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Una tranquilla settimana sulla Manica: Hastings e il torneo di capodanno

Reportage sul torneo di Hastings 2011. Edizione 2013: vince Mchedlishvili con 6,5/9 per spareggio tecnico

Cari amici di Scacchierando,

siete ancora indecisi sul torneo da scegliere per il periodo natalizio? Volete trascorrere un romantico fine anno in una località tranquilla? Se è così, Hastings potrebbe fare per voi. Natale in famiglia e poi… via in Inghilterra a giocare, rimanendo lì per festeggiare il capodanno.

Quello di Hastings dovrebbe essere il torneo più longevo di tutti i tempi. L’esordio a livello dei libri di storia risale al 1895, quando si organizzò la manifestazione scacchistica più importante dell’800. Sulla scia del prestigio assoluto di tale evento, nel 1921 prese vita il torneo di capodanno. Se pensiamo che per gli italiani è un vanto la lunga serie raggiunta dall’altro famoso torneo di capodanno, quello di Reggio Emilia (proseguito ininterrottamente dal 1947 al 2012), ci rendiamo conto di quanto sia imponente e la tradizione inglese del classico festival, che ha dato forfeit solo durante la seconda guerra mondiale, ma ancora oggi resiste e fra pochi giorni vedrà aprirsi l’edizione n. 89.

Per il torneo di capodanno sono transitati a Hastings i massimi giocatori dell’ultimo secolo, e quindi anche tutti i campioni del mondo (fino a qualche decennio fa): da Steinitz a Capablanca; da da Tal a Karpov; con la sola eccezione di Fischer. Ciliegina sulla torta, a coronamento di questa eccezionale carrellata di campioni, l’ultima edizione è stata vinta del nostro amico Gawain Jones.

Gli scacchi saranno pure il gioco più violento che esista. Ma un’altra ben più cruenta battaglia segna la storia di questa città: nel 1066, sulle colline di Hastings, si combatté per il futuro dell’Inghilterra, che passò in mano alla dinastia normanna.

L’epico scontro fu peraltro deciso da una singola “mossa”: l’esercito normanno stava per soccombere e come estremo tentativo finse una ritirata delle proprie fanterie. Le truppe sassoni si lanciarono all’inseguimento, ma così facendo persero la loro posizione dominante sulla collina e divennero vulnerabili. A quel punto, l’intera cavalleria normanna, nascosta in agguato, partì alla carica e distrusse l’esercito sassone, che si era ingenuamente esposto.

Una sola decisione strategica avventata cambiò dunque la sorte dell’intera nazione. Aroldo II – Guglielmo “il conquistatore” 0-1 (Hastings, 1066).

La città

Hastings è essenzialmente una cittadina di pescatori, con una lunga tradizione. Il lungomare è pieno di case dei pescatori, molto pittoresche: al piano superiore vivono, a quello inferiore vendono il pesce.

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Case-mercatini

La pesca fa talmente parte della storia della città che esistono persino un museo e una cappella!

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Il museo di Fischer. Ehm… scusate, di fisher!

Su queste premesse, per farvi ben accogliere, non potete certo presentarvi con il vostro banale e ordinario look cittadino. L’unico modo per trascorrere una vacanza in tranquillità è quello di confondersi con i paesani e camuffarsi adeguatamente prima di partire. Non è complicato. Parrucca, berretto, barbone posticcio, e sarete perfettamente integrati:

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Tipico pescatore della Manica

Comunque, c’è sempre chi è testardo e non ascolta i suggerimenti:

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Qui con il mf Ramondino, trooooppo abitudinario

Altro consiglio, molto importante: non dovete essere freddolosi. Altrimenti meglio che rinunciate: si gioca in un centro sportivo, all’interno di una palestra assolutamente priva di riscaldamento :-( E in quelle zone non fa proprio caldo. Quindi noi poveri turisti mediterranei siamo costretti a portarci il maglione più pesante che abbiamo, e pure a ficcarci sotto almeno un pile da sci! In ogni caso, mica avevo freddo solo io: guardate il mio avversario come si era ben organizzato:

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Plaid da torneo

C’è talmente tanto vento, qui sulla Manica, che le strutture protettive alle fermate dei bus sono posizionate in senso inverso rispetto alla strada, per riparare dalle forti raffiche che soffiano dal mare. Buffo, antiestetico, ma indubbiamente funzionale.

