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Tata Steel 2021

Van Foreest vince all’Armageddon! 2º Giri, al 3º posto Caruana, Esipenko e Firouzja – 6º Carlsen

Dal 16 al 31 gennaio 2021 sono tornati gli scacchi classici a tavolino con uno dei tornei principali dell’anno, il Tata Steel, soprannominato “la Wimbledon degli scacchi“, che si è disputato presso il De Moriaan Community Centre di Wijk aan Zee.

Si è imposto sorprendentemente l’olandese Van Foreest, primo a pari merito con Giri al termine del girone all’italiana (con 8,5/13) e poi vincitore nello spareggio. Van Foreest aveva già ottenuto un ottimo 4º posto nell’edizione dell’anno scorso, ma stavolta ha superato sé stesso e le più rosee aspettative aggiudicandosi imbattuto il torneo.

Rocambolesco l’Armageddon che ha determinato l’esito del torneo: Giri è stato per due volte in netto vantaggio durante l’incontro decisivo, con Van Foreest che ha lasciato un Alfiere in presa nel finale ed è riuscito a recuperare lo stesso perché il connazionale ha sottovalutato un pedone passato dell’avversario. L’ultima svista è stata decisiva e ha decretato la sconfitta del Bianco.

Nella prima gara valida per lo spareggio, Van Foreest aveva recuperato una posizione critica contro Giri, riuscendo a pattare agevolmente nel finale. Ancora più equilibrato il secondo incontro, con un finale di Torri interessante ma senza sorprese.

Il 13º e ultimo turno ci ha mostrato un Giri sorprendentemente opaco contro l’orgoglioso Antón: lo spagnolo è passato chiaramente in vantaggio nel mediogioco, ma nello zeitnot si è fatto sfuggire ancora una volta il piano vincente e ha permesso all’olandese di raggiungere la parità e poi la patta.

Strepitoso Van Foreest, che con uno spettacolare sacrificio di Cavallo ha legato i pezzi di Grandelius, finendo per dilagare e guadagnarsi lo spareggio contro il connazionale.

Caruana ha tentato di superare Tari, ma non è riuscito ad avere la meglio sulla difesa rocciosa del norvegese, lasciandosi così sfuggire la prima posizione o almeno la possibilità dello spareggio, mentre Esipenko si è tolto un’altra soddisfazione sconfiggendo a mani basse Donchenko. Nello scontro tra i delusi, invece, si registra la vittoria di Carlsen contro Vachier-Lagrave, irriconoscibile nelle due settimane dell’evento. Patte la Duda-Harikrishna e la Firouzja-Wojtaszek.

Classifica finale

Giri, Van Foreest 8,5
Caruana, Esipenko, Firouzja 8
Carlsen 7,5
Harikrishna 6,5
Grandelius, Tari 6
Duda 5,5
Vachier-Lagrave, Wojtaszek 5
Antón 4,5
Donchenko 3,5

I partecipanti
La formula
Il calendario
Il tabellone
Albo d’oro
Siti sull’evento

I partecipanti

Mondiale_Rapid_blitz_2019_premiazione_carlsen Fabiano_Caruana_USA Anish Giri Numero quattro al Mondo, prima scacchiera dell'Olanda ma con un occhio alla media Elo che qualifica al Torneo dei Candidati firouzja La stella della competizione Vachier-Lagrave alexander-donchenko Jan-Krzysztof Duda

1 Magnus Carlsen (2862)
2 Fabiano Caruana (2823)
3 Maxime Vachier-Lagrave (2784)
4 Anish Giri (2764)
5 Alireza Firouzja (2749)
6 Jan-Krzysztof Duda (2743)
7 Pentala Harikrishna (2732)
8 Radosław Wojtaszek (2705)
9 Andrej Esipenko (2686)
10 David Antón Guijarro (2675)
11 Jorden Van Foreest (2671)
12 Alexander Donchenko (2668)
13 Nils Grandelius (2663)
14 Aryan Tari (2618)

Media Elo del torneo: 2725 (20a categoria)

La formula

Girone all’italiana con 13 turni a cadenza classica (100 minuti per le prime 40 mosse, 50 minuti per le 20 successive e 15 minuti per le mosse restanti con incremento di 30” per ogni mossa a partire dalla prima).

