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I Reportages di Dantill

Scacchierando.net (5): Amantea, Michele Godena e riunione di Redazione raccontati con l’ironia di Dantill

Quinta puntata della rubrica nella quale pubblichiamo alcuni dei principali articoli del sito storico del blog Scacchierando.net, recuperati grazie all’archivio internet Archive.org e ripresentati in vista del quindicesimo compleanno di Scacchierando.

“Dantill”, Dante Di Mauro per gli amici, è un altro dei Padri nobili di Scacchierando.
Nei primi anni del blog ha contribuito alla crescita del sito con idee originali e una vena ironica che traspare in tutti i suoi articoli.

In questa occasione abbiamo deciso di recuperare tre articoli del 2009: un reportage da Amantea molto importante perché in quell’occasione grazie all’inventiva di Dante nacque una forma di collaborazione, poi replicata in tanti altri tornei, in virtù della quale tantissimi giovani Under 16 hanno usufruito (e continuano ad usufruire) di inviti gratuiti ai tornei italiani.

Seguono due clamorose, ma godibilissime, prese in giro nei miei confronti… 🙂

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“Dantill”

 

Amantea: nel cuore della Calabria…

Dopo le disavventure di Porto San Giorgio, mi sono sentito con Topalov per avere dei consigli adeguati al mio disastrato stato psicologico. E il forte collega, concordando con Karpov (che avevo sentito durante il torneo e che mi chiedeva spiegazioni sull‘andamento del mio gioco), mi ha consigliato di fare il torneo di Amantea, dove avrei potuto rifarmi immediatamente, giocando sull’idea delle probabilità, del tipo: “dopo la pioggia viene il sole“.

Chiamata l’organizzazione, che alla sola idea di avermi al torneo era anche disposta a cambiare le date dello stesso, mi sono fatto assicurare il mezzo punto del primo turno, poiché sarei arrivato il giorno dopo. Armato di bagagli, computer, database e figlio (anche lui è venuto, ma si è guardato bene dall’iscriversi al torneo) mi sono imbarcato in quel di Fiumicino per Lamezia Terme. Aereo partito in ritardo, e arrivato appunto in ritardo.
Giunto sul posto ho chiesto di essere iscritto nel torneo magistrale, ma per motivi di numeri e di accoppiamenti già fatti (la solita mafia dei tornei per farmi fuori soprattutto dagli altri professionisti che mi vedono come un pericolo i premi …) ho dovuto iscrivermi al torneo B. Dopo un consulto con mio figlio, che già stava a mollo in piscina con un occhio buttato verso le bellezze locali, ho soprasseduto al fatto e mi sono detto: “Pazienza!”

Inutile parlare del torneo, se non per dire che la qualità del mio gioco, espresso nelle due partite giocate, è stata buona, e quindi abbastanza soddisfatto dell’andamento. A parte l’ultimo turno, giocato di mattina, che mi ha visto al tavolo dopo una nottata insonne, in compagnia di Efimov, Maiorov, due bottiglie di vino e grappa come piovesse. Torneo di preparazione e di studio.

Nell’arco del torneo, avendo incontrato giocatori (alcuni veramente promettenti) senza Elo fide e quindi con pochi stimoli, ho approfittato per provare il nuovo repertorio e per spiazzare i miei futuri avversari.

Il torneo è organizzato bene, con molta attenzione per tutti i giocatori e per le loro esigenze, senza fare “graduatorie di merito” fra professionisti e giocatori di serie B, come purtroppo avviene in molti altri tornei … Ogni singolo partecipante ha il suo spazio e ha l’attenzione che richiede, sia in sala, che fuori, che sul bollettino.

Il successo numerico inaspettato (+ 40% rispetto all’anno passato) ha in qualche modo spiazzato l’organizzazione che si era preoccupata di prendere una sala adeguata all‘edizioni precedenti, ma visto il numero e l‘affluenza degli osservatori questa è risultata essere troppo piccola e rumorosa. Lo sponsor principale della manifestazione è l’associazione degli albergatori di Amantea e quindi, come da accordi interni, ogni anno la sede cambia. Alla luce di ciò, si spera che l’anno prossimo si possa avere una situazione più agevole anche per chi, come noi, si è presentato sul posto senza macchina e quindi è rimasto segregato in hotel per tutto il periodo, senza avere l’opportunità di vistare i Paesi limitrofi e di assaggiare, come mio costume, le specialità del luogo.