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Barriere antivento

Insomma, se vi piace il sole, non è il posto adatto a voi.

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“A foggy daaaay, in London toooown”… o quasi

Se invece siete già milanesi per natura, o comunque vi trovate bene anche nei climi uggiosi, potete provare a godervi l’atmosfera iper rilassante di questi posti. Perché farvi spaventare dalle condizioni atmosferiche quando il programma prevede:

a. sistemazione in puro cottage stile inglese, interamente costruito in legno. Ovviamente dotato di camino e con legna a volontà :-) Altrimenti, come festeggiate il capodanno?

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Bello, eh? :-)

b. alimentazione a base di pesce fresco, che potrete scegliere facendo la spesa nei caratteristici rivenditori proprio sul mare.

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Forma eloquente

Piccola nota culinaria: ma che pesce è la sogliola? Sa di nulla. Non certo paragonabile al mitico salmone norvegese! A me le sogliole proprio non piacciono. Ehm… volevo dire… non mi piacevano. Fino a quando ne ho assaggiata una a Hastings.

Mica era una sogliola vera quella :-o Una squisitezza! Nulla a che vedere con quelle cose insipide che ci ritroviamo a tavola in Italia. Si trattava della famosa “sogliola di Dover”, le note scogliere vicino Hastings. Un mito. Peccato che io mi sia ripromesso di diventare vegetariano… :-(

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… però nella prossima vita :-P

Volete una prova che il pesce è ottimo? Basta guardare la fila che si forma davanti ai negozi:

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Ampia scelta

E noi che siamo abituati, al più, a vedere i gatti gironzolare fuori dai pescivendoli…

Clima a parte, lontani dal traffico, dallo smog e dal caos delle grandi città, qui gli abitanti vivono sereni e rilassati. Eccovi un esempio, un episodio che per noi italiani è assolutamente fuori dalla norma, e che ci dimostra quanto siano diverse fra loro le popolazioni dei vari paesi:

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Altro che fretta

Vedete il furgone che si avvicina, in fondo alla foto? Daaaaaiii: quello piccolo, verde, alla fine della strada a destra. E’ andata così: io avevo scattato la fotografia e mi accingevo a farne un’altra. Bene: il tipo arriva con il furgone, entra nel mio campo di inquadratura e sta per passarmi davanti. A quel punto l’autista si accorge che sto scattando una foto e allora… cosa fa? Frena prontamente e… si ferma, per non rovinarmi l’inquadratura! Avete capito bene: proprio come facciamo noi quando (a piedi però) ci capita la classica fidanzatina che sta inquadrando il moroso con un bel panorama di sfondo. Quello si è fermato con tutto il furgone. Neanche una macchina -dico- un grosso furgone (sapete quanto pesa?)! La cosa mi ha sorpreso, ma soprattutto imbarazzato, e gli ho fatto cenno di passare ringraziandolo per la cortesia  :-\

Questo ci fa capire con quanta serenità le persone possano affrontare la vita quotidiana in posti come Hastings.

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La cittadina è dominata da una collina con antichi ruderi e una zona residenziale, dalla quale si può godere una bella vista della costa.

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La collina vista dal mare

Notate quell’agglomerato di case lassù? Non ricorda i classici film nelle campagne ingle…

Come? Non si vede bene? Troppo lontano? Uff…

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Quanto siete esigenti!

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Sì, sì, i ruderi. Pochini, ma ruderi

Per ammirare il paesaggio, dopo una bella passeggiata all’aria aperta, verrebbe spontaneo sedersi su una delle comode panchine di legno che tappezzano la collina. Qui, però, usano le panchine a mo’ di lapidi! Notate le incisioni commemorative?

