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Le interviste di Darkstorm ai Top players

Scacchierando.net (6): Nigel Short, Vassily Ivanchuk e Alexander Morozevich intervistati al Torneo di Capodanno

Prosegue la pubblicazione di alcuni dei principali articoli del sito storico del blog Scacchierando.net, recuperati grazie all’archivio internet Archive.org e ripresentati in vista del quindicesimo compleanno di Scacchierando.

“Darkstorm” Dario Pedini, Maestro di Fano, Campione italiano Semilampo nel 2007, entrò nella Redazione del blog all’inizio di quell’anno e contribuì al miglioramento del blog oltre che dal punto di vista tecnico, per l’indubbia competenza, anche apportando modifiche e aggiunte alla grafica del sito.

Tra le centinaia di articoli pubblicati abbiamo recuperato alcune delle più importanti interviste che realizzò a Reggio Emilia nelle edizioni 2010-2011 e 2011-2012 con tre Top-Players del panorama scacchistico mondiale.

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“Darkstorm”

A pranzo con Nigel Short

27 Dicembre 2010, vigilia del 53° Torneo di Capodanno. Questo il giorno che avevo scelto  per recarmi al torneo di Reggio Emilia per la prima volta nella mia vita. Non ero mai stato infatti al celebre torneo negli anni antecedenti neanche da semplice visitatore ma nonostante ciò mi ero organizzato affinchè tale esperienza diventasse  non solo un bel ricordo ma anche un’occasione  per rendermi utile per gli altri e per aggiungere qualcosa, il più possibile, a questa edizione storica targata Circolo Ippogrifo (Pres. Ferraroni), Scacchirandagi (Ezio Montalbini), Accademia Internazionale di Scacchi (Mogranzini, Fierro e Caruso) e Scacchierando.

Il primo passo era scrivere un articolo storico sulle prime tre edizioni del torneo. Uscito in Dicembre ma pensato già in estate. Mi ero già munito da tempo dei vecchi articoli dell’Italia Scacchistica, delle foto e dei libretti del Paoli a cui ho aggiunto un po’ di ricerche personali. Perchè farlo? Perchè la ricchezza della memoria sovrasta il vuoto dell’oblio. Charles Dickens aveva chiaro questo concetto quando scrisse “L’invasato e il patto fantasma” dove racconta tramite un Canto di Natale le gesta  del protagonista che perse la memoria per sua volontà, perchè la memoria del passato porta con se “torto, dolore e affanno”. Invece è giusto ed opportuno ricordare cosa è accaduto negli anni passati per capire meglio il presente, ed è per questo che ho ridato luce alle prime edizioni di Reggio Emilia.

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Il secondo passo è stato quello di produrre un ricordo dell’evento per gli scacchisti, in particolare per i visitatori presenti che andavano premiati per la loro passione e dedizione, ovvero quella di coloro i quali si fanno centinaia di chilometri per assistere dal vivo all’evento. Da qui l’idea delle 300 cartoline numerate da farsi autografare. Memorabilia gradito non solo da chi ha messo piede all’ Hotel Astoria ma anche da collezionisti da casa. Sono infatti arrivate numerose richieste dall’Italia e alcune di queste cartoline sono finite anche in Brasile, Germania, Austria ed altri Paesi.

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L’INCONTRO E L’INTERVISTA CON NIGEL SHORT !

Il terzo ed ultimo passo erano le interviste. E ritorniamo così all’incipit iniziale.

27 Dicembre 2010. Vigilia del 53° Torneo di Capodanno. Mattino ore 7, raffiche di vento freddo dal mare che ti spalmano il ghiaccio sul viso mentre le strade deserte ti fanno capire che certe cose le puoi fare solo per passione o divertimento. O per …. 🙂 .

Una volta giunto a Reggio Emilia ne approfitto prima per fare un giro della città e poi per preparare il terreno per gli incontri del pomeriggio grazie al supporto di Roberto Mogranzini e di Martha Fierro, che ringrazio, che si occupano della direzione del torneo.

