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FirstOlympiad1927

Una breve storia delle Olimpiadi

Una manciata di riferimenti e immagini per una storia lunga quasi un secolo

Comincia con questo pezzo la marcia di avvicinamento di Scacchierando alle Olimpiadi di Batumi 2018. E’ un aggiornamento dell’articolo sulla Storia delle Olimpiadi già comparso in precedenza su Scacchierando.

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Il nostro programma è il seguente.

– una breve storia delle Olimpiadi scacchistiche (Blade – 16/09)
– una presentazione delle squadre outsiders (Megalovic – 18/09)
– una presentazione delle squadre favorite (Blade – 20/09)
– la presentazione della Squadra Olimpica Italiana (Megalovic – 22/09)

Dal 24 settembre, il punto di riferimento sarà l’articolo principale di MegalovicDiretta Olimpiadi“, che appunto seguirà la manifestazione turno per turno.

L’inizio

Durante il Torneo di Londra del 1922 (vinto da Capablanca su Alekhine e Rubinstein) il Maestro russo Evgenij Znosko-Borovskij, residente a Parigi dopo essere fuggito dalla madrepatria in occasione della Rivoluzione d’Ottobre, annunciò l’intenzione della Federazione Scacchistica Francese di organizzare un grande evento in occasione delle imminenti Olimpiadi di Parigi del 1924. Questa è considerata la prima edizione “non ufficiale” delle Olimpiadi Scacchistiche, la formula era infatti ancora approssimativa (la competizione era più individuale che a squadre) e soprattutto non esisteva ancora la FIDE!

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Parigi 1924: scontro finale tra Colle e Mattison, si imporrà quest’ultimo.
(foto L’ECHIQUIER 1925)

Il 1924 è una data epocale per gli scacchi in quanto proprio in quell’occasione venne fondata la FIDE, appunto la “Federation Internationale des Echecs“, con l’apporto di una quindicina di Federazioni Nazionali, tra le quali l’Italia. Il legame tra Olimpiadi Scacchistiche e Olimpiadi vere e proprie purtroppo non si consolidò (siamo lontani ancora adesso) e la FIDE iniziò a organizzare competizioni a squadre che solo nel 1952 presero la definitiva denominazione di Olimpiadi degli Scacchi.
Nel 1927 a Londra venne indetta una competizione a squadre che solamente a posteriori venne considerata la prima edizione ufficiale delle Olimpiadi: vi parteciparono 16 nazioni, tutte europee (c’era anche l’Italia) tranne l’Argentina. Vinse l’Ungheria che a quell’epoca (spesso guidata da Geza Maroczy) era un colosso scacchistico ancora più forte rispetto all’epoca attuale.

Geza-Maroczy

Geza Maroczy (immagine Deutsche Schachzeitung)

Nelle prime edizioni l’ordine di scacchiera non era fisso (si iniziò nel 1931 con l’edizione di Praga) e la classifica finale era determinata dalla semplice somma dei risultati individuali (solo in caso di stesso punteggio finale si procedeva a conteggiare i risultati dei matches di squadra). I ritmi erano massacranti: spesso di giocavano tre turni al giorno, con cadenza di 20 mosse l’ora (che allora potevano ancora essere aggiornate). Per tale ragione i Maestri più esperti, e avanti con l’età, non ottenevano risultati pari alla loro fama; erano avvantaggiate le formazioni che proponevano giocatori forti e giovani, la resistenza fisica era un elemento determinante, anche in questo modo si può spiegare il dominio USA negli anni Trenta, vincitori di ben quattro edizioni.

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La Polonia vincitrice nel 1930: si riconoscono Tartakower (seppure non polacco) secondo a sinistra e Rubinstein al centro dell’immagine

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Il giovane Samuel Reshevsky fu uno degli artefici dei successi USA negli anni Trenta

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Marcel Duchamp rappresentò la Francia nelle Olimpiadi di fine Anni Trenta,
qui una sua significativa opera di epoca successiva

Una manifestazione a squadre che non venne riconosciuta come Olimpiade perché non organizzata dalla FIDE fu quella di Monaco di Baviera 1936. I Nazisti sospesero il divieto ai non-ariani di partecipare, per cui la FIDE lasciò libera ciascuna federazione nazionale di partecipare o meno. Molti Ebrei presero parte a questo evento e fu significativo che squadre come l’Ungheria e la Polonia, formate in gran parte da ebrei, riuscissero a superare in classifica finale “l’ariana” Germania.

