Scacchierando.it
Prof.Apard05a2

Il punteggio Elo dal 1971 al 2023 (2)

Seconda parte: un tentativo di “precisare” l’entità dell’inflazione dei punteggi Elo alti negli anni!

Nel precedente articolo ho cercato di analizzare la differenza tra i punteggi alti della prima fase dell’Elo (1971 – 1984) e quelli attuali, valutabile in 156 punti circa. Non tutti questi punti però sembrano derivare dall’inflazione, con altri fattori che probabilmente hanno inciso, a partire dalla diffusione del gioco. È tuttavia difficile dare una dimensione a questi fattori.

Rinviando a questo successivo articolo, accennavo ad un metodo assolutamente empirico per cercare di ottenere un dato più “preciso” sulla inflazione intercorsa: la nostra percezione della forza di giocatori di periodi diversi! Un metodo altamente “spannometrico”, come evidenziato dal prof. Apard:

.

Prof.Apard05b2

.

Sono partito da Karpov, molto adatto per l’età (nato nel 1951, ha attraversato in gran parte il periodo teoricamente migliore, che va dai 25 ai 35 anni circa, nella fase di stabilità iniziale dell’Elo, 1971 – 1984) e per l’idea piuttosto chiara che potremmo avere della sua forza di gioco. Ho ricavato una prima impressione e ho poi analizzato il percorso di diversi altri giocatori (Timman, Ljubojevic, Beliavsky, Yusupov, Kasparov, ecc.). Dopo diverse prove e verifiche, una differenza di 132 punti tra i due periodi di “stabilità” dell’Elo (1971 – 1984 e 2011 – 2023) mi è sembrata la più aderente alla mia percezione e ho stilato una tabella di modifica del punteggio Elo anno per anno, scalando via via i vari punteggi in base al livello degli anni analizzati nelle medie fatte per il grafico iniziale (ovvero, non con una differenza identica di anno in anno ma seguendo le maggiori o minori accelerazioni della fase di incremento dell’Elo).

.

EloModificaAnno

.

Intendiamoci, si tratta più di una curiosità, quasi un gioco, anche se, spero, interessante e non del tutto peregrino. Già il punteggio Elo in sé non è niente di così preciso…

Alcuni percorsi Elo, con i dati effettivi e quelli “rivalutati” (ovviamente, arrivati al 2011 rimane solo la linea dell’Elo pubblicato). Per semplicità e data l’indisponibilità di molte liste di luglio, ho utilizzato solo i dati delle liste di gennaio, i grafici dovrebbero comunque restare indicativi.

.

Karpov2

.

Ljubojevic

.

Timman2

.

Beliavsky

.

Yusupov

.

Kasparov2

.

Gelfand

.

Ivanchuk

.

Anand2

.

Shirov

.

Kramnik

.

Topalov

.

Polgar

.

Di seguito alcune liste (top 25) con l’Elo FIDE e quello modificato con la tabella. Quella del 1970 non è una lista pubblicata ma è stata calcolata all’epoca dal prof. Elo (approssimata ai 10 punti e non ai 5, diversamente da quelle successive).

.

Lista1970          Lista1975

.

Lista1980          Lista1985

.

Lista1990          Lista1995

.

Lista2000          Lista2005

.

Una discreta mole di dati, di carne al fuoco mi sembra ce ne sia abbastanza. Sarebbe interessante sentire la vostra opinione sul mio “spannometrico” 132, che impressione avete? Potrebbe essere di più? Di meno?

Il giochino dell’Elo “rivalutato” potrebbe prestarsi ad altri articoli, forse abbastanza “sfiziosi”, vedremo in futuro.

.

