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Concorso “La regina degli scacchi”

Invia entro il 27/11 una recensione della serie TV. Premio: buono acquisto di 100 € spendibile presso “Le Due Torri”

In un anno che ha visto una notevole crescita della popolarità degli scacchi a livello mondiale, un evento mediatico ha ulteriormente contribuito a riportare il nobil giuoco nei mezzi di comunicazione di massa. Si tratta de “La regina degli scacchi” (“The Queen’s Gambit” nell’originale), miniserie televisiva basata sull’omonimo romanzo di Walter Tevis, pubblicato nel 1983. La miniserie (sette episodi della durata media di un’ora ciascuno), trasmessa dalla piattaforma Netflix, ha avuto un immediato successo di visualizzazioni e recensioni, anche e forse soprattutto da parte dei non “esperti” del gioco. Per questo motivo Scacchierando vuole dare la possibilità ai propri lettori di contribuire alla fruizione di quest’opera mediante la possibilità di scrivere una recensione della miniserie, che sia opera di chi probabilmente non sarà proprio “esperto” (nel senso rigoroso del termine, come lo potrebbe essere un giocatore professionista), ma che sarà sicuramente un vero appassionato del gioco.

Un vero e proprio concorso dunque per la “miglior” recensione. Il vincitore verrà premiato con un buono-acquisto del valore di 100,00 € spendibile presso il negozio “Le Due Torri” di Bologna.

Ci sono naturalmente delle regole da seguire e le andiamo ad elencare:

  • la recensione dev’essere originale, mai comparsa prima sul web o sulla stampa;
  • la recensione non può fare riferimento, più o meno palese, ad altre recensioni;
  • la recensione NON deve contenere “spoiler” troppo evidenti, abbiate rispetto per chi la serie la deve ancora vedere;
  • il testo dovrebbe avere la lunghezza media degli articoli che compaiono su Scacchierando, orientativamente 25-30 righe per 60 battute, ma di certo non si può essere troppo rigidi su questo, e sforamenti in più o in meno saranno consentiti; comunque non scrivete una recensione troppo lunga perché non la leggeremo, mentre una troppo corta va bene per un commento, non per un concorso di recensioni;
  • è possibile allegare al testo alcune posizioni scacchistiche tratte dalla serie; per quanto riguarda le immagini tratte dalla serie, ne aggiungeremo noi un paio per recensione.

La scadenza per inviare le recensioni è fissata per il 27 novembre 2020. La settimana successiva saranno pubblicate le recensioni giudicate particolarmente meritevoli; l’ultima ad essere pubblicata sarà anche quella riconosciuta come vincitrice del concorso.

La scelta delle migliori recensioni e di quella vincitrice del concorso è a insindacabile giudizio della Redazione di Scacchierando.

È possibile firmarsi con il proprio effettivo nome e cognome oppure con un nickname; in quest’ultimo caso il vincitore dovrà, a concorso terminato, palesarsi alla Redazione di Scacchierando (che eventualmente manterrà il più assoluto riserbo su esplicita richiesta del vincitore) in modo tale da potergli accreditare il buono di 100,00 €.

Le recensioni vanno spedite al seguente indirizzo:
info chiocciola scacchierando punto net

91 Commenti a “Concorso “La regina degli scacchi””

  1. Megalovic
    5 novembre 2020 - 11:25

    Tra l’altro è una serie osannata dalla critica USA, assolutamente da vedere anche in compagnia di una persona che non ha alcun interesse per gli scacchi.

  2. leovil
    8 novembre 2020 - 20:22

    Ho partecipato con grande entusiasmo al concorso ma, in quanto reporter e avendo lavorato anche all’estero, devo fare una precisazione.
    Una recensione non può essere scritta in appena 25/30 righe (praticamente mezza pagina word), non si tratterebbe infatti di una recensione ma di un semplice articolo.
    Le recensioni, basta fare un giro sui principali siti di settore per rendersene conto, vanno dalle 70 alle 120 righe di solito.
    Raramente scendono sotto le 70 righe e principalmente questo accade per un motivo specifico e cioè relativo ai limiti imposti dalla carta stampata.

    Spero che la redazione nella valutazione degli elaborati proposti dai candidati non si soffermi semplicemente sulla lunghezza come metro di “scarto” ma piuttosto sul contenuto e sulla qualità della recensione.

    Ringrazio la Redazione di Scacchierando per questa bellissima opportunità e un caro saluto a tutti!

  3. leovil
    9 novembre 2020 - 18:18

    Comprendo il pericolo delle “recensioni fiume” ma 2000 battute complessive sono praticamente una cartella word.
    Mi sembra un po’ poco! Non vorrei che si fosse confuso l’articolo con la recensione perchè parliamo di cose differenti.
    Scrivere un articolo di 2000 battute ha un senso, per una recensione invece è davvero pochissimo.
    Per scrupolo ieri sono andato a verificare sui principali siti di cinema e Serie TV e la recensione più corta aveva sulle 3800 battute.