Mi preme però denunciare pubblicamente Rametta che per vincere una partita a scacchi si deve organizzare il torneo a casa sua. Infatti, il responsabile dell’organizzazione, appunto Marcello Rametta, ha giocato il torneo B e se ha fatto qualche punto lo deve solamente al fatto che i suoi intimoriti avversari lo hanno fatto vincere, ma l’ho perdonato poiché a sua discolpa c’e’ da dire che conosce un paio di ristorantini niente male dove fanno dell’ottimo pesce e, davanti a tanta competenza, non si può certo rimanere indifferenti. Si, mi sono venduto per uno spaghetto allo scoglio e una frittura di paranza da leccarsi i baffi!

Vorrei qui pubblicamente segnalare la correttezza della coppia (anche nella vita) spagnola. Infatti, Monica Calzetta (WGM – 2344) e Sergio Estremera (IM – 2394) si sono trovati accoppiati all’ultimo turno di gioco. Se avesse vinto la Calzetta questa avrebbe fatto la norma di IM, e se la vittoria fosse andata invece a Estremera egli sarebbe andato a premi: la partita, con somma meraviglia di molti dei presenti, è finita patta, senza favoritismi, evitando così ogni possibile illazione o mal giudizio, Calzetta senza norma ed Estremera senza premio. Fatto questo che “dovrebbe” essere la normalità, ma che purtroppo non ci era mai capitato di registrare in precedenza. Complimenti di cuore.

Come oramai è noto, il MF francese Mullon ha vinto a sorpresa, facendo anche la sua norma di MI, e giuro che io non l’ho aiutato per niente.

Purtroppo però io non potrò partecipare ad altri tornei in Calabria, almeno sino a quando alcune condizioni non si saranno ben chiarite, ma per queste occorrerà attendere almeno quattro anni … Da sottolineare che il tutto è stato fatto senza nessun contributo del Comune, che si è visto catapultato nel suo territorio una marea di persone provenienti da tutta Europa, e che ha bollato la manifestazione come “una stupidaggine”, tanto da considerare la stessa non degna di essere nominata fra le iniziative estive del Comune stesso … Complimenti alla lungimiranza delle Istituzioni (e non solo a quelle amministratrici di comuni)!

Per le notizie tecniche e i risultati vi rimando al sito del torneo:
http://www.altirchess.com/amantea/index.htm dove, tra le altre cose, sono scaricabili i bollettini e le partite … altro segno di efficienza.

La cosa che più mi ha impressionato è l’attenzione che tutti, in questa parte della Calabria, pongono alla crescita dei giovani in generale. La stretta collaborazione fra le scuole dell’obbligo e l’associazione Alto Tirreno Cosentino (http://www.altirchess.com/) ha permesso un tour di tornei che ha segnalato giovani promesse e validi scacchisti, ma soprattutto ha alimentato una passione vera e pulita per questo sport. L’iniziativa ha creato un movimento fra i genitori, accompagnatori e semplici osservatori di notevole portata. Lavoro che so benissimo non essere originale nella sua ideazione e nella sua realizzazione, ma che conferma la necessità di una reale sinergia.

A tale proposito, fra noi di Scacchierando e l’associazione calabrese, il tutto davanti ad un calzone alla piccantissima ’nduja e fritti di ogni tipo, è nata una forma di collaborazione di cui presto daremo notizia.

Per quanto mi riguarda, starò qualche giorno fermo a studiare, poi deciderò quale torneo fare e dove poter meglio sfruttare la mia enorme fama. Ma questa è un’altra storia …

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La bella napoletana DE ROSA Mariagrazia (2124)

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Il severo MF BENTIVEGNA Francesco (2324)

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Gruppo di studio: che variante è la birra?

