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Risultati concorso The Queen’s Gambit 2

Il podio del concorso sul miglior soggetto per una seconda stagione de La Regina degli Scacchi

Dopo il concorso per la miglior recensione della miniserie “The Queen’s Gambit”, si è concluso anche quello relativo al miglior soggetto per un’eventuale seconda stagione de “La Regina degli Scacchi”. Come era facilmente prevedibile, il numero di partecipanti è stato nettamente inferiore rispetto al primo concorso. Sinceramente non ci aspettavamo un esito molto diverso: alcuni avranno sicuramente pensato alla mancanza di necessità di una “seconda stagione”, con il rischio di compromettere quanto di buono è stato fatto nella serie originale; altri si saranno scontrati con la difficoltà di immaginare un seguito non banale; altri ancora si saranno spaventati all’idea di scrivere un Soggetto, un tipo di testo con il quale lo spettatore medio di una serie televisiva ha meno confidenza rispetto alla Recensione. Nonostante la partecipazione relativamente scarsa, siamo convinti che il tema “seconda stagione” ci accompagnerà ancora per un bel po’ di tempo: in continuazione in rete vi sono accenni ad una possibile seconda stagione, ma per ora nulla di certo, questo e questo sono solo un paio (uno in inglese e uno in italiano) degli innumerevoli interventi sull’argomento.

Regina_ credit Netflix

Ma torniamo a noi.
Una differenza consistente rispetto al concorso sulla Recensione è stata quella che, mentre nel primo concorso erano state presentate 4-5 recensioni molto improvvisate e altrettante di livello notevole (almeno secondo il nostro parere), nel concorso sul Soggetto è indubitabile una certa “medietà” dei testi prodotti: nessuno trasandato, ma anche nessuno che ci ha veramente entusiasmato.
Da qui la difficoltà di stilare una graduatoria; quasi tutti presentavano i medesimi “ingredienti”, scritti bene, con vicende probabili e piuttosto appassionanti (solo qualche anacronismo, qualche marginale contraddizione con la prima vera stagione, nulla di grave).
Per quanto riguarda i metodi utilizzati per la valutazione dei testi, ne abbiamo impiegati fondamentalmente due: uno “olistico” (il primo che abbiamo sperimentato) con una stesura quasi immediata delle sensazioni e delle emozioni, positive e negative, che avevamo provato leggendo quel particolare soggetto; e uno più “analitico”, chiedendoci quello che secondo noi sarebbe stato importante rispettare e possibilmente esaltare in una seconda stagione (ad esempio l’evoluzione/involuzione della protagonista, la continuità con la prima stagione, la creatività nella proposta degli eventi, ecc.) e valutando ogni singolo aspetto. Poi però non si è arrivati a una mera sommatoria di voti, ma ci siamo ulteriormente confrontati, convergendo verso un podio unanimemente condiviso. Il soggetto vincitore è stato quello che mediamente più ha raccolto consensi positivi, ma proprio per un’inezia nei confronti dei più immediati concorrenti, tanto che non abbiamo neppure distinto tra 2° e 3° posto, non possono esistere criteri oggettivi per imporre rigide graduatorie a soggetti validi e ben scritti, non siamo produttori cinematografici, siamo solo degli appassionati di tutto ciò che costituisce l’universo scacchistico.

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E ora di seguito il testo dei due soggetti che sono saliti sul podio. In un prossimo articolo presenteremo il soggetto vincitore del concorso. Un sentito GRAZIE a tutti i concorrenti e ringraziamo in anticipo i lettori che vorranno commentare questi soggetti, sempre con il garbo e il rispetto che vi contraddistinguono.

Soggetto proposto da Cesare Fabio Burlini

Dopo la competizione in URSS Harmon torna negli USA e trova applausi ed onori. Tutti i giornali la vogliono intervistare e la gente la saluta per la strada, i circoli scacchistici si riempiono di nuovi iscritti e ne sorgono di nuovi.

Invitata dal Presidente trova congratulazioni, ma anche un certo risentimento da parte dei servizi segreti che avrebbero preferito un approccio all’evento meno improvvisato considerando il clima di guerra fredda.

Anche l’Associazione Cristiana le manda i complimenti non nascondendo il dispiacere per l’occasione persa di una testimonianza di fede nella patria dei miscredenti.

A tutto questo Harmon reagisce ribadendo la convinzione di essere solo una ragazza che gioca a scacchi, che mette in questo gioco la rabbia che ha dentro, rabbia che però non esce mai dal perimetro della scacchiera.

