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Paul Keres. Seconda parte

Il Re senza Corona

Da sospetto a rischio deportazione a sfidante per il Titolo, sconfitto in un Campionato del Mondo sul cui svolgimento si discute da 60 anni, numerosi trionfi internazionali, 5 Ori Olimpici personali ( 4 consecutivi, record ad oggi) 3 vittorie al Campionato Sovietico assoluto, per 15 anni saldamente all’interno del Torneo dei Candidati, Paul Keres fu per decenni tra i primissimi giocatori al mondo. Fece l’impossibile per essere il primo: qualcosa, qualcuno, glielo impedì sempre.

La prima parte di questa storia si è conclusa nel tardo 1944, con Paul Keres che, apparentemente compiendo una mossa suicida, lascia la neutrale Svezia per tornare nella sua Estonia, ben conscio sia del fatto che l’Armata Rossa premeva alle sue porte, sia di quello che l’essere stato uno degli esponenti di punta degli scacchi sotto la svastica sarebbe stato considerato ben più che una leggerezza da parte delle autorità Sovietiche.
Keres non era tipo da riporre in quelle autorità eccessiva fiducia, ne tipo da fare una mossa azzardata come quella di tornare a casa in un momento come quello senza avere un piano. Aveva preso i suoi accordi, si era organizzato. Sarebbe tornato in Estonia, avrebbe riunito la sua famiglia e, sperando che la Wehrmacht resistesse ancora un po’, si sarebbe nottetempo imbarcato su un battello svedese, che aveva pagato fior di quattrini allo scopo, che avrebbe quindi portato lui e i suoi cari lontano dal controllo di Mosca.
Quel battello non arrivò mai.

Forse fu semplicemente truffato, forse le difficoltà, enormi, del navigare privatamente (e per giunta in modo clandestino) tra uno stato neutrale e uno belligerante mentre due eserciti, e due marine, ci stanno combattendo resero il viaggio impossibile, non si sa.
Quel che è certo è che ora Keres si trovava bloccato in Estonia e che poco tempo dopo la sua nazione fu rioccupata dall’URSS.


L’Estonia e la Seconda Guerra Mondiale

(in senso orario dalla cima sinista: Tallinn dopo bombardamenti sovietici, Partigiani estoni, Rebane, Nugiseks e Riipalu: tre tra i più noti comandanti dell’esercito, un reggimento corazzato (1940), un team di mitragliatori e dei coscritti della Legione Estone) (Fonte: wikipedia)

E qui dobbiamo cominciare con i “si dice”, i “pare che”, i “sembra”: questa parte della vita di Paul Keres è incerta, con voci che si incrociano, a volte si smentiscono. Ad esempio, il primo impatto di Keres con i ritornati sovietici è già oggetto di speculazioni: fu arrestato? Non si riesce a capirlo. Appare certo che fu interrogato (si dice una volta, solo per formalità, ma si dice anche due, di cui la seconda da ufficiali del KGB, che lo avrebbero terrorizzato), pare che gli fu sequestrata la casa (ma se sì, pare per errore, era quasi omonimo di un Robert Keres conclamato criminale).La situazione per lui non doveva comunque certo apparire rosea, se decise di scrivere una lettera a Molotov, il numero due dell’Unione Sovietica, in cui, in sostanza, spiegava come il suo primo dovere fosse quello di sfamare la propria famiglia e che tutto quello che poteva fare in quel senso era vincere tornei di scacchi. Si dissociava in maniera totale dall’ideologia fascista e sperava che lo Stato lo perdonasse. Nel frattempo, mesi di terribile incertezza per Keres che non sapeva nulla di quello che stava succedendo, era arrivato il 1945. Molotov, sommerso dalla quantità spaventosa di carta che segue il vincere una Guerra Mondiale e l’annessione di 4 nazioni e mezza, trovò infine il tempo di occuparsi di Keres. Convocò a Mosca due persone: Nikolaj Romanov, Presidente del Comitato Governativo per la Cultura fisica e lo Sport, e Viktor Semënovic Abakumov, capo del GURK (Direttorato Centrale del Controspionaggio).


Viktor Abakumov
(sarà poi fucilato dopo la morte di Stalin)

E’ una cosa terribile non avere in mano il proprio destino: mentre Keres neppure sapeva di questo incontro, era lì che si stava decidendo della sua carriera, forse della sua vita. La riunione andò per le lunghe. Abakumov mostrava documenti che provavano come l’estone si fosse reso colpevole diattività antisovietiche e caldeggiava fortemente duri provvedimenti, Romanov ribatteva che quei documenti non provavano nulla, che non si poteva parlare di “collaborazione” con i fascisti se si parlava di giocare a scacchi. Aveva Abakumov in mano qualcos’altro? Perché stante così i fatti la questione sembrava essere di competenza del Comitato Governativo non del GURK. Molotov ascoltava. Alla fine Romanov azzeccò la domanda giusta: se Paul Keres era un fascista traditore, perché sarebbe tornato indietro? Per enorme fortuna di Keres, il GURK non sapeva nulla della progettata fuga via barca. Molotov prese la sua decisione. A Paul Keres sarebbe stata data una possibilità.Un elemento che andò senz’altro a suo favore in questa decisione fu l’appoggio del Partito Comunista Estone. Comunista, appunto, ma anche Estone: Nikolaj Karotamm, importante funzionario del partito, si era già in altra sede espresso in favore del compatriota.
La vita era salva, ma naturalmente in quella che era pur sempre la Russia di Stalin ciò non voleva dire che Keres poteva buttarsi tutto alle spalle e ricominciare a giocare e vivere come se nulla fosse successo: fu inizialmente messo in “quarantena”, con la carriera bloccata. Non fu invitato al XIV Campionato Sovietico (1945, Mosca, Botvinnik bissò il successo dell’anno precedente vincendo in solitaria a 15 su 17, con +13 =4 -0) e l’anno successivo non gli fu rilasciato il visto per recarsi aGroningen (Groninga) dove si sarebbe svolto il primo grande Torneo Internazionale post bellico (tra gli altri: Botvinnik, Euwe, Smyslov, Najdorf, Boleslavsky, Flohr, Tartakower, Vidmar, Bernstein, fu considerato un miracolo che l’Olanda potesse organizzare un evento del genere soltanto 15 mesi dopo la fine della guerra. Fu una lunga sfida tra Botvinnik ed Euwe, che più volte si scambiarono il primo posto durante le ostilità. Alla fine prevalse il sovietico con 14 punti e ½ a 14,prima vittoria in solitaria di Botvinnik in Europa e ultima grande prestazione di Euwe).


Groningen 1946, i partecipanti (Fonte: Clubedxadrez.com.br)

Keres, nel frattempo, dovette recarsi a Mosca per un dovere ingrato. Dovette cedere il suo posto di Candidato a Botvinnik, su richiesta della Federazione Sovietica. Keres, saggiamente, non oppose la minima obiezione. Ricominciando con i “si dice”, si dice che i due avrebbero giocato un match segreto per determinare sul campo chi avesse quel diritto, vinto poi da Botvinnik. Idea sostenuta dai “pro-Botvinnik”, ma fatto è che non esiste, o non è stata ancora trovata, una minima prova che questo match si sia mai svolto. Tutto sembra essere frutto di una decisione ai “piani alti”.Keres archiviò poi un altro Campionato Estone (Tallinn 1945, +6 =4 -1), poi ebbe un 1946praticamente vuoto, la “quarantena” si faceva sentire. Ebbe modo di partecipare, grazie all’intervento del già citato Karotamm, al Campionato Georgiano come giocatore Hors Concours, dove non ebbe praticamente problemi a chiudere 1° con +17 =2 -0. Uno dei due giocatori a strappargli una patta fu, forse si ricorderà il fatto dalla prima parte, il sedicenne Tigran Petrosjan (l’altro fu il decisamente meno conosciuto Archil Silovanovich Ebralidze). Il giovane armeno fu, comprensibilmente, entusiasta del risultato: conservò sempre con sé il formulario e passò anni a mostrarlo a chiunque, ogni volta che se ne presentava l’occasione. Quando finì, inevitabilmente, con il perderlo, Keres, i due erano diventati nel frattempo amici, prontamente gli fece avere una copia del suo.


