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Vienna200920

Chess open Wien 2009: il torneo dei cento gradini

E ora?
Basta, è finita: ormai non ha più senso giocare un torneo.
Noi fortunati partecipanti a Vienna 2009 abbiamo raggiunto il massimo qui, assaporando la sede più bella di tutti i tempi!
Il torneo è ospitato addirittura nel municipio: palazzo molto prestigioso, ai confini del “ring”, l’anello che delimita il centro della città. Il contorno incantato rende indubbiamente unica questa manifestazione.


L’ingresso del municipio

La sede è talmente suggestiva da meritare inquadrature diverse a tutte le ore:


Le torri bianche…


… e quelle nere


Uno sguardo d’insieme alla magnifica Town Hall: di giorno…


… e di notte

Ogni sera tornando in albergo ammiravamo questo spettacolo ed era piuttosto automatico pensare: “Ma sul serio giochiamo lì dentro?”  : - o

Cosa volete dire ad una sala da gioco così?


Sala principale

Unico neo, peccato per quelli del torneo C che devono accontentarsi di giocare qui:


Sala del torneo C

Insomma, l’inclassificato è trattato come il super g.m.
Per accedere alla sala da gioco si devono salire due bei piani (quelli di un tempo, però!), per centouno gradini complessivi.
Introdotto l’argomento, abbiamo “in squadra” contato i gradini. Infatti il sottoscritto, consapevole di dover fedelmente riportare in cronaca il dato esatto -in maniera in effetti del tutto superficiale- aveva arrestato il conto a novantasette.
Qualche giorno dopo, però, la svolta: sulla scia della partecipazione emotiva al reportage per Scacchierando, il simpatico giocatore palermitano Guido Inglese (comunemente noto come “il presidente”) mi ha fatto notare che avevo dimenticato di conteggiare la rampetta d’accesso con i primi quattro gradini. Il totale giungeva dunque a centouno! Ed ecco che veniva collettivamente coniato il titolo del reportage: “il torneo dei cento gradini” : - )


La carica dei 101

Fondamentale diventa quindi la tecnica di salita: il segreto è non entrare in competizione con i più giovani che vanno su diretti a passi decisi… Ciascuno mantenga la propria andatura, altrimenti arrivate in cima stremati e rischiate di perdere un pezzo in apertura. Vabbe’… diciamo un pedone : - )
Corre quindi l’obbligo di avvertire i fumatori futuri partecipanti: per farvi la vostra tiratina, dovrete scendere fino a terra e risalire. Vale la pena, o meglio iniziare a smettere di fumare? Datevi da fare: avete tre anni di tempo.

Già, perché il festival è talmente prestigioso che viene organizzato solo una volta ogni tre anni. C’è comunque da sperare per il futuro, in quanto durante il torneo hanno fatto circolare un questionario in cui richiedevano le preferenze dei giocatori in ordine alla frequenza della manifestazione, ed escluderei che qualcuno possa avere messo la crocetta su una risposta diversa da “tutti gli anni”.
In effetti, nel sito ufficiale riportano con soddisfazione l’esito del sondaggio: il settanta per cento dei giocatori ha “votato” per un torneo a cadenza annuale, e la quasi totalità per la cadenza biennale.
Per ora la reazione del pubblico è stata recepita come “a big challenge for the Vienna Chess Federation”. In ogni caso, male che va, torneremo nel 2012.

Con un contesto simile, non c’erano dubbi che anche l’organizzazione avrebbe funzionato a meraviglia.
In effetti le nostre aspettative hanno trovato piena conferma, perché sono state fatte le cose in grande: addirittura la prima scacchiera veniva proiettata su uno schermo gigante, con posti a sedere riservati a tutti gli altri giocatori:


Prima scacchiera

Uhm… visto che la foto sopra sarebbe perfettamente compatibile con il livello dell’organizzazione, forse qui è il caso di mettere una faccina… prima che qualcuno ci creda davvero! ; - )
Nello stesso periodo del torneo, infatti, proprio davanti alla sede di gioco c’era il festival della musica lirica. Non dal vivo, però: le opere venivano proiettate come fossero dei film.


Locandina del festival

Con la scusa del festival, la piazza era gremita sino a tarda sera, tappezzata di stand che distribuivano tutti i cibi del mondo: cinese, italiano, messicano, giapponese, bavarese, e persino australiano. Abbiamo (pluralemaiestatis) assaggiato la carne di canguro (almeno così ce l’hanno presentata…): è molto tenera e saporita. Certo, il canguro mi fa una gran pena, ma mi sento meno colpevole perché so che nella prossima vita sarò vegetariano : - P


La piazza attrezzata per colazione, pranzo e cena


C’è però chi opta per l’immancabile cena nel ristorante italiano

Wien

La città è veramente bella, con un centro molto ordinato.


Il simbolo di Vienna: la cattedrale di Santo Stefano

Mi ha colpito in particolare la pulizia degli edifici.


La zona pedonale al centro della città

Come fanno ad essere così puliti? Forse c’è meno smog?
Macché: è solo olio di gomito. Senza lavori di restauro anche qui l’inquinamento lascia il segno. Guardate come è ridotta la parte ancora non trattata della cattedrale (notate la differenza con la sommità del campanile):


Restauri

Vienna è piena di carrozze: affascinanti, comode, romantiche. L’unico problemino è che la sera, nei dintorni della piazza san Pietro, dove si trovano le scuderie, regna nell’aria un profumino non proprio gradevole.