Partecipa poi al campionato USA battendo un’altra volta l’amico Watts, alla premiazione però rimane turbata quando l’amico le confida il desiderio di lasciare le competizioni: dice che ormai ha trovato un avversario troppo superiore e sta per sposare una ereditiera di NY, ma la verità è che non riesce più a trovare stimoli e concentrazione.

Provando a convincerlo a non abbandonare il gioco, cosa che vede come una sorta di tradimento, Watts diventa quasi violento e la minaccia con il suo coltello, la vittoria acquista così un sapore amaro. Torna a casa e vuole stare sola fissando per parecchio tempo la bottiglia, arriva però una telefonata da un editore che le propone, offrendo parecchi soldi, di scrivere un libro sulla sua vita. Accetta subito perché pensa così di poter offrire ai lettori un messaggio positivo: una ragazza orfana che nonostante tutto e tutti ce l’ha fatta e anche di fare un po’ di ordine nella sua vita e metterne insieme i pezzi, anche quelli a lei ancora sconosciuti.

Torna in orfanotrofio e cerca informazioni sul signor Shaibel, scopre che viveva nel completo isolamento e non amava parlare di sé, specialmente del suo passato. Con l’aiuto degli ‘amici’ dei Servizi Segreti scopre però che durante la guerra era membro dell’equipaggio di un bombardiere americano sul Giappone, addirittura, dopo insistenze, viene a scoprire che era sull’aereo che ha portato l’atomica su Nagasaki e che sconvolto si era ritirato in quell’orfanotrofio vivendo come un eremita.

Cerca anche di contattare il padre biologico, lo trova e gli strappa la promessa di un appuntamento per una conversazione in un ristorante, all’appuntamento però lui non si presenta facendole trovare un assegno di 1000 dollari che subito strappa furiosa.

Intanto si avvicina il torneo dei candidati a sfidare il campione del mondo e si rende conto che non è molto preparata, si affida quindi un po’ ai vecchi amici e ad un allenatore che le offre la Federazione, ne rimane delusa e prova a fare tutto da sola, anche se la notte tornano gli incubi e si ritrova a fissare la bottiglia.

Al torneo arriva esausta, vince le prime partite rimanendo però quasi sconvolta dalla bravura di avversari molto giovani finché è battuta sonoramente dalla stella nascente: un bulgaro arrogante che le dice di tornare tra i fornelli, il bulgaro vince il torneo e poi diventa campione del mondo.

Delusa anche dal suo amico Townes che rifiuta ancora le sue avances dicendo che è ancora una ragazza e lui si sta per sposare (anche lui) va a vivere per qualche tempo con Jolene, ormai avvocato in carriera nel campo dei diritti civili, anche per portare avanti il suo libro.

Racconta a Jolene la sua inesperienza nel campo sentimentale e l’amica le presenta un giovane avvocato, la cosa sembra funzionare fino a quando viene a sapere che lui si sta vantando in giro di questa relazione.

Finalmente le bozze del libro sono pronte e subito avviene lo scontro con l’editore che pretende venga tolto tutto quello che riguarda le capsule verdi in orfanotrofio, paventando anche riflessi legali con lo stato.

Harmon non demorde ed il libro esce rivelandosi subito un fiasco, l’editore non paga e lo stato la porta in tribunale, con l’aiuto di Jolene a sua volta accusa la pratica di drogare i bambini venendo però contestata: le pillole all’epoca erano legali ed era lei che le usava male prendendole tutte insieme. La cosa finisce con il ritiro reciproco delle accuse gettando però un’ombra sulle vittorie di Harmon, anche Jolene è danneggiata dalla vicenda, le due però si lasciano promettendosi eterno sostegno ed amicizia in memoria dei tempi passato insieme in orfanotrofio.

A casa Harmon riprende a bere ritirandosi in solitudine finché il padre biologico si rifà vivo, questa

volta si vedono e l’uomo, ormai pensionato, si dice molto dispiaciuto per la madre e le dice che vuole rimediare: Harmon può chiedergli quello che vuole; questa volta è lei a cedere, non vuole nulla, ma pur abbracciandolo chiede di non farsi più sentire, come aveva fatto lui con la madre.

A casa scopre che ha in tasca un assegno di 10000 dollari, il primo istinto è stracciare pure questo

ma si rende conto che ha bisogno di questi soldi e ne usa una parte per sistemare la tomba della madre e far demolire la roulotte facendo piantare un giardino fiorito al suo posto.

Torna ad allenarsi con impegno e partecipa al Torneo di Capodanno in Italia, qui trova l’anziano sfidante di Mosca che le parla della situazione di imbarazzo che si è creata da quando il bulgaro è campione del mondo, quello che veniva visto come una dimostrazione di pluralità nel blocco socialista ora si sta rivelando motivo di attrito in quanto il campione non perde occasione per dimostrare il suo nazionalismo in contrasto con i russi; la cosa migliore, le confida l’anziano scacchista è che lei lo batta scalzandolo dal trono in quanto la vittoria di un russo non calmerebbe gli animi, anzi.

Tornata negli USA si riavvicina al suo ex, l’avvocato, convinta dalle sue dichiarazione d’amore e dal fatto che ormai di lei c’è poco da vantarsi… I due si sposano e poco dopo lei scopre di essere incinta, sposa e neomamma felice riceve gli auguri e felicitazioni dai vecchi amici, ai quali si riavvicina e soprattutto rimane sorpresa dalla visita del suo antico rivale Borgov che le confida la speranza di vederla campione del mondo.

Anche il bulgaro le manda le felicitazioni ed un dono che lei reputa offensivo: una preziosa scacchiera giocattolo per il figlio con l’augurio di imparare i segreti degli scacchi dalla madre, ormai donna di casa.

Il torneo dei candidati incombe e per prepararsi accetta l’invito degli amici russi e va a soggiornare per qualche tempo nella dacia del suo anziano ex avversario.

L’arrivo in URSS è segnato da molte manifestazioni di affetto, la gente l’accoglie come una eroina portando fiori ed applaudendola, non è vista come una drogata e alcolizzata, ma come una brava ragazza che vizi occidentali hanno tentato di corrompere, anche la sua recente maternità viene vista dai più come segno di riscatto e rettitudine.

La permanenza, pur breve, come ospite in Russia si dimostra proficua, viene a conoscenza di metodi di allenamento e di tecniche finora sconosciute riuscendo così ad imporsi nel torneo dei candidati e diventare sfidante per il titolo.

Si arriva così alla grande sfida, supportata da vecchi e nuovi amici, dichiara che essere stata trattata dal bulgaro, in due occasioni, solo come donna e non come gran maestro di scacchi l’ha offesa e fatto tornare la rabbia dei tempi migliori, elemento essenziale per le sue vittorie, così si arriva allo scontro diretto e vince la sfida diventando campione del mondo.

(Cesare Fabio Burlini)

La regina degli scacchi_credit Netflix

Soggetto proposto da Omar Stoppa

Sala ovale della Casa Bianca. Beth col pensiero ricostruisce un momento in cui forse Borgov avrebbe potuto passare in vantaggio nell’ultimo match. Il Presidente è in piedi, di spalle nella penombra, che osserva il cielo, cupo. Le sue parole sembrano paterne e rassicuranti ma contengono un messaggio chiaro: la vittoria a Mosca è stata la prima mossa di una partita più ampia, la giocatrice americana ha scatenato qualcosa di grande che ora dovranno affrontare insieme. Il mondo è una scacchiera e ad ogni mossa gli scenari muteranno. L’Unione Sovietica ha subito un danno di immagine, e ora ogni suo sforzo sarà volto a riconquistare la scena demolendo la ragazza scacchisticamente e personalmente. Nel frattempo in una casa modesta in un villaggio vicino Mosca, la polizia politica irrompe e trae in arresto il compagno Luchenko “per chiarimenti” mentre una Berlina scura accede alla Piazza Rossa… Dentro ci sono Borgov ed il Ministro dello Sport. Il Politburo al completo li aspetta e si intravede una copia della Pravda in cui si stanno accertando complicità di alcuni giocatori sovietici per consentire la vittoria di Beth. La propaganda si è già messa in moto. Dentro la stanza dei bottoni, i toni si scaldano, ognuno cerca di scaricare le colpe ad altri mentre Borgov quasi disinteressato ripensa a sua volta alla posizione incriminata. A fine riunione viene concessa a Borgov una Dacia che sarà una centrale operativa per individuare le debolezze di Beth, con Grandi Maestri sempre operativi e agenti segreti.

Al termine dell’incontro col Presidente, Beth è confusa: ciò che ha sentito non le piace, si sente di nuovo la piccola bambina in mezzo ad altri che decidono per lei… Fuori dai cancelli in mezzo a migliaia di pacifisti che manifestano intravede anche la sua amica Jolene con un microfono a scandire slogan da vera Leader. Sola si avvia in mezzo alla moltitudine e questa volta nessuno la riconosce.

Beth ha accettato di insegnare il gioco in una scuola pubblica di New York per finanziare il suo percorso al Torneo dei Candidati. Inizialmente è un disastro, non entra in empatia con i ragazzini, cerca la prestazione. Qualcuno piange. Lei fugge via nel pieno della lezione. Roberto, un insegnante di lettere, le corre in aiuto, le dà i consigli giusti… Ci sarà qualcosa tra i due. Grazie a lui cresce come insegnante e come donna, trova sempre il tempo di far visita in casa di James, un suo allievo orfano di madre, problematico e violento ma talentuoso. Dona denaro e vestiti e gioca col ragazzino che comunque sarà allontanato dalla famiglia costringendo Beth a fare il conto con ferite ancora aperte del suo passato. Il bambino mentre si allontana stringe tra le mani un libro, quello sul mediogioco dalla copertina rossa che ha ricevuto in dono da Beth. Un amuleto?

Mentre Beth è con Roberto in una Central Park notturna innevata e bellissima, qualcuno li segue: quando torna a casa i pezzi che aveva lasciato in una certa posizione sono leggermente modificati e lei in una analisi a mente ricostruisce la scena di individui che frugando ovunque urtano accidentalmente la scacchiera cercando poi di risistemare tutto senza riuscirvi per un dettaglio. La tempesta ha inizio.

Tre anni dopo in un cimitero immerso nel verde del Kentucky, Beth è china ad accarezzare la foto di Jolene morta per difendere una ragazza bianca durante uno scontro con la polizia. Di fronte alla sua tomba ripercorre gli ultimi avvenimenti: l’affondo dei Russi l’ha sopraffatta, è finita al centro di uno scandalo che con false prove ha convinto l’opinione pubblica americana che al torneo di Mosca avesse concordato con alcuni GM il risultato della partita. Ora è meno utile, la nuova Amministrazione pensa al Vietnam e viene squalificata e scaricata. Borgov si è così confermato campione del mondo in un match con un connazionale senza storia. L’amore con l’insegnante è finito poiché lui è stato “comprato” dal KGB: lei l’ha scoperto poiché, insospettita da alcune sconfitte, apre la corrispondenza dell’uomo e decifra il codice che forniva le nuove varianti d’apertura a cui stava lavorando e che venivano puntualmente demolite in tornei internazionali da lei svolti nel frattempo.

Ma ora Beth è di nuovo in Kentucky perché alcuni mesi prima ha rivisto a New York James vagabondo che giocava a scacchi in un parco: lo ha convinto a trasferirsi da lei per accudirlo e allenarlo e giura a Jolene di farne il futuro aspirante al titolo mondiale. Per questo ha inoltre assoldato i vecchi amici tra cui Benny e Townes che la aiuteranno a difendere il segreto dallo spionaggio russo. Il giovane James migliora fin quasi al livello di Beth, vincendo poi un torneo dopo l’altro e balzando alla cronaca come il fenomeno di Brooklyn: nessuno sospetta che dietro c’è una grande allenatrice. James inizia ad amare Townes che da tempo per la sua omosessualità è stato messo ai margini delle testate giornalistiche. Ma avrà modo di riscattarsi con uno scoop sul Vietnam che farà tracollare i vertici politici vendicando così anche Beth.

Infine a Roma, sede del tornei dei Candidati a cui prende parte anche James, Beth, che non è tra le partecipanti, sta firmando in una piccola libreria la sua autobiografia “Regina senza corona” con qualche sparuto cliente. “Può mettere anche per me il suo autografo Miss Harmond?” é Borgov, solo, forse è venuto a Roma per vedere da vicino i futuri sfidanti, o forse per qualcos’altro in cui c’entra Beth. Il Campione del mondo in carica rivela a Beth di aver capito attraverso l’analisi delle partite che il ragazzo è stato allenato in segreto da lei. Ma non ha rivelato nulla al partito, non vuole che anche questa volta la politica lo privi di una sfida ad armi pari. Nel frattempo James vince in modo meraviglioso la sua prima partita usando una novità teorica elaborata con Beth in segreto, una variante del Gambetto di Donna: sarà senz’altro lui lo sfidante al titolo.

Borgov e Beth seduti in disparte ad un tavolino di un caffè mettono infine la posizione critica della loro ultima partita a Mosca, sei anni prima. Hanno avuto molto tempo per pensarci ed ora la giocano di nuovo, per il loro privato Titolo Mondiale.

(Omar Stoppa)

Per le immagini nell’articolo: credit Netflix

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