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L’intervista al più noto fra i professionisti: Dantill

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La signora Pina Romeo si dedica interamente alla divulgazione degli scacchi nelle scuole calabre

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La bella Astonovskaya Yulia

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Scontro al vertice: il Dantill pur di vincere contro il fortissimo NC Carlomagno di Cosenza si inventa una PICCOLA e inosservata scorrettezza

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Scontro titanico: L’inossidabile Efimov e la bella WIM Adriana Nikolova (BUL, 2316)

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Il GM MAIOROV, Nikita 2513 BLR

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ARNETTA, Maria Teresa, arrivata piuttosto stanca dal CIF

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il GM Russo NAUMKIN, Igor (2481) premiato dal Presidente del Circolo organizzatore, sig. Oscare Nicoletta

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COLLUTIIS: un mito anche da queste parti

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CALZETTA RUIZ, Monica 2344 WGM

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il vincitore: il Francese  FM MULLON, Jean Baptiste 2357

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L’attento arbitro Sergio Pagano

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Marcello Rametta la mente del Festival

 

A cena con Michele Godena

Si precisi subito!
Considerato che:
il buon Godena vive da molto tempo in Liguria e di questa stupenda terra ha preso la caratteristica principale (l’avarizia);
il super mega Lup. Man. Gran Uff. e Gran Mogol Bellincampi non tira fuori 10 centesimi a meno di non trovarsi di fronte ad una rapina a mano armata;
la Federazione Scacchistica Italiana non tratta bene i suoi rapporti con la stampa specializzata e non paga una cena a due pellegrini venuti da fuori;

LA CENA L’HO PAGATA IO!

Fatta la premessa si proceda con la cronaca.

Come si può leggere a parte, ad Assisi si è svolto un stage delle diverse nazionali. Venuto a conoscenza del fatto, mi sono detto: “Assisi – Roma sono pochi chilometri, perché non andare a trovare Michele, che non vedo dai tempi del MIO STRAORDINARIO SUCCESSO in quel di Calvià?” Lo so bene che arrivato ad Assisi sarei stato subissato da domande tecniche e ci sarebbero potuti essere momenti di imbarazzo con l’istruttore dello stage… Ma sono rischi che una personalità scacchistica come la mia conosce molto bene e ai quali sono oramai abituato da tempo. Certo non avrei mai rivelato i più reconditi pensieri e profondi studi per non diventare un giocatore di scacchi, ma questo non fa che alimentare la leggenda sulla mia scarsa capacità di capire gli scacchi.

Della mia balzana idea dovevo informare il mega direttore galattico, Gran Mogol delle Penisole Scandinave Bellincampi! Arrivo in redazione trafelato e preoccupato dalle isteriche reazioni del Direttore e solo dopo due ore di anticamera sono stato ricevuto. Percorsi i 132 metri dalla porta alla scrivania, mi sono trovato di fronte all’uomo più temuto dell’intero mondo scacchistico: colui che può tutto o quasi!

Esposto il mio piano, ho atteso il dovuto tempo di riflessione del Direttore e dopo un po’ egli così ha deciso: “Si può fare a patto che si vada con LA TUA macchina, si viaggi con LA TUA benzina, si paghi la cena con LA TUA carta di credito.” Proposta più che ragionevole. Alle 14.30 del giorno 28 gennaio, i due emissari del Blog Scacchierando si sono messi in viaggio, previo telefonata a Michele per le dovute raccomandazioni del caso. Godena ci ha assicurato che non saremmo stati assaliti dai curiosi e dai fans del blog e nessuno mi avrebbe chiesto spiegazioni tecniche sulla famosa partita Lotti – Di Mauro.

Arrivati presso l’hotel, dopo un viaggio, reso interminabile da un tom tom capriccioso e dalle paure del pavido Bellincampi, siamo andati a vedere la situazione. Incontrandoci con i mostri sacri del nostro scacchismo, debbo dire la verità, un po’ di emozione io l’avevo, il nostro Direttore sembrava invece più a suo agio, almeno all’apparenza. Con estremo piacere ho abbracciato la Fierro, sempre bella e sorridente e (con meno piacere essendo un uomo, a dire il vero) ho abbracciato anche Mogranzini, oltre l’aver stretto la mano agli altri top players. Il nostro mitico Super Michele, appena avvistatoci, ci è venuto incontro, con passo felpato e veloce. Dopo le sentite effusioni, siamo stati pronti per la luculliana cena.

