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Akiba Rubinstein

L’uomo che non divenne Campione del mondo

Dal 1904, anno dei suoi primi impegni come professionista, al 1914, in cui si svolse il “Torneo dei Grandi Maestri” di San Pietroburgo, Akiba Rubinstein percorse quasi tutta la lunga e difficile strada che porta pochissimi eletti al Titolo Mondiale. Un crescendo costante ed impressionante di successi, sino ad arrivare al suo magico 1912, portò talmente  in alto la sua reputazione nella comunità scacchistica che ad Emanuel Lasker fu quasi imposto di affrontarlo con in palio il Titolo. Il Campione la prese per le lunghe, ma i dieci anni di continui successi furono ripagati: nell’ottobre del 1914 Akiba Rubistein avrebbe avuto la possibilità di diventare il terzo Campione del Mondo di scacchi misurandosi contro Lasker. Il match non ebbe luogo.

Akiba Kivelovic Rubinstein nacque a Stawiski, una piccola cittadina della Polonia nordorientale, il 12 dicembre (alcune fonti dicono il 12 ottobre) 1882, dodicesimo figlio di una modesta famiglia ebrea. Non conobbe mai il padre, morto prima della sua nascita, e la sua infanzia fu segnata da una lunga serie di lutti: tra tutti i dodici fratelli solamente lui e la sorella Ester raggiungeranno l’età adulta. Della sua educazione si occuparono i nonni paterni, che decisero di avviarlo agli studi religiosi, perché diventasse un rabbino, come già lo furono stati diversi membri della famiglia, tra i quali il nonno stesso.

La piazza del mercato della città natale di Rubinstein all’inizio del ‘900

Durante gli studi, però, verso i 16 anni cominciò a giocare a scacchi con i compagni. Possiamo immaginare che si sia avvicinato al gioco come molti altri, come molti di noi, alla ricerca di un passatempo, o forse di un modo per socializzare. In ogni caso è certo, date alla mano, che il passatempo divenne passione rapidamente.

Piazza centrale di Lodz, prima tappa della carriera di Rubinstein

Si trasferì a Lodz, assieme a Mosca e San Pietroburgo una delle tre capitali scacchistiche dell’impero russo, dove divenne allievo del forte giocatore Georg Salwe, contro il quale, come si vedrà, giocherà parecchio. Il suo gioco non risentì affatto della nuova sistemazione e del livello di gioco dei suoi avversari, sensibilmente più forti nei circoli di questa capitale, venne anzi rapidamente notato da Chaim Janowski(fratello di David, pretendente al Titolo mondiale che verrà poi sconfitto da Lasker nel 1909, anche se recentemente Edward Winter ha avanzato seri dubbi sul fatto che in questo match ci fosse in palio il Titolo, e nel 1911), che gli aprì le porte della Lodzkiego Towarzystwa Zwolennikow Gry Szachowej, la principale associazione scacchistica locale della quale diverrà membro. E giocando all’interno di questa associazione Rubinstein disputò il primo match ufficiale contro il suo maestro Salwe: il primo dei due a raggiungere i sette punti avrebbe rappresentato Lodz al Terzo Torneo dei Maestri di tutte le Russie, previsto successivamente quell’anno a Kiev. La sfida terminò 7 a 7, indubbiamente un ottimo risultato per l’allievo. A quei tempi esisteva un concetto di sportività diverso da oggi: constatata la pari abilità, entrambi gli scacchisti guadagnarono un posto al torneo. Fu il primo impegno importante per il giovane Akiba, che aveva allora un curriculum scacchistico tale da far considerare un ottimo risultato il mero fatto di poter partecipare.