    Non è ben chiaro (ma magari è un’opinione solamente mia) se dobbiamo scrivere una recensione o un articolo.
    Perchè in base a quello che ho capito, personalmente ho scritto una recensione (ripeto con grande entusiasmo, infatti ho inviato l’elaborato tra i primi), ma non può (e non deve) corrispondere alla lunghezza orientativa richiesta dal bando, altrimenti sarebbe un articolo.

    Comunque vi ringrazio molto sia per la risposta che per l’opportunità che state dando a tutti noi appassionati! 🙂

    • leovil
      10 novembre 2020 - 12:17

      Sia ben chiaro, il compito di giudizio è molto difficile indipendentemente da chi scrive e da quanto scrive.
      Tuttavia l’obiettivo del mio intervento, rivolto alla redazione, è piuttosto chiaro
      Non si dovrebbero penalizzare coloro che hanno scritto di più poichè nelle recensioni è perfettamente normale produrre dei testi “lunghi”.
      Logico che una recensione di 8 pagine non possa essere presa in considerazione in questa sede però una recensione di 2 o 3 pagine mi sembra del tutto normale e come spiegavo l’altro giorno in linea anche con tutte le altre recensioni presenti sul web.

  4. Megalovic
    10 novembre 2020 - 18:57

    Nel frattempo “The Queen’s Gambit” è la serie TV Netflix più popolare per la seconda settimana consecutiva!

    Addirittura per The Independent (UK) si tratta di una delle migliori serie TV di Netflix di sempre!

  5. Megalovic
    12 novembre 2020 - 20:56

    Prosegue la travolgente ascesa di “The Queen’s Gambit” , adesso tra le prime cinque Serie per numero di giorni da Serie TV più vista su Netflix: 20!

    La serie ha un rating di 8,8/10 dopo 69.249 voti su IMDB e 100% su Rotten Tomatoes!

  6. wolf
    15 novembre 2020 - 21:30

    TG1 stasera ha mandato in onda un servizio che partendo dalla serie La Regina degli scacchi in un minuto e mezzo ha messo insieme tanti argomenti scacchistici culminati con la citazione della sconfitta fraudolenta di Caruana da parte di “uno sconosciuto giocatore armeno”?? (sarebbe il GM Tigran Petrosian)

    http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ffd7f9c8-e6c2-4735-b7a2-6dc6468f8ff7-tg1.html

  7. Megalovic
    17 novembre 2020 - 12:44

    La regina degli scacchi anche su Forbes. Titolo: ‘The Queen’s Gambit’ deve essere una delle serie Netflix più popolari di sempre.

    Nel frattempo prosegue la striscia di numero di giorni della Serie TV più vista su Netflix nel mondo: 25 giorni, seconda dietro solo The Umbrella Academy (30 giorni).

    Il 16 novembre la serie dedicata agli scacchi comincia ad essere incalzata da un’altra serie (The Crown) ma, oltre ad essere ancora prima nel mondo, resta prima in diversi stati tra i quali ovviamente la Russia e diverse nazioni ex URSS. Tra i paesi dell’UE è ancora in vetta in Francia, Croazia, Grecia, Bulgaria, Romania ed in Italia!

  8. Megalovic
    17 novembre 2020 - 13:15

    Entusiastiche molte delle recensioni apparse sui siti italiani.

    Ovviamente c’è anche chi non è d’accordo. Il secolo XIX: “Tutti pazzi per “La regina degli scacchi”, la bellezza della banalità. La nuova serie di Netflix fa impazzire la Rete e colleziona recensioni entusiasmanti e voti altissimi. Ma la storia è prevedibile più o meno già dalla fine del primo episodio.”

    Nel frattempo c’è anche chi, come Vanity Fair, inizia a suggerire le serie da vedere se ti è piaciuta la Regina degli Scacchi dopo aver affermato che “siamo tutti in lutto per la fine de La Regina degli Scacchi. Avremmo voluto altri mille episodi e ora ci sembra che non troveremo mai più una serie così. (Siamo tutti d’accordo che sia la serie più bella del 2020, vero?).”

  9. chiccochicco
    17 novembre 2020 - 18:25

    Dico la mia dopo aver letto gli interventi precedenti , spero con la giusta attenzione.
    Personalmente mai mi permetterei di dire a qualcuno che non la pensa come me “non capisci niente, quella cosa fa schifo / è un capolavoro”. Io detesto i funghi, non mi piace il loro sapore; ma visto che c’è chi paga una fortuna per un tartufo, ha sicuramente ragione lui.

