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Chi è il più grande scacchista di sempre?

Ottavi: Capablanca vince nettamente lo spareggio con Botvinnik e agguanta i quarti!

Due giorni di votazioni e 416 voti nel sondaggio non sono bastati per decidere chi, tra Botvinnik e Capablanca, resterà in corsa per il titolo di più grande scacchista di sempre. Sin dall’inizio si sapeva che la sfida tra il “Patriarca della scuola scacchistica sovietica” e “la Macchina degli scacchi” era la più equilibrata degli ottavi, come testimoniano anche i precedenti storici sulla scacchiera: una vittoria a testa e cinque patte. Ma un risultato di 208 a 208 era davvero imprevedibile!

Sondaggio_Botvinik-Capablanca

Per questo motivo, si è dovuti ricorrere ad uno spareggio che la Redazione ha deciso di far svolgere attraverso un voto nei commenti a questo articolo da inviare dalle ore 03:30 di venerdì 5 giugno alle ore 23:00 di sabato 6 giugno.

E in caso di ulteriore e clamoroso pareggio? Visto che, subito dopo il termine di questo voto, partirà il sondaggio dei Quarti di Finale contro Bobby Fischer e non essendoci, quindi, il tempo per un ulteriore spareggio, si è optato per questo criterio: in caso di parità, passerà il turno chi avrà ricevuto per primo il decimo voto (farà testo l’ordine di pubblicazione nell’articolo) per cui, affrettatevi a votare visto che il fattore tempo potrebbe risultare decisivo.

Risultato Finale 

Botvinnik-Capablanca* 16-34

* in caso di parità passa il turno Capablanca per aver ottenuto per primo il decimo voto

63 Commenti a “Chi è il più grande scacchista di sempre?”

  1. Ale
    5 giugno 2020 - 03:32

    Botvinnik mi è sempre stato difficile da amare. E che mi è sempre sembrato uno dei calcolatori sui quali tanto ha lavorato e che era troppo “allineato e coperto” con il regime e che questo “gli è capitato” influisse “un po’” sugli scacchi sovietici e sui mondiali (il che era in pratica, e detto un po’ troppo semplicisticamente, quasi la stessa cosa, chiedere Keres) e che, insomma, non mi immagino ad una festa con lui.

    Capablanca (sempre un po’ troppo semplicisticamente) era fondamentalmente la persona che mi piacerebbe essere 😀

    Ma qui non siamo a votare “gli scacchisti con cui Ale vorrebbe passare una festa e/o essere”: comparare i risultati non credo abbia senso, un po’ perché sono assoluti per entrambi, un po’ perché si sono incrociati ma appartenevano già a due mondi diversi per quanto riguarda certe cose. Capablanca dava la sensazione, e credo ci giocasse, di vincere il torneo mentre, casualmente, era lì, in vacanza a San Pietroburgo. Era lui, certo, ma era anche “quel tipo di mondo”, Botvinnik era un professionista al lavoro, e su questo, lui, non “ci giocava”.

    Capablanca “Non ho mai letto un libro di scacchi in vita mia”, e qui sono sicuro ci giocasse, è stato l’ultimo degli amatori, sconfitto non per caso dal professionista Alechine, che quando non beveva “studio gli scacchi 8 ore al giorno. Per principio”.

    Botvinnik ha dato vita alla scuola sovietica e, se pensiamo all’enormità che ha rappresentato e se pensiamo oggi a quanto impegno, dedizione, studio, aggiornamento, team al lavoro eccetera siano necessari per “la professione di Campione del Mondo” e visto che il sondaggio è sul “Più grande” e che secondo me si è grandi si per quel che si è ma anche per come si plasma il futuro allora parlando di scacchi, il mio voto va a

    1) Botvinnik

  2. Megalovic
    5 giugno 2020 - 03:36

    Voto Mikhail Botvinnik

  3. TheTeacher
    5 giugno 2020 - 16:30

    The great J.R Capablanca of course

    Botvinnik’s greatness is marred by a few episodes in which he can be accused of lack of sportsmanship: first of all not to allow the postponement of the rematch match to Tal is intolerable: Misha, despite being the world champion was forced to play in physical condition absolutely inadequate and against the advice of doctors.
    And then the Boto won only two world matches, two revenge by right without going through the selections of the candidates’ tournament. All matches in which he played as a title defender he lost (three) or drew (two)
    Capa’s nobility of spirit and his crystalline class are beyond doubt, and it is probabily Alekhine who must be blamed for not granting revenge to the Cuban gentleman.
    ——————————————
    Il grande J.R Capablanca ovviamente