Sir Bracewell Smith, sindaco di Londra, esegue la prima mossa della sfida radiofonica URSS-UK

Gli unici altri eventi dell’anno furono la sua convocazione, un segnale di disgelo da parte del regime, al Radio Match tra URSS e Inghilterra e a quello di Mosca tra URSS e USA. Gli inglesi, preparati dal massacro subito dagli Statunitensi l’anno precedente (+2 = 5 -13 !), affrontarono la sfida con maggiore coscienza e attenzione e, in effetti, fecero un po’ meglio dei cugini d’oltreoceano, perdendo per 6 a 14. Keres diede il suo contributo ottenendo 1 punto e ½ su 2. Giocando “dal vivo” a Mosca, invece, con lo stesso risultato batté Reuben Fine.
Nel frattempo il 24 marzo 1946 il Campione del Mondo in carica Alexander Alekhine morìpraticamente in esilio (dopo la fine della guerra dovette pagare lo scotto di quei famosi articoli, non fu più invitato a nessun evento fuori dalla Penisola Iberica. Fece eccezione Londra 1946, ma le proteste degli altri giocatori fecero desistere l’organizzazione) in Portogallo, precisamente in un albergo di Estoril.Con la sua morte rientriamo nuovamente nei “si dice” e i “pare”. E’ stato detto di tutto. Secondo l’autopsia la causa della morte fu un attacco di cuore, ma ci sono indiscrezioni che si sia in realtà trattato di soffocamento causato da un pezzo di carne e che sia preferito “trovare” un motivo meno “imbarazzante”. E’ anche stato detto che sia l’attacco cardiaco che il soffocamento siano incompatibili con lo stato del tavolo (vedi foto): in entrambi i casi Alekhine si sarebbe dovuto agitare, scalciare, insomma avrebbe dovuto ribaltare tutto, non lasciare piatti, posate, scacchiera, perfettamente al loro posto. E poi, che ci faceva in camera con addosso il cappotto?


Alexander Alexandrovich Alekhine, 24 marzo 1946

Pare anche che l’attacco lo abbia colto in realtà fuori dall’albergo e che qualcuno, o per i primi soccorsi o per toglierlo pietosamente dallo sguardo dei passati, lo abbia solo successivamente portato in stanza. Non sembra impossibile che la scacchiera sia stata aggiunta da un fotografo forse cinico ma che sapeva quello che stava facendo. Se fu ucciso, da chi? Come ogni teoria del complotto che si rispetti, sono stati tirati in ballo praticamente tutti. Una “squadra della morte” francese composta da ex partigiani, agenti sovietici (il figlio di Alekhine, Alexander Jr disse che la mano di Mosca aveva raggiunto suo padre, va detto per precisione che il Campione era ufficialmente “nemico dell’Unione Sovietica” sin dal 1927, per essere poi riabilitato e acclamato come uno dei fondatori della Scuola Sovietica nel 1950), membri della PIDE (la polizia segreta portoghese) che avrebbero poi manipolato la scena e la successiva autopsia…
Non è mancato anche chi ha sostenuto la teoria che sia stata tutta una messinscena dello stesso Alekhine, che tramite i suoi buoni contatti con chi di dovere, l’abbia utilizzata per sparire nel nulla prima che Mosca o gli altri lo potessero raggiungere. A supporto di quest’ultima teoria, il fatto che la data di morte sulla sua tomba è scorretta (o, almeno, non riporta il giorno “ufficiale”).
Non è stato neppure escluso il suicidio.


La tomba di Alekhine a Monparnasse, Parigi, vandalizzata nel 2001

Come che sia finita la vita di Alexander Alekhine, gli scacchi si trovarono privi di un Campione: nelfebbraio 1946 Botvinnik aveva inviato la sua sfida, da svolgersi in Inghilterra in un qualche momento del 1947. Era ora necessario trovare un’altra soluzione.
La FIDE, fondata già nel 1924, ma ben lontana dall’essere allora ciò che, nel bene e nel male, era destinata a divenire, cercò una qualche soluzione. La situazione era confusa, mancavano del tutto i precedenti. Inoltre non aiutava il fatto che l’URSS si era sempre rifiutata di aderire a “quell’organizzazione borghese”, e a quel punto era chiaro che almeno la metà dei “papabili” erano sovietici. L’URSS però capì che non le sarebbe convenuto restare tagliata fuori dalle discussioni concernenti l’organizzazione di un Campionato del Mondo, quindi spedì un telegramma chiedendo scusa per la “lunga assenza” e dando disponibilità a divenire membro “dell’organizzazione borghese”. Il che ebbe una conseguenza poco nota: pensando di non poter contare sulla partecipazione Sovietica, al Congresso FIDE del 1947 prese piede la decisione di nominare Campione del Mondol’unico uomo in vita che si era potuto fregiare del Titolo. Max Euwe fu quindi nominato Campione. Poco dopo arrivarono i rappresentanti Sovietici, scombussolando tutto. Erano in grado di mettere fondi, sedi di gioco, sopratutto una incredibile serie di giocatori, purché si disputasse un Torneo per decidere il successore di Alekhine.L’occasione era ghiotta: l’entrata dell’URSS avrebbe significato che tutti i giocatori di massimo livello avrebbero per la prima volta fatto capo ad un’unica organizzazione, la creazione di un sistema che avrebbe messo fine a richieste finanziarie assurde e ghiribizzi vari da parte del Campione, alla possibilità che un preciso sistema di qualificazioni desse al più meritevole la possibilità di aspirare al Titolo…Avrebbe significato in sostanza un gran bene per gli scacchi, e Max Euwe non era persona da danneggiare il “suo” gioco attaccandosi a una firma ancora fresca: tolse dall’imbarazzo il Congresso “dimettendosi” da Campione. Il suo secondo Regno durò all’incirca 2 ore. Ma siamo, a dire il vero, come al solito nei “si dice”: si dice anche infatti che in realtà l’idea di far tornare Euwe regnante ad interim sia stata in effetti proposta, ma che non passò per pochi voti.


Euwe nel 1946 tra Boleslavsky e Smyslov

Si iniziò ad accordarsi per le modalità del Torneo. Il precedente più adatto sembrò decisamentel’AVRO 1938 e si cercò di ripeterne le modalità. Furono infatti invitati i 6 giocatori rimasti in vita degli 8 del Torneo Olandese, ma subito la Federazione Sovietica chiese che Flohr fosse sostituito da Smyslov e Fine declinò l’invito, un po’ per impegni di studio (stava completando la sua Tesi di Dottorato), un po’, pare, perché sentì aria di combine tra i sovietici. Venne proposto di sostituirlo con Miguel Najdorf che aveva ottenuto splendi risultati durante e subito dopo la guerra, inoltre la sua presenza avrebbe “aggiunto un continente”, alla prestigiosa sfida. Ma la Federazione Sovietica si oppose, Najdorf aveva battuto Botvinnik a Groningen, e non era considerato un ospite gradito. Lentamente si andarono delineando i dettagli: un torneo a 5 giocatori si sarebbe svolto in due fasi, la prima all’Aia dal 2 al 25 marzo 1948, la seconda a Mosca dall’undici aprile al 17 maggio. Ognuno dei giocatori avrebbe disputato 5 partite contro i rivali.Per Keres la notizia di essere nuovamente all’interno di una sfida Mondiale arrivò insiemeall’invito per il XV Campionato Sovietico di Leningrado 1947, doppio segno che per il regime era ufficialmente “pulito”. Non mancò di “ringraziare”: vinse il suo primo Campionato Sovietico a 14 su 19 (+10 =4 -1, più che eccellente in un Torneo di livello simile), distanziando di un punto Boleslavky e di due Bondarevsky e Smyslov (tra gli altri partecipanti, Bronstein, Flohr,Lilienthal e Ragozin). Stranamente, andò a perdere l’unica partita contro tale Konstantin Klaman, che chiuse ultimo a pari merito con 6 ½, portandosi via però anche lo “scalpo” di Bondarevsky. Unico, non piccolo, neo in questo risultato fu l’assenza di Botvinnik.
Approfittò a quel punto della nuova libertà d’azione per giocare a casa sua: si recò a Parnu per untorneo internazionale che lo vide arrivare buon 2°-3°, due sconfitte contro Bronstein e Simaginlo lasciarono a mezzo punto dal vincitore Kotov, a pari merito con Lilienthal e davanti a Boleslavky, Smyslov e il già citato Bronstein.


Kotov, molti anni dopo, assieme al “promettente” Fischer

L’ultimo impegno prima della sfida mondiale si rivelò essere il forte Chigorin Memorial diSochi, che affrontò con la solita determinazione, unita all’entusiasmo datogli dagli ultimi risultati. Si mostrò tra i meritevoli per la vittoria finale, ma nell’ultima parte dell’evento (si giocò sui 15 turni) perse di lucidità, nuovamente dovette pagare la stanchezza: chiuse 5° a 9 punti. Risultato non pessimo dato l’evento, ma per un candidato al Titolo non si può parlare di buon piazzamento: perse conto Ragozin (2° classificato) e Botvinnik (1° a 11 su 15 con +8 = 6 -1, con il che lo score di Keres contro di lui prima della sfida del 1948 si chiuse sul +0 = 6 -2) e contro i più forti ottenne perlopiù patte (Bondarevsky, Gligoric, Smyslov tra gli altri).
Keres decise che la pratica poteva bastare: dedicò il tempo che rimaneva prima delle partite all’Aia dedicandosi alla preparazione teorica.Alla fine di Febbraio i sovietici si presentarono all’Aia pronti a mostrare all’Europa le abilità accumulate, costruite, durante gli anni della guerra. Si presentarono, nel dettaglio, in massa, dando il via a quella che sarà per decenni una loro prerogativa: Botvinnik, Keres e Smyslov(ovviamente), Ragozin, Tolush e Alatortzev (loro rispettivi Secondi), Bondarevsky, Flohr eLiliental (corrispondenti), Kotov (membro della giuria), il leader del gruppo e futuro presidente della Federazione Sovietica Dmitry Postnikov, un medico e, per far loro godere una bella vacanza all’Ovest, la moglie e la figlia di Botvinnik. Tanto per dare l’idea dei tempi, Reshevsky, che ricordiamo rappresentava la Federazione Statunitense, arrivò da solo e gli fu trovato in fretta e furia l’olandese Lodewijk Prins come Secondo. Il Secondo di Euwe fu invece Tjeerd van Scheltinga, già membro della squadra Olimpica Olandese nel 1937 e nel 1939, primo a pari merito nel Campionato Olandese 1947 proprio con Euwe (che lo batté però al playoff 5 ½ a 2 ½).Cosa dicevano i bookmaker? Botvinnik era dato per favorito dopo la sua vittoria a Groningem 1946, Keres e Reshevsky lo seguivano a ruota grazie al loro lungo curriculum di successi, con una discreta preferenza per il primo dovuta ai maggiori successi internazionali. Smyslov e Euwe erano considerati come un’incognita: il primo perché era poco conosciuto all’ovest e il secondo perché si era sì mostrato sì in grado di lottare contro Botvinnik a Groningen sino all’ultimo turno, ma dopodiché aveva mostrato scarsi risultati, inoltre a 54 anni era di gran lunga il più vecchio del gruppo (Botvinnik 37, Reshevsky 37, Keres 32, Smyslov 27, per completezza).