    Detto ciò, sono state accostate serie TV che non ci azzeccano niente tra loro; le serie tipo Friends o Beautiful o Suits hanno come obiettivo quello di vendere pubblictà negli intervalli e di durare nel tempo. La narrazione è volutamente fatta a spezzoni. La sceneggiatura è volutamente scritta in modo che chi si perde uno o più episodi può però facilmente continuare a seguire perchè nel fattempo non è successo praticamente nulla o perchè ogni episodio ha una storia che si apre e si chiude e non preclude le puntate successive; così si possono continuare a vendere gli spazi pubblicitari perchè il pubblico affezionato continua a seguire. Niente di simile per “La regina degli scacchi; 7 episodi, se ne perdi uno hai perso un pezzo importante della storia e non puoi recuperare. Non sono previsti spazi pubblicitari e quindi la narrazione è completamente diversa. Per garantire la continuità nel racconto non può non essere realizzata che dallo stesso regista; ogni episodio non ha un senso in se ma è un tassello di una storia.
    Di solito giudico un film o una serie TV in assoluto, senza comparazioni. Mi ha emozionato? Si/no. Mi ha intrattenuto? Si/No. La fotografia mi è piaciuta? Si/no L’interpretazione degli attori? La ricostruzione storica? I costumi? Etc. Non ha senso dare un giudizio tipo “si, la serie mi è piaciuta ma Amarcord è meglio”. O “c’è più suspense nei film di Hitchcock”. ”

    Ho letto varie recensioni alla serie, sia positive che negative. Il punto che più mi è piaciuto sta in una analisi credo fatta da un critico della CNN. In soldoni dice che la serie racconta di un universo parallelo dove essere intelligenti è affascinante, è figo (in contrapposizone direi con i tuttologi da social media dei giorni nostri, quelli cresciuti nella università della strada che se la prendono con i “professoroni”) e che le persone si comportano onorevolmente, rispettando le regole senza barare. Aggiungo io che negli scacchi, si vinca o si perda, non si può che prendersela con se stessi. Il gioco degli scacchi non ammette alibi e questo, lo dico da padre di un giovane scacchista, è un fantastico strumento di crescita.

  10. Giancarlo Castiglioni
    19 novembre 2020 - 23:20

    Sfinito dopo la lettura di tutti i commenti (ci ho messo due giorni), dico la mia.
    Non si deve dimenticare che film e serie televisive sono prodotti commerciali, che dovrebbero riuscire a recuperare l’investimento, quindi i fratelli Vanzina che producono cinepanettoni non sono artisti ma sanno fare il loro mestiere.
    Inversamente i registi che producono film in perdita visti da uno sparuto gruppo di cinefili saranno anche artisti, ma non sanno fare il loro mestiere.
    La mia ammirazione va a quelli capaci di fare entrambe le cose, successo di pubblico e successo di critica, il tutto facendo quadrare i conti.
    Inutile fare esempi, li conosciamo tutti.
    Per le serie televisive valgono le stesse considerazioni.
    Ho seguito le più note serie televisive di buon livello (Soprano, Breaking Bad, Mad man, ecc.), ma non sono un fanatico della qualità, ogni tanto vedo anche serie di puro intrattenimento.
    Per esempio ultimamente ho visto “Hollywood”, una stupidaggine ben confezionata, ma divertente.
    Fatte queste premesse “La regina degli scacchi” non mi è piaciuta.
    Dopo le prime due o tre puntate intendevo smettere, poi mi sono fatto forza per finirla per seguire le discussioni in corso, e tutto sommato le ultime puntate sono un po’ meglio.
    Non la condanno del tutto, per esempio arredi e costumi mi sono piaciuti.
    Apro una parentesi su Mosca fine anni ’60 dove si svolge l’ultimo episodio.
    Ci sono stato nel 1968 ed è stata una esperienza indimenticabile; tutto era diverso dall’Italia, avevo l’impressione di essere sul set di un film di fantascienza, di essere su un altro pianeta.
    Sono stato ancora a Mosca nel 1982, ma era già cambiato molto, la differenza con l’occidente era minore; c’erano già indizi della decadenza dell’URSS, ero ancora nell’albergo Rossija, nuovo scintillante nel ’68, trascurato con le moquette macchiate nel ’82.
    In “La regina degli scacchi” ho rivisto la Mosca ’68, in questo sono stati bravi.
    Quel che mi è piaciuto meno e la parte più propriamente scacchistica.
    L’ascesa della protagonista è ovviamente inverosimile.
    Non si diventa maestri giocando solo con un giocatore di club, senza praticamente studiare e vincendo sempre.
    Ma lo ammetto anche, sapendo che per gli americani l’eroe deve vincere sempre.
    Quel che non ammetto sono tante piccole sciatterie, errori evitabili che non aggiungono niente alla spettacolarità del racconto.
    D’accordo la scacchiera è orientata giusta, meglio di niente, ma non basta.
    La cosa peggiore è che Beth a 18 anni gioca le sue partite fresca come una rosa con lo stesso coinvolgimento che potrei avere io a 75 anni; non si vede felicità per la vittoria, frustrazione per la sconfitta, tensione e nervosismo prima dell’inizio della partita, la fatica necessaria per mantenere la concentrazione durante l’intera partita.
    In sintesi gli scacchi sono molto di più di quel che la serie fa vedere.