    La grandezza di Botvinnik è guastata da alcuni episodi in cui può essere accusato di mancanza di sportività: prima di tutto non permettere il rinvio del match di rivincita a Tal è intollerabile: Misha, nonostante fosse il campione del mondo, fu costretto a giocare in condizioni fisiche assolutamente inadeguato e contro il parere dei medici.
    E poi il Boto ha vinto solo due partite mondiali, due vendette di destra senza passare attraverso le selezioni del torneo dei candidati. Tutte le sfide in cui ha giocato come difensore del titolo le ha perse (tre) o pareggiate (due)
    La nobiltà di Capa e la sua classe cristallina sono al di la di ogni dubbio, ed è probabilmente Alekhine che dovrebbe esser biasimato per non aver concesso vendetta al signore cubano.

    TheTeacher (translated by Connie)

  4. TheTeacher
    5 giugno 2020 - 18:37

    Buongiorno I am Connie la segretaria beautiful and efficent di TheTeacher. My principale dice che chi sta incerto e non cell’ha il facebook di leggere qui sotto quello che sta pubblicato su gruppo di Settimo Elo che help tantissimo per scegliere a chi se lo merita vostro voto.

    E’ in corso un referendum condotto dal gruppo nostro concorrente e volto ad eleggere il più grande scacchista di ogni tempo. Tra i più gettonati per la vittoria finale nientepopodimeno che lui, Michail Moiseevič Botvinnik detto Il Patriarca.
    Per fare luce a chi non le conoscesse sulle qualità di quest’uomo ripropongo PER CHI NON LO AVESSE GIA’ LETTO la storia delle sfortune del suo secondo di una vita, il povero gran maestro Vjaceslav Vasilevic Ragozin nell’aniversario della sua morte.
    Già sfigato coll’impronunciabile nome di battesimo il povero Vjaceslav, giovanissimo scacchista promettente, ebbe poi la sfortuna di essere prescelto come secondo dell’insopportabile patriarca.
    Il lavoro all’inizio non sembrava tanto male ma presto i nodi vennero al pettine e un certo modo di fare tendente all’arroganza da parte di Botvinnik si fece via via più marcato col passare degli anni: con tutti ma con Vjaceslav in particolare che a volte era trattato proprio come una pezza da piedi.
    Basterebbe citare quel giorno in cui Ragozin al circolo dei Pionieri mostrava con orgoglio la sua novità in apertura, 4…Ab4 nella partita di Donna, il Ragozin appunto.
    Botvinnik giunse alla scacchiera, si fece largo fra gli altri grandi maestri, guardò la posizione un paio di secondi alzò le spalle e disse POX una parola russa di difficile traduzione ma che a grandi linee potrebbe ricordare il fantozziano “merdaccia”.
    Ma la cosa peggiore per il poveruomo era quella di essere utilizzato dal suo instancabile principale per interminabili match di allenamento.
    Per averne conferma vi basta guardate sul megadatabase della chessbase la lista delle partite tra i due.
    Troverete scritto Luogo: MOSCA, Evento: TRAINING MATCH ed un numero immane di partite.
    2h.30′ per 40 mosse più 16 mosse l’ora con sospensione alla quinta ora di gioco e ripresa nei giorni successivi, un supplizio che cessò solo con la morte del poveruomo per sfinimento nel 1962.
    Vjaceslav andava tutti i giorni al Circolo dei Pionieri di Mosca, subito dopo pranzo, aveva le chiavi del circolo e in attesa degli altri passava il tempo a sistemare orologi pezzi e scacchiere, tutto per bene in attesa che arrivassero gli altri, amava tantissimo il circolo.
    Quando poi arrivavano Geller, Bronstein, Petrosian, la mamma di Tal col figliuolo e con Polugaevsky, Tolush col suo allievo Spassky, poi Keres e a volte perfino Smyslov, Vjaceslav organizzava il torneo lampo: un rublo a testa e 80% delle iscrizioni al monte premi, il resto al circolo.
    Vjaceslav adorava il gioco lampo, notoriamente invece detestato dal suo ferreo principale, ed era davvero fortissimo: “Presto presto cominciamo, cominciamo prima che arriva Botvinnik” implorava Ragozin rivolgendosi a Romanovskij che faceva l’arbitro, ma che era vecchio e piuttosto lento.
    “Rago sta arrivando, eccolo eccolo, Boto sta arrivando!”
    “Vjaceslav?! TRAINING MATCH !”
    e ridevano come matti, Tal Spassky e Polugaevsky monellacci senza rispetto che lo sfottevano per fargli paura.
    Dopo una certa attesa ecco pronto il turno che, non esistendo ancora i pc, Romanovsky faceva a mano e poi lo ricontrollava tre volte.