Panorama di Kiev in una cartolina del 1901

Lui fece qualcosa di più: arrivò 5° con 10 vittorie, 3 patte e 5 sconfitte, un risultato di altissimo livello per un esordiente. Questo torneo lo segnò definitivamente: giocava a scacchi con sempre più impegno e passione, già da tempo non si potevano per lui definire un semplice hobby, ma fu a Kiev che prese la grande decisione che gli cambiò la vita: decise di non terminare gli studi rabbinici e di dedicarsi interamente agli scacchi. La passione ha definitivamente preso il sopravvento. E’ unicamente possibile fare congetture su come un ragazzo di 21 anni maturi una simile decisione, sul coraggio necessario a metterla in pratica. Si pensi in particolare alle reazioni della famiglia, che improvvisamente perse un futuro rabbino per ritrovarsi con una sorta di “giocatore d’azzardo”.
La carriera professionista si avviò sotto buoni auspici: nel 1904, infatti, ebbe modo di togliersi due soddisfazioni. Da un lato quella di battere l’allora famoso Hentyka Salwa e dall’altra quella disconfiggere il suo maestro in un match. Svoltasi tra marzo e aprile, questa sfida tra Rubinstein e Salwe si concluse 5.5 a 4.5. L’anno successivo la città di Barmen gli regalò una prima consacrazione: a pari merito con Oldrich Duras vinse il suo primo torneo internazionale. Nell’ottobre dello stesso anno affrontò in un breve match Jacques Mieses, che archiviò senza fatica concludendo a 3 su 3.

Un momento della sfida tra Rubinstein e Mieses

Nel Quarto Torneo dei  Maestri di tutte le Russie, in questa occasione a San Pietroburgo, non fu certamente visto come un semiesordiente: pur senza essere quella che oggi chiameremmo una star era considerato un giovane da tenere d’occhio con attenzione. Non deluse: giunse secondo a pari merito.

Rubinstein si andava rapidamente affermando come uno dei giovani giocatori della nuova generazione che seguiva le teorie di Steinitz e il 1906 vide la sua consacrazione: un terzo posto al “supertorneo” di Ostenda lo segnalò definitivamente quale giocatore tra i migliori. Negli anni successivi seguirono diversi successi: Ostenda e Karlsbad nel 1907, anno che vide Rubinstein dare un simbolico “addio” al suo maestro: giocò un terzo e ultimo match contro Salwe battendolo nettamente con +12 =8 -2. Lodz, tra il 1907 e il 1908 (anno in cui si impose in match contro Teichmann, +3 =1 -2, e, soprattutto, Frank Marshall, +3 =2 -2, il quale avrà, come noto, modo di “rifarsi” in questa sua lotta contro la nuova generazione l’anno successivo contro Capablanca, subendo un perentorio +1 =14 -8),Vienna e Praga nel 1909 (con perdipiù una vittoria in un nuovo match contro Mieses per 6 a 4) e Varsavia nel 1910, assieme ad una “passeggiata” in una sfida contro Alexander Flamberg (4.5 a 0,5). Risulta ci siano stati nel 1909 tentativi di accordo per un match contro José Raúl Capablanca, un altro giovane qualcosa più di una promessa, ma, e con il senno di poi si trattò di un terribile peccato, le trattative si arenarono.

 Il giovane José Raúl

Il suo 1909 non merita però di essere ricordato per questa sfida mancata: dopo aver vinto a Vienna e a Praga si presentò al Chigorin Memorial di San Pietroburgo del 1909 lasciando esterrefatta la comunità scacchistica, iniziando con un 4 su 4 e permettendosi di battere il Campione del mondo in carica Lasker nel terzo turno. Concluderà primo a pari merito proprio con Lasker, distanziando i rivali di 3 punti e mezzo, giocando in sostanza una sorta di torneo “A” riservato a loro due. Per contenere l’inaspettato rivale Lasker dovette dare realmente il suo meglio: la parte centrale del torneo lo vide ottenere 9.5 su 10. Da quel momento nei circoli di tutta Europa nelle discussioni sui possibili sfidanti al Trono di Lasker il nome Akiba Rubinstein venne pronunciato tra i primi. Una curiosità: tra gli eventi secondari si disputò il Campionato Nazionale russo per dilettanti, che fu vinto da un ragazzino sedicenne di nomeAlexander Alechine….