Durante il viaggio, l’Archè Bellincampi si era raccomandato più volte: “Dante, mi raccomando, evita di parlare di scacchi con Michele. Non vorrai stressarlo con le tue elucubrazioni sulle tue varianti. I rischi sono due: il primo è che dopo una settimana di stage potrebbe essere stanco e la seconda è che potrebbe non capire le raffinatezze delle tue sconfitte.” Tranquillizzato il Direttore, mi sono messo l’anima in pace, pensando ai diversi argomenti da trattare: donne, vino, viaggi, l’antropomorfismo universale, l’essenza dell’Essere, rapporto fra Essere e Tempo, l’animismo Induista… si, di argomenti decenti per la serata li avrei avuti, bastava ripassarli lungo l’interminabile viaggio…

Appena giunti a tavola le prime parole del Direttore sono: “PER CASO, caro Michele, hai visto la mia patta con SVESHNIKOV ???” (giusto per non parlare di scacchi!!!). Michele tenta una difesa e risponde con: “mi pare che fosse una berlinese…”. Il Direttore, scandalizzato, rincalza: “NOOOOOOOO è stata una siciliana c3, proprio tratta dal tuo libro.” Michele agonizzante si arrende:” va bene, parliamone…”. Da quel momento è iniziato un turbinio di parole senza senso, di lettere e numeri che si accavallavano, fuggi fuggi dai tavoli vicini di persone sconvolte dal codice cifrato dei due scacchisti… Io, nel più ampio imbarazzo, conoscendo la mia natura timida e riservata, cercavo di riportare il discorso su binari più consoni all’ambiente, magari concentrandosi su cosa ordinare per mangiare… Ad un certo punto, la signora del saloon spara due colpi in aria e riesce ad ottenere un minimo di attenzione per due antipasti, due fettuccine e un pollo alla diavola, niente vino, drammaticamente solo acqua. Assolta alla sua funzione, con un certo disprezzo e qualche timore, la signora è fuggita via, lasciandomi solo in quel turbinio di alfieri vacanti, cavalli disarcionati e regine impazzite.

Quando finalmente credevo che si iniziasse un discorso sulle donne, mi sono reso conto che in realtà non si stava parlando di femmine di Berlino o inglesi, nè tanto meno di ammiccanti francesi, ed io, che ero pronto a ribattere con disponibili americane e sconvolgenti finlandesi, ho dovuto ricredermi: si parlava ancora di scacchi…e quindi sono tornato nel mio guscio, fatto di tenere coscette e gustoso tartufo.

Due giovani ragazze, al tavolo vicino a noi, attratte dal clamore della discussione, all’ennesimo “c4 alfiere d7” si sono più volte girate per capire chi fossero quei due strani tipi che a tavola preferivano giocare alla battaglia navale anziché abbuffarsi di salame umbro. Rivolgendomi alle due giovani, ho semplicemente spiegato loro che lo stage dei nazionali di battaglia navale si era appena concluso e che i due ragazzi stavano commentando le analisi fatte: mi è sembrata la spiegazione più plausibile da dare per giustificare la foga e il vociare dei due scalmanati scacchisti.

Poi quando la discussione si è infognata sull’attacco zuavo della variante lapponica, le forze mi hanno abbandonato e ho ceduto alla tentazione del secondo tortino al cioccolato bianco con frutti di bosco.