Verso le 14 arriva in Hotel Nigel Short, il campione inglese che nel 1993 sfidò Kasparov nella finale del titolo Mondiale. Sorridente ci saluta e sta per salire in ascensore quando Martha gli comunica che dovrebbe fare un’intervista. Lui divertito dallo scherzo (!) si mette a ridere e risponde che prima mangia qualcosa e poi se ne va a riposare per parecchie ore dopo il faticoso viaggio. Ma a quel punto Martha, con la consueta gentilezza, gli ribadisce la richiesta se era possibile fare un’intervista con me: a quel punto Short mi guarda e capisce che qui nessuno scherza e soprattutto comprende il dramma dalla (sua) situazione: torchiato durante il pranzo ! A quel punto scompare il sorriso, sgrana gli occhi incredulo, sbianca in viso (per quanto è possibile nonostante la sua carnagione chiara) e mi guarda fisso come la vittima guarda il suo carnefice 🙂 . Ma  non mi faccio impietosire per così poco e tiro dritto verso per portare a casa il risultato. Scacchierando prima di tutto !

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Darkstorm-Short valida per il titolo mondiale 🙂

Giunto alla porta del ristorante, alle 14.30, il proprietario non ci fa entrare spiegandoci che ormai hanno terminato il servizio e ci stava chiudendo la porta in faccia…quando la placco con il piede e la mano e gli dico: ” no guardi. Questo è un campione inglese che deve giocare il torneo di Capodanno qui all’Hotel Astoria, e viene da un lungo viaggio, ha bisogno di pranzare, non ci sono alternative”. Al terzo tentativo il ristoratore cede e ci lascia entrare.

Finalmente  Short con una pietanza fumante sul piatto ed un bicchiere di vino rosso di fronte è pronto per  una amichevole chiaccherata a tavola:

Darkstorm: Nigel hai recentemente preso parte alle Olimpiadi in Russia per l’ennesima volta con il tuo team inglese (NDR dal 1983, anno in cui esordì a 17 anni, è sempre stato presente). Nessuno meglio di te ha la possibilità di valutare bene la nazionale. Credi che questa sia la miglior formazione schierata grazie alla presenza di Adams e di un brillante Luke MCShane ?

Short: Attualmente l’Inghilterra è un team competitivo grazie appunto all’innesto di Luke MCShane che gioca saltuariamente perchè preferisce lavorare nella city. Possiamo ottenere buoni risultati. Ma il suo picco la nazionale l’ha avuto negli anni 80 e 90 quando abbiamo ottenuto diversi 2° e 3° posti.

D: Non voglio chiederti quali sono i tuoi risultati più importanti ma mi farebbe piacere sapere quali momenti della tua carriera ricordi con maggior piacere anche in base a quelli che erano i tuoi sogni da ragazzo.

S: Il picco della mia carriera è stato il match valevole per il titolo mondiale con Kasparov. Ma uno dei tornei che ricordo con maggior soddisfazione è l’AVS di Amsterdam dove vinsi precedendo Kasparov e Karpov. In quella occasione giocai anche belle partite interessanti che mi diedero non poca soddisfazione.

D: qual è il tuo obiettivo in un torneo come quello di quest’anno a ReggioEmilia. Una edizione così forte non si vedeva da parecchio.

S: La mia priorità sarà esprimere un buon livello di gioco ed essere competitivo poichè nelle ultimo torneo disputato, il London Chess Classic, non sono stato soddisfatto da me stesso. Voglio ben figurare a Reggio Emilia e competere degnamente con i miei avversari.

D: ultimamente stiamo assistendo alla deriva degli scacchi classici nel senso che sempre più spesso si utilizzano gli spareggi rapid o addirittura blitz, come al memorial Tal, per decretare i vincitori dei tornei. Personalmente non mi piace, soprattutto per eventi di rilievo come i match mondiali. Senza considerare che sono due cose diverse perchè la cadenza classica rappresenta la parte più artistica del nostro sport dove il giocatore deve essere capace di produrre idee profonde e creative alla scacchiera. Qual è il tuo punto di vista?

S: (sorseggiando il bicchiere di vino rosso) Concordo in pieno col tuo punto di vista. Il gioco blitz è certamente una cosa diversa dagli scacchi classici che sono un arte che richiede sforzo, preparazione e soprattutto capacità di creare idee alla scacchiera. Gli spareggi blitz o armageddon sono una disciplina diversa. Botvinnik, che era il maestro della preparazione, dello studio casalingo e dei match di rivincita, avrebbe provato diprezzo per questi usi.

D: Ho letto alcune tue precedenti interviste e pareri negativi sulla Fide. La mia opinione che l’errore di chi voleva un cambiamento e si proponeva come alternativa sia stato quello di non essersi preparato a dovere in funzione del sistema elettorale vigente. A distanza di alcuni anni quali considerazioni in più vorresti fare?