Se due giocatori concludono il torneo al 1º posto a pari punti, per stabilire il vincitore si disputerà uno spareggio blitz costituito da 2 partite con cadenza 5′ + 3” e, in caso di ulteriore parità, un Armageddon con 5 minuti per il B. e 4 per il N., con un incremento di 3” a partire dalla 61a mossa.

Se più di due giocatori concludono il torneo al 1º posto a pari punti, i due giocatori che dovranno contendersi il torneo allo spareggio saranno scelti in base ai seguenti criteri:

a) risultato dello scontro diretto;
b) punteggio Sonneborn-Berger;
c) maggior numero di partite col Nero;
d) sorteggio.

Il calendario

16 gennaio – 1º turno
17 gennaio – 2º turno
18 gennaio – 3º turno
19 gennaio – 4º turno
21 gennaio – 5º turno
22 gennaio – 6º turno
23 gennaio – 7º turno
24 gennaio – 8º turno
26 gennaio – 9º turno
27 gennaio – 10º turno
29 gennaio – 11º turno
30 gennaio – 12º turno
31 gennaio – 13º turno

Gli incontri cominciano alle 14, ad eccezione del 13º e ultimo turno (con orario d’inizio fissato alle 12) e dell’eventuale spareggio (che inizierà alle ore 18). In grassetto gli incontri di cartello:

1º turno 2º turno
Carlsen – Firouzja 1 – 0
Caruana – Van Foreest ½ – ½
Giri – Tari 1 – 0
Wojtaszek – Antón ½ – ½
Harikrishna – Vachier-Lagrave ½ – ½
Esipenko – Duda ½ – ½
Grandelius – Donchenko 1 – 0
Vachier-Lagrave – Firouzja ½ – ½
Antón – Carlsen ½ – ½
Tari – Wojtaszek ½ – ½
Van Foreest – Giri ½ – ½
Donchenko – Caruana 0 – 1
Duda – Grandelius 0 – 1
Harikrishna – Esipenko ½ – ½
3º turno 4º turno
Esipenko – Vachier-Lagrave ½ – ½
Grandelius – Harikrishna 0 – 1
Caruana – Duda ½ – ½
Giri – Donchenko ½ – ½
Wojtaszek – Van Foreest ½ – ½
Carlsen – Tari ½ – ½
Firouzja – Antón 1 – 0
Vachier-Lagrave – Antón ½ – ½
Tari – Firouzja ½ – ½
Van Foreest – Carlsen ½ – ½
Donchenko – Wojtaszek ½ – ½
Duda – Giri ½ – ½
Harikrishna – Caruana ½ – ½
Esipenko – Grandelius ½ – ½
5º turno 6º turno
Grandelius – Vachier-Lagrave 1 – 0
Caruana – Esipenko ½ – ½
Giri – Harikrishna ½ – ½
Wojtaszek – Duda ½ – ½
Carlsen – Donchenko ½ – ½
Firouzja – Van Foreest ½ – ½
Antón – Tari ½ – ½
Vachier-Lagrave – Tari ½ – ½
Van Foreest – Antón 1 – 0
Donchenko – Firouzja 0 – 1
Duda – Carlsen ½ – ½
Harikrishna – Wojtaszek ½ – ½
Esipenko – Giri ½ – ½
Grandelius – Caruana ½ – ½
7º turno 8º turno
Caruana – Vachier-Lagrave 1 – 0
Giri – Grandelius 1 – 0
Wojtaszek – Esipenko 0 – 1
Carlsen – Harikrishna ½ – ½
Firouzja – Duda 1 – 0
Antón – Donchenko ½ – ½
Tari – Van Foreest 0 – 1
Vachier-Lagrave – Van Foreest ½ – ½
Donchenko – Tari ½ – ½
Duda – Antón ½ – ½
Harikrishna – Firouzja 0 – 1
Esipenko – Carlsen 1 – 0
Grandelius – Wojtaszek ½ – ½
Caruana – Giri ½ – ½
9º turno 10º turno
Giri – Vachier-Lagrave 1 – 0
Wojtaszek – Caruana 0 – 1
Carlsen – Grandelius 1 – 0
Firouzja – Esipenko ½ – ½
Antón – Harikrishna ½ – ½
Tari – Duda ½ – ½
Van Foreest – Donchenko ½ – ½
Vachier-Lagrave – Donchenko 1 – 0
Duda – Van Foreest ½ – ½
Harikrishna – Tari ½ – ½
Esipenko – Antón 1 – 0
Grandelius – Firouzja ½ – ½
Caruana – Carlsen ½ – ½
Giri – Wojtaszek 1 – 0
11º turno 12º turno
Wojtaszek – Vachier-Lagrave ½ – ½
Donchenko – Duda ½ – ½
Carlsen – Giri ½ – ½
Firouzja – Caruana ½ – ½
Antón – Grandelius ½ – ½
Tari – Esipenko 1 – 0
Van Foreest – Harikrishna 1 – 0
Vachier-Lagrave – Duda ½ – ½
Harikrishna – Donchenko 1 – 0
Esipenko – Van Foreest ½ – ½
Grandelius – Tari ½ – ½
Caruana – Antón ½ – ½
Giri – Firouzja ½ – ½
Wojtaszek – Carlsen ½ – ½
13º turno Classifica