L’Aia, Cerimonia di apertura: lo sguardo di Keres su Botvinnik

Piazzate chi voleva le scommesse, alle 5 del pomeriggio del 2 marzo 1948 il Sindaco dell’Aia W.A.J Visser mosse come richiesto il pedone di Re di Euwe due caselle in avanti. Paul Keres annotò diligentemente la mossa e parimenti mosse di due caselle il proprio pedone di Re. Ora toccava ai giocatori.
Botvinnik partì letteralmente in quarta, con il solo Reshevsky in grado di stargli dietro. Fu rapidamente chiaro che Max Euwe era ben al di sotto della sua forma migliore. Keres e Smyslov nel mezzo. Alla fine delle due tornate, quindi otto turni, previste all’Aia i giocatori prepararono i bagagli sul risultato di 6 punti per Botvinnik, 4,5 per Reshevsky, 4 per Keres e Smyslov e unicamente 1,5 per l’ex Campione Euwe, che iniziò con 0 su 4.Per avere il risultato finale c’erano ancora 12 turni da giocarsi a Mosca e si iniziò il trasferimento, ma al momento di attraversare il confine polacco, ci si accorse con stupore e preoccupazione che gli olandesi non avevano i visti in regola. Spiegando la situazione, si chiese se non si potesse fare un’eccezione, dal momento che il gruppo era atteso a Mosca per finire un importante evento. Discutere con un funzionario statale è dura, con uno sovietico doveva essere qualcosa da girone dantesco…Morale: gli olandesi in Polonia non ci potevano entrare. Decisione burocraticamente corretta, va bene, ma agghiacciante la frase con la quale la giustificò l’addetto polacco: “Nessuno è mai entrato in Polonia senza permesso”. Come si possa dire una frase del genere a meno di dieci anni dalla passeggiata militare Nazi-Sovietica del settembre 1939 senza scoppiare a ridere è davvero al di là della mia comprensione… Ma torniamo ai fatti: era una circostanza di quelle in cui viene bene avere un Botvinnik nel gruppo: una sua telefonata a Mosca risolse immediatamente il problema.


Un 1948 pieno quello Moscovita: la futura Premier Israeliana Golda Meir è in città, accolta da 50.000 ebrei

A Mosca le cose proseguirono senza che il cambio di Sede si riflettesse sull’andamento dei partecipanti: Botvinnik proseguì a spron battuto salendo a 9 con 3 punti nella 3a tornata (terza vittoria di fila su Keres e vittoria su Euwe e Smyslov, importante perché i loro altri 4 incontri saranno patte, sconfitto da Reshevsky), Keres approfittò della sconfitta di Smyslov per agguantare il2° posto in solitaria a 6,5.
Il vantaggio di Botvinnik pare già abbastanza netto, la quarta tornata lo rende tale da far ritenere superflua la quinta: Keres crolla, battendo il solo Euwe e venendo sconfitto dagli altri 3,Smyslov azzecca la tornata con 3 punti, ma sono gli stessi che ottiene Botvinnik: con ancora quattro punti da giocare, Botvinnik ne ha 3,5 di vantaggio, conduce infatti a 12, a fronte degli 8,5 di Smyslov.
Dopo la “formalità” delle ultime 4 partite Botvinnik divenne Campione del Mondo con 14 punti su 20, davanti a Smyslov (11), Keres e Reshevsky (10,5) ed Euwe (4).E ora mi tocca affrontare la questione più spinosa della mia “carriera” da “storico”: cosa successe veramente nei giorni di questo mondiale? E’ sbagliato dire che la questione ha fatto impazzire gli storici per 60 anni: la questione lo sta tuttora facendo. Le posizioni riguardanti il +1 =0 -4 che Keres incassò da Botvinnik a l’Aia e a Mosca sono numerose, inconciliabili. Lo spettro varia da “Keres giocò con letteralmente una pistola del KGB puntata alla fronte della propria famiglia, istigato da Botvinnik”, a “Nulla: si giocò a scacchi e vinse, Torneo, match interno e Titolo il più forte”.
Capirci qualcosa, tracciare una linea precisa, è difficile: nel corso degli anni si sono accumulate troppe versioni, troppi articoli scritti a favore o contro senza base alcuna e poi citati magari decenni dopo come fonte autorevole solo per il fatto di essere “antichi”, oltre al fatto che più o meno tutti coloro che hanno partecipato agli eventi sono ormai morti. Inoltre ricordiamo che nel ’48 stava nascendo la Guerra Fredda, anche questo Torneo Mondiale, da una parte e dall’altra, doveva servire, anche solo retrospettivamente, allo scopo: per i Sovietici fu l’inizio del loro Impero, molti in Occidente lo considerarono l’inizio di una vita di accodi, combine, giochi di potere. Fu un torneo falsato? Un americano sarà facilmente orientato ancora oggi a liquidare la faccenda con un “Sì, del resto i Rossi lo facevano sempre”, un Russo vi chiederà se davvero, secondo voi, nel 1948 esisteva un giocatore più forte di Botvinnik, cosa c’era da falsare?


GM Larry Evans
L’accurata analisi delle partite, la conoscenza delle comuni e ripetute combine sovietiche in queste questioni ci convince che Keres dovette perdere volontariamente le prime 3 partite contro Botvinnik (mio personale riassunto della sua teoria, Fonte della foto: Chessgames)

Cerchiamo di fare un po’ d’ordine.
Perché Keres ebbe un +0 =0 -4 parziale contro Botvinnik e vinse infine la quinta quando il Russo era già campione? Furono partite vendute?
Per capire se ci sia stata frode in una partita di scacchi, una buona idea sembrerebbe essere quella di rivedere, di analizzare, quella partita, di vedere se c’è qualcosa che non torna. Questo è stato fattomossa per mossa per le prime 4 partite tra Keres e Botvinnik del mondiale 1948. Il (grande) problema di questo metodo è che di per sé non può provare nulla, è stato usato da esponenti di entrambe le teorie senza nessuna conclusione. Il perché è facile da capire: per debolezza umana ci si accosta a quelle partite con già in mente la propria versione dei fatti. E si è quindi rovinati: se Keres ha commesso una serie di lievi inaccuratezze allora è chiaro che stava giocando per perdere senza darlo a vedere, ma è anche chiaro che a quei livelli il 95% delle partite sono decise da lievi inaccuratezze. Dipende da come la si vuol vedere. Se Keres ha commesso una cappella clamorosa, allora è chiaro che stava buttando via la partita senza neppure provare a giocarsela, ma è anche chiaro che ogni GM da Fischer in giù ha commesso cappelle clamorose nella sua carriera. Dipende da come la si vuol vedere. Nella stragrande maggioranza delle sfide Kasparov – Karpov (nelle quale nessuno può osare immaginare ci sia stata combine) raramente si può trovare una partita con più di un paio di ?!, ma non hanno sempre pattato. E parlando invece di gravi errori, qualcuno ha mai detto che Anand abbia perso di proposito il suo Match Mondiale PCA del 1995 contro Kasparov fornendo come prova ad esempio la sua 30. Cb6?? nella 11ma partita, o la sua 19. dxe6? della 13ma? Quando il GM Larry Evans dichiara di aver analizzato le partite tra Keres e Botvinnik con la stessa cura usata nell’analizzare i fotogrammi del filmato di Zapruder dell’omicidio Kennedy mi pare corretta l’osservazione di Taylor Kingston sul fatto, fondamentale, che nel filmato di Zapruder noi sappiamo che stiamo osservando un crimine, dobbiamo “solo” capire chi spara, in quanti sono, e da dove. Lo stesso non si può affermare per quelle partite. Chiudo questa sezione lasciandovi con chi, tra coloro che vi hanno cercato delle prove a riguardo, quelle partite le ha davvero analizzate allo spasimo: per il GM Hans Ree, il GM Jan Timman, come per il già citato Evans, esse indicano da parte di Keres volontà di perdere. Dall’altra parte, il GM John Nunn e il IM John Watson, esse non indicano nulla se non lamaggior abilità scacchistica di Botvinnik.