  11. GaborBalogh
    20 novembre 2020 - 16:30

    E perché non lo sarebbe? Anzitutto, ci sono delle serie distribuite da Netflix di gran lunga superiori a questa, per esempio Black Mirror o House of Cards. Non è che tutto Netflix si riduce a “La regina degli sacchi”. E’ questa serie che, A MIO PARERE, è particolarmente mediocre.
    Parlando in termini generali, ho già elencato alcuni dei principali fattori che impediscono alle serie tv di raggiungere la qualità dei migliori film, e sono fattori inerenti la produzione, scelte deliberate per sfornare velocemente quante più serie è possibile e che siano allo stesso tempo prodotti di massa, al solo scopo di fare bei soldoni. Immaginiamo la situazione inversa, poniamo che Netflix, dall’oggi al domani, cambiasse radicalmente politica e decidesse di dare spazio a grandi artisti e dare loro mano libera per creare vere opere d’arte. Nulla impedirebbe, in questo caso, che possano venir prodotte serie tv di un livello qualitativo pari ai migliori film di Coppola o di Scorsese. Naturalmente, però, il ritmo di produzione sarebbe molto inferiore, il numero delle serie distribuite anche, e probabilmente pure il numero complessivo di spettatori (anche se non sarebbe mai esiguo, come non è esiguo quello degli spettatori del cinema di Coppola e Scorsese). Però si farebbe dell’arte vera, con tutte le ovvie ripercussioni positive sulla società e, starei per dire, sull’umanità tutta.
    E infine: le serie Netflix sono comunque arte, in termini generali, lo sono in quanto cinema. Però alcune serie, come, A MIO PARERE, questa di Scott Frank, sono arte mediocre, altre serie sono nettamente migliori, come le due sopracitate. Ma, per le ragioni già dette, i migliori film raggiungono vette non ancora raggiunte (fuorché, A MIO PARERE, dalla terza stagione di Twin Peaks).

  12. Megalovic
    20 novembre 2020 - 19:48

    Marina Brunello, che si è appena qualificata per la Final Four del Campionato italiano Femminile, è stata intervistata dal Corriere della Sera. Titolo dell’articolo: “Marina Brunello, la (vera) regina degli scacchi italiana”. Il riferimento è ovviamente alla Serie TV che Marina ha visto, dandone una breve “recensione”.

    https://www.corriere.it/cronache/20_novembre_19/marina-brunello-vera-regina-scacchi-italiana-bbf816e4-2a98-11eb-a3fb-78126c23822f.shtml

  13. marcone 8
    20 novembre 2020 - 19:59

    Consiglierei a GaborBalogh di non inviare una sua recensione della serie , perchè verrebbe immediatamente cestinata data la sua prolissità. Ho colto solo alcune affermazioni qua e là dato che sono anni che non mi dedico alla lettura di romanzi. Prima affermazione alle serie televisive di dedicano solo registi di serie b . Sorrentino e Linch , sono registi scadenti? Al cinema in pratica non ci va più nessuno , forse Gabor non se ne è ancora accorto ed appare chiaro che la serie televisiva è il sostituto naturale del cinema , direi la sua evoluzione. Seconda affermazione : i film tratti da romanzi non possono essere di grande livello ce ne sono pochi validi. Morte a venezia di Visconti- il Gattopardo ,sempre di Visconti- 2001 Odissea nello spazio- Oblomov- Solaris- Stalker e mi fermo quì citando solo alcuni capolavori assoluti, ma si potrebbe continuare a iosa dato che la grande maggioranza dei film validi o meno sono ispirati da romanzi o racconti . infine il giudizio negativo su questa serie non mi trova per niente d’accordo. Come quasi tutte le serie prodotte da netflix è di grande livello tecnico , questa in particolare offre una rappresentazione impeccabile degli anni 60 che a tratti ricorda le atmosfere di Muholland Drive.Quanto a trama e a presa sul pubblico è ai massimi livelli come dimostra il successo ottenuto. Come se non bastasse il tema centrale sono gli scacchi e la serie avvicinerà parecchi giovani a questo sport come fece il match del secolo!

  14. Darkstorm
    22 novembre 2020 - 22:46

    Segnalo che in questi giorni sono uscite notizie in numerosi sitiweb e anche nell’inserto sportivo Sportweek della Gazzetta in tema di serie televisiva e di scacchisti italiani.

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