S:La Fide non è un organismo che lavora bene e la situazione richiede assolutamente un cambiamento del vertice attualmente ricoperto da Kirsan, come appunto era volontà dei maggiori Paesi europei. Ho notato alcuni particolari curiosi. Il primo è l’astensione di due Paesi tra cui l’Italia (NDR e qui ho dato a Short alcune delle motivazioni FSI che hanno portato a tale scelta); il secondo è la geografia europea dei voti che definisce una divisione tra nord e sud del vecchio continente.

L’intervista termina qui visto che entrambi abbiamo altri impegni nel pomeriggio e non mi sembrava neanche il caso di forzare la mano vista la già eccessiva disponibilità dell’inglese appena sbarcato dopo il viaggio. Così mentre mangiava il dolce ci siamo fermati a chiaccherare di Alekhine, della sua vita, della sua carriera e alcuni aneddotti che lo riguardano. Mi ha suggerito anche un paio di testi in inglese che vedrò di recuperare. Dopo l’incontro con Susan Polgar un’altra piacevole e indimenticabile giornata, la mia prima a Reggio, con uno dei campioni della storia degli scacchi.

 

Un thè con Vassilly Ivanchuk

27 Dicembre 2010, vigilia del 53° Torneo di Capodanno. Questo il giorno che avevo scelto per recarmi al torneo di Reggio Emilia per la prima volta nella mia vita.

Dejavù. Ma non proprio. Ai nostri amati lettori avevo già proposto il medesimo inizio per l’intervista A pranzo con Nigel Short”, frutto di un emozionante incontro col campione inglese ex pretendente al titolo mondiale che avevo accompagnato al ristorante dopo il suo arrivo a Reggio Emilia.

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Darkstorm- Short

Quella indimenticabile giornata caratterizzata dall’incontro con uno dei campioni della storia degli scacchi non terminò lì, anzi… Usciti dal ristorante rientrammo all’Hotel Astoria dove ad attendermi trovai un paziente quanto disponibile Vasslly Ivanchuk, uno dei pilastri dell’ultimo ventennio scacchistico da quando si mise in mostra sul palcoscenico di New york vincendo il torneo nella megalopoli.

Mentre varco l’ingresso dell’hotel già vedo Ivanchuk seduto sul divano. Ci spostiamo accompagnati da Martha Fierro nella sala bar così passo dal “pranzo con Nigel Short” al “thè con Vassilly Ivanchuk” 🙂 .

Una volta che ci siamo accomodati sulle poltrone inizia la fase di studio. Lui mi guarda ed io lo guardo, nessuno dei due prende parola, capisco che non sarà facile come con Short e dal suo sguardo a trassi sfuggevole è comprensibile che bisognerà saper catturare la sua attenzione più che con altri.

 

Un Thè con Vassilly Ivanchuk

D: Mi sembra giusto iniziare chiedendoti dell’Italia: che città hai visitato nella tua vita e quali hai apprezzato maggiormente?

I: Durante la mia carriera ho preso parte ai tornei di Montacatini, dove ho vinto, al chiuso di Reggio Emilia dove ora sono tornato, al semilampo di Rocca di Papa e a Saint Vincent dove ho preso parte al Campionato Europeo a Squadre. Ma tra le città che maggiormente mi è piaciuto e mi piace visitare c’è Roma.

D: Come pensi di impegnare il tuo tempo libero durante questa trasferta in Italia?

I: Leggendo libri e se ne avrò modo mi piacerebbe ritornare al teatro (NDR: qui il suo sguardo si illumina e la sua parlata diventa vivace), nella mia precedente esperienza a Reggio, molti anni fa, andai a vedere la Traviata insieme ad Elvhest, Beliavsky e soprattutto con Lajos Portish che era un fanatico del genere (NDR: qui al ricordo il suo sorriso si illumina. Infatti lo scacchista ungherese, ex n° 3 del mondo nel 1980 che vinse le Olimpiadi, 8 campionati nazionali e 2 Tornei di Reggio Emilia è anche un baritono fan dell’opera. Qui in Turchia, durante la cerimonia di chiusura dell’europeo, si esibì cantando Santa Lucia

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L’ ex n° 3 del mondo, l’ungherese Portish durante la sua esibizione in “Santa Lucia”

Ivanchuk si mostra a tratti introverso a tratti estroverso, ma l’importante è farlo parlare di temi che lo interessano o che suscitano in lui piacevoli ricordi.

D: Quando sei in Italia per i tornei vari la tua alimentazione e ti adegui alla cucina locale?

I: si, approfitto dell’occasione per mangiare gli spaghetti e piatti molto saporiti, inoltre il caffè macchiato è una bevanda che mi piace gustare.