Rubinstein all’inizio del terzo turno nel quale batterà Lasker

Varsavia: città di Rubinstein tra il 1910 e il 1919

L’offerta, preziosa per uno scacchista dell’epoca, di uno stipendio fisso lo portò nel 1910 a trasferirsi aVarsavia, ingaggiato dalla Società scacchistica Zwolenniów. Il 1910 fu anche l’anno della sfida mondiale tra Lasker e Carl Schlechter (terminata in parità +1 -1 =8, ma con le regole in vigore, essenzialmente dettate da Lasker stesso, il Campione mantenne il Titolo): in molti dissero che Rubinstein sarebbe stato per il Campione un avversario più temibile e che sarebbe dovuto essere lo sfidante successivo. Tuttavia l’essere di umile famiglia ebrea non fu certo d’aiuto a Rubinstein, incapace di trovare la cifra richiesta da Lasker per fargli mettere in palio il Titolo. Era persona taciturna, schiva, totalmente priva di senso pratico, che ben difficilmente avrebbe potuto trovarsi a suo agio negoziando contro un esperto volpone quale Lasker (qui spicca la differenza con l’intraprendente Capablanca, il quale dopo la vittoria a San Sebastian del 1911 lanciò immediatamente una sfida al Campione, che, peraltro, nell’occasione l’aveva battuto nello scontro diretto) Inoltre soffriva di antropofobia, (paura delle persone, della società) e di allucinazioni (è noto come desse la caccia a mosche inesistenti durante le partite): elementi che non gli furono certamente d’aiuto nella ricerca di una sponsorizzazione. Se per gli standard di oggi le richieste di Lasker ci appaiono assurde, è però doveroso concedere qualche attenuante alle richieste finanziarie e regolamentari di Lasker: nelle sue parole: “Ero minacciato dal destino di giocatori che o sono morti di fame, come Kieseritzky, Zukertort o Mackenzie, oppure, come Pillsbury e Steinitz, hanno dovuto rivolgersi all’assistenza sociale e hanno finito i loro giorni con disordini mentali in ospedale”. Insomma, Lasker portava sì acqua al suo mulino, ma aveva le sue ragioni.

La sala a San Sebastian 1911, Primo turno. Sono tra gli altri riconoscibili Marshall (seduto sul balconcino a sinistra), Janowski (alla sinistra del tavolo centrale), Rubinstein (sullo sfondo, seduto dietro i due orologi centrali), Capablanca (al centro della foto), Nimzowitsch (alle spalle del cubano) e Tarrasch (alla destra del tavolo in primo piano)

A San Sebastian 1911 Rubinstein dovette cedere il primo posto a Capablanca (all’esordio sui campi di battaglia europei), pur battendolo nello scontro diretto (e mancando, quasi incredibile per un giocatore con la sua precisione, una vittoria praticamente assicurata contro Schlechter nell’ultimo turno che gli avrebbe fatto ottenere il primo posto a pari merito). E’ in questo torneo che iniziò a lamentarsi del fastidio che gli era procurato da una mosca, che nessun altro riusciva a notare. Nel dicembre dello stesso anno ebbe modo di consolarsi in qualche modo del secondo posto grazie alla vittoria nel forte Campionato di Varsavia.
1912: è il suo annus mirabilis. Riuscì a vincere 5 importanti tornei consecutivamente (San Sebastian, Breslavia, Campionato nazionale tedesco, Piscany, Varsavia e Vilnius, quest’ultimo il Torneo dei Maestri di tutte le Russie (anche se è doveroso notare che in questi tornei non parteciparono né Lasker, né Capablanca), un’impresa mai accaduta precedentemente e che stabilì un record ineguagliato per 50 anni (fu Bent Larsen a ripetere l’impresa, impiegandoci però tre anni e non uno). Secondo Chessmetrics da questo periodo sino alla metà del 1914 Akiba Rubinstein è stato il giocatore più forte al mondo. Questo grande successo venne però pagato a caro prezzo: la costante tensione aggravò la sua malattia, al punto che si noterà come gli fosse persino impossibile ricevere ospiti in casa propria per più di poche ore.
Di fronte a questa serie impressionante Lasker ebbe poca scelta: benchè lentamente tra il 1913 e il 1914vennero definiti gli accordi per una sfida tra il Campione e il suo nuovo futuro sfidante. In questo periodo non risultano tornei disputati da Rubinstein, impossibile sapere se per ragioni di salute o perché completamente assorbito dalla preparazione, teorica ma anche regolamentare, della sfida o per entrambi i motivi. Tra il 1913 e il 1914 troviamo Rubinstein unicamente tra i collaboratori della rivista scacchistica in lingua yiddish Shakh Zaytung, che ebbe però breve vita.

