una formazione russa senza loro due non avrebbe senso. Karjakin ha dichiarato che l’obiettivo è uno solo, l’oro.

RUS

vladimir-kramnik_candidati-2018

Vladimir Kramnik: la sua leadership negli scacchi russi non è mai stata in discussione dall’abbandono della scena scacchistica da parte di Kasparov. Kramnik alle Olimpiadi ha sempre fatto il suo dovere, fin dal 1992 quando l’appena 17enne fu in grado di conquistare la medaglia d’oro individuale in seconda scacchiera; anche nell’ultima edizione, Baku 2016 ha colto la medaglia d’oro individuale, ancora in seconda scacchiera (per la discussa decisione di schierare Karjakin in prima).

USA – 2772

flag usa

Media Elo “stellare”, è proprio il caso di dire. La formazione USA ha sempre performato bene alle Olimpiadi, ma ora partono da Campioni in carica e da n° 1 del tabellone. Grazie alle scelte compiute da Caruana e So si è venuto a creare un team quotatissimo, con Nakamura e ultimamente Sam Shankland, anche lui entrato tra i giocatori Over2700. Non è mai semplice però riconfermarsi.

USA

Caruana_Saint_Louis_2018

Fabiano Caruana: è lo sfidante al titolo di Campione del Mondo, evento che si svolgerà poco dopo la fine di queste Olimpiadi. Il detentore del titolo, Magnus Carlsen, ha preferito non presentarsi a Batumi, forse memore delle prestazioni non proprio brillanti delle sue precedenti partecipazioni. Per Fabiano il discorso è diverso: alla sua prima partecipazione con la squadra USA, ha contribuito in maniera determinante alla conquista dell’oro in Baku 2016, con la conquista della medaglia di bronzo individuale in prima scacchiera, imbattuto. Abbastanza logico che intenda riprovarci.

batumi

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Olimpiadi 2018: le outsiders

13 Commenti a “Olimpiadi 2018: le Favorite”

  1. MrChessProjects
    21 settembre 2018 - 19:27

    Sono assolutamente d’accordo con te Stefano. Ricordo a tutti che prima di Naku era stato suonato il de profundis perché l’Italia si trovava improvvisamente senza Fabiano dopo averlo avuto ad Istambul e Tromso, eppure i nostri hanno giocato molto bene e raggiunto un risultato eccellente. Probabilmente il migliore di sempre se si considera il fatto di averlo ottenuto solo con giocatori provenienti solo dal settore giovanile italiano.

    Quanto ai favoriti forse qualcuno non si ricorda che i fortissimi USA a Baku hanno superato l’Ucrsina prova di Ivanchuk solo per spareggio tecnico (2 criterio de non erro) questo periodo dire che la competizione e’ molto dura e alla fine la vittoria gira sul risultato di poche partite chiave vinte negli scontri decisivi.

    Possono vincere in pochi ovvero USA, India, Russia, Cina. Un gradino sotto Ucraina, Azerbaijan e Grancia che però rappresenterebbero una forte sorpresa.

    Da seguire le Olimpiadi sono il torneo più eccitante per ogni appassionato di scacchi perché sonno uniche e varie ricche di forti giocatori ma anche di semi sconosciuti che diventano eroi per un giorno!

    Chess Projects e Veturia grazie al loro nuovo brand “Dream Stream” stanno preparando una diretta (da remoto) su Chess24, con commenti giornalieri in italiano, a beneficio del pubblico italiano ed io sarò presente sul posto a Batumi dal 28 settembre

    Dunque invito i gentili amici di Scacchierando a prendere contatto possibilmente entro domani per ricevere tutti dettagli in modo da poterli riportare agli appassionati italiani.

    Buone Olimpiadi e ovviamente Forza Italia

    M.Z.

  2. Angelmann
    22 settembre 2018 - 01:22

    “Da seguire le Olimpiadi sono il torneo più eccitante per ogni appassionato di scacchi” dice Matteo… Facile da credere!
    Come per tanti appassionati italiani, la mia unica esperienza è Torino 2006, ricordi fantastici!
    Le distese di scacchiere, gli stand, il fantastico miscuglio di genti e lingue, non era solo il mondo delle 64 case tutto lì, era il mondo come dovrebbe essere tutto lì, riunito da un piccolo, antico e fantastico gioco.
    Tanti appassionati visibilmente contenti e, probabilmente, avevo la stessa espressione estasiata che vedevo nei loro volti. Poi tutti in sala, silenziosi, con l’espressione concentrata scrutando le scacchiere… Sia mai che Kramnik pensi che non capisco cosa stia accadendo nella sua partita…
    A Torino ho rivisto amici che non vedevo da tempo immemore, anche se di roma anche loro.

    E’ colpa di Torino se mi sono trovato a leggere Scacchierando, per poi collaborare per anni con il blog, in una esperienza bellissima, una cavalcata di anni, quasi una “full immersion”, a volte mangiando ore al sonno, articoli, commenti, contatti di “redazione”, programmazione degli articoli, idee, scandaglio della rete alla ricerca di notizie, nulla doveva sfuggire a Scacchierando! Una esperienza che mi ha dato tantissimo e che ha saldato amicizie vere, tanto nuove quanto importanti. Super – Stefano, ovviamente, il mitologico Megalovic, grandissimo! … Ho incontrato Blade, il leggendario Runner, una sola volta, eppure è una persona presente e rilevante del mio universo, un amico che è sempre un piacere sentire. E Gabriele, Alex, Dario, Dante…

    A Torino mi sono fermato più volte a chiacchierare, allo stand di Torre e Cavallo, con Roberto Messa, mai conosciuto prima.

    A Torino allungavo il collo per cercare di seguire le partite dei ragazzini del 1989, autori di un gran bel torneo. Ricordo l’entusiasmo di Ronchetti che sballottava Sabino Brunello ripetendo “ha vinto, ha vinto” riferendosi ala partita di Vocaturo che si era appena conclusa!

    Poi Michelone Godena, che allora non avevo ancora avuto il piacere di conoscere, sempre cortese e disponibile con tutti, sempre pronto a dare un riscontro alla domanda di uno sconosciuto che lo incrociava!

    La passione tra le scacchiere. Tukmakov nel seguire la sua Ucraina emanava energia!

    Il predestinato, un Carlsen non ancora sedicenne che occhieggiava le scacchiere dei top players… E tutti i top players andavano a dare una occhiata alle sue partite!

    L’Armenia campione! Ricordo su Scacchierando (giallo) una foto di Blade della squadra avvolta nella bandiera armena, in cui compariva ovviamente anche Karen Asryan: “voglio ricordarlo così” scrisse Blade per la sua prematura e tragica scomparsa.

    E alla fine ti trovi a prendere il caffè al banco accanto a Vishy…
    Le Olimpiadi Scacchistiche!!

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