Taylor Kingston
La mancanza di prove dirette ci porta a pensare che sia probabile, ma non dimostrabile, una forte pressione su Keres che gli impedì di giocare serenamente (mio personale riassunto della sua teoria, Fonte della foto: Chessville)

Ci sono anche delle testimonianze personali che ci possono aiutare a far luce su cosa sia successo.
Ad esempio nel giugno 2000 Tim Krabbe ha pubblicato le dichiarazioni di Briton Ken Whyld(coautore del prestigioso The Oxford Companion to Chess) che riferiva come, nel corso di una conversazione con Keres avvenuta quando l’estone era suo ospite a Nottingham nel 1968, egli gli abbia detto che, no, non aveva perso intenzionalmente nessuna partita contro Botvinnik, aveva sempre trovato difficilissimo giocare contro di lui (parliamo del resto di Botvinnik: anni dopo Petrosjan parlerà ammirato dell’abilità del Campione del Mondo dopo uno dei loro primi incontri, al che Keres gli ribatté: “Immagina com’era giocarci contro quando era giovane…”). Però aveva ricevuto il suggerimento seguente: se Botvinnik avesse fallito nel diventare Campione, sarebbe stato meglio che non fosse stata colpa di Keres. Ma perché un fatto così importante è venuto fuori solo nel 2000? Whyld disse che prima di tutto non era un argomento che pensava Keres avrebbe gradito fosse affrontato mentre era in vita. Per il resto, aveva solo la propria parola che quella conversazione fosse avvenuta e, in ogni caso, Keres poteva avere semplicemente mentito…La questione diventa definitivamente ingarbugliata a causa di un’intervista che aveva tutte le potenzialità per chiarirla: nel 1991 un giornale olandese di argomento non scacchistico ebbe l’enorme fortuna di riuscire a intervistare Botvinnik. L’intervista passò in relativo silenzio, vista la pubblicazione lontana dai normali canali legati agli scacchi, ma nel 1999 Krabbe la tradusse in inglese e la pubblicò sul suo sito. Leggiamo le parole di Botvinnik sul fatto ci fosse stato o meno un complotto nel 1948: “Durante la seconda parte [del torneo] accadde qualcosa di spiacevole. Ai massimi livelli fu proposto che gli altri giocatori Sovietici perdessero apposta contro di me, in modo di garantire che ci fosse un Campione del Mondo Sovietico. Fu Stalin in persona a proporre la cosa!”
Con il che sembra che abbiamo una risposta una volta per tutte. Il problema è che il resto delle affermazioni di Botvinnik sono, per essere gentili, poco chiare:
“Ma ovviamente mi rifiutai! Era un intrigo contro me, per sminuirmi. Una proposta ridicola, fatta unicamente per danneggiare il futuro Campione del Mondo. In certi ambienti, Keres era preferito come Campione. Il che era una vergogna perché avevo già dimostrato ampiamente di essere più forte di Keres e Smyslov.”
Difficile capire. Che una proposta simile potesse sminuirlo lo si può capire, ma…come poteva danneggiarlo? Intendeva a livello di reputazione? Ma allora perché dire, cosa c’entrava?, che alcuni preferivano Keres come Campione? Come avrebbe quella proposta potuto favorire Keres?
E, inoltre, Stalin “risulta” avesse altro da fare che occuparsi della seconda parte del Campionato del Mondo di scacchi del 1948, occuparsi del blocco di Berlino ad esempio..In genere era Molotovche curava i massimi livelli sportivi. E, francamente, non vedo Botvinnik, come non vedo nessuno, rifiutare “ovviamente” un ordine di Stalin senza pagarne durissime conseguenze….

 
Gli assenti: Najdorf perché temuto dai Sovietici e Fine perché pare
sospettasse avrebbero fatto gioco di squadra

E’ stato osservato che Botvinnik aveva sempre sofferto di un certo complesso di persecuzione, che forse l’età avanzata in questo non l’abbia aiutato…Potrebbe essere vero che ci fu il complotto (magari qualcuno gli disse “ai piani alti si è deciso che…” o un “non vorrai fare arrabbiare il Compagno Stalin” a scopo intimidatorio e, decenni dopo, la memoria gli ha fatto uno scherzo) e che la parte sul fatto che fosse ai suoi danni sia una sua “aggiunta personale”. Potrebbe essere vera qualsiasi cosa, a dire il vero.
Per quello che ho potuto trovare io, sono incline a seguire la linea del “suggerimento” dato a Keres, senza che lui deliberatamente perdesse, ma sottoposto in ogni caso a pressione per disturbare il meno possibile un Russo nella sua scalata al Titolo. Quand’anche nessuno gli avesse detto niente, in ogni caso, i desideri di Mosca in quelle circostanze erano lampanti, specie per una persona che 2 anni prima aveva rischiato la deportazione…Mancano, mi pare, prove certe di un qualcuno che avvia detto a Keres di perdere e di un Keres che abbia perso apposta, tranne un Botvinnik temo troppo confuso. Devo però dire, per correttezza ,che non ho avuto modo di mettere le mani su “The tragedy of Paul Keres” di Larry Evans, tra le opere principali e più autorevoli che sostengono invece un vero e proprio complotto ai danni di Keres, lettura a cui rimando chi fosse interessato all’argomento. Chiudo con la speranza capiate che, avendo potuto consultare minima parte delle fonti, l’argomento è ben al di là dei miei mezzi, della mia abilità e non risolvibile in questi articoli per la loro stessa natura (inizialmente avevo pensato di darvi solo i risultati e scrivere un articolo a parte su questo argomento), che ho potuto solo riassumere le ipotesi principali con qualche esempio del loro perché e darvi, spero, qualche curiosità che non conoscevate.

Un momento della sfida (Fonte: ajedrezespectacular.com)

Keres riprende la carriera al Campionato Sovietico 1948, piazzandosi 6°-9° “senza infamia e senza lode”, difficile interpretare questo risultato senza sapere “in che modo” abbia appena perso la chance di diventare Campione. L’anno successivo gioca pochissimo, solo il Campionato Sovietico, 8° a due punti da Bronstein e Smyslov. Nel 1950 affronta il suo primo Torneo dei Candidati ufficiale (l’AVRO, non viene considerato tale), con +3 =13 -2 si mostra solido ma nulla più: giunge 4° a 2,5 punti da Bronstein e Boleslavsky (sarà poi il primo a prevalere nel match di spareggio, per poi pareggiare la sfida contro Botvinnik, lasciando quindi, regole alla mano, il Titolo al suo detentore. Bronstein saprà trovare l’ironia per definirsi scherzosamente Cocampionedel Mondo).Con il nuovo decennio, ingrana una marcia diversa: vince a Sezawno-Zdroj in maniera nettacon +11 =7 -1 davanti a Szabo, Barca, Taimanov, Geller….Ben altra impresa, conquista anche il suo secondo Campionato Sovietico (+8 =7 -2) superando di mezzo punto Lipnisky, Tolush eAronin (oltre a Smyslov, Boleslavsky, Geller, Flohr, Mikenas….), per poi ripetersi, in crescendo (+9 =6 -2), l’anno successivo: vinse il suo terzo Campionato Sovietico davanti al giovane Petrosjan e a Geller, a Smyslov e , contro di lui una patta, Botvinnik. Qualsiasi cosa sia successa nel dopoguerra, sembrò averla superata.


7 Campionati Sovietici Assoluti e una buona amicizia: Keres e Petrosjan

Due vittorie consecutive in un Torneo come questo non passano inosservate, di conseguenza nel1952 gli viene concesso un grande riconoscimento: viene scelto come Prima Scacchiera dell’URSS alle olimpiadi di Helsinki, le prime post-belliche alle quali la superpotenza partecipò (l’URSS infatti non aveva gradito la decisione FIDE di far svolgere quelle del 1950 nella “ribelle”Jugoslavia e boicottò l’evento, estendendo il divieto di partecipazione anche a tutti i suoi stati satellite, non esattamente il modo migliore possibile per riprendere ciò che storicamente è una celebrazione della pace).
Ma prima delle Olimpiadi c’era ancora da disputare il Torneo di Budapest 1952. Keres fu impietoso: +10 =5 -2 e finì primo in solitaria mettendo in riga Geller, Botvinnik, Smyslov,Petrosjan, Benko e Stahlberg, in un campo di 18 giocatori.
Secondo alcuni è  in questo periodo la vetta della sua carriera, il momento in cui Paul Keres poteva essere considerato il più forte giocare di scacchi in attività, il numero uno al mondo.


