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Bornholm7. Bicicletta

Baltic sea cup 2008. Bornholm: “il gioiello del Baltico”

MegaReportage!

Cari amici di Scacchierando,se amate il mare, i boschi, la bicicletta e la musica, questo è un torneo che non potete perdere.
Bornholm, isola danese soprannominata “il gioiello del Baltico” per la sua bellezza naturale, è infatti altresì considerata un vero paradiso per i ciclisti (cosa c’entri la musica ve lo spiego dopo).Per arrivare qui, la strada più rapida è l’aereo fino a Copenaghen, e poi un altro volo fino all’isola. In alternativa, ove proprio non vi entusiasmasse l’idea di spendere oltre 400 euro solo per questo brevissimo secondo tragitto, dalla capitale danese si può prendere un comodo treno -proprio dall’interno dell’aeroporto- e passare il confine con la Svezia attraverso un magnifico ponte che unisce i due paesi. Quindi dritti dritti fino a Ystad, e finalmente il traghetto per Bornholm, per… tornare in Danimarca.

Già: l’isola sarebbe geograficamente svedese, ma a suo tempo fu occupata dai danesi. Sembra poi che in Svezia non avessero particolare interesse, per cui hanno lasciato cadere la cosa (isola più, isola meno…). In realtà i tempi di reazione sono stati così lenti che nel frattempo la popolazione locale era diventata proprio danese, per cui ha persino organizzato una rivolta per evitare l’onta di essere riconquistata. L’ennesimo episodio che attesta la secolare rivalità tra le due nazioni scandinave. La conseguenza è che la Danimarca ha questa sua graziosa isoletta, un po’ staccata dal continente e quindi con una storia a sé.

La città: Ronne


Ronne dal traghetto!

I traghetti arrivano a Ronne, che è la località più grande (si fa per dire) dell’isola, nonché sede del torneo. Ordinata e pulita, la città ha la sua piazza centrale, l’immancabile chiesetta, il vecchio faro del 1880. C’è anche la classica zona pedonale con i negozietti di abbigliamento, ma dall’Italia non verrete a comprare qui (sulla moda nessuno ci batte). Invece, sul design degli oggetti per la casa i danesi sono molto trendy!



Ronne

Qui l’atmosfera ti dà un senso di pace assoluta. Sembra tutto così rilassante! Dopo un’annata in cui si sono subìti i ritmi spesso stressanti delle nostre città, passeggiare per queste stradine ti fa respirare un diverso modo di concepire la vita.


Tipica stradina di Ronne

Le casette hanno tutte la forma di villini, al massimo di due piani, principalmente colorate di arancio e giallo, con i classici tetti a falda rosso mattone. In questi paesi sono molto sensibili verso la luce del sole, che d’inverno fa un po’ il prezioso. Presumo questa ricerca della luce sia uno dei motivi per cui vengono scelti i colori caldi nell’architettura. Riflettevamo su questo aspetto con l’altro italiano presente al torneo, Lorenzo Valle (genovese, residente in Svezia da otto anni), secondo il quale ciò giustificherebbe anche la (drammatica!) mancanza di tapparelle e di tende alle finestre (ci sono sì delle persianine, ma giusto per far scena). Insomma: quando c’è luce, è un peccato bloccarla.

L’unico problema, per tutti gli scacchisti “del sud”, è che qui alle 5.00 è già alba. Se considerate che le partite potevano finire alle 23.00, e che poi dovevi persino cenare… A proposito, mi sono sempre chiesto che fine faremmo a Tromso, dove nel periodo del torneo è praticamente sempre giorno.

L’isola di Bornholm: il paradiso dei ciclisti

L’isola vive di agricoltura, artigianato, pesca e turismo, ed è in particolare una meta rinomata per gli appassionati di bicicletta. A Bornholm c’è un’insuperabile rete di piste ciclabili: ogni strada è concepita per ospitare auto e ciclisti, nel massimo rispetto reciproco. Anzi, sembra che il ciclista regni, qui: guardate, ad esempio, come parcheggiano l’auto quando occorre una sosta temporanea. Come dire: darò pure fastidio alle auto, ma il ciclista è sacro!


