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Highlights dai 16esimi della World Cup

Tanti Top-Players lasciano la World Cup, primo fra tutti Magnus Carlsen!

Prima partita classica dei 16esimi di Finale

Ancora Anton Kovalyov subito agli onori della cronaca, ma stavolta la questione è extrascacchistica: si presenta ancora in bermuda in sala torneo e il capo-arbitro stavolta interviene e lo invita a rispettare il dress-code. Le cronache (e lo stesso Kovalyov) poi ci dicono di una aggressione verbale da parte di Zurab Azmaiparashvili, organizzatore georgiano della World Cup e “pezzo grosso” FIDE; sta di fatto che Anton decide addirittura di tornarsene a casa, senza ricorrere in appello (il presidente del comitato d’appello è lo stesso Azma…) e rinunciando ai 16.000 $. Incredibile. Rodshtein passa al turno successivo senza giocare, ma non è certo colpa sua.

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Anton Kovalyov, non proprio un “barbone”…

Per quanto riguarda gli scacchi giocati, l’evento del giorno è la sonora sconfitta che Bu Xiangzhi infligge a Carlsen, col nero per giunta! Classico sacrificio del cinese, del tutto corretto, che richiede una difesa ad altissima precisione; Magnus ci prova, ma non sembra molto ispirato; quando decide di restituire il pezzo è ormai già troppo tardi, gli rimane ancora un’occasione (30. Td1!) ma fallisce pure quella.

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Magnus Carlsen vs. Bu Xiangzhi

Convincente prova di Aronian che stritola pian piano Matlakov. Vallejo Pons gioca un’intraprendente variante contro la Caro-Kann di Wesley So, ma quest’ultimo non fa una piega, cattura tutto quello che può catturare e l’iniziativa dello spagnolo non prende mai vigore.

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Un sornione Wesley So

Seconda partita classica

La partita del giorno è senz’altro la Bu Xiangzhi-Magnus Carlsen, con l’attesa per la reazione del Campione del Mondo. Ma Aronian si impadronisce della scena, purtroppo in senso negativo, travolto da Matlakov che attua un attacco diretto (sembrano di moda in questa World Cup!) al quale l’armeno non riesce minimamente ad opporsi, partita persa già verso la ventesima… Daniil Dubov vince il derby russo delle giovani speranze, battendo Artemiev con una rimarchevole novità contro la Najdorf (13. Ab5!?), ne segue una partita estremamente tattica in cui Daniil dà l’impressione di avere le idee molto chiare, mentre Vladislav si trova in territorio inesplorato; partita brillante. Nel frattempo si conclude la Bu-Magnus, con un pugno di mosche per il Campione che pone fine alla sua World Cup.

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L’impresa era difficile e non è riuscita a Magnus

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Bu Xiangzhi: a suo tempo stabilì un record di precocità nel raggiungere il titolo di GM, 13 anni e dieci mesi!

Altro risultato decisivo la vittoria di Fedoseev su Nakamura: il russo baratta ancora in fase di apertura C+A per T+p (il motivo romantico è dominante!) e costringe Naka a una difesa molto scomoda. L’attacco del Bianco si fa sempre più devastante e anche Hikaru torna a casa.

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Vladimir Fedoseev

Wesley So tiene senza problemi contro Vallejo e passa agli ottavi. Anish Giri passa bruttissimi momenti contro Sethuraman, poi tenta alcune spericolate risorse difensive che mettono ancora nell’incertezza la partita, tanto che alla 39ª avrebbe l’occasione di pattare subito, ma la perde; l’indiano però fatica a gestire una posizione indubbiamente complessa, tanto da arrivare a un finale D+C vs D+p: grande salvataggio di Giri!

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Giri perplesso ma alla fine si salverà

Svidler riesce a piegare la tenace resistenza di Onischuk grazie a un pedone che arriva a destinazione sulla colonna ‘a’, pur al costo di una Donna; la posizione che ne scaturisce è senza speranze per Alexander. Anche il grande Vladimir Kramnik lascia Tbilisi: è Ivanchuk ad eliminarlo dopo essersi pazientemente guadagnato un pedone, approdando a un finale per lui molto agevole. La festa per i cinesi non è finita: si aggiunge Wang Hao che supera Kuzubov, il quale decide di dare un Alfiere per tre pedoni, situazione molto delicata in cui il cinese gioca con grande precisione non permettendo mai all’ucraino di mobilitare la propria massa pedonale.

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Scontro tra titani!

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Ivanchuk si gode il successo in maniera molto controllata

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Wang Hao soddisfatto

Spareggi

Nelle 25′ Anish Giri preme subito sull’acceleratore: evidentemente non vuole rischiare i patemi nella seconda classica contro Sethuraman. Vince la prima e sembra fatta; e invece no, l’Indiano arriva nettamente prima nel confronto sugli arrocchi eterogenei: si va alle 10′.
Vachier-Lagrave e Rapport invece non sprecano il loro vantaggio e passano agli ottavi. Passa anche l’idolo di casa (e non solo) Baadur Jobava che sfrutta uno svarione di Nepomniachtchi. Fa ancora più notizia la sconfitta di Fabiano Caruana ad opera di Evgeny Najer, con matto finale in posizione ormai del tutto compromessa. Ding Liren riesce nella non semplice impresa di eliminare Vidit Santosh, la seconda 25′ è comunque un monologo cinese.

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Maxime Vachier-Lagrave

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Evgeny Najer

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Talenti: Ding Liren vs. Vidit Santosh

Nelle 10′ Giri fa ancora una volta breccia con convincente facilità nella prima, così come Aronian, anche se Matlakov lo sta impegnando strenuamente. Ma il destino dei due Top Players è differente nella seconda 10′: Giri straripa, mentre Aronian subisce ancora il talento combinativo di Matlakov. Nel frattempo Grischuk riesce a prevalere su Navara nella seconda partita, che sembra stravinta ma David riesce a tenersi a galla a lungo prima di cedere.
Dunque solo Aronian e Matlakov approdano alle 5’+3″. Siamo ad una cadenza che non ha senso commentare, comunque Aronian matta Maxim nella prima e nella seconda stavolta controlla agevolmente il gioco: Levon agli ottavi.

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Per Aronian un duro confronto con Matlakov

Siamo giunti agli ottavi, l’ultimo appuntamento per questi highlights, dopo seguire tutte le partite in corso sarà sicuramente più facile.

Le foto sono tratte dal sito ufficiale.

Highlights dai 32esimi

Highlights dai 64esimi

5 Commenti a “Highlights dai 16esimi della World Cup”

    • Megalovic
      11 settembre 2017 - 21:59

      E’ possibile, anche se per il Torneo dei Candidati di Mosca 2016 la AGON (che nell’organizzazione era supportata dalla Federazione Russa) invitò Aronian. Va detto che lo sponsor principale era una compagnia russa, presieduta però da un russo nato in Armenia.

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