Alexander Kotov (Capitano e 2a riserva), seminascosto da un microfono, consegna la documentazione sovietica alla cerimonia di apertura.
Alle sue spalle il resto della squadra: Keres, Smyslov, Bronstein,
Geller, Boleslasvky (Fonte: brasilbase.pro.br)

Sfortunatamente, lo sforzo per arrivare così in alto non gli permise di “ringraziare” (come aveva fatto nel 1947 vincendo il Campionato Sovietico) il regime per l’attestazione di stima scacchistica (ma anche, ovviamente, “politica”) rappresentata dall’essere chiamato in Prima Scacchiera: la sua non fu una prestazione memorabile. Con +3 =7 -2 ottenne il 54.2% dei punti (a fronte di una media di squadra del 74.2), giungendo 10mo tra le Prime scacchiere. Prestazione in contrasto con le medaglie d’Oro di Smyslov e Bronstein (2a e 3a), quella d’Argento di Geller (4a) e naturalmente con quella d’Oro di squadra (dico naturalmente perché, per i lettori più giovani che forse non ricordano cosa, o meglio, “quanto” fosse l’URSS, dal 1952 al 1990 l’Unione Sovietica vinse 18 ori e 1 argento olimpici, battuta unicamente dall’Ungheria di Lajos Portisch nel 1978).
Keres fu sconfitto dal finlandese Book e dall’ungherese Làszlo Szabò, questo secondo caso una delle partite in cui giocò in maniera più passiva della sua intera carriera.
Lo stato di forma non migliorò al Campionato Sovietico di Mosca: giunse 10°/11° a 9,5 assieme aAlexey Suetin, ben lontano dai 13,5 di Botvinnik e Taimanov. Con +17 =2 -0 spezzo la serie negativa nel “suo” Campionato Estone dove giunse comodo 1°.La prima, enorme, notizia del 1953 è ovviamente la morte di Iosif Vissarionovich Dzhugashvili, di gran lunga meglio noto come Stalin. Con la sua departita, lentamente si iniziarono ad aprire spiragli di comprensione e tolleranza per i cittadini sovietici, scacchisti inclusi.


La salma del dittatore

Scacchisticamente parlando, invece, il 1953 significò nuovamente tempo di Torneo dei Candidati, che si svolse tra Neuhausen (bassa Germania) e Zurigo (Svizzera). Keres giocò finalmente di nuovo al suo meglio: 16 punti con +8 =16 -4. Ma di quelle quattro sconfitte due le patì contro Vassily Smyslov che si impose a 18 punti con +9 =18 -1 staccando di due punti Keres, Bronstein eReshevsky.Anche questo Torneo non è immune da sospetti e polemiche: 40 anni dopo gli eventi Bronstein disse che “i piani alti” avevano “suggerito” a tutti che il russo (Bronstein era ucraino e Keres ovviamente estone) Smyslov sarebbe stato il vincitore ideale dell’evento. In effetti contro i Sovietici Smyslov ottenne 4 vittorie, 11 patte e una sconfitta (Kotov), numeri che hanno un certo peso. Ma è anche vero che per i sovietici il non danneggiarsi tra di loro era solo che semplicemente sensato (vedi le tante patte). Inoltre va ricordato che la seconda partita tra Smyslov e Keres fu bellissima e combattuta, un ottimo attacco dell’Estone, parato da una più che ottima difesa del Russo. Smyslov stesso la definì una delle sue partite migliori e riesce difficile che un uomo con una reputazione scacchistica immacolata come la sua potesse definire tale una partita preaccordata. Probabilmente un altro dei “non lo sapremo mai” degli scacchi: Smyslov è morto il 27 marzo scorso, portandosi con se quello che aveva da dire al riguardo. Come che sia andato il Torneo dei Candidati, l’anno successivo Smyslov pareggiò contro Botvinnik una sfida sulle 24 partite (+10 =14) e, con le regole in vigore, la Corona rimase al Campione. Smyslov si preparò a ritentare l’assalto.


Vasilij Smyslov (1957-1958)

Lo stesso fece Keres.
Nel 1954 fu incluso nella rappresentativa URSS che si esibì in una “prova di forza” in giro per il mondo: andarono a Buenos Aires per battere l’Argentina 20 ½ a 10 ½ e sulla via del ritorno strapazzarono la Francia 15 a 1 (!), qui Keres ebbe l’occasione di affrontare il “veteranissimo”Savielly Tartakower, battendolo in entrambe le partite. Il Grande Maestro Franco-polacco, per cronaca, morirà 2 anni dopo.
Seguì una parentesi casalinga: si unì alla rappresentativa Estone in una sfida contro la sorella Lettonia a Tallin. Gli toccò in sorte un diciassettenne dallo stile un po’ più che esuberante, ma ancora da consolidarsi, sopratutto se usato contro un veterano come Keres: il Campione Nazionale Lettone Mikhail Tal fu battuto ½ a 1 ½.Successivamente riprese le tournee con la squadra sovietica, recandosi a New York per giocare contro gli Statunitensi (20 a 12 per i Sovietici, per Keres +3 =0 -1), contro gli Inglesi sulla via del ritorno (18,5 a 1,5 (!), per Keres 2 vittorie contro Robert Wade) e infine contro gli Svedesi (12,5 a 3, per Keres due vittorie contro Goesta Stoltz).


In un momento di relax (Fonte: chessbase)
Tra gli altri suoi hobby, nuoto e bridge

Il 1954, scacchisticamente parlando, malgrado tutto questo viaggiare era ben lontano dall’essere finito: è infatti nuovamente anno olimpico. Inizialmente la città designata era San Paolo inArgentina (omonima della ben più famosa località brasiliana), come celebrazione dei 400 annidella città, ma gli organizzatori si resero conto di non aver modo di gestire l’impegno economico (avevano, tra le altre cose, promesso di pagare le spese di viaggio a tutte le rappresentative europee). Il problema era che se ne resero contro solo 6 settimane prima dell’inizio previsto per l’evento. Si temette concretamente che l’Olimpiade saltasse ma, malgrado il tempo fosse realmente poco, l’Olanda si offerse di fare da organizzatrice. La FIDE accettò con gioia: il 4 settembre adAmsterdam iniziarono le sfide. Notevole l’assenza degli Stati Uniti, ma causata da problemi logistici interni alla USCF, per una volta la politica non fu la causa del problema.
La non brillante prestazione di Keres di due anni prima si fece sentire: l’Estone passò dalla Prima alla Quarta scacchiera. Non è però il caso di parlare di “punizione di regime”: quando si ha a disposizione un pacchetto di giocatori come quello che aveva a disposizione l’URSS è evidente che si può scendere naturalmente di prestigio e graduatoria se non si è all’altezza della propria posizione. La squadra sovietica, per inciso, era una corazzata: in Prima scacchiera l’esordiente olimpico Michail Botvinnik, a seguire Smyslov, Bronstein, Keres e, in riserva, Geller e Kotov.Ora. Mettere un giocatore del calibro di Keres in ultima scacchiera è un lusso sfrenato che probabilmente nessuna squadra potrà mai più permettersi: ottenne qualcosa come il 96,4% dei punti con 13 vittorie, 1 patta e nessuna sconfitta (impossibile non citare lo svedese Zandor Nilssonche gli strappò la patta). E’ di questa olimpiade uno degli aneddoti che meglio illustrano la personalità di Keres: dopo la sua impressionante vittoria contro il Cecoslovacco Jaroslav Sajtar(inclusa nel link a fine articolo) Kotov disse ad Harry Golombek (allora IM, Terza scacchiera per l’Inghilterra) che si era proprio trattato di una vera partita sovietica. L’inglese riferì il “complimento” a Keres il quale, con il tono più vicino all’acredine che Golombek mai sentì nel sempre gentile estone, rispose “No, è stata una vera partita Estone”.
Per il resto, Oro personale di Botvinnik, bronzo di Smyslov, argento di Bronstein, ovvio oro per Keres, oro per Geller e oro di squadra, l’URSS si fermò a 34 punti a fronte dei 27 dell’Argentina e ai 26,5 della Yugoslavia.


Seconda metà degli anni ’50, Spassky, Tal, Petrosjan: una promessa, una certezza, un Candidato: tre Campioni del Mondo (Fonte: endgame.nl)