Carlsen – Vachier-Lagrave 1 – 0

Firouzja – Wojtaszek ½ – ½
Antón – Giri ½ – ½
Tari – Caruana ½ – ½
Van Foreest – Grandelius 1 – 0
Donchenko – Esipenko 0 – 1
Duda – Harikrishna ½ – ½
Van Foreest 8½
Giri 8½
Caruana 8
Esipenko 8
Firouzja 8
Carlsen 7½
Harikrishna 6,5
Grandelius 6
Tari 6
Duda 5½
Antón 5
V.-Lagrave 5
Wojtaszek 5
Donchenko 3 ½

Percentuale di patte: 69% (63/91), 19 vittorie del Bianco, 9 del Nero.

Il tabellone

Tata Steel 2021

 

 Cl  Cu  VL  Gi  F  Dd  H  W  E  A VF  Do  Gd  T Pti Posiz.
 1 Carlsen ½ 1 ½  1  ½ ½  ½ 0 ½  ½ ½ 1 ½ 6
 2 Caruana  ½  1 ½ ½  ½ ½ 1  ½ ½  ½  1 ½ ½ 8 3-5
 3 V.-Lagrave  0  0  0 ½ ½  ½  ½  ½ ½  ½ 1 0 ½ 5 11-13
 4 Giri ½  ½ 1 ½ ½  ½ 1 ½  ½  ½  ½ 1 1 1-2
 5 Firouzja 0 ½  ½ ½  1  1 ½  ½ 1 ½  1  ½ ½ 8 3-5
 6 Duda ½  ½ ½  ½ 0  ½ ½ ½ ½ ½ ½ 0  ½ 10
 7 Harikrishna ½  ½  ½  ½ 0  ½ ½  ½ ½ 0 1 1 ½ 7
 8 Wojtaszek ½ 0 ½  0 ½ ½  ½  0 ½ ½ ½ ½ ½ 5 11-13
 9 Esipenko 1 ½  ½ ½  ½ ½ ½ 1 1 ½ 1  ½ 0 8 3-5
 10 Antón  ½ ½ ½ ½  0 ½ ½ ½ 0 0  ½  ½ ½ 5 11-13
 11 V. Foreest ½  ½ ½  ½ ½ ½ 1 ½ ½ 1  ½ 1 1 1-2
 12 Donchenko  ½  0  0  ½  0  ½ 0 ½ 0 ½ ½ 0 ½ 14
 13 Grandelius  0  ½  1 0  ½ 1 0 ½ ½  ½ 0  1  ½ 6 8-9
 14 Tari ½  ½ ½ 0 ½  ½ ½  ½ 1  ½ 0  ½ ½ 6 8-9

L’albo d’oro del torneo (ultimi 10 anni)

2011 – Hikaru Nakamura 2016 – Magnus Carlsen
2012 – Levon Aronian 2017 – Wesley So
2013 – Magnus Carlsen 2018 – Magnus Carlsen
2014 – Levon Aronian 2019 – Magnus Carlsen
2015 – Magnus Carlsen 2020 – Fabiano Caruana