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Darkstorm-Ivanchuk, Reggio Emilia 2010-2011

D: Durante la tua carriera hai avuto la fortuna di girare moltissimi Paesi e di prendere parte a tantissimi tornei e memorial. Alcuni di questi sono ben organizzati, ad esempio il Memorial Tal, dove si può riscontrare la coniugazione tra l’atmosfera del passato e le moderne tecnologie video e web. Quali sono quindi per te i tornei dove hai maggior piacere a prendere parte e che per qualche motivo ti emozionano maggiormente?

I: Tre delle mie tappe preferite sono l’Havana, Wijk Aan Zee e Linares. Ma ci sono anche alcuni Memorial nel mio cuore come il “Memorial Stanislaw Gawlikowski” (NDR: il 22° Memorial, montepremi 15.000 dollari, si disputò nel 2003 a Varsavia presso il palazzo della Cultura, Ivanchuk vinse il torneo Rapid precedendo ben 45 GM tra cui Korchnoi, Sakaev, Akopian, Aronian, Glek, Aleksandrov, Moiseenko, Rozentalis, Krasenkow, Rustemov e Asrian . Classifica finale: 1. Ivanchuk Vassily, 2. Akopian Vladimir, 3. Aronian Levon, 4. Aleksandrov Aleksej, 5. Korobov Anton, 6. Moiseenko Alexander, 7. Sakaev Konstantin, 8. Rustemov Alexander, 9. Socko Bartosz, 10. Jaracz Pawel, 11. Urban Klaudiusz, 12. Azarov Sergei, 13. Ruck Robert ,14. Krasenkow Michal, 15. Glek Igor) e il Memorial Daskalov.

D: Quali sono le partite più belle che hai giocato negli ultimi anni e di cui sei fiero?

I: Ne ho giocate diverse piacevoli, tra queste direi la vittoria col cinese Bu Xiangzhi a Nanchino 2008 e quella col georgiano Jobava alle ultime Olimpiadi di Khanty-Mansiysk

D: Oggi hai 41 anni. Tra i top player sei uno dei pochi esponenti della vecchia guardia insieme ad Anand e Gelfand. Qual è il tuo obiettivo per la prossima decade?

I: Nei prossimi 10 anni cercherò di fare del mio meglio ed esprimere il miglior gioco possibile, cercherò di giocare in maniera forte ed incisiva. Non so dire se ci riuscirò, ma ce la metterò tutta per primeggiare.

D: Quali sono invece i tuoi obbiettivi a breve termine e i tuoi impegni?

I: Innanzitutto vorrei giocare in maniera ottimale qui a Reggio Emilia, un appuntamento importante. Poi dovrò affrontare i tornei di Gibilterra, Monaco e il Campionato Russo. Successivamente tenterò di qualificarmi al prossimo ciclo mondiale tramite il Gran Prix FIDE. Nei match dei candidati 2011 seguirò invece con interesso l’incontro Topalov-Kamsky, sicuramente bello e interessante anche sotto il profilo psicologico dopo che si sono già affrontati di recente per il titolo mondiale.

D: IL Mondiale per un giocatore della tua levatura è un tema importante. Non credi che Ivanchuk meritasse un match con Grischuk per ambire al posto liberato da Carlsen tra gli 8 dei match dei candidati?

I: Quella di Carlsen è stata una scelta strana vista la posta in palio. Si, forse anche Ivanchuk meritava una chance per entrare nel tabellone, ma così purtroppo non è stato. Non posso farci nulla.

D: Possiamo attribuire le responsabilità ci ciò alla FIDE?! Come valuti il loro operato?

I: Alcune decisioni o situazioni possono essere criticate o discusse ma credo che in generala la situazione sia accettabile e Kirsan forse è una buona soluzione al momento

D: Nel 2010 hai vinto alle Olimpiadi la medaglia d’oro come miglior prima scacchiera e la medaglia d’oro a squadre con l’Ucraina. Si tratta del 4° titolo olimpico per te (NDR: i precedenti nel 2004 sempre con l’Ucraina e nel 1988 e 1990 con la Russia). Ma qual è invece il tuo rapporto coi titoli mondiali?

I: Sono felice di aver vinto il titolo di campione del mondo blitz nonostante non sia stato in grado di ottenere la corona mondiale a cadenza classica. Ma è una cosa che desidero e ci proverò con tutte le forze nei prossimi anni.