Quell’anno fece ancora in tempo a recarsi, per lui un impegno tradizionale, ad Hastings per il Torneo di Capodanno. Viaggiò assieme a Smyslov, da Mosca sino al Primo posto, che i due divisero a 7 punti.
Lo stato di forma si mostrò al nuovo Campionato Sovietico: giunse sì 7°-8° assieme a Taimanov, ma di trattò di un Torneo disputato veramente sul filo di lana: otto giocatori furono racchiusi tra i 12 punti di Smyslov e Geller e gli 11 di Keres e Taimanov. Si fece notare un diciottenne che si piazzò a mezzo punto dalla vetta, tale Boris Vasil’evic Spassky. Continuò la presenza nelle rappresentanze sovietiche partecipando alla sfida di Mosca contro gli Stati Uniti, dove diete il suo contributo con un buon 3,5 su 4 nelle sue partite contro Robert Byrne.
L’evento di gran lunga più importante del 1955 fu l’interzonale di Goteborg, che vide trionfare Bronstein a 15 su 20, seguito da Keres a 13,5 e Oscar Panno a 13. Un secondo posto che gli valse la qualificazione al Torneo dei Candidati di Amsterdam previsto per l’anno successivo.
L’avvicinamento a questo ulteriore assalto alla Corona non iniziò nel migliore dei modi: il durissimo Alekhine Memorial vide Botvinnik e Smyslov (imbattuto) prevalere con 11 su 15. Keres poté unicamente dividere l’8°-9° posto con Pachman a 8,5 superato tra gli altri da Najdorf, Bronstein e Taimanov. Si riprese battendo Unzicker in un match per +4 =4 -0, per poi ottenere un buon 4 su 7 nella sfida tra URSS e Yugoslavia.
Ad Amsterdam, si ripete il “collaudato schema”: Keres gioca benissimo, ma non basta. +3 =14 -1 è un risultato solido ma i suoi 10 punti lo fanno arrendere a Smyslov che con +6 =11 -1 (battuto daSpassky, ottimo 3°-8° al suo primo Candidato) divenne lo Sfidante. A Smyslov bastarono poi nel1957 22 partite delle 24 previste per detronizzare in questo suo secondo assalto Botvinnik. Il quale, in ogni caso, esercitò il diritto di rivincita per riprendersi il Titolo l’anno successivo.
Il 1956 è anche l’anno delle Olimpiadi di Mosca. Le prime due scacchiere ovviamente appannaggio del Campione e del suo sfidante, Keres, non a caso, gli è subito dietro in Terza, mentre Bronstein completa la squadra in Quarta. Taimanov e Geller erano le due riserve. Per Keres fu un nuovo Oro personale, Oro che condivise con Geller e Bronstein. Bent Larsen battè Botvinnik nella corsa all’Oro di Prima Scacchiera. Per l’URSS solito Oro di squadra.Seguì un 1957 relativamente calmo, Keres vinse a Mar Del Plata (15 su 17 imbattuto) davanti a Najdorf e ottenne un ottimo 2°-3° posto al Campionato Sovietico assieme a Bronstein a mezzo punto da Tal, che batté entrambi negli scontri diretti. Keres infine si “concesse” una nuova vittoria adHasting con 7,5 su nove, sconfitto unicamente da Gligoric.Di nuovo Olimpiadi, questa volta a Monaco. Keres sfoderò una nuova ottima prestazione, rivincendo l’Oro personale in Terza scacchiera con +7 =5 -0 (tra cui una vittoria contro il nostro Federico Norcia nel 4° turno preliminare, una sfida che ci vide inevitabilmente uscirne con un secco 0-4). Oro personale anche per le due riserve: Tal e Petrosjan non avrebbero potuto esordire in modo migliore.

Keres e Tal si rilassano nel 1959 (Fonte: Chessbase)

Va segnalato il Campionato Sovietico del 1959: vittoria di Petrosjan, seguito da Tal e Spassky. Keres, 7°-8° a 3 punti dalla vetta, non stava diventando più giovane, mentre i giovani si stavano affermando, maturando, chiedendo “il loro turno” per le grandi sfide. Il secondo posto al precedente Torneo dei Candidati permise all’estone di saltare l’Interzonale e di potersi presentare direttamente alle sfide che tra Bled, Zagabria e Belgrado avrebbero determinato il nuovo sfidante di Botvinnik, un occasione per lui sempre più preziosa ogni volta che gli si presentava. Keres iniziò d’autorità: nei primi due incontri inflisse a Tal due sconfitte, facendo subito capire quali fossero le sue intenzioni. Alla fine del Torneo aveva 18,5 punti guadagnati con 15 vittorie, 7 patte e 6 sconfitte. In tutti gli altri Candidati mai disputati, 18 punti sarebbero stati sufficienti per vincere. Ma Keres dovette veramente iniziare a pensare di essere maledetto. Giocò splendidamente, ma Caissa aveva occhi solo per Tal, che giocò come gli dei: 20 punti (+16 = 8 -4, di cui 3 sconfitte proprio contro Keres. Terribile scherzo per l’estone: battere il vincitore e non essere il vincitore) . Il commento di Keres fu laconico e preciso: “Giocai bene, Tal giocò meglio”. Il commento di Tal fu sublime: “La mia testa era riempita dal Sole”. No, non era battibile, non quell’anno in Jugoslavia.


Mikhail Tal (1960-1961) (Fonte: Europe-Echecs)

Petrosjan seguiva a 15,5, da notare un ragazzino diciasettenne, tale Robert James Fischer, a 12,5 (Tal gli “diede il benvenuto” nell’elite con un preciso 4-0), alle spalle di Gligoric e Smyslov.
Keres avrebbe dovuto aspettare altri 3 anni. L’Estonia gli fece sentire il suo affetto e il suo appoggio: nel 1959 venne nominato Sportivo estone dell’anno.Decise di cominciare il nuovo decennio a casa sua, vincendo a Parnu 1960 con un pulito +9 =6 -0, per poi tornare a far parte della squadra Olimpica Sovietica. A Leipzig (per curiosità seconda olimpiade di fila sul suolo tedesco, potenza di una nazione divisa) ripeté la sua caratteristica marcia in Terza Scacchiera riconfermando il suo Oro Personale con +8 =5 -0, curiosamente lo stesso identico risultato di Korchnoi (Bronzo) e Botvinnik (Oro in…seconda: la Prima scacchiera fu occupata dal nuovo Campione del Mondo Mikhail Tal. “Nuovo” in senso letterale: la suaprima partita come tale fu quella giocata al quarto turno di questa Olimpiade, una bella vittoria contro Florencio Campomanes (sì, lui). Per il giovane Lettone sarà infine Argento personalecon +8 =6 -1. L’Oro andò all’IM (!) austriaco Karl Robatsch che seppe trovarsi un’Olimpiade perfetta chiudendo a +11 =5 -0). Tra le curiosità, una abbastanza triste, almeno per il sottoscritto: il59enne Max Euwe, con +3 =6 -7 fu in assoluto il primo GM a chiudere un’Olimpiade con meno del 50% dei punti. Al solito Oro sovietico segue un ottimo Argento Statunitense, guidati da un giovane Bobby Fischer (Reshevsky decise di non partecipare per non doversi vedere sovrastato in ordine di scacchiera da quel ragazzino) gli americani totalizzarono 29 punti a fronte dei 34 dei sovietici. Per Fischer +10 =6 -2 (Munoz e Gligoric) e Bronzo personale.


Intervistato assieme a Flohr

Seguì poi un torneo a Zurigo che Keres giocò davvero al suo meglio: con +7 =4 -1 poté distanziare di mezzo punto Petrosjan e di due Gligoric. E poi Bled dove non riuscì a tenere i ritmi dei due scatenati Tal (14,5 su 19) e Fischer (13,5) ma giunse buon 3°-5° assieme a Petrosjan e Gligoric a 12,5. Sarebbe interessante poter assistere a Keres che ascolta questo “yankee” diciottenne annunciare di voler battere tutti i russi. Russi? Lui era estone, Tal lettone, Petrosjan armeno e Geller ucraino. I Russi erano quelli che li avevano invasi. Per loro era una cosa importante, si parla delle radici della propria vita, di ciò che si è stati prima che arrivassero i Russi, volendo fare i cinici di differenze enormi di trattamento e di facilità di carriera. Ma dall’altra parte del mondo sembravano essere semplicemente “i russi”. Doveva suonare molto strano. Terribilmente ironico. Forse solo tremendamente triste.


New York 1957: Robert James Fischer

Il 29mo Campionato Sovietico si svolse a Baku (dove Kim Moiseevic Vajnštejn stava forse corteggiando la donna che due anni dopo diede alla luce il loro figlio, il bambino che sarebbe diventato Garry Kasparov) e fu una nuova affermazione per Boris Spassky. Keres si dovette fermare 8°-11° a 11 punti, 3 e mezzo dalla vetta. Dovette senz’altro riflettere sul fatto che stava invecchiando: l’età media di chi lo precedette era di 32 anni, lui ne aveva ormai 45, di cui 23 passati ai massimi livelli. Eppure, sempre per un nulla, la possibilità di realizzare il suo sogno gli era stata negata: la Politica, o anche solo le sue tensioni, un Tal in forma leggendaria, i suoi nervi forse non sempre all’altezza…Ora c’era una nuova occasione: il  Torneo dei Candidati di Curacao 1962. Per lui sarebbe stato il 5° di fila. Negli ultimi tre era arrivato 2°, in coppia o in solitaria. Nell’ambiente lo chiamano Unlucky Keres o, più perfidamente, Paul II. Era dal 1938, da 24 anni, che si ostinava a cercare di salire tutta la scala. Cosa pensava di un ragazzo come Tal? Uno che, come nulla fosse, prende, parte, e vince il mondiale a 24 anni? (e lui che ne aveva 22 all’AVRO 1938! Gli sembrava, quanto tempo fa?, 2 anni? 200? Tal sapeva appena camminare allora) Cosa aveva Tal che lui non aveva? Cosa ne pensava di un Petrosjan? Uno che, lo incontri, ha 16 anni e non riesce neppure a guardarti negli occhi quando ti stringe la mano perché tu sei Paul Keres e lui un ragazzino qualsiasi e poi, passa qualche torneo, e lui adesso è il favorito tra gli sfidanti e tu sei “il solito secondo”. Come è stato possibile? Quando è passato tutto quel tempo? E dei Fischer, degli Spassky, di quelli che avrebbero attraversato gli anni ’60 e ’70 (lo capiva?) come lui aveva attraversato i ’40 e i ’50?E di Botvinnik cosa pensava? Nella migliore delle ipotesi aveva sempre avuto tutti i vantaggi del mondo, nella peggiore era il diretto responsabile della sua prestazione zoppicante al Mondiale 1948…
Botvinnik…Continuavano a tirarlo giù dal Trono e lui ci si riarrampicava con un’ostinazione perfetta. Anche questo sistema della rivincita automatica…cosa ne sarebbe stato di Botvinnik se a 51 anni lo avessero rifatto partire dai Canditati, dall’Interzonale? Alla FIDE si stava proprio decidendo di togliere questa regola… Se qualcuno dei partecipanti di Curacao avesse battuto Botvinnik avrebbe potuto sperare di godersi il Regno per un po’ prima che quella specie di super-processore ante litteram si ripresentasse dopo aver scannerizzato tutte le sue partite, e questo posto che gli riuscisse. Keres era intenzionato ad essere lui a mettere fine una volta per tutte al Regno di Botvinnik.


Cartolina da Curacao, edizione speciale per il Torneo con francobolli commemorativi

Tre elementi sono da segnalare immediatamente come fondamentali nel Torneo dei Candidati del 1962, il primo a svolgersi fuori dall’Europa, a Curacao nelle Antille Olandesi: la salute di Tal, i rapporti tra Geller e Petrosjan e quelli tra questi due e Keres.
Tal si dovette ritirare dopo 3 tornate delle 4 previste per motivi di salute (gli era stato rimosso un rene poco prima dell’inizio del torneo), dopo aver in ogni caso performato ben al di sotto dei propri standard, quindi questo pericoloso rivale fu eliminato dalla sorte (o, più cinicamente, Tal si fece eliminare dal suo stile di vita).
Ora. Geller e Petrosjan erano grandissimi amici e pare che una stretta di mano e un paio di parole abbiano siglato un patto di non aggressione: tra di loro avrebbero semplicemente sempre pattato(per cronaca, i risultati tra i due pre 1962 erano di +3 -4 =15 in favore di Geller). Keres, sì in buoni rapporti con Petrosjan, ma non ai livelli del loro collega Ucraino, fu avvicinato dall’Armeno che gli chiese di, se mi passate il proseguo della metafora diplomatica, di entrare nell’accordo e di creare una sorta di “patto tripartito” tra sovietici. Di suo Keres non avrebbe mai proposto una combine, ma in quel caso, gliela si offriva, sentiva che poteva avere un senso (vedremo subito perché sì e perché no). In quanto a Korchnoi si è vociferato che il suo compito, su ordini moscoviti, fosse quello di perdere più partite possibili contro gli altri tre, ma è tesi che mi sento di escludere: non mi sembra possibile che un uomo come lui non abbia mai raccontato in prima persona questa storia, o nelle sue autobiografie o in qualche intervista.


I due più forti non Campioni del Mondo di sempre?

Il sì alla proposta di Petrosjan (Yuri Averbach ha detto che poteva anche essere idea della di lui moglie!, vorrei saperne di più su di lei) da parte di Keres aveva dei pro e dei contro: di gran lunga il più vecchio tra i partecipanti poteva trovare sensato l’assicurarsi di un certo numero di patte in un Torneo sui 27 (!) turni (28, a dire il vero, alla fine uno in meno per via del ritiro di Tal), peraltro in condizioni climatiche durissime, il caldo e l’umidità rendevano la concentrazione difficilissima, ma d’altra parte era sicuramente qualcosa più forte di Geller e forse anche sopra il Petrosjan del 1962: forse avrebbe dovuto puntare lui al “tirare” la classifica.
Il Torneo fu una lunga lotta tra i tre Sovietici: Tal, come detto malato, Benko e Filip di una categoria, il primo forse più esattamente di una “tacca”, inferiore, Korchnoi non in forma splendida e un Bobby Fischer inizialmente favorito ma che iniziò troppo male per pensare potesse puntare alla vetta, li lasciarono liberi di lottare per il Primo posto, lotta non tra di loro, certo, ma ognuno dei tre sapeva di dover dare il massimo contro i partecipanti “non allineati”.Non si staccarono di mezzo punto per tutte le 27 partite, fu una corsa fianco a fianco. Al penultimo turno, con i partecipanti stremati da quasi due mesi di gioco, si decise tutto: Geller ha bisogno di “segnare” per competere con la vetta ma è di turno per il riposo (il forfait di Tal aveva ovviamente creato il problema dei giocatori dispari), Petrosjan è in testa ma ha i neri contro Fischer e può solo trovarsi una patta, Keres ha quindi l’occasione di staccare il primo e di afferrare, con una vittoria superare, il secondo in vetta: deve infatti affrontare Paul Benko contro il quale ha al momento lo score favorevolissimo di +7 =4 -0, con tre vittorie nelle tre tornate di questo Torneo.
Averbach sarà preciso riguardo al risultato di quel giorno: “le leggi della statistica erano contro di lui”: Benko batté Keres in una Reti di 47 mosse, 6 dopo l’aggiornamento. Statistica. Giusto, prima o poi doveva succedere. Korchnoi, per inciso, suggerì poi che Petrosjan diede una grossa mano a Benko durante le analisi notturne. Ma il pessimo rapporto tra lo svizzero e l’armeno fa nascere il dubbio che, in assenza di altre prove, potrebbe solo essere un’idea del terribile Viktor nata perscreditare l’arcirivale.
All’ultimo turno Geller batté proprio Benko, Petrosjan fu più che felice di pattare in 14 mosse contro Filip: per essere raggiunto da Keres quest’ultimo avrebbe dovuto battere Fischer ed era quasi impossibile che il più vecchio dei partecipanti avesse l’energia per battere il più giovane al ventisettesimo turno. Keres fu fermato dai neri di Fischer in 30 mosse di un Gambetto di Donna rifiutato non particolarmente difficile da gestire.
Petrosjan 17,5, Geller e Keres 17.
Niente da fare, neppure stavolta.
Si dice che l’unica volta che Keres si sia mostrato veramente arrabbiato in pubblico sia stato alla fine del Torneo dei Candidati del 1962.


Fischer e Keres: a Curacao in perfetto equilibrio, +1 =2 -1

Il secondo posto a pari merito rese necessario uno spareggio tra lui e Geller per l’accesso diretto al Torneo dei Candidati successivo. Keres si mise al lavoro: il match, disputato a Mosca, era sulle otto partite, cosa ottima per lui che aveva 9 anni in più dell’avversario. 2 patte, 1 vittoria, 2 patte, 1 sconfitta, 1 patta e infine un ultimo guizzo d’orgoglio: Keres batté Geller 4,5 a 3,5.


Botvinnik – Fischer: non è necessaria una didascalia

Non fu probabilmente con la massima serenità che affrontò le Olimpiadi di Varna. +6 =7 -0 non può essere considerato un cattivo risultato da nessuna parte lo si guardi (tanto più che questa fu la sua 5a Olimpiade senza sconfitte, un record ad oggi), ma significò per Keres rinunciare al suo “solito” Oro personale e portarsi a casa un Bronzo. Tra i compagni di squadra Oro per Petrosjan,Geller, Spassky e Tal. Botvinnik restò fuori zona medaglie, si disse che guardasse più le partite dello Sfidante Petrosjan che le proprie…Gli riuscì in ogni caso di pattare contro Fischer, nell’unica partita che questi giganti avranno in sorte di giocare tra di loro.
Alla fine dell’anno, nuovamente la sua Estonia gli si mostrò vicina: malgrado il nuovo assalto al Trono fallito, fu per la seconda volta nominato sportivo dell’anno.


Tigran Petrosjan (1963-1969) (Fonte: chessgrapich)

Petrosjan, andando avanti, mise definitivamente fine al lungo, benché spezzettato, regno di Botvinnik l’anno successivo con un netto 12,5 a 9,5. Con il che, il carattere di Keres si fece subito sentire: il neo Campione del Mondo decise di esordire come tale alla Coppa Piatigorsky del 1963. Bene, Keres ci sarebbe stato, tanto per mettere le cose in chiaro: chiusero appaiati al primo posto con 8,5 su 14, pareggiando entrambi gli scontri diretti. Keres segnalò subito che lui, “il vecchio”, c’era ancora, alla pari del nuovo Campione. I due staccarono Najdorf, Olafsson,Reshevsky, Gligoric, Panno e Benko.

Dopo un 6°-7° posto al sempre duro Alekhine Memorial, iniziò un ottimo 1964: giunse 1°-2° a Hoogovens Beverwijk (il “nostro” Wijk aan Zee prima del trasferimento) imbattuto a 11,5 su 15 (un torneo che in Estonia credo ricordino ancora oggi: a pari punti con Keres giunse il suo compatriota Iivo Nei), poi andò a Buenos Aires dove giunse, nuovamente imbattuto, 1° a 13 su 17, lasciandosi alle spalle di mezzo punto Petrosjan e di uno e mezzo Robert Byrne (tra gli altri anche Najdorf, Eliskases, Filip e Guimard). L’anno andò avanti con le Olimpiadi di Tel Aviv(le prime di sempre a svolgersi in Asia e ad avere partecipanti da tutti i 5 continenti, grazie all’esordio Olimpico australiano), Keres continuò a giocare meravigliosamente e si riprese il “suo” Oro personale grazie a 9 vittorie, 2 patte e 1 sconfitta (questo sarà il suo ultimo impegno olimpico, come l’ultimo sarà per Botvinnik, benché Keres restasse nell’ambito Olimpico come consulente). Tanto per chiudere bene l’anno ritornò a Hastings, 1° a 8 su 9 imbattuto, 1 punto e mezzo davanti al rumeno Gheorghiu. Era pronto per un nuovo Torneo dei Candidati.