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E chi ha il coraggio?

Insomma, questi inglesi sono proprio fissati con le lapidi. Sali in collina e ci sono le panchine funebri. Scendi e trovi le chiese con il rispettivo cimitero.

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Cattedrale

Meglio rifugiarsi nel cottage, al calduccio. Questa è la viuzza che ci conduce alla nostra dolce dimora. Ma… indovinate un po’ cosa abbiamo scoperto proprio davanti alla casa, proprio lì a sinistra della foto…

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Il cimiterooooo!

Mica c’era scritto di questo particolare nelle illustrazioni su web del cottage :-o Va bene avere tutti gli accessori, ma pure il cimitero a disposizione significa esagerare! Un’esperienza che non tutti sarebbero entusiasti di fare.

In ogni caso, a Hastings avete l’imbarazzo della scelta. Potete soggiornare vicino alla sede di gioco, oppure fare come ho fatto io: toppare clamorosamente, su Google maps, l’ubicazione dell’alloggio, e finire nella città vecchia, a vari chilometri di distanza X-| Comunque, una volta metabolizzata l’idea del cimitero, ci è andata bene lo stesso, perché la parte vecchia è molto più affascinante. Unico problema, la sera non è consigliatissimo girare da soli. Forse perché qui a Hastings bevono un po’ troppo:

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Raccolta differenziata

Del resto, la prima impressione della zona storica non è prettamente positiva: qualcosa nell’aria lascia presagire che la gente del luogo non sia così ospitale:

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Antifurto tecnicamente non modernissimo, ma efficace

Comunque, c’è anche la parte moderna della città, con negozi alla moda e un grande centro commerciale dove le vostre mogli, compagne, fidanzate, amichette, amanti, o cos’altro volete, se non scacchiste, potranno rifugiarsi il pomeriggio mentre voi giocate.

Il torneo

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Sede di gioco

Guardando la lista dei giocatori prima di partire ho notato che si era iscritto anche Bernard Cafferty! Voi direte: “E chi è Bernard Cafferty?” Giusto. È l’autore del libro che più mi sono spulciato da ragazzino: “Le cento migliori partite di Boris Spassky”. Uno dei miei primi riferimenti scacchistici dell’adolescenza.

Sarebbe stato un onore incontrare Cafferty, ma la sorte è toccata al mio compagno di viaggio.

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Cafferty – Ramondino ½- ½

Del resto, Renzo gli avversari se li sceglie: se non gli piacciono, li caccia via!

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Ma… è sempre la stessa scacchiera? :-O

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Ci sono anche le scacchiere murali

Qui sotto un particolare che mi ha ricordato i vecchissimi tempi nei quali in Italia usavamo i cartellini manuali dei giocatori:

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Altro che Windows Vista!

Negli ultimi anni il torneo non è certo all’altezza dei tempi gloriosi, ma in ogni caso gli inglesi so’ tosti: dovrete lottare con tutte le vostre forze per non farvi stritolare dall’avversario:

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La variante del serpente

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La difesa della piovra

Conclusione: allenatevi bene, se volete giocare in Inghilterra.

È giunta l’ora di chiudere il reportage: per l’epilogo, non posso esimermi dal rendere omaggio al famoso campanile della città, che sorge imponente proprio accanto a una gigantesca giostra:

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Certo che… è proprio uguale uguale! :-P

Ma siiiiiiiiì: Hastings è molto vicina a Londra. Sessantacinque miglia, per la precisione. Di conseguenza, il torneo sulla Manica vi obbligherà a fare una tappa “forzata” nella capitale inglese :-) Al termine delle fatiche scacchistiche sarete costretti a programmare un paio di giorni a Londra, proprio nel giorno dell’Epifania, e quindi… shopping natalizio a volontà!

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Queste sì che sono torri!

Quindi, in bocca al lupo per il torneo di Hastings, e comunque…

buon Natale a tutti! ;-)

Carlo

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