Parcheggio rispettoso

Per darvi un’idea, tutta l’isola si presenta così:


Piste ciclabili

Dunque, la prima cosa da fare è affittare la bicicletta, così fondamentale da essere persino prevista nel pacchetto torneo in fase di iscrizione on line. Ecco quindi la mia fedele compagna di viaggio (un po’ frigida -è vero- ma non si può avere tutto dalla vita…)


Bicicletta

Così equipaggiati (magari portatevi uno zainetto), potrete avventurarvi in giro per l’isola. L’unico vero problema è l’incognita “tempo” (a parte il fatto che non c’è l’abbuono dei 30’’, vabbe’): qui abbiamo avuto la prima metà del torneo con un clima spettacolare, caldo e non un filo di nuvole. In spiaggia la temperatura dell’acqua è sorprendentemente più invitante di quanto mi aspettassi, e ci si può (addirittura) fare il bagno. Se piove, però, una volta depennate le passeggiate, i giri in bici e il mare, gli eventuali accompagnatori potrebbero iniziare ad avere qualche leggerissimo cedimento psicofisico e rimpiangere il momento in cui si sono lasciati convincere (“Va bene caro! Allora ti accompagno. Però a patto che tu mi prometta di non stare sempre appiccicato a quel computer e di portarmi al mare tutti i giorni! Ok?”).

Bornholm offre principalmente spiagge e boschi. Per dovere di cronaca segnalo che a pochi chilometri da Ronne c’è anche uno spettacolo di falconeria. Durante il torneo di Schwarzach nel 2007 era stato veramente emozionante assistere per la prima volta a una simile esibizione.  Se siete furbi avrete quindi un’altra mattinata occupata. Colgo l’occasione per evidenziare una particolarità che non conoscevo: non si tratta di un’esibizione di “falchi”, come brillantemente suggerisce il nome dello spettacolo. Fanno volare delle vere aquile sopra la vostra testa!

Comunque, se c’è il sole, la vacanza è mitica e ogni giorno potrete scegliere se spalmarvi in spiaggia (si auspica rigorosamente diversificando le mete), oppure avventuravi nelle gite. Fate colazione, prendete la vostra bicicletta, vi inoltrate per i boschi che costeggiano il mare, e percorrete le agevoli piste ciclabili immersi nella natura. Ad esempio, andiamo verso nord!


Ciclabili in pineta

Quando volete fare una sosta, svoltate (ciclabili perpendicolari ogni pochi minuti), 100 metri e sbucate qui:


La costa

Visto che folla? Sembra di essere a Rimini, vero? : - )

In spiaggia vi rilassate, trovate la giusta concentrazione per l’incontro del pomeriggio, e poi ripartite. Dopo qualche chilometro giungete ad Hasle…


Hasle

… dove troverete tipici posti in cui cucinano il pesce. Come esimersi dal provare il piatto del posto, l’aringa affumicata?


Aringhe affumicate

In realtà, io l’ho ordinata nonché mangiata senza capire che tipo di pesce fosse (pensavo più ad uno squaletto locale). Poi però ho chiesto informazioni (senno’ che vi raccontavo?) e -considerata la mia sensazionale dimestichezza con il vocabolario inglese- ho acutamente afferrato il concetto (in inglese “aringa” viene tradotta con il termine “herring”).

Torniamo alla nostra gita: quando rientrate in città, vi fate una bella passeggiata nella piazza e nella zona pedonale davanti all’albergo, e potete scegliere di sedervi a mangiare (l’aringa è piccolina…) nei vari localetti (beh, non ve ne aspettate centinaia, mica siamo a Parigi). La scelta, però, non sarà dettata dal tipo di cibo, bensì dai vostri gusti musicali!

La musica

La città, infatti, è piena di musicisti, che si posizionano al centro della piazza principale (i più fanatici, che mirano alle grosse masse di pubblico) oppure davanti ai ristoranti (i più tecnici, per i palati sofisticati). Ce n’è quindi per tutti i gusti; compresi i soliti indiani, che faranno pure gli originaloidi, ma poi suonano in playback: - )


Indiani

C’è poi chi fa proprio sul serio: l’importante è crederci -questo è vero- ma io non avevo ancora visto una cosa simile…


Musica da… camion

Tengo a sottolineare che il gruppo si porta appresso persino i tavoli e le sedie!

Tuttavia (a conferma che l’abito non fa il monaco), tecnicamente i migliori in circolazione erano questi due:

Duo jazz

Tao Højgaard alla chitarra e Anders Juhl Nielsen alla tromba, che ci deliziavano tutti i giorni all’ora di pranzo. Un duetto da veri intenditori jazz!

È un vero peccato che in Italia sia vietato quello che invece è un costume ampiamente apprezzato nel resto dell’Europa…

Gita al castello di Hammeren

La simpatica organizzazione del torneo ci ha preparato una piccola sorpresa: una gita in pullman con guida turistica; tutto a spese loro. Queste iniziative sono molto positive nell’ambito di un torneo, poiché danno modo agli scacchisti di fare amicizia fra loro e di integrarsi.


Foto di gruppo

Partendo da sinistra, l’italiano Valle, il sottoscritto, l’organizzatore Hansen e il gm Savchenko.


Con Golod e Savchenko

Qui mi vedete con i gm Golod e Savchenko.

Boris per l’occasione ha portato in vacanza anche la simpatica mamma, sempre sorridente.

Savchenko’s family

Come meta per la nostra gita è stata scelta la rovina del castello di Hammeren.

Ecco a voi… il castello di Hammeren!
Una torre di Hammeren

Sì, in effetti dal castello si vede la costa svedese:

Guardate: la Svezia!

Nella foto (limitandosi a citare solo i gm) i più preparati riconosceranno Arthur Kogan con la figlia in braccio: il loro look vi dà una pallida idea del vento che tirava quel giorno…

La gita è dunque occasione per approfondire la conoscenza con i grandi maestri: così si comprendono alcune caratteristiche del loro gioco, e allora si scopre

– che il gm Boris Savchenko non ha alcun timore delle più insidiose situazioni tattiche

A very difficult position

– che anche l’esperto Vitali Golod si trova a suo agio in qualsiasi posizione

What’s the problem? Tac, tac and mate!
Vitali in relax

C’è da dire, però, che l’animo da killer è fondamentale per uno scacchista professionista, e se uno comeSavchenko vi prende di mira difficilmente vi salverete…

Tiro al bersaglio

Va comunque sfatato un mito: non è affatto vero che gli ex sovietici sono così ermetici e impassibili come si dice. In realtà, difficilmente contengono la loro soddisfazione quando vincono

Golod 1-0

mentre tendono a cadere in una pericolosa depressione quando perdono…

Golod 0-1

In ogni caso, bastano pochi consigli da parte di gm di questo calibro per consolidare la nostra autostima:

Fiducia nei propri mezzi
Il torneo

Avete ragione, c’era anche il torneo! O forse dovrei dire “i due tornei”: date un’occhiata ai primi del tabellone…

1
Michael Roiz
2680
2
Igor Khenkin
2655
3
Sergei Tiviakov
2645
4
Nikita Vitiugov
2616
5
Zoltan Gyimesi
2586
6
Boris Savchenko
2578
7
Vitali Golod
2578
8
Yuriy Kuzubov
2578
9
Lars Bo Hansen
2569
10
Artur Kogan
2569
11
Alexander Evdokimov
2555
12
Alexei Iljushin
2546

Quattro polli, eh? : - ) Inutile dire che -nonostante le diverse bandiere- ben dieci di essi parlavano la stessa lingua (ma no! Non l’inglese…).

Dopo i primi dodici gm, un vuoto assoluto: tra questi e la fascia 2300-2200 c’erano appena (udite udite) due giocatori (2431 e 2353)! Ad avviso del simpatico organizzatore, il mega presidente preg.mo comm.re dr. prof. Hansen, quest’anno avrebbero commesso un errore strategico, facendo partire il torneo di martedì e quindi coinvolgendo due settimane per le ferie. Comunque in Danimarca prediligono i tornei a dieci turni, e quindi per loro sarà sempre un problemino.

In ogni caso, per questa seconda edizione il torneo ha subìto alcune trasformazioni, tra cui l’eliminazione di un doppio turno. Ciò è avvenuto previa consultazione con gli stessi partecipanti: un’usanza molto lodevole, che non ho avuto occasione di apprezzare in Italia, è la distribuzione di questionari ai giocatori, nei quali si chiedono preferenze e opinioni per la successiva edizione. All’estero questa prassi è frequente; da noi meno, e direi si abbia una minore sensibilità per le esigenze e i gusti dei giocatori: per fare solo un esempio (premettendo che chi organizza merita sempre rispetto e gratitudine), trovo inaccettabile dover subire un inutile e deleterio doppio turno solo perché si è voluto organizzare un semilampo durante il giorno “di riposo” (scusate, ma mi prudevano le mani…).