La prima Olimpiade organizzata fuori dall’Europa fu l’ottava, tenutasi a Buenos Aires in Argentina nel 1939, purtroppo in contemporanea con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale (l’Inghilterra ritirò la propria squadra a competizione iniziata). Vinse la Germania, ma nessuno dei cinque componenti della squadra tornò nella madrepatria! Diversi altri scacchisti, soprattutto ebrei, decisero di rimanere in Argentina piuttosto che tornare nell’Europa sconvolta dalla guerra.

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Anche Capablanca partecipò a Buenos Aires 1939:
fu la sua prima e ultima Olimpiade,
medaglia d’oro in prima scacchiera per Cuba,
qui raffigurato nel suo incontro con Moshe Czerniak, Israele

Scende in campo l’Unione Sovietica

Dopo la pausa forzata, dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, le Olimpiadi scacchistiche ripresero nel 1950 con la nona edizione di Dubrovnik. La Jugoslavia di Gligoric si impose sull’Argentina di Najdorf. Mancava però l’Unione Sovietica, a seguito dei contrasti politici con la Jugoslavia di Tito.

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Svetozar Gligoric, prima scacchiera della Jugoslavia 1950

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Fu nel 1952, ad Helsinki in Finlandia, che prese parte all’agone olimpico per la prima volta lo squadrone sovietico. La loro vittoria finale però non fu così agevole come molti esperti ritenevano (d’altra parte la formazione faceva tremare i polsi: Keres, Smyslov, Bronstein, Geller, Boleslavsky, Kotov!), soprattutto per il periodo di scarsa forma proprio di Paul Keres, solo decimo come risultato individuale in prima scacchiera. Misero le cose a posto però Smyslov e Bronstein, medaglie d’oro in seconda e terza scacchiera, e Geller, medaglia d’argento in quarta.

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Inizia il lungo dominio sovietico che dura più di vent’anni e si interrompe per cause extrascacchistiche: nel 1976 la FIDE scelse Israele come sede delle Olimpiadi e questo portò l’immediata defezione dell’URSS, dei suoi stati satelliti e di tutti i paesi arabi. Fu anche organizzata una manifestazione alternativa a Tripoli, nemmeno a quella però prese parte l’Unione Sovietica. Ad Haifa si imposero gli USA (seppur senza Bobby Fischer), a Tripoli si svolse un evento qualitativamente molto scarso (nemmeno un GM era presente), tanto che riuscì ad imporsi El Salvador!

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Il logo dell’Olimpiade alternativa di Tripoli 1976

Nel ventennio precedente, come detto, i Sovietici avevano dominato, la lotta era per le piazze d’onore tra Jugoslavia, Argentina e Ungheria. Nel 1954, ad Amsterdam, Keres fu declassato dalla prima (dove aveva fatto il suo esordio olimpico Botvinnik) alla quarta scacchiera: dimostrò che quella non era la collocazione che gli si addiceva, ottenendo un mostruoso 13.5 su 14!

Sovietics at Amsterdam 1954

I Sovietici ad Amsterdam 1954:
Smyslov, Bronstein, Keres e Botvinnik

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Ancora Botvinnik, qui a confronto con Larsen a Mosca 1956

Nel 1957 si tenne la prima edizione delle Olimpiadi scacchistiche femminili. Si svolse ad Emmen in Olanda e vide il confronto serrato tra URSS e Romania, vinsero le sovietiche.
Nel 1960 vi fu l’esordio olimpico di Bobby Fischer a Lipsia. Fischer fu schierato subito in prima scacchiera nonostante i suoi soli 17 anni, per questo motivo Samuel Reshevsky si rifiutò di partecipare alla spedizione americana, ritenendo che la prima scacchiera fosse la sua ovvia collocazione. Il grande Bobby complessivamente andò bene, ottenendo la medaglia di bronzo in prima scacchiera; subì però due sconfitte: una con Gligoric ci poteva anche stare, l’altra con l’ecuadoregno Cesar Munoz era del tutto imprevista, stavolta il Dragone gli risultò fatale.