 

Diretta sul sito ufficiale

Commento in diretta sul canale Twitch di Chess24 in italiano

FantaTata 2021

Gli highlights di Nicolò Napoli

131 Commenti a “Tata Steel 2021”

  1. kraus
    4 gennaio 2021 - 17:54

    Permettete che ve li presenti (prima parte):

    Carlsen (n° 1 al mondo, 2822 punti ELO). Beh, c’è bisogno di presentazioni? No, e allora vediamo giustappunto i suoi ultimi risultati nei tornei a cadenza lunga (o, per gli amici, classica): 2° con 8/13 nella scorsa edizione del Tata Steel, 1° con 19,5/31 nel Norway Chess, dove ha potuto anche permettersi il lusso di perdere un paio di partite e troncare soltanto dopo 125 gare il suo primato d’imbattibilità per man dell’emergente Duda, senza mai dar l’impressione di perdere la testa della classifica: e infatti ha vinto il torneo a mani basse.

    Caruana (n° 2, 2823). A veder l’inizio del suo 2020, sembrava destinato a dare più filo da torcere a Carlsen e aggiudicarsi il torneo dei Candidati in carrozza come già era successo col Tata Steel, in vista d’un secondo match per il titolo mondiale. Invece per l’ex italiano è stato complessivamente un anno in calando, perché a quel 1° posto nettissimo nel torneo delle acciaierie (10/13, con +2 su Carlsen: you said nothing, hai detto gnente!) è seguito un girone d’andata dei Candidati piuttosto anonimo (3°/6° con la metà dei punti disponibili) per non parlare del 4° posto su 6 nel Norway con 15,5/32.

    Maxime Vachier-Lagrave (n° 5, 2784). Non c’era l’anno scorso al Tata Steel, ma dopo aver rischiato di passare alla storia per l’esclusione più ingiusta e sfortunata dal torneo dei Candidati (record che poi è toccato in modo rocambolesco a Radjabov), ha subito colto l’occasione di riscattarsi terminando in testa a pari merito con Nepo (4,5/7) l’andata della competizione più equilibrata dell’anno. Un altro bel risultatino, benché meno prestigioso, è stato il 5° posto nel Masters di Gibilterra (7,5/10). Non ha preso parte al Norway Chess, dove avrebbe potuto dir la sua almeno per il podio.

    Anish Giri (n° 11, 2764). Il mago del pareggio è stato fedele alla sua fama nelle rare occasioni in cui l’abbiamo visto impegnato con gli scacchi classici nell’anno di disgrazia 2020: 6-9° al Tata Steel con 6,5/13 (e ben undici spartizioni del punto) e ancora bloccato nel gruppone centrale dopo la prima parte dei Candidati 3°-6° con 3,5/7 e 5 patte che, nel suo caso, rappresentano il minimo sindacale.

    Alireza Firouzja (n° 18, 2749). L’iraniano aveva affittato un razzo nei primi turni del Tata Steel 2020, partendo con un impressionante 5/7 (e poi 5,5/8), prima di rientrare mestamente nei ranghi e a centro classifica con un filotto di 3 sconfitte consecutive e un 6°-9° posto finale con metà dei punti a disposizione (6,5/13): è stato Carlsen, manco a dirlo, a ridimensionare ancora una volta il giovanissimo talento persiano infliggendogli la prima delle tre batoste in serie. Il pronto riscatto all’insegna del rischio s’è concretizzato a Praga, dopo un torneo equilibratissimo e tirato che lo ha visto prima agguantare la vetta all’ultimo turno (1°-5° con 5/9) e poi strapazzare l’indiano Vidit allo spareggio veloce. Molti mesi più tardi Firou ha anche sfiorato il successo nell’Altibox (2° con 18,5/32), dove solo il campione del mondo è riuscito a batterlo nelle partite classiche.