1. Cf3?!

Eseguita la prima mossa, Kogan appare visibilmente perplesso per essersi reso conto del suo grave errore:“Uhm, uhm… oh, nooooo: it’s the wrong kniiiight!”

Il torneo è stato vinto da Vitiugov, che aveva iniziato un po’ in sordina. Sinceramente non ho compreso laratio dei criteri usati per gli spareggi. Sembra che il bucholtz non sia assolutamente considerato: in caso di parità (e una volta divisi i premi in danaro : - )) contano prima il numero di vittorie e poi… il numero di tabellone (come dire: l’elo!). In questo modo Vitiugov, chiudendo in recupero con un bel 3,5 su 4, ha superato per spareggioSavchenko, il quale però aveva vinto lo scontro diretto e giocato l’intero torneo in prima scacchiera!

Vi segnalo poi due tra le partite che mi hanno maggiormente colpito (le trovate tutte sul sito ufficiale, ma solo in Java: http://www.balticseacup.dk/bsc08/runde_pgn.asp):

1. Kuzubov – Gyimesi (turno 4): tra due “quasi 2600”, dopo una velocissima apertura, il bianco tiene inchiodato l’avversario tutta la sera, cercando di spremere al massimo la posizione. Moltissimi altri gm avrebbero firmato il formulario cinque ore prima;

2. Savchenko – Kuzubov (turno 7): non so che farebbe Savchenko se la piantasse di giungere alla scacchiera con almeno quindici minuti di ritardo (regola fissa, contro chiunque): dopo venti mosse aveva ancora 1h e 40’ (senza incremento!), l’avversario in tilt con solo mezz’ora sull’orologio, e posizione già completamente vinta (mi sa che studicchia, sì…).

Ci sono state anche due simultanee, tenute dai gm Kogan e Khenkin.

Ragazzi, qui non si scherza: così come l’intero torneo, anche la sfida su venti scacchiere è stata ripresa persino dalla tv! Ecco immortalata la simultanea di Khenkin dell’ultima sera: vedete la presentatrice con cameraman a seguito?

Simultanea di Khenkin con presentatrice e cinepresa

Se vi fate un giro sul sito ufficiale troverete una decina di servizi televisivi trasmessi al telegiornale locale (http://www.balticseacup.dk/bsc08/tv2bornholm.asp). Con una cinepresa professionale le immagini sono molto più belle rispetto alle solite foto! La copertura mediatica del festival è stata dunque veramente impagabile, considerando che oltre alla tv c’erano ben dodici scacchiere trasmesse on line (a proposito: grazie a tutti per il calore col quale avete seguito il torneo : - )).

Vi avviso che le partite possono finire anche alle 23.00, mentre la sera i locali chiudono presto. L’organizzazione comunque pensa a farvi mangiare ad orari da scacchisti, e dunque potete scegliere se prenotare il pacchetto completo oppure “rischiare” con il bed & breakfast (se poi volete risolvere tutti i problemi alla radice scegliete aperture taglienti e finirete entro le quaranta mosse). L’unico problema è che qui veramente esagerano con isandwiches, che soprattutto la sera appesantiscono!

Esagerati!

A pranzo, invece, non avrete problemi e certamente vi troverete a vostro agio ovunque, perché nei ristoranti danesi ci si sente proprio a casa:

Casa mia

Come alternativa, potreste ripiegare su ciò che la natura offre, ma questo dipenderà dai gusti personali:

De gustibus

Per chiudere, se è innegabile che la star del festival fosse Savchenko

Boris superstar

… una citazione finale dev’essere dedicata alla nostra reginetta: Carolina, la mascotte del torneo! Carolina è figlia del gm Artur Kogan e della moglie Tatjana Plachkinova, la quale -anch’essa giocatrice (wim)- questa volta si è presentata in veste di mamma a tempo pieno.

Altro che bici!

Se visitate il sito della scuola di scacchi di Kogan (www.olalachess.com) apprezzerete un simpatico video di presentazione con la piccola che spazza via il padre in poche mosse. Con simili genitori, ovviamente Carolina sa già giocare a scacchi, e vi assicuro che batterla non è affatto semplice. Per arrivare al suo re e darle matto non vi sarà sufficiente avere una donna in più: dovrete usare gli elicotteri!

Carolina’s super 0-0-0

Grazie a tutti, alla prossima!

Carlo

 

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