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Ivanchuk, 4° oro olimpico a Squadre nel 2010 con l’Ucraina e medaglia d’oro in prima scacchiera

D: Tu sei un professionista che ogni settimana deve affrontare numerosi tornei in giro per il mondo. Ma ognuno di noi quando inizia a giocare non pensa a questo ma ha dei desideri. Cosa è rimasto nel tuo cuore dei sogni che coltivavi da ragazzo quando la tua carriera era agli albori?

I: Da ragazzo non pensavo molto al futuro. Ero totalmente concentrato a studiare, a prepararmi e ad esprimere alla scacchiera un buon gioco. Poi certamente ogni tanto il mio cuore sognava già di diventare Campione del Mondo a cadenza classica.

D: Mi sembra giusto concludere l’intervista da dove avevamo iniziato. Il torneo di Reggio Emilia. Quali sono i ricordi più belli di questo torneo che conservi nel tuo animo?

I: Il ricordo più intenso è la cerimonia di chiusura del torneo del 91-92 (NDR: qui il suo viso è attraversato da un piacevole sorriso dovuto al riemergere dei bei ricordi). Erano presenti molti campioni e colonne della storia degli scacchi: Botvinnik, Karpov, Smyslov…fu veramente magnifico, indimenticabile. Quanto alle partite disputate da me a Reggio Emilia sceglierei quella con Kiril Georgiev, fu un ottimo match conquistato grazie ad una vera e profonda preparazione casalinga.

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Ivanchuk nella sua tipica posa durante le analisi

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Darkstorm Scacchierando Team

Qui si conclude la seconda parte di quello splendido pomeriggio, dopo l’intervista a Nigel Short quella a Vassilly Ivanchuk, uno dei migliori giocatori al mondo e più volte n° 2 nelle liste Fide. Lo stesso Gelfand (prossimo sfidante di Anand per il titolo) in una recente intervista, interpellato sul valore dei giocatori 40enni nell’attività agonistica contemporanea, ha dichiarato che tra un Ivanchuk in stato di grazia e Carlsen preferisce il primo reputandolo il migliore in circolazione

 

Intervista col leggendario Alexander Morozevich !

Come un goal al 90esimo nella finale di un mondiale! L’incontro col mitologico Alexander Morozevich, restio alle interviste che poche volte concede, è stato infatti il frutto di una lunghissima attesa (10 ore) al termine di una giornata iniziata alle 6 del mattino e terminata alle 4 del mattino successivo con tanto di appostamenti, tentativi, trappole, marcature tenaci fino a costringerlo alla resa a tardissima sera (ore 23) dopo, anzi durante 🙁 , cena al ristorante. Ne è valsa la pena, questo è poco ma sicuro. Tutti riuniti a tavola, eravamo infatti ormai al dolce quando, dopo l’ennesimo tentativo, Alexander ha comunicato all’organizzazione di potermi concendere al fine un’intervista di 10 minuti mentre stavo assaporando un meritato tortino al cioccolato…inoltre la condizione era netta: ora o mai più! Sgomento 🙂 ho per forza di cose dovuto abbandonare il cenacolo e la compagnia, con Nakamura e Giri seduti di fronte a me che assistevano alla crudeltà della scena. E’ iniziato così l’inseguimento fino alla hall dell’hotel dove, senza poter utilizzare la telecamera e senza poter prendere appunti, situazione che mi ha costretto a riscrivere tutto il dialogo a memoria fino a tarda notte (anzi il mattino seguente), ho avuto finalmente l’onore di poter parlare con Morozevich:

Darkstorm: Grazie per il tempo dedicato al nostro blog Scacchierando, un sito italiano di scacchisti appassionati. Per me è un onore poter intervistare un artista come te ed uno dei più forti giocatori al mondo dell’ultima decade. L’anno scorso espressi agli organizzatori la massima considerazione che ho di te e affermai che sarebbe stato un elemento di enorme valore per il torneo e la sua Storia, aggiungendo che il momento per chiamarti poteva essere buono e che il tuo valore non è minimamente confrontabile con giocatori che un anno fa avevano il tuo stesso elo. Fortuna ha voluto che ciò sia accaduto per due volte ed oggi ho l’opportunità di incontrarti. Detto ciò, passiamo a noi. Nella tua carriera quante volte hai potuto visitare il nostro Paese?

Morozevich: Questa non è la prima volta che vengo l’Italia, infatti non solo è il secondo anno di fila che disputo il torneo di Capodanno a Reggio Emilia ma venni a Roma negli anni ’90 per alcuni giorni, mi pare quattro, per i Campionati Militari.