    Jan-Krzysztof Duda (n° 19, 2743). Uno dei geni più in vista nell’anno appena trascorso, ma con un andamento un po’ altalenante nel giuoco a tempo lungo: presente durante l’ultima edizione del Tata Steel con una prestazione alla Giri (6°-9° con 6,5/13 e 11 patte), ha fatto meglio nel Festival di Praga (1°-5°, 5/9, 3° per spareggio tecnico), ma peggio a casa di Carlsen, pur riuscendo a sconfiggerlo (solo 5° su 6 con 9,5/31,5). Da rivedere e volentieri.

    Pentala Harikrishna (n° 22, 2732), in sostituzione di Mamedyarov (n° 8, 2770). Anodino al Festival di Praga (6°-7° con 4,5/9), più convincente nel festival di Biel, dove è giunto 2° dietro a Wojtaszek con 36,5/56 – fate finta di non aver visto il punteggio – e ha furoreggiato nelle partite a tempo lungo con 5,5/7. È stato tuttavia assente dai principali tornei dell’anno: difatti è da anni nell’élite mondiale, ma non nel gruppo dei primissimi: vediamo se per lui è il momento di entrarci.

  2. kraus
    4 gennaio 2021 - 18:52

    Permettete che ve li presenti (seconda parte)

    Radosław Wojtaszek (n° 36, 2705), in sostituzione di Nepo (n° 4, 2789), videlicet l’incerto per il certo. Eppure, ogni tanto, il polacco torna alla ribalta: nel 2015, per la cronaca, aveva fatto lo sgambetto a Caruana proprio nel Tata Steel. Com’è andato però il suo 2020? In estate si è imposto in uno dei rari tornei in presenza di quel periodo (1° a Biel con 37/56 e, nell’ambito delle gare classiche, con 4/7), ma chi l’ha visto altrove? Vale per lui grosso modo lo stesso discorso fatto per Harikrishna.

    Daniil Dubov (n° 37, 2702). Un altro campioncino davanti alla prova della verità: si è già fatto notare un anno fa a Wijk aan Zee con una piacevole combattività e un lusinghiero 4°-5° posto (7/13), per poi tuffarsi a bomba nella messe di tornei rapidi della primavera. Nella recente Superfinale del campionato russo ha spuntato un buon 3-4° con 6,5/11, a un punto dal vincitore Nepo. La grande madre Russia torna alla carica?

    Andrej Esipenko (n° 49, 2686). Nel Gibraltar Masters è stato tra i migliori (3° per spareggio tecnico nel gruppo dei sette che hanno ottenuto più punti), come pure nel torneo Challengers di Praga, dove ha confermato la terza piazza con 5,5/9 ma, dopo aver conquistato per il rotto della cuffia il diritto a partecipare alla Superfinale russa, giungendo 5° nelle combattute eliminatorie di ottobre, una volta arrivato al dunque ha chiuso in calando con un deludente 9°-10° posto (5/11). Ora come ora è un’incognita.

    David Antón Guijarro (n° 61, 2675). Un altro talento che potrebbe far breccia nel gotha scacchistico senza forzare: 1° in solitaria con 8,5/13 nell’ultimo torneo Challengers del Tata Steel, ha proseguito in modo convincente la stagione con il 4° posto (per spareggio tecnico) nel festival di Praga con 5/9; in quell’occasione ha pure sfiorato un nuovo trionfo all’ultimo turno, ma non aveva fatto i conti con l’oste Firouzja. Meno scintillante la sua prestazione a Biel (6° con 22/56 e un parziale magro di 2,5/7 sulle partite lunghe), esaltante invece quella del campionato spagnolo (1° con 7,5/9). Lo attendiamo fiduciosi.

    Jorden van Foreest (n° 67, 2671). Un bel punto di domanda: rivelazione del Tata Steel precedente (4°-5° con 7/13), a febbraio ha fatto suo il Challengers del Festival praghese (1° con 6/9), ma all’entusiasmante inizio non han fatto seguito altre partecipazioni agli sporadici tornei a cadenza classica dei 10 mesi successivi ed è forse per questo che Jorden è solo il terzultimo dei contendenti per punteggio ELO. Dopo le eccellenti premesse manca insomma quel punto esclamativo che potrebbe comunque arrivare tra un paio di settimane.