Assolto il mio dovere con la MIA carta di credito, i due mi hanno degnato di uno sguardo, a dire il vero piuttosto caritatevole, e si sono rituffati nel loro mondo. Quando oramai eravamo solo noi nel ristorante e i camerieri spazzavano sotto i nostri piedi le briciole del pasto, ci è venuto il dubbio che FORSE sarebbe stato meglio uscire. Riaccompagnato il mitico in hotel, quando la serata sembrava finita, il nostro Direttore tira fuori l’asso dalla manica: un libro di scacchi!!! Credo di essere crollato. Michele, giustamente incuriosito, guarda il libro e inizia un’altra fitta discussione con Bellincampi, conclusasi, dopo altri 30/40 minuti, nella hall dell’hotel. Stanco, soddisfatto, con gli occhi di chi aveva appena finito la sigaretta dopo una lunga notte di amore, il Direttore consente che io possa accendere la macchina per la via del ritorno. Un abbraccio forte al nostro mitico, uno sguardo malinconico fra i due amanti e via per le strade buie e tortuose della verde Umbria. In macchina con poche parole, rotte da un silenzioso singhiozzo, il Direttore mi dice: “E’ bello parlare con Michele di tutto, per fortuna non hai iniziato a parlare di scacchi!!!” Non ho replicato e, ringraziando in mente mia il buon Godena per la serata, ho accelerato al massimo, tanto Bellincampi stava con la mente da un’altra parte!

 

Se Bellincampi ti vuole incontrare?

Non sapevo, ed è la verità vera, che ora fosse. Dal mio corpo percepivo solo l’arrivo di minimi segnali di sopravvivenza. Improvvisamente – come improvvisi sono i peccati ai quali non sappiamo resistere – un tormentoso e tormentato suono riempie l’oscura  stanza da letto, pregna di stanchezza e di ricerca di pace.

Apro gli occhi con molta fatica: “Dove sono? Che ore sono? Che giorno è oggi? Dio esiste? Dove vado? Perchè esisto? “ sono le domande, fra il nuovo e il persistente scorrere dei pensieri del giorno prima, che affollano la mia testa. Il telefono! Allungo la mano e rispondo: “Dante, corri, il Capo ci vuole vedere stasera…” … poi il vuoto … “Ma chi era al telefono? Chi sconquassava la calda sensazione della leggera coperta autunnale con quella voce forte e perentoria?” Dovevo fare mente locale. Molto calmamente, quasi stancamente, mi alzo, guardo la sveglia: LE 11,25 DEL MATTINO!! ! Ma siamo pazzi? Chi ha osato svegliarmi nel pieno della notte, con il rischio di far rigurgitare le mie ancestrali paure del buio?

Dovevo fare mente locale! Di chi era quella voce… Voce profonda e imperativa: Angelmann! Quindi il “capo” a cui ha fatto riferimento è LUI! Richiamo Angelmann con la consapevolezza che qualcosa di brutto mi stava per capitare.

Ehi, Angel, come va? Che è questa storia del Capo?”.

Non fare il solito ‘gnorri, sai bene che LUI ci vuole vedere e sai anche di cosa dobbiamo parlare” (sempre gentile il nostro amico, penso).

Però ha ragione, me lo ero completamente dimenticato. LUI ci aveva contattato, o meglio ci aveva fatto contattare dei suoi arcangeli-cherubini messaggeri (in un turbinio di strombazzamenti e lingue di fuoco), e ci aveva fatto comunicare che a breve ci sarebbe stata una cena per parlare di lavoro. Il termine “lavoro” mi aveva leggermente shockato, a dire il vero, non conoscendone appieno il significato, ma il modo con cui era stato deliberato da LUI non permetteva la messa in discussione della decisione. Quindi il fatidico giorno era arrivato…

Avevo solo poche ore per preparami a questo incontro. Lo so, LUI da una parte e noi, umili, riconoscenti e fedeli segugi, dall’altro capo della grande tavola. Appuntamento alle 20 (PRECISE!!!) davanti al ristorante. La mia proverbiale e abusata scusa del traffico metropolitano per giustificare l’altrettanto usuale e proverbiale ritardo, con LUI non avrebbe funzionato, quindi, per essere certo di arrivare all’appuntamento in orario dovevo uscire, per stare comodo, almeno 2 ore prima delle 20.

Angelmann mi richiama, questa volta è meno sicuro di se, ha la voce leggermente tremolante e piuttosto preoccupata: “Dante, come ci vestiamo?”… Accidenti, me l’ero dimenticato: LUI il pantaloncino e la ciabatta non li sopporta; stonano con il suo borsello di pelle di scacchista che porta sempre con se! Cerco affannosamente il necessario per apparire almeno un essere umano degno di questo nome e per togliermi di dosso la pelle d’orso che mi ricopre da anni… Lo trovo: un finto sbadato casual di griffe sovrapposte che nell’insieme – dopo essermi sbarbato a fondo – fanno di me il vero signorino, un po’ timido, che sono.