Darkstorm: In un’intervista di qualche mese fa affermasti con una nota di dispiacere che eri stupefatto che nessuna delle tue partite si trovasse nelle raccolte di più belle partite, come ad esempio le 125 selezionate da J.Nunn. Come te lo spieghi?

Morozevich: La mia affermazione nella precedente intervista era scherzosa. Certamente possiamo dire che la realtà contrasta con ciò che si dice, se infatti prendiamo (NDR: qui, contrariamente ai supposti toni scherzosi, Morozevich affronta la questione seriamente 🙂 e con una certa enfasi) qualsiasi libro di tattica, di raccolta di partite, di diagrammi o di studi, non troviamo mai il mio nome, ma se io sono considerato uno dei maggiori attaccanti degli ultimi 10-15 anni mi chiedo come ciò sia possibile!

Darkstorm: Sempre nella citata intervista hai affermato che nel 2010, quando avevi smesso di giocare per alcuni mesi, ti eri anche posto il quesito se per caso la tua carriera fosse alla ultime battute. Io voglio dirti con una certa enfasi che se gente come Kortchnoi gioca ancora a 80 anni e riesce a batture Campioni come Caruana forse è il caso che tu debba continuare ancora, per il bene di tutti i fans !

Morozevich: Non si può dire a che punto io sia realmente della mia carriera. Kortchnoi gioca fino ad 80 anni ma non può essere il punto di riferimento poichè la norma è essere ai vertici fino ai 40-45 anni, come succede per Kasparov e Anand. Possiamo dire che sono a metà della mia carriera scacchistica e diretto verso la seconda parte e la fine. Inoltre il mio stile di gioco è estremamente dispendioso e richiede grande energia fisica pertanto potrò giocare finchè il mio fisico me lo consentirà.

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Darkstorm: Prima abbiamo parlato dell’assenza di tue partite nei libri delle raccolte. Come autore invece hai pubblicato un libro sulla Difesa Cigorin. Pensi che sia un’esperienza da ripetere?

Morozevich: Si ho scritto un libro sulla Cigorin ma in realtà è un lavoro fatto insieme ad un Maestro Internazionale. In futuro vorrei scrivere un libro da solo sulle mie migliori partite, ciò richiederà tempo pertanto non so quando avrà luce poichè dovrò dedicargli grande attenzione e sforzi, forse tra una decina d’anni.

Darkstorm: hai recentemente concluso la tua attività di trainer per il Quatar, in particolare con la Zhu Chen. Hai detto che hai in questi anni capito come giocano i cinesi e come apprendono gli scacchi, cosa intendi di preciso quando fai riferimento al loro approccio?

Morozevich: L’esperienza con la Zhu Chen è stata formativa. I cinesi giocano a scacchi e imparano tale sport in maniera differente da noi per un semplice motivo: hanno una diversa cultura. E’ la cultura che li rende differenti ed unici. Ogni cultura ha un approccio differente. Lavorando con alcuni di loro posso dire che alla fine di tale percorso non ho modificato il mio stile che è sempre lo stesso ma personalmente ritengo di essere cresciuto e di essermi arricchito nella mia formazione generale.

Darkstorm: Alle ultimi Olimpiadi la Russia ha potuta schierare tre formazioni, inizialmente tu eri stato inserito nella seconda e poi hai declinato l’invito probabilmente giustamente perché sei un giocatore da Russia 1. Cercherai di rientrare nel posto che ti compete per i prossimi giochi olimpici di Istanbul?

Morozevich: Non ho rifiutato di giocare nella seconda squadra alle Olimpiadi del 2010 ma semplicemente ho ritenuto di non essere utile alla causa. So che nel 2012 le Olimpiadi saranno in Turchia e so che per entrare nel team russo dovrò ottenere buoni risultati, quindi semplicemente devo pensare a fare del mio meglio partita dopo partita.

D: Quando potremo rivedere Alexander in lizza per la Corona attualmente detenuta da Anand? Non pensi che l’attuale format possa penalizzare le chances per una tua qualificazione, considerando il tuo stile di gioco più adatto ai match che ai KO?

M: Non credo sia giusto fare valutazioni se potrò ambire al Titolo Mondiale con l’attuale struttura del ciclo per il semplice motivo che il formato sistematicamente cambia dopo alcuni anni. Possiamo però dire che mi sento pronto ad affrontare dei match anche se non ho moltissimi precedenti, anche se diversi ufficiali e di allenamento, e possiamo invece constatare che con i sistemi di qualificazioni K.O. le mie possibilità  sono estremamente basse poichè in tanti anni non sono mai riuscito a vincere tornei di questo tipo od ottenere risultati soddisfacenti. Pertanto per poter aver ambizioni al Titolo Mondiale dovrei qualificarmi in altra maniera oppure dovrebbero cambiare i regolamenti.