    Nils Grandelius (n° 80, 2663), in sostituzione di Abdusattorov (n° 152, 2627). Incomincian le dolenti note, perché lo svedese è la probabile vittima sacrificale assieme a Tari. Difatti, stando ai pochi e non entusiasmanti risultati registrati l’anno scorso, non dovrebbe fare sfracelli nel torneo olandese: si è congedato dall’anno testé passato con un 8°-9° posto nel Challengers del Tata Steel (con 6,5/13) e un desolante decimo e ultimo posto a Praga (3/9). Più forte dello scacchista cui è subentrato, ma meno giovane e, di conseguenza, più prevedibile in termini di prestazioni.

    Aryan Tari (n° 183, 2618). Ohi ohi: una disfatta annunciata? Vediamola come un’occasione (non facile) di rivincita per il n° 2 norvegese, che nel 2020 ha messo all’attivo un buon 6° posto (con 7/9) nell’Open del Portogallo a fine gennaio, per poi concludere prevedibilmente ultimo (3,5/31,5) nell’Altibox Norway Chess, una vera tana di lupi anche per un giocatore fortissimo.

  3. kraus
    6 gennaio 2021 - 21:40

    Il sito ufficiale dell’evento dedica un articolino ai 4 debuttanti del torneo: Andrej Esipenko, David Antón Guijarro, Nils Grandelius and Aryan Tari, specificando che in precedenza tutti e 4 hanno preso parte al Challengers.

    Dai brevi cenni su questi ragazzi apprendiamo che, in particolare, Esipenko si è laureato campione europeo e del mondo Under 16 nel 2017, diventando GM nel 2018 e firmando un 2° posto nel Tata Steel B del 2019, che nello stesso torneo, nell’anno precedente, Tari si è piazzato solo 10° (su 14) e che Grandelius è il n° 1 svedese.

  4. StefanoBellincampi
    8 gennaio 2021 - 13:59

    Caruana e MVL sono già arrivati a Wijk aan Zee.

  5. Darkstorm
    8 gennaio 2021 - 17:24

    Avrei visto bene anche Rapport e Radjabov tra i partecipanti.

  6. kraus
    16 gennaio 2021 - 21:44

    “Gli scacchi possono essere una tragedia per una mossa”. Non ricordo chi abbia pronunciato questa frase, ma sulla sua veridicità non v’è dubbio: ne abbiamo avuto un fedel saggio nel 1° turno del torneo in oggetto, uno de’ pochissimi a tavolino che quest’anno ci sarà concesso vedere se, come ho sentito da Pepe Cuenca & soci, il prossimo si giocherà ad agosto. Per la cronaca sarà il Sinquefield, per giunta senza il campione del mondo.

    Com’era logico, i “puntori erano riflettati” sulla Carlsen-Firouzja, valaddire 5611 punti Elo complessivi di furia, poesia e violenza concentrati in una partita sola, opponendo la lupigna del norvegese alla fresca e aggressiva ingenuità del persiano. L’incontro era impari non tanto per il livello di gioco, quanto per l’ormai conclamata carlsenite che Firouzja patisce per lo meno dal 30 dicembre 2019, ossia da quell’incontro perso per l’ipotesi d’un matto impossibile in un finale d’Alfieri di colore contrario.

    Oggi però sembrava che la giovane promessa avesse finalmente e brillantemente superato la malattia: è stato perfetto per 34 mosse ed era in vantaggio contro un avversario fin lì parso più spericolato che pericoloso; per una buona volta, poi, quella disgraziata barretta che salta su e giù come un’ossessa accanto alla scacchiera gli stava dando ragione, anche se – fatto curioso – il vantaggio accordato a Firouzja oscillava fra i +0,90 e i +2,30 punti, benché la mossa scelta dall’iraniano fosse regolarmente la migliore secondo i motori.

    Restava il problema del tempo, pericolosamente vicino alla scadenza (ma la quarantesima mossa non era lontana) e soprattutto la difficoltà di resistere all’ultimo assalto di Carlsen che ormai, costi quel che costi, sacrificava questo e quello in faccia al Re avversario. Solido e perfetto per 34 mosse, come s’è visto, Firouzja ha cappellato paurosamente alla 35a, buttando all’aria la posizione, la partita e fors’anche il morale. Davanti a quel rivolgimento c’era da restare increduli, scuotendo la testa e pensando alla “tragedia per una mossa” andata in scena oggi a Wijk aan Zee e chissà quante altre volte.

