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Dopo la sconfitta contro Vachier-Lagrave nello Shewnzen Master, che ha interrotto la serie di 100 partite senza socnfitte, Ding Liren è tornato ad essere l'"invincibile" restando imbattutto nelle successive 24 partite! Al cinese mancano ancora gli acuti nei SuperTornei visto che ha in bacheca solo lo Shenzhen Master 2017, in cui non erano presenti giocatore della Top-10 mondiale

L’occhio del predatore

Racconto di Carlo Marzano da Porto Carras

Porto Carras, 17 ottobre 2018. Campionato europeo per club, sesto turno. Noi della Lazio scacchi siamo a riposo forzato, avendo purtroppo preso il bye.

Sono in albergo e seguo le partite on line. Ma c’è un incontro dal sapore storico: Carlsen – Ding. Il n. 1 contro il n. 4. In caso di sconfitta Carlsen perderebbe il primato mondiale dopo sette anni. Se invece vincesse, porrebbe fine alla corsa di Ding a pochissime partite dal raggiungere e poi superare il record di Tal (95 incontri senza sconfitte).

Improvvisamente, Carlsen sbaglia e va sotto. Rischia il primato. Sento che devo andare a vedere questa partita in diretta, dal vivo. Corro. Questo è il vantaggio di giocare la champions nella stessa sala con i top players.

Arrivo e mi piazzo davanti alla scacchiera, se allungo la mano posso muovere i pezzi (ma la cosa non sarebbe gradita, presumo). Si percepisce nell’aria un’energia potentissima.

Carlsen è in difficoltà, ma dà comunque  l’impressione di giocare in sicurezza. Ding però lo fiuta, sa che è vicinissimo all’impresa storica: battere il campione del mondo. La tensione si taglia con il coltello e siamo tutti con il fiato sospeso.

A un certo punto Carlsen abbassa la testa, come una preda ferita, e Ding lo punta. Sente l’odore del sangue. Prende la mira. Io sono lì a mezzo metro. Uno sguardo che mi colpisce e mi è rimasto impresso: lo sguardo del predatore.

Invece il cinese commette un’imprecisione. Si lascia sfuggire il campione. Alla fine solo patta: Carlsen resta n. 1.

Il norvegese esce dalla sala ed è raggiante, letteralmente saltella felice con quelli della sua squadra. Ding invece è fermo in piedi, appoggiato sulle sue stampelle, con le mani sulla testa. Sconvolto: ha gettato la vittoria della vita. L’aveva in pugno e se lo è lasciato sfuggire.

Qualche giorno dopo viene pubblicato questo scatto della fotografa Niki Riga. Brava, ha immortalato l’istante magico. A un passo dall’impresa e dalla fine del dominio di Carlsen.

Grazie a Niki per aver reso indelebile questo ricordo.

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