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Alexander Morozevich al 54° Torneo di Capodanno a Reggio

D: Dopo parecchi anni di competizioni, quali sono quelle che ti hanno dato maggiori emozioni e delle quali conservi i ricordi più piacevoli?

M: Non posso dire quali siano le mie vittorie o tornei preferiti, e nemmeno stilare una classifica. Il motivo è semplice ed è che ogni manifestazione a cui ho preso parte in questi anni della mia carriera scacchistica mi ha lasciato piacevoli ricordi, ed ognuno di essi è per me prezioso. Certo, può essere che col trascorrere del tempo alcuni dettagli o fatti vengano meno nella memoria ma non posso dividerli tra positivi e negativi. Ognuno di essi è parte di me, e li conservo volentieri.

D: Quando da ragazzino studiavi i primi libri di scacchi, quali campioni ti affascinavano di più per il loro gioco?

M: Non ci sono giocatori del passato di cui ho preferenze delle loro partite, il motivo è che quando da ragazzo studiavo i vari testi a mia disposizione il mio obiettivo non era emulare alcuni di loro ma comprendere il gioco e la sua essenza, cercando di estrapolare da ognuno dei libri che analizzavo i migliori insegnamenti ed i concetti chiave.

– Alle 23.30 di sera si conclude la prolungata e piacevole chiaccherata con uno dei maggiori interpreti del gioco dei tempo moderni. Mi attenderano ancora alcune ore di impegno per riscrivere il dialogo e mettere tutto a posto, ma sarà  un piacere perché pur di avere questi momenti e ricordi ogni fatica ne sarà  valsa ampiamente la pena.

8 Commenti a “Le interviste di Darkstorm ai Top players”

  1. Darkstorm
    13 luglio 2020 - 10:04

    Ciao. Mi fa molto piacere questo articolo e rivedere alcuni dei tanti articoli scritti.
    Ricordo il nostro primo incontro a Cremona 2006 (dovremmo avere la foto)
    dopo mesi e anno che ci sentivamo via web e creammo e fondammo Scacchierando. Tantissimi incontri via chat con l’allora funzione presente un po’ anni ’90 col suono plin che avvisava del nuovo messaggio. Bello.
    I primi 5 anni molto intensi, da subito avevo creduto nel blog e mi ci buttai con voi a capofitto, lieto poi di incontrare gli altri e di continuare su quella strada che ha portato alla creazione del sito e di tutto il resto.

    Circa le interviste ricordo anche quelle a Nakamura allora prima scacchiera USA:
    https://www.youtube.com/watch?v=8MG6pJ8KC1k&t=183s

    Quella a Marina Brunello e DeRosa:
    https://www.youtube.com/watch?v=a8iVroZCWDg

  2. Darkstorm
    13 luglio 2020 - 10:18

    Oltre a quelle interviste ci furono le citate a Nakamura, DeRosa e Marina Brunello di cui ho dato i link.

    Poi ci furono anche quelle a:

    – Vitiugov, il russo al suo primo torneo chiuso importante
    – al defunto Gashimov (una delle più lunghe e belle, con Vugar che si lasciò andare a tutto campo con grandissimo entusiasmo, fu molto piacevole, sfoderò dal taschino della giacca anche il cartoncino dello juventus club di cui faceva parte e parlo a lungo della nazionale e della situazione con la fide) che era allora il miglior arzeibaigiano con 2770 già 10 anni fa e in ascesa
    – con Anish Giri ci fu un incontro ed ebbi anche il piacere di giocarci una partita senza orologio, alla scacchiera del torneo con le bandierine nazionali a fianco

    Inoltre dopo anni di corrispondenze con Susan Polgar ebbi circa il 2008-2009 il piacere di incontrarla a Milano nell’hotel 5 stelle dove era ospite per una conferenza e in quei giorni sfruttai un suo momento libero per farle una bella e lunga intervista (che ho con le foto) nella hall dell’hotel.