16 Commenti a “Il punteggio Elo dal 1971 al 2023 (2)”

  1. Mario
    16 marzo 2023 - 11:09

    Ho letto solo ora, ma non è mai troppo tardi per andare controcorrente.
    Esiste l’inflazione nel punteggio ELO ?
    Nessuno può dirlo con certezza, ma alcuni indizi conducono a ritenere di sì.
    Quanto peserebbe l’inflazione nei punteggi attuali ?
    Nessuno può dirlo con certezza, ma alcuni indizi portano a ritenere che pesi relativamente poco.
    A cosa è dovuto l’aumento del punteggio medio della fascia alta dei giocatori agonisti ?
    Bè qui non c’è alcun dubbio che in massima parte è il risultato dei progressi sia teorici che tecnici.
    Provo a motivare questa convinzione.
    La teoria delle aperture ha fatto enormi progressi negli ultimi 30 anni, grazie alla informatizzazione del gioco e ai software che sono sempre più forti: i giocatori che gradualmente subentrano nella TOP 1000 sono mediamente molto più preparati della TOP 1000 di 30 anni fa e hanno beneficiato delle conoscenze acquisite e rese pubbliche dai predecessori.
    A prescindere da talento e dedizione, elementi troppo soggettivi per ricavarne certezze, in un match a squadre una rappresentativa di giocatori odierni prevarrebbe facilmente su una ipotetica rappresentativa degli anni ’90 o dei primi anni 2000, per il semplice motivo che la conoscenza del gioco progredisce costantemente.
    Il punteggio ELO non può registrare fedelmente questo progresso, perchè non è possibile congelare un GM del 1995 e confrontarlo con quelli odierni.
    Fattostà che dopo i 40 anni di età gli agonisti rallentano i loro progressi e devono gestire un declino più o meno rapido, ma comunque cedendo punti del loro rating, semplicemente perchè anche quando migliorano le loro conoscenze, lo fanno più lentamente dei loro avversari più giovani.
    È la costante cosmica del progresso scacchistico, e anche la difficoltà maggiore di chi fa agonisno a qualsiasi livello : puoi studiare, migliorare, crescere, ma se lo fai più lentamente della media dei tuoi avversari perdi rating.
    La inflazione in se invece, ammesso che esista, avrebbe un andamento frastagliato, dipendente soprattutto dalle regole imposte per l’acquisizione del primo punteggio e dal coefficiente K che determina la pendenza delle variazioni.
    Ci sono stati scossoni su questo fronte, ma limitati nel tempo e ristretti alla fascia bassa degli agonisti.
    Non è dato sapere con certezza quanta inflazione si sia davvero trasferita sui punteggi più alti.

  2. Angelmann
    20 marzo 2023 - 13:30

    Concordo con molte considerazioni e sicuramente ogni tentativo di comparare epoche diverse è molto aleatorio e, di fatto, non percorribile in modo obiettivo. Pure, vi sono molti tentativi di paragonare giocatori di epoche diverse e di stilare classifiche “all time”, è argomento che incuriosisce, Ho quindi provato a dare una occhiata in più al punteggio Elo, fermo restando che lo sviluppo di questo articolo è solo una curiosità, un gioco, come già scritto nell’articolo.
    Sia il prof. Elo che Sonas (Chessmetrics) chiariscono che i loro punteggi non consentono di paragonare giocatori di epoche diverse, anche se in parte una occhiata al tema provano a darla.

    Come ho scritto nel primo articolo, non saprei valutare l’aumento della base di partecipanti, mi sembra che vi sia stato ma è difficile precisarlo, anche rispetto al “sommerso” di tanti decenni fa. Quello che mi sembra più evidente è che il gioco è in grado di raggiungere più ampiamente ogni angolo del globo e molti talenti che un tempo non avrebbero nemmeno iniziato a giocare oggi hanno la possibilità di emergere. Un numero maggiore, quindi, di forti giocatori, peraltro supportati da un maggior giro di denaro.
    Come opinione / percezione personale tendo ad attribuire al talento un peso maggiore rispetto alla crescita delle conoscenze scacchistiche. A parità di preparazione in apertura (che considero cosa diversa dalle conoscenze relative a medio gioco e finale) sono dell’opinione che forti giocatori del passato (ad esempio Keres, Fine e Botvinnik del torneo AVRO, con le conoscenze di allora) batterebbero nettamente i “normali” 2600 di oggi. Ritengo che velocità e profondità di calcolo incidano in misura più forte. Ovviamente, è solo una impressione non dimostrabile.
    In linea di massima, una certa inflazione dei punteggi alti a me sembra molto probabile (se non evidente). Tutt’altra cosa è darle una dimensione, non dico precisa ma almeno ragionevolmente approssimata.
    Se si ritenesse che non ci sia stata una variazione nel valore dei punteggi troverei strano, come ho accennato in un commento precedente, il percorso Elo di Karpov, Kasparov, Beliavsky, Gelfand, ecc. , con una fase di massimo rendimento intorno ai 40 – 45 anni, per me poco credibile.
    Solo chiacchiere ma, secondo me, chiacchiere interessanti.

  3. Angelmann
    21 marzo 2023 - 21:01

    Ho scritto normali 2600 perché mi riferivo a quella fascia di giocatori, avendo in mente le liste degli anni 70, in cui giocatori come Spassky, Petrosian, Portish, Larsen, Geller, Polugaevsky, Tal, avevano punteggi dell’ordine di 2620 / 2630. Non avevo controllato l’Elo storico di Arpad Elo per Keres, Fine e Botvinnik ma l’ho fatto adesso. Per Botvinnik segnala un picco di 2720 ma probabilmente riferito al dopoguerra. Per Keres indica 2670, per Fine 2660 (sicuramente riferito agli anni dell’epoca AVRO). Va ricordato che per il prof. Elo il senso era il paragone con i loro contemporanei. Suppongo sia andato a ritroso con gli stessi parametri con cui aveva avviato il sistema (non ho letto il libro).
    Intorno ai 2630 troviamo giocatori come Iturrizzaga, Lenic, Popov. Salendo ai 2660 / 2670 incontriamo Cheparinov, Guseinov, Volokitin, Howell, ecc. . Con questi giocatori la mia sensazione è chiaramente a favore “degli AVRO”. Salendo ancora diventa più difficile. Lascerei stare Carlsen, diciamo che i due sfidanti del prossimo mondiale vincerebbero probabilmente in modo netto. Anche Giri e So sarebbero favoriti. Forse i Keres / Fine / Botvinnik del torneo AVRO se la giocherebbero con i “2700 bassi”, tipo Sjugirov, Vallejo, Shankland, e forse a questo livello propenderei di nuovo per i reduci del 1938. Ovviamente, solo impressioni personali.