Nel frattempo però la FIDE aveva cambiato le regole. Dopo Curacao, Fischer aveva fatto pubblicare un articolo in cui diceva, con il suo inimitabile stile privo di compromessi, che era unavergogna indecente, che i rossi non facevano neppure finta. Non era possibile per nessuno, neppure per lui, battere da solo una squadra: quelli insultavano il gioco, i rivali e tutti gliappassionati combinando patte una dopo l’altra, era necessario, doveroso, fare qualcosa. La FIDE lo fece: limitò il numero massimo di giocatori che ogni Nazione poteva portare ai Candidati e sostituìil Torneo dei Candidati con una serie di Match sullo stile tennistico che avrebbero via via eliminato i partecipanti fino ad arrivare ad una finale.


Boris Spassky (1969-1972)

Keres non fu fortunato con il sorteggio: al primo turno (i quarti di finale) gli toccò il più che rampante Boris Spassky.
Non aveva intenzione di chinare la testa: vinse la prima partita con i neri in 33 mosse e pareggiò la seconda. Ma Spassky nei match era bravo a prendere le misure all’avversario: vinse terza, quarta e quinta partita, e a quel punto poteva controllare la sfida, prevista sulle 10 partite, senza problemi. Due patte, poi Keres riuscì a ridurre lo svantaggio vincendo l’ottava. Poi una patta, che permise a Spassky di affrontare l’ultima partita potendosi accontentare del pareggio. Keres doveva cercare diattaccare, di rischiare, di vincere: alla 35ma mossa Spassky mosse la donna in e3 e Keres accettò la sconfitta. Fu eliminato ai quarti di finale da Boris Spassky per 4 a 6. Fu il primo e unico match che perse in carriera.Per 7 volte aveva tentato di arrivare in cima alla scala senza farcela, per quattro volte all’ultimo gradino. Uscire ai quarti significava niente accesso diretto ai successivi Candidati, significava, se voleva riprovarci un’ottava volta ad arrivare in cima, dover ripartire dal primo gradino. Significava davvero tanto per un uomo di 49 anni.
Dopo una vita, Paul Keres decise alla fine di arrendersi: si ritirò dalla corsa mondiale.


Un primo piano tratto da una trasmissione televisiva

Cominciò la seconda metà degli anni ’60: un 1°-2° posto a Marianske Lazne (1965, assieme aHort), un 6° al Campionato Sovietico, 1° a Stoccolma, 3°-4° a Winnipeg (1967), 1° a Bamberga (1968, davanti a Petrosjan), 3°4° a Wjik ann Zee, 2° a Luhacovice (1969, dietro Korchnoi), non aveva in ogni caso esattamente deciso di appendere la scacchiera al chiodo…


L’hotel Kennemerduin, storica sede di gioco a Wjik ann Zee nei primi anni
dopo il trasferimento del torneo (Fonte: endgame.nl)

Iniziò il nuovo (l’ennesimo) decennio scacchistico nel modo migliore, vincendo in solitaria a 10 su 15, imbattuto, il forte torneo di Budapest 1970, dove 20 anni prima aveva conseguito forse il suo maggior successo. Segue l’anno successivo la vittoria assieme a Tal nella sua vecchia Tallinn(11,5, nuovamente imbattuto). L’età inizia a fargli diradare gli impegni, ovviamente, ma quando gioca resta temuto. 2°-3° a Parnu (una sconfitta dal vincitore Stein), 2°-4° ad Amsterdam (dietro Smyslov). Dopo il 1972, per motivi di salute, giocò ancora meno. La FIDE lo invitò come VIPall’Interzonale di Petropolis, dove giunse solo 12°-13 con Oscar Panno, ben lontano dai 12 punti dello splendido Mecking. Ottiene anche un 9°-12° posto al Campionato Sovietico vinto daSpassky un punto davanti a Karpov, Petrosian, Polugaevsky, Korchnoi e Kurzim.
Nel 1974 la salute gli impedisce di giocare del tutto. E’ ospite d’onore alle Olimpiadi diNizza, quando, per lui una grossa sorpresa, gli viene offerta la Candidatura alla Presidenza FIDE: Max Euwe pensa alla pensione. E’ in grado Keres di garantire una condotta indipendenteda Mosca? Nel caso si sarebbe iniziato subito a raccogliere le firme necessarie tra i giocatori in sala. Keres arrossì di fronte all’enorme attestazione di stima che gli si stava facendo. Sorrise e poi disse: “In maniera indipendente da Mosca posso solo scrivere libri”. Declinò.Il 1974 è anche l’anno della finale dei Candidati tra Karpov e Korchnoi. Il secondo lamenterà poi, ne abbiamo parlato nell’articolo sulla loro sfida di Baguio, di essere stato ostracizzato dalla comunità scacchistica sovietica e che gli fosse impossibile trovare un Secondo. Eppure Paul Keres gli si offerse come tale, portando in dote la sua enorme esperienza. Tuttavia un Secondo amico di Petrosjan a parere di Korchnoi non poteva essere un buon Secondo e rifiutò l’offerta. Per come andarono le cose (vittoria di Karpov +3 =19 -2) si può speculare che un Keres dalla propria parte forse non avrebbe peggiorato le cose…

Nel 1975 ritorna di forza nel mondo dei Tornei: vince a Tallinn imbattuto a 10,5 su 15 (+6 =9) precedendo di un punto Spassky e Olafsson, poi va dall’altra parte del pianeta e a Vancouver da il bis: imbattuto a 8,5 su 10 (+7 =3), battendo all’ultimo turno con i neri il giovane Walter Brownein una Difesa Berlinese durata 44 mosse.
Sembra sia ritornato tutto, la salute, la determinazione, l’abilità, lo stile.
Ma di ritorno dal Canada, ad Helsinki, il 5 giugno 1975, un attacco di cuore ci portò via Paul Petrovic Keres all’età di 59 anni.


Il corteo funebre di Paul Keres (Fonte: Chessbase)

Ai suoi funerali, a Tallinn, parteciparono più di 100.000 persone, incluso il suo vecchio rivale ed amico Max Euwe. Membri del Governo Estone fecero parte della Guardia d’Onore. Botvinnik parlò della sua morte come della più grande perdita per gli scacchi dai tempi della scomparsa di Alekhine e sottolineò il suo valore dicendo che arrivare quattro volte secondo ai Candidati è forse maggior merito, maggiore indicazione di forza e abilità, rispetto all’arrivare a sfidare il Campione una volta. Per gli estoni entrò nell’Olimpo nazionale: è il solo giocatore di scacchi della Storia ad avere il proprio volto raffigurato su una banconota, nel 2000 venne eletto sportivo Estone del secolo. In Estonia, inoltre, sono state erette statue dedicate a lui e a Tallinn una strada porta il suo nome. E’ anche l’unico giocatore ad avere dedicati alla Memoria 2 Tornei internazionali, uno proprio a Tallinn e uno a Vancouver.Sul perché Paul Keres non divenne Campione del Mondo è stato scritto e detto tanto. Perché gli fu ordinato di non farlo, ha ipotizzato Larry Evans; perché mancava della freddezza necessaria nei momenti determinanti (è l’idea di Botvinnik); perché, ha detto Spassky, non era in grado di rinunciare, di buttare via, tutto il resto: il tennis, il nuoto, la famiglia, la vita: non era ossessionato dagli scacchi, semplicemente gli piacevano, proprio come a noi; perché, secondo Reshevsky, era troppo gentile, gli mancava l’istinto del killer, il gusto per il sangue, a lui non piaceva “vederli contorcersi” come a Fischer… Se ne scriverà e dirà ancora altrettanto.
Quanto a lui, quando gli chiesero perché non fosse diventato Campione, rispose “Sono stato sfortunato, come la mia Terra”

 

Fine

 

Bibliografia:Fernandez, J. L.: Paul Petrovich Keres
Horowitz, I.A.: The World Chess Championship
Kasparov, Garry: My great predecessors, Vol. II
Keres, Paul & Nunn, John: The Quest for Perfection
Korchnoi, Viktor: Chess is my life“Sitografia”it e en wiki
brasilbase.pro.br
chessbase.com
chesscafe.com
chessgames.com
chesshistory.com
endgame.nl
http://veebik.vm.ee/estonia/kat_173/3921.html
olimpbase.com
thechesslibrary.com
youtube.comAVVERTENZA: a causa del tempo passato tra la stesura di gran parte dell’articolo e la possibilità, mea culpa, di pubblicarlo, non sono in grado di fornire, come vorrei e dovrei, tutti i link precisi su richiesta. Me ne scuso, ma voi, se volete, provate ovviamente a chiedere.

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