    Il torneo inizia, bianco in moto e di Botvinnik nemmeno l’ombra.
    Ma ecco che a turno in corso la porta del circolo si apre cigolando e la voce odiosamente nasale di Michail Moiseevič Botvinnik detto il Patriarca, indiscusso Campione del Mondo risuona stridente.
    “Vjaceslav?! TRAINING MATCH !”
    “Oh no, no compagno Michail Moiseevič ! Eravamo di riposo oggi no?”
    “Si ma abbiamo la sospesa dell’altro ieri non ricordi? Quel finale di cinque pedoni a testa io ho il Cavallo e tu l’Alfiere cattivo, non l’hai analizzato?”
    E non restava altro da fare: Vjaceslav doveva ritirarsi dal torneo mentre i tre monelli sghignazzavano ripetendo di continuo mentre giocavano lampo “Vjaceslav?! TRAINING MATCH !”: lascia la sala, si chiude nella stanza privata del Patriarca, gioca il finale e perde come sempre.
    —————————–
    Nella sua autobiografia Botvinnik narra di non aver mai giocato una partita lampo…salvo una volta in treno…il racconto di Botvinnik si ferma qui ma c’è altro da raccontare, e coinvolge il nostro Vjaceslav.
    Botvinnik doveva tenere una conferenza sul pedone di donna isolato ai giovani maestri della Iacuzia e si fece accompagnare da Ragozin: in treno da Mosca per tutta la transiberiana, seconda classe senza cuccette perché il compagno Botvinnik, sebbene straricco era un duro e un taccagno, fu un viaggio interminabile.
    Vjaceslav si era quasi assopito tra i sobbalzi del treno e la voce nasale del Boto che gli leggeva i suoi appunti sul pedone d4 (chiamarli appunti è un eufemismo, decine e decine di pagine scritte fitte a matita) quando all’improvviso Botvinnik se ne uscì con “Ci facciamo una partitina lampo?”
    Vjaceslav sobbalzò svegliandosi di colpo e per lo stupore restò basito.
    “Davvero? Certo compagno Michail Moiseevič!”

    E pensava “Io sono una scheggia lui non c’ha mai giocato, stavolta lo batto”.
    Ma si emozionò. Perse malamente in apertura. L’unica occasione della sua vita.
    Non possiamo dire se sia stato il dispiacere per la partita lampo o la durezza del viaggio siberiano (Botvinnik era piccolo ma tosto come un Terminator, Ragozin era grande grosso e mollaccione) e del seguente soggiorno – il compagno Botvinnik non amava le mollezze dell’ottimo hotel che per rispetto gli venne offerte, pernottarono in una dacia contadina, zuppa di fagioli, letti a castello, un freddo della madonna – ma fu da li che la salute del poveruomo declinò rapidamente.

    E al ritorno in pochi mesi morì. A soli 54 anni.
    Si spense solo alle prime luci dell’alba in un letto d’ospedale a Mosca.
    L’anziana infermiera, di turno quando avvenne il trapasso, narrò che per tutta la notte nella lunga agonia che precedette, Vjaceslav nel delirio borbottò ossessivamente con voce sempre più affannata per centinaia di volte lo stesso straziante ritornello… “Vjaceslav ?! Training match!… Vjaceslav ?! Training match!… Vjaceslav ?! Training match!… Vjaceslav ?! Training match!…”

    Connie – TheTeacher’s secretary

  5. Megalovic
    6 giugno 2020 - 12:45

    Per me Capablanca e Botvinnik sono molto “vicini” come grandezza, erano due gran belle macchine da scacchi, una più istintiva, l’altra più scientifica. Poi, alla fine, uno fa la difficile scelta in base a quello che “sente” essere il proprio approccio al gioco (e così motivo il mio voto).

    Comunque, se dovessi descrivere con una frase cosa ha rappresentato il sovietico per gli scacchi, direi che Botvinnik è il motivo per il quale essere semplicemente “bravi” oggi non basta più.

    Capablanca, invece, potremmo definirlo l’ultimo Campione “amatore”.

  6. Megalovic
    6 giugno 2020 - 23:04

    Quello di LightKnight è l’ultimo voto

    Passa Capablanca con un netto 34 a 16!

    Botvinnik si potrà consolare pensando che nei voti della Redazione di Scacchierando ha vinto per 3 a 2 😀

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