Assieme a Capablanca durante il Torneo di San Pietroburgo

Ritornò agli scacchi giocati in occasione del super torneo di San Pietroburgo del 1914. Con l’occasione Lasker annunciò alla stampa un prossimo match tra lui e Rubinstein valido per il titolo mondiale: nell’ottobre di quell’anno, spostandosi tra Germania e Impero Russo, si sarebbero giocate 20 partite per determinare il nuovo Campione del Mondo.
Per la totale sorpresa del mondo scacchistico, o per motivi di salute o perché Rubinsten tentò di “conservarsi” per il match contro Lasker, il torneo fu un disastro per il polacco.
Lasker lo batté in un finale di torri e pedoni (“specialità” nella quale Rubinstein è ad oggi considerato tra i migliori di sempre), Capablanca lo fermò sulla patta con i neri, mentre Alechine con i neri lo sconfisse: riuscì a battere unicamente David Janowski e Isidor Gunsberg, giocatori di livello certamente più basso degli altri partecipanti.
Non riuscì ad entrare nei cinque finalisti (giunse 6°-7° insieme a Bernstein con 5 punti su 10, davanti ad un altro giocatore che performò sotto le aspettative: Aaron Nimzowitsch, che giunse 8° con 4 punti).
La sfida contro Lasker rimase comunque valida e, apparentemente, certa. Ma l’Europa stava per essere messa a fuoco: il 28 giugno l’Arciduca Ferdinando (erede al trono austroungarico) venne assassinato. Un mese dopo l’Austria dichiarò guerra alla Serbia, il primo agosto la Germania fece la stessa cosa con la Russia: è la Prima guerra mondiale. Fu subito evidente che l’idea di un match da giocarsi in un qualsivoglia punto del Continente era inattuabile.

L’esercito tedesco in marcia verso Varsavia

Come per milioni di altre persone, il periodo della guerra fu terribile per Rubinstein: la Polonia fu teatro di violente battaglie e Varsavia, dove egli viveva, soffrì l’occupazione militare tedesca per tre anni tra il 1915 e il 1918. In questo periodo poté unicamente recarsi saltuariamente a Lodz per giocare qualche torneo minore.
Ma il tempo di guerra riservò anche qualcosa di bello ad Akiba: nel 1917 si sposò con Enia Lev e il 1918 diede alla coppia il primo figlio, Jonas Jacob.
Finita la guerra Rubinstein tentò di riprendere la carriera da dove l’aveva lasciata: già nel 1918 sconfisseCarl Schlechter, che morì meno di un anno dopo, in un match a Berlino. Riprese a giocare tornei internazionali, riuscendo in uno di essi a piazzarsi secondo (imbattuto alle spalle di Lasker).
Nel 1919 si trasferì con la famiglia in Svezia (la Polonia era entrata in guerra con la Russia bolscevica ed era nuovamente zona di guerra) ma presto fu chiaro che la chance mancata del 1914 sarebbe dovuta essere l’unica della sua vita: sarà rapidamente eclissato da Capablanca (il quale, diversamente da lui, avrà per le sue ambizioni alle spalle un’intera nazione: per la sua sfida contro Lasker del 1921 il cubano sarà in grado di offrire un premio di 11.000 dollari, cifra mai vista precedentemente nel mondo scacchistico), inoltre inizierà anche a soffrire di schizofrenia. Malgrado lamentasse di essere stato trattato ingiustamente da Lasker e avesse proposto un triangolare tra il Campione, Capablanca ed egli stesso, era ormai considerato “l’uomo di ieri”.