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Fischer-Tal, una delle tante battaglie intercorse tra questi due giganti della scacchiera

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Le Olimpiadi di Varna 1962, con gli spettatori assiepati

Ancora Fischer protagonista nel 1966 a L’Avana, quando per la sua richiesta di non disputare una partita per convinzioni religiose (non poteva svolgere tale attività dalle 18 del venerdì alle 18 del sabato in seguito al precetto di una setta fondamentalista cristiana alla quale aderiva) il match USA-URSS rischiò di saltare: in un primo momento alla richiesta degli USA di rinviare l’incontro i Sovietici si opposero risolutamente, chiedendo la vittoria per 4 a 0; poi la FIDE cercò di mediare proponendo un 2 a 2 che certo non poteva soddisfare l’URSS; alla fine il match fu spostato nel giorno di riposo della competizione, quando i sovietici si imposero per 2.5 a 1.5.

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Alla fine Fischer riuscì a giocare contro il suo futuro avversario per il titolo mondiale

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Nel 1968 a Lugano, tanto per cambiare, Fischer fa notizia: vorrebbe giocare le sue partite in una stanza privata (!) per questioni di illuminazione, gli organizzatori non glielo permettono e lui si ritira dalla competizione. Per quanto riguarda il risultato finale, stavolta si può parlare di uno stradominio URSS, che si aggiudica il titolo addirittura con due turni di anticipo: i Sovietici disputano complessivamente 76 partite, ne vincono 49, ne pattano 27 e non ne perdono una!

Lugano 1968 stamp

Siegen 1970

Anche a Siegen 1970 gli spettatori erano straripanti

Nel 1972 a Skopje, allora in Jugoslavia, si svolsero per la prima volta contemporaneamente Olimpiadi assolute e femminili, che però mantennero numerazioni differenziate: ventesima edizione per l’Open, quinta per il Femminile. Importante ricordare questa Olimpiade perché fu anche la prima in cui si utilizzò il punteggio Elo. Nell’URSS come al solito vincente era presente un giovanissimo Karpov (19 anni, terminò con l’impressionante bilancio di dieci vittorie, una patta e una sconfitta contro il bulgaro Padevsky) e addirittura un giocatore che non era GM, l’IM Vladimir Savon che aveva da poco vinto il Campionato Sovietico davanti a Tal e Smyslov!

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Un giovanissimo Karpov

Nizza 1974 vide riproporsi il medesimo scenario: URSS semplicemente troppo forte, ancora una volta non perse una partita delle 88 giocate. D’altra parte la formazione era eloquente: Karpov, Korchnoi, Spassky, Petrosian, Tal e Kuzmin (quest’ultimo, chiaramente il meno quotato del gruppo, disputò ugualmente ben quindici partite, vincendone dieci e pattandone 5: una discreta seconda riserva…).

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Nel 1978, dopo le edizioni antagoniste del 1976 che videro l’assenza sovietica, nell’edizione di Buenos Aires successe l’imprevedibile: l’Unione Sovietica non vinse! Sicuramente importante fu la contemporanea assenza di Karpov e Tal, ma l’URSS era ugualmente data per favorita. Fu l’Ungheria di Portisch, Ribli, Sax e Adorjan a riuscire nell’impresa, sfruttando una imprevedibile sconfitta dei Sovietici contro la Germania, con Pfegler che riuscì a sconfiggere Polugaevsky. Sebbene già adottato durante le “edizioni antagoniste”, questa fu la prima vera Olimpiade in cui si utilizzò il sistema svizzero (prima in genere si procedeva con una fase a gironi eliminatori e una fase finale).

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L’Ungheria vittoriosa a sensazione nel 1978

Karpov e Tal ritornano a rimpolpare l’URSS nel 1980 a La Valletta, Malta, fa anche la sua prima comparsa un 17enne Kasparov come seconda riserva, ma la vittoria sovietica è senza gloria: solo per spareggio tecnico sull’Ungheria, dopo che le due squadre avevano totalizzato i medesimi punteggi di squadra e individuali.

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Il camerone, sede di gioco di Malta 1980

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L’URSS vittoriosa nel 1980, prima apparizione olimpica di Kasparov

Il 1982 coincide con la consacrazione di Garry Kasparov. Nell’edizione di Lucerna l’URSS vuole sgombrare il campo dai dubbi e ci riesce benissimo; l’accoppiata Karpov-Kasparov risulta micidiale e lo squadrone ritorna a dare un distacco abissale al resto del mondo.