Per essere alle 20 PRECISE al ristorante, esco alle 18, dovrei farcela, sono 15 km di distanza, c’e’ abbastanza margine. Alle 18 e 20 sono al ristorante, Angelmann era lì da un’ora circa. Il ristorante piano piano si anima di tutte le sue componenti, alcuni di queste cominciano a correre disperate a destra e a sinistra, sotto gli ordini di un pignolissimo uomo: LUI HA TELEFONATO PER PRENOTARE! Alle 19.45 tutto è pronto: l’occhio di bue puntato sulla strada d’accesso; due ali di camerieri lindi e luccicanti, e il proprietario, in perfetto stile Fred Astaire, si muove come una libellula tra i suoi dipendenti. Improvvisamente si ode da lontano un sonoro rullo di tamburi, et voilà eccolo apparire in tutta la sua magnificenza: il terrore dello scacchismo internazionale, lo spirito guida delle giovani leve, l’archè della critica scacchistica via web, il prototipo del “se volessi rinascere vorrei essere come lui”. Signori, Stefano Bellincampi!

Angelmann, perduto ogni ritegno, si getta ai suoi piedi, io mi limito a baciargli la mano. Ci si siede circondati da fanciulle con anfore e velocissimi camerieri che in un batter baleno ci permettono di assaggiare cose incredibili. Tra turbinii di cozze alla marinara e polipetti in umido; tra polpa di granchio in insalata di aceto e alicette marinate, il Capo, rispondendo continuamente ai suoi tre telefonini, stabilisce quelle che saranno le regole per il 2010 di Scacchierando.

Scacchierando si da una svolta, e decide di istituzionalizzare quanto di fatto, magari solo nelle intenzioni, esiste già da sempre: DAL PURO VOLONTARIATO, SI PASSERÀ AL VOLONTARIATO PURO! Volontariato che non è sinonimo di dilettantismo, anzi, proprio alimentati dalla passione della “giustezza” delle intenzioni, sarà altamente professionale. Si vaglieranno severamente e in modo più congruo le manifestazioni nazionali ed internazionali e si darà voce a tutti coloro che vorranno parlare onestamente di scacchi. Sarà uno spazio aperto a tutti coloro che in buona fede vorranno divulgare le iniziative atte allo sviluppo degli scacchi. Vorrà essere definitivamente “la voce”, libera e senza condizionamenti di NESSUN GENERE, da dove poter ascoltare i diversi punti di vista di ogni componente dello scacchismo. Si cercheranno di promuovere appunto le iniziative più meritevoli e si cercherà di porsi in posizione equidistante fra i giocatori e la “politica scacchistica”. Si parlerà di tornei, alloggi e si darà spazio, ogni tanto, alle demenze di qualche pazzoide che crede di saper scrivere, pubblicandogli starnazzanti resoconti di fantasmagorici tornei che lo hanno visto perdente come al solito. Scacchierando insomma vorrà essere quello che è per tutti ora: un serio e professionale punto di osservazione-riferimento per lo scacchismo italiano (e straniero, perché no?).

Alla fine della declamazione della nuova e definitiva stesura della “bibbia” di Scacchierando, arriva l’annuncio da parte del Capo: “Questa sera siete miei ospiti”… Impossibile, penso, non credo alle sue parole, per la prima volta la forte fede vacilla. Invece, meraviglia delle meraviglie, il conto lo paga LUI. Un solo piccolo sospetto: il proprietario del ristorante è un giocatore di scacchi????

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Stefano Bellincampi, Fondatore e Presidente di Scacchierando

Pietanze1

Il dibattito assorbe tutte le nostre energie…

Angelmann2

Angelmann é talmente assorto nella riflessione da non toccare praticamente nè cibo nè bevande…

Pietanze3

Cena a base di pesce… Certo, ma un po’ di porceddu sardo non guasta!

Stefano2

Stefano indica la strada del futuro…

Stefano4

Il cameriere é ben conscio della grandezza del momento…

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