    L’articolo però si muoveva in altra direzione. Ero partito dalla valutazione media di 156 punti di differenza tra l’Elo degli anni 70 e quello di oggi. Ho considerato che non tutti questi punti derivano dal rigonfiamento dei punteggi alti, facendo vari esempi e considerazioni (aumento della base, maggior numero di professionisti, ecc.).
    In questo secondo articolo ho giocherellato con una ipotesi a spanne, derivante dalla mia percezione, proprio come curiosità interessante / stuzzicante.
    Che ci sia stata una certa inflazione dei punteggi alti sembra francamente evidente e ne è evidente la causa (la modifica dei coefficienti del prof. Elo con il limite a 350 di differenza). E’ probabile che il sistema nel suo complesso abbia visto una deflazione ma le partite giocate sono poche (rispetto a quanto servirebbe statisticamente), il numero dei giocatori rated è aumentato moltissimo, c’è spazio per entrambi gli effetti.
    Non ho avuto idee per valutare con una qualche obiettività quanta parte dei 156 punti “misurati” dipendesse dall’inflazione e quanta dalla crescita scacchistica. Da qui questo secondo articolo “a occhio”. E’ possibile che la mia ipotesi di 132 punti (con cui ho costruito tabella e grafici) sia abbondante, magari anche molto. Per dare una dimensione con la propria percezione bisognerebbe fare varie prove, ipotizzare una differenza (ad esempio, 96 punti di inflazione e 60 di crescita, o 56 di inflazione e 100 di crescita, ecc.) e vedere se si accorda con la nostra personale impressione.
    Giocatori arrivati, più o meno a lungo, alla terza posizione nel ranking mondiale (Yusupov, Beliavsky, Timman) si sono mossi su un livello dell’ordine di 2630 / 2650 e questo qualche riflessione potrebbe indurla. Con la tabella che ho stilato faticano a raggiungere i 2750 nei momenti migliori, e qui mi sembra in linea con la mia percezione.
    Se non ricordo male, le valutazioni delle mosse da parte dei software non trattavano così male i giocatori del passato.
    Tutto grandemente opinabile ma, ripeto, per me abbastanza interessante.

  4. Metalletti
    22 marzo 2023 - 12:07

    Una piccola riflessione sull’inflazione dell’Elo, perché sull’argomento ho letto fiumi di parole ma questa spiegazione non l’ho sentita praticamente mai.
    Ai tempi della Genesi l’ELO FIDE era solo per gli over 2200 e si acquisiva praticamente soltanto in tornei chiusi. Se io venivo invitato a un torneo chiuso ed ero l’unico senza ELO, prima veniva calcolata la mia performance (mettiamo 2210, che diventava il mio punteggio nella successiva lista FIDE) E POI ai miei avversari veniva calcolata la VARIAZIONE per la vittoria, patta o sconfitta contro un 2210. Quindi NON ESISTEVANO partite in cui UNO GUADAGNAVA E L’ALTRO NON PERDEVA.
    Dagli anni ’80 in poi tutto cambia, prima con i tornei a sistema svizzero e poi con le tranche. Con le tranche negli Open, un giocatore poteva entrare in lista per i suoi buoni risultati contro avversari titolati SENZA CHE QUESTI VENISSERO PENALIZZATI. Quindi non più “gioco a somma zero” ma drenaggio unilaterale di punteggi verso i nuovi entrati.
    In più, siccome venivano calcolate solo le tranche in cui il giocatore era in forma (inizialmente sopra i 2200, poi ridotti per molto tempo a 2000), era facile che uno scacchista entrasse in lista FIDE con un punteggio SUPERIORE ALLA SUA REALE FORZA. Piano piano, quando si confrontava con altri giocatori, questo suo punteggio immeritato veniva ceduto ad altri e si generava un’inflazione che finiva per ripercuotersi sull’intero sistema.
    Nel nuovo millennio, anche perché le potenzialità di gestione del sistema informativo sono infinitamente aumentate, la FIDE ha deciso che tutti gli scacchisti agonisti devono avere un punteggio internazionale. Ora quindi tutte le tranche valgono (anche quelle bassissime) e l’effetto inflattivo si è molto ridotto, ma se ci sono altri fattori di cui tener conto, come i giovani in continuo miglioramento e con un K più alto degli avversari, quindi vengono di nuovo immessi nel sistema più punti di quanti non ne escano.
    Queste a mio avviso le principali cause dell’inflazione ELO, le altre spiegazioni (come l’effettivo miglioramento del livello medio di gioco, che non contesto anche perché dimostrabile oggettivamente con l’aiuto dei motori) esistono ma c’entrano poco.

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento. Clicca per Registrati.