Piazza san Pietro


Votiv chirke


Il m.f. Renzo Ramondino ammira una scultura di… ma come legno?


Il vostro reporter con una scultura in metallo, incredibilmente simile all’altra in legno

Devo confessare che come turisti siamo stati rimandati a settembre.
Tuttavia, tappa obbligata è stata Schonbrunn, la residenza estiva degli Asburgo.
Eletta dall’Unesco a patrimonio mondiale dell’umanità, la reggia è uno spettacolo. Ancor prima del palazzo, colpisce l’imponenza del parco. Non per niente anche Napoleone, da trionfatore, pensò bene di stabilirsi qui. Sarebbe da suggerire per la sede della prossima edizione del torneo.


I timidi giardinetti imperiali

Tra tutte le particolarità delle numerose stanze della reggia, la cosa più suggestiva è stata la sala in cui per la prima volta Mozart si esibì al cospetto dell’imperatrice. Si narra che al termine del concertino privato egli si buttò tra le braccia di lei riempiendola di baci.
Un incorreggibile latin lover? Chissà. In ogni caso, nell’occasione Mozart aveva quattro anni : - )
E poi dicono che era precoce…

Il torneo

Prime trentasei scacchiere collegate on line, circondate da un cordone che delimitava l’accesso e che abbiamo prontamente ribattezzato “ring” per uno scontato parallelismo con l’anello che circoscrive il centro di Vienna.
Le prime nove partite (in corso) venivano proiettate su due grandi schermi, posizionati nella sala e nel bar (oltre al mega schermo sulla piazza, certo). Soluzione congeniale per evitare la calca sulle prime scacchiere.


Bar con cinemino

Una rapida occhiata al torneo degli italiani.
Partenza a razzo di un Caruso scatenato che si piazzava nel ring intenzionato a non uscirvi fino a fine gara. 3 su 3, poi una sconfitta con l’imbattibile vincitore del torneo e quindi… la mossa più devastante, e soprattutto destabilizzante: un tragico squillo del cellulare che purtroppo rovinava il torneo di Augusto al quinto turno : - (
Ottima prestazione per Andrea Dappiano (elo 1927), che realizzava 5 su 9 e una performance di 2183, di ben 250 punti superiore al proprio rating.
Il sottoscritto, grazie al fatto di essere inviato speciale di Scacchierando, veniva spesso collocato all’interno del ring, solo per dovere di ospitalità, e favorito con i dovuti riguardi.
Molto positivo anche il torneo del m.f. Ramondino (che sorprendentemente ha un notevole controllo dei pezzi nonostante la sua manifesta incapacità di distinguere il legno dal metallo): Renzo chiudeva a 6 su 9 guadagnando un K abbondante, dopo aver avuto anche lui l’onore di impegnare il terribile Shoker.

A proposito… Shoker: un nome, un programma! Anzi, che dico: quasi un nick name creato per l’occasione : - )
L’egiziano -un “semplice” m.i. da 2448- dominava il torneo shockando tutti, ed imponendosi su una schiera di g.m. (dieci in totale, capitanati da Tiviakov con 2674): uno sbalorditivo 7 su 7 e Shoker poteva permettersi di controllare la gara con due patte di consolidamento, chiudendo con la fantastica performance di 2708!
Il trionfo non era sminuito dalla mancata realizzazione della norma g.m. Proprio così: perché Shoker, nonostante si fosse impadronito della prima scacchiera, turno dopo turno faceva “slalom” di g.m. e così alla fine ne incontrava solo tre, pochi per la norma.
Questo ogni tanto succede, ma è non è così frequente quando si gioca sempre a punteggio pieno in un torneo con ben dieci g.m.

Quella che segue è una foto scattata pochi minuti dopo la fine del torneo. Da sinistra Guido Inglese, Renzo Ramondino, Carlo Marzano, Vincenzo La Franca. Riuscite ad intuire quale dei loschi individui immortalati ha fatto aspettare gli altri tre amici per ben 126 mosse?!


Foto di gruppo a fine torneo

Mi fa molto piacere che questa foto sia stata stampata e sia ora felicemente appesa nei locali del circolo di Palermo (mica ci giocherete a freccette?), degno ricordo di un bellissimo torneo giocato con grande spirito di “squadra”… ; - )

Per chiudere, un’ultima particolarità: su Scacchierando si è commentato il fatto che nel tabellone qualcuno avesse il titolo accademico davanti al cognome.
Finalmente abbiamo capito il perché del “DR. Tarrasch”!
Si vede che il buon Siegbert (notoriamente fanatico e precisetto) compilando la prima volta il modulo d’iscrizione, aveva pedissequamente seguito le istruzioni riportando anche il titolo, in effetti richiesto dall’organizzazione del torneo austriaco.
Io non sono stato così diligente, ma… ragazzi! Me ne sono amaramente pentito: poiché escludo che si sarebbero messi a far controlli, quando mi ricapita di giocare un torneo come “Comm. Cav. Mega Dirett. Galattico Mostruos.mo Conte Lup. Mann.”! ; - )

Carlo

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