Le sue condizioni di salute peggiorarono ancora e con la fine delle speranze di una sfida per il titolo anche la sua determinazione verso il gioco diminuì. Rimase giocatore rispettabilissimo, capace ad esempio di battere nel 1920 Efim Bogoljubov per 6.5 a 5.5 e di tenere, quello stesso anno, una simultanea nei Paesi Bassi, ma il Rubinstein del periodo 1908-1912 era destinato a non tornare più.
Vinse ancora a Vienna nel 1922 (davanti al futuro campione del mondo Alechine e a Richard Reti) e fu il leader della squadra polacca che vinse l’oro alle Olimpiadi di Amburgo del 1930 (ottenendo personalmente 14 vittorie, 4 patte, nessuna sconfitta una medaglia d’oro personale) e l’argento l’anno successivo a Praga (per lui un personale di +6 =7 -3).
Nel frattempo, dopo una breve parentesi berlinese (1926), si stabilì definitivamente in Belgio (dove nel1927 nacque il suo secondo figlio, Samy, che divenne poi un discreto scacchista), pur mantenendo la cittadinanza polacca.

A fine carriera: contro Tartakower nel 1931.

Dietro di loro Salo Landau (a sinistra) e Edgar Colle

Abbandonò il gioco competitivo nel 1932, benché giocò saltuariamente nel corso degli anni sino al 1948, incapace di gestire la schizofrenia e la antropofobia che ormai gli condizionavano la vita.
Da questo punto in poi, per la Storia, la sua vita finisce. Si sa solo che le sue condizioni di salute erano talmente decadute al tempo della Seconda guerra mondiale che, pur essendo ebreo, le autorità naziste lo lasciarono nel sanatorio in cui lo trovarono.
Questa sua decadenza mentale è causa principale del fatto che non ci ha lasciato nulla di scritto sulle sue partite, le sue idee, la sua carriera. Per questo motivo, potendo unicamente analizzare le sue partite, a lungo la sua influenza sul gioco fu sottovalutata e solo in tempi relativamente recenti, lo si è stimato come uno dei giocatori più importanti della sua generazione dal punto di vista teorico.
Di lui Reti ha scritto: “le partite dello stesso Steinitz, il creatore della Teoria, non sono assolutamente la migliore dimostrazione della sua correttezza. Un’intera generazione di maestri ha estratto da quella Teoria tutto ciò che ha di valore per la pratica di gioco. Rubinstein fu la figura centrale di questa generazione, e le sue partite sono la realizzazione più completa degli insegnamenti di Steinitz”.

Akiba Rubinstein morì il 15 maggio 1961, in grande povertà, ad Anversa, in Belgio. Nel 1950 era stato nominato Maestro dalla FIDE.

Durante la sua carriera patì il gioco di Alechhine (+5 =2 -8) e pure ebbe uno score negativo contro Lasker nelle purtroppo poche volte che si incontrarono (+1 =3 -2), ma fu in parità contro i due Campioni del mondo Capablanca (+1 =7 -1) ed Euwe (+2 =1 -2). Con l’eccezione di Bernstein e Bogoljubov, anche con loro risultato di parità, contro ogni altro giocatore dell’epoca ebbe uno score positivo.
In tutta la sua carriera non perse nessuno dei match che affrontò.
Del risultato di uno, il più importante, non disputato nel 1914 causa perdita della Ragione di un Continente, non ci sarà mai dato sapere.

Bibliografia e link utili

Ho preso informazioni dai seguenti libri:

D. Hooper and Ken Whyld, The Oxford Companion to Chess, 1992, Oxford University Press, pagg. 246-7
H. Kmoch, Rubinstein’s Chess Masterpieces/100 Selected Games, 1960, Dover.
A. Chicco e G. Porreca, Dizionario enciclopedico degli scacchi, Mursia, 1971, pag. 438
G.Kasparov, My Great Predecessors, Vol. 1, Everyman Chess, 2003, pagg. 187-206

Molto utili anche le pagine internet:

http://it.wikipedia.org/wiki/Akiba_Rubinstein (e il suo equivalente inglese e polacco, raggiungibili dalla pagina italiana)
http://rubinstein.64pola.pl/modules.php?name=News&file=article&sid=53
http://www.chessgames.com/perl/chessuser?uname=RubinsteinLife
http://www.chessgames.com/perl/chessuser?uname=RubinsteinScores

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