    Così, dopo aver ingoiato quest’altro gran brutto rospo in salsa norvegese, domani il persiano dovrà nuovamente acconciare i pezzi neri davanti a Maxime Vachier-Lagrave, non proprio uno scaldasedie, e possibilmente evitare di concedere il bis. Dopo, anche per via dei tanti forfait che hanno privato il Tata Steel di Mamedyarov, Nepo e Dubov, il calendario sarà più clemente.

  7. kraus
    17 gennaio 2021 - 23:18

    Gli esordienti e l’esorciccio

    A Wijk aan Zee doveva arrivare Dubov, capace di strizzare per benino Carlsen poche settimane fa, almeno nel giuoco rapido, e invece ti arriva il nobile di turno, tale Don Chenko (così lo hanno ribattezzato Pepe Cuenca e Divis). Impossibile nascondere la delusione.

    Anche se il suo cognome sa tanto d’ucraino, il tedesco è stato bravo nel recente Tegernsee, ma era impossibilitato per ragioni di tempo a preparare bene un torneone come il Tata Steel e la realtà s’è rivelata anche più dura del previsto per lui: si pensi all’effetto che potrebbe fare sul suo morale una ripassata come quella che gli ha dato oggi Caruana, devastante prima coi pedoni e poi coi pezzi.

    Gli esordienti sono un po’ la croce e la delizia del torneo: un po’ perché, come il tapino Donchenko, spesso fungono più che altro da velluto per la passerella dei campioni, e un po’ perché tra loro può saltar fuori la sorpresa dell’evento. Tale è finora il caso il caso di Grandelius, fresco di due vittorie belle nette nei primi due turni (la seconda contro l’over-2700 Duda) e primo da solo davanti a Carlsen, Caruana e Giri. Facile giuocar con le parole per dire che è in formato Gran Deluxe, ma la tentazione è troppo forte.

    Poi c’è il bellissimo caso di David Antón, agguerrito e concentratissimo spagnolo, assurto negli ultimi anni ai massimi livelli della scena scacchistica e tutt’altro che disposto a fare atto di presenza in Olanda. C’è Carlsen da affrontare? Ghe pensa lü: sfida il norvegese sullo scivoloso terreno della Siciliana, se la gioca alla pari e regge a meraviglia la cremita avversaria e il ruvido finale che aveva tenuto sulle spine per ore i suoi tifosi di Chess24 addetti alla cronaca, esorcizzando da campione quel demonio del norvegese, dopo sei ore di schermaglia e 69 mosse in tutto. Domani potremmo vederne delle belle assistendo al suo incontro con un altro diavoletto mica da ridere come Firouzja, alla pazza ricerca di punti dopo un inizio zoppicante.

    Anche Esipenko ha cominciato il suo torneo raggranellando gli stessi punti fin qui conseguiti da Antón (1 su 2), ma con avversari di minor forza, e avrebbe potuto riuscirci anche Tari, ultimo esordiente e grande sfavorito della competizione, se non avesse perso l’opportunità della giornata con Wojtaszek: questi si trovava sotto di parecchio nel punteggio intorno alla 30a mossa, ma poi la zeitnot, puntualmente decisiva, ha rimesso le cose a posto. Ah, domani per Tari c’è Carlsen. Auguri…

  8. kraus
    18 gennaio 2021 - 23:10

    Questione di stile

    Lo stile è l’uomo, ma non sempre è lo scacchista: ho visto due partite di Caruana tra ieri e oggi e ho pensato che avessero sbagliato il cognome. Sarà mica Rapport, questo qui? Evvai! Sono riusciti a invitare in extremis anche lui, dopo il mancato arrivo di Dubov? Magari. Un’illusione.