    Quanto a Nigel Short lo intervista appena arrivato all’hotel, doveva ancora mangiare, incredulo 😀 lo intervistai subito pensava che scherzassi, e andai a pranzo ad accompagnarlo per scambiarci così una chiaccherata tranquilla.
    Con Morozevich fu molto più dura. Lo attesi pazientemente per oltre 3 giorni, continuava a non essere reperibile tra impegni di torneo e tempo libero mentre io cortesemente ogni giorno proponevo l’intervista. Alla terza sera alla fine acconsentì (le sue interviste sono molto rare ed io tutt’ora ne sono molto fiero di averla realizzata). Iniziammo a tarda notte, in inglese, e senza possibilità di registrare o fare video. Così quando rientrai in stanza circa le 2h rimasi sveglio fino le 4-5 per trascrivere tutto quello che ricordai dell’intervista di cui pubblicammo poi 2 parti.
    Con Ivanchuk fu anch’essa emozionante, Kasparov l’ha sempre reputato uno dei migliori al mondo e possibili finalisti mondiali, ed aveva appena vinto la medaglia d’oro in prima scacchiera alle olimpiadi.

    Infine per l’occasione feci stampare 300 cartoline numerate con i loghi degli organizzatori e con quella di scacchierando. Mi presi la briga anche di farle autografare a tutti come si vede dall’articolo. Ricordo ancora come i mesi successivi ricevetti anche email da mezza europa ed anche dal Brasile perchè ne volevano una copia 😀

  3. Darkstorm
    13 luglio 2020 - 12:21

    Oltre alle interviste dette ricordo anche numerose analisi di partite e numerosi diari-storytelling che ho scritto per il blog.

    Tra questi oltre all’incontro con Susan Polgar ricordo il diario da Milano dell’incontro con Kasparov e il diario racconto della mia vittoria nel campionato italiano assoluto semilampo ad Arvier 2007, con perfomance 2570, imbattuto con 8 su 9, e vincendo anche contro Godena e Brunello un paio di brillanti partite ben condotte da inizio a finale.
    Sempre ad Arvier arrivai 2° assoluto anche nel 2010.
    Poi vari report come ad esempio da Conegliano, Vigevano, Fano, Gabicce, etc..etc..etc..

    Molti di questi sono ritrovabili nel blog.net e volendo possono essere ripubblicati.

    ciao a tutti

  4. wolf
    17 luglio 2020 - 09:13

    Complimenti Dark per le belle interviste. Avendo vissuto da vicino le vicende di quelle edizioni di Reggio Emilia ho compreso benissimo le difficoltà che hai avuto con Ivanchuk e soprattutto con Morozevich.
    Leggendo questo articolo inevitabilmente è scattata la nostalgia per il Torneo di Capodanno. Un peccato non si sia potuto proseguirlo
    Appena li trovo inserisco i link di alcuni report delle ultime edizioni e se qualcuno fosse interessato ai libretti del GM Paoli delle prime 33 edizioni ho i pdf (mi ero ripromesso metterli online ma non l’ho ancora fatto)

  5. Darkstorm
    18 luglio 2020 - 19:19

    Ti ringrazio Wolf. Ricordo ancora quelle giornate, il tempo dedicato alla preparazione delle cartoline e poi il sacrificare natale e capodanno per viaggiare in treno verso reggio mentre preparavo ogni singola intervista studiando la storia di ogni giocatore e preparando le domande che volevo porre loro. Una bella esperienza che ne è valsa la pena per fare un qualcosa si bello e prezioso che permane nel tempo, oltre ad essere rare.
    Facemmo le traduzioni anche in inglese e furono riproposte anche sui maggiori siti come susanpolgar e chessdom.

    Ci sarà occasione magari di realizzare altri bei momenti come questi in futuro e spero anche in emiliaromagna. Fosse stato per me ciò si sarebbe già realizzato nel decennio passato 2010-2020. 🙂

  6. Darkstorm
    18 luglio 2020 - 19:23

    Sul sito FSI dovrebbero realizzare una parte dedicata ai personaggi famosi appassionati di scacchi tra cui Morricone. Oltre a questo anche una dedicata ai tornei più importanti e sicuramente caricare anche le risorse disponibili come potrebbero essere i tuoi libretti sul torneo di reggio.

    Quanto al blog Scacchierando si potranno caricare se vorranno anche gli altri report realizzati come i diari da arvier camp. ita semilampo (un 1° e 2° posto assoluto), conegliano, fano, gabicce, vigevano oltre al report di Kasparov a Milano 2007 e 2008, le interviste alla Polgar sempre a Milano e quelle citate ad altri giocatori (nakamura, derosa, codenotti quando era ancora bambino etc..etc..)

    Poi volendo ho ancora tanto altro da scrivere anche su avvenimenti successivi o su analisi.

    ciao!
    Dark

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