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Kasparov a Lucerna, impegnato contro Korchnoi

Nel 1984 a Salonicco invece i due K mancavano perché impegnati nella loro sfida per il titolo mondiale. Nonostante questo l’URSS si fece valere, grazie soprattutto a Beliavsky e Vaganian. Nell’86 a Dubai Karpov e Kasparov non furono così brillanti, subirono sconfitte, e l’URSS riuscì ad imporsi per solo mezzo punto in classifica finale nei confronti della formidabile Inghilterra di quel tempo, con Miles, Nunn, Short, ecc.

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Anand, prima scacchiera dell’India a Dubai 1986

Dopo un’imperiosa prestazione in Salonicco 1988 (Kasparov e Karpov, oro in prima e seconda scacchiera), l’ultima apparizione dell’URSS fu quella del 1990 a Novi Sad, dove la prima scacchiera era occupata da un poco più che ventenne Ivanchuk e la seconda dal quasi coetaneo Gelfand. Questa squadra giovane si impose senza eccessiva fatica.

Il dopo-URSS

In seguito alla disgregazione dell’Unione Sovietica, l’edizione del 1992 a Manila si presentò con una serie di squadre che in realtà provenivano a filo doppio dall’ex-URSS: la Russia di Kasparov si impose nettamente e sul podio salirono per la prima volta le neo-formate Uzbekistan e Armenia, mentre tra le prime dieci squadre della classifica finale c’erano pure la Lettonia di Shirov, la Georgia di Azmaiparashvili e l’Ucraina di Ivanchuk. L’URSS non c’è più ma scacchisticamente non sembra essere cambiato molto e infatti la Russia vince imperterrita sei edizioni di fila dal 1992 al 2002.

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Kramnik nell’edizione di Manila 1992

Le Olimpiadi contemporanee

Poi nel 2004 un avvicendamento che sul momento non sembra rovesciare più di tanto l’ordine delle cose: è l’Ucraina di Ivanchuk e Ponomariov che si aggiudica l’edizione di Calvià. Nel 2006 le Olimpiadi approdano in Italia, a Torino, ed un’altra ex-repubblica sovietica si impone: è l’Armenia di Aronian, Akopian, Asrian e Sargissian. Fatto non secondario il secondo posto della Cina; completano il podio gli Stati Uniti; la Russia solo sesta, nonostante una formazione da Over2700, ultrafavorita in partenza.
La situazione non cambia a Dresda 2008: Armenia prima, Russia fuori dal podio, solo quinta. Poi due secondi posti per i Russi: in casa, a Khanty-Mansiysk nel 2010, dietro l’Ucraina e a Istanbul nel 2012 dietro l’Armenia.

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Nel 2006 il primo successo nella tripletta olimpica dell’Armenia

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Nel 2010 l’Ucraina bissa la conquista dell’alloro olimpico

Poi è cronaca dei nostri giorni, con le Olimpiadi norvegesi che omaggiano il nuovo Campione del Mondo Magnus Carlsen. Spazio per la Russia? Neanche per sogno! E’ la Cina che sorprende, ma fino a un certo punto; per la Russia nel 2014 un amarissimo quarto posto.

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La Cina al completo, nel trionfo di Tromso 2014

Nell’ultima edizione, quella di Baku 2016, gli Stati Uniti schierano una formazione inedita e fortissima: a Nakamura vengono affiancati Fabiano Caruana e Wesley So, quindi tre giocatori vicini ai 2800 punti Elo, nemmeno la Russia può tanto. E i risultati si vedono, con gli USA che pareggiano solo due confronti di squadra (contro Repubblica Ceca e Russia), con Wesley So che conquista l’oro personale in terza scacchiera e Caruana il bronzo in prima. Al secondo posto l’Ucraina (lo spareggio è aggiudicato in base ai punti individuali: 31,5 per gli USA, 31 per l’Ucraina) che a un percorso perfetto (dieci vittorie di squadra!) deve associare la sconfitta col minimo scarto subita dagli Americani, decisivo Caruana. Terzo posto per la Russia, sconfitta a sua volta dall’Ucraina, nonostante la medaglia d’oro di Kramnik in prima scacchiera.

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Le SuperStars USA a Baku 2016

Materiale liberamente tratto e tradotto da Olimpbase

14 Commenti a “Una breve storia delle Olimpiadi”

  1. Kind Of Blue
    17 settembre 2018 - 22:41

    Mi associo pure io ai complimenti per il bellissimo articolo! Magari si potrebbefare un qualcosa di analogo per le olimpiadi della compagine italiana?

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