    E invece era proprio Caruana, che da karpoviano qual era s’è trasformato d’un tratto in un missile atomico sulla scacchiera; gli spagnoli, oggi prima preoccupati e poi abbacchiatelli per le male sorti del loro beniamino, hanno spiegato con dovizia di particolari durante la cronaca che lo statunitense giuoca a meraviglia quando ha tempo: ecco perché delude nelle partite rapide e ottiene risultati maiuscoli in quelle classiche; e avevano talmente ragione che solo la zeitnot ha potuto sottrarre a Caruana una vittoria che avrebbe fatto la storia del torneo, ma 22.Ad4, questa conosciuta, la farà lo stesso.

    Firouzja gioca per vincere, di solito attaccando alla baionetta; ma non sempre gli va giusta. Tant’è vero che per poco non infilava un inglorioso 0/2, in questi primi giorni di schermaglie olandesi. Siccome però non voleva restare attardato in classifica e oggi aveva il Bianco, contro Antón doveva puntare al massimo risultato. E l’ha fatto, ma giocando (udite udite) alla Carlsen, con una pressione sempre più stringente, alla boa constrictor, o se preferite una cremita iraní, come la definirebbe Cuenca: el Niño, già stufo marcio dopo aver fatto gli straordinari ieri contro il massaggiatore norvegese, oggi che s’è ritrovato alle prese con la stessa tortura non ha più resistito, cedendo di schianto alle soglie del controllo del tempo. Anche qui, galeotta fu la zeitnot, con tanti saluti agli sportivissimi commentatori iberici (e Reydama non è stato da meno) che non han potuto far altro che congratularsi con bigotillo per la sua perseveranza e forza strategica.

    Uno dei pochi a non cambiar pelle oggi è stato invece Carlsen, convinto di far valere quasi 240 punti di ELO in più nel derby anche senza le Donne e con un finale cominciato già in apertura. Ahilui, stavolta non ha funzionato: Tari sembrava la vittima sacrificale perfetta e invece ha retto ammirevolmente l’urto anzi il massaggio, lasciando cozzare contro un muro l’avversario che con tanta facilità l’aveva annichilito nel torneo di famiglia di pochi mesi fa. E io che per primo lo davo per spacciato…

  9. kraus
    19 gennaio 2021 - 23:51

    The more we are, the better we stay

    Vi ricordate quella barzelletta che fa “Pronto, chi parla?” “Boh, che ne so, famo un po’ per uno”? Più o meno questo sta succedendo a Wijk aan Zee da qualche giorno (quattro, per l’esattezza): prego commendatore, vuole stare un po’ al comando Lei? Mah, ‘nnamoce pure tutti ‘nzieme, tanto più semo e mejo stamo, no?

    Così, dopo un inizio quasi normale, si sono accordati in cinque e, stringendosi un pochino, sono riusciti a entrar tutti al primo posto. Tra l’altro c’era ancora spazio: per poco Firouzja non s’è aggiunto al gruppo, mentre Wojtaszek stava per fare altrettanto prima di accontentarsi della fila centrale (si sussurra tra i corridoi che, tra ieri e oggi, persino Donchenko avesse fatto un pensierino alla vetta, ma gli è mancato qualche mezzo punto in più).

    Andiamo con ordine, però: il campione del mondo è parso meno convinto del solito. La vitamina F del primo turno l’aveva subito lanciato verso i consueti traguardi, ma la determinazione che da sempre è la sua cifra si è andata sfaldando di turno in turno. Forse la sua è la strategia del passo felpato: dopo il riposo Carlsen avrà Donchenko col Bianco (traduzione in codice: turno favorevole per lui), anche se non appare tanto superiore ai concorrenti com’era parso fin da subito nel torneo classico precedente.

    Dal canto suo, la vitamina F di cui sopra sarà indecisa stasera tra mangiarsi le mani per l’occasione persa o accendere piuttosto un ceretto per esser stato graziato almeno un paio di volte da Tari, agevolmente sepolto al Norway Chess sotto una coltre di attacchi e combinazioni, ma sorprendentemente vispo, audace e rognoso in quest’avvio di torneo.

    Dopo la parentesi carlseniana del terzo turno, Firouzja ha comunque ritrovato se stesso nel quarto e ha di nuovo investito il norvegese n° 2 con un assalto all’arma bianca a suon di sacrifici (uno ne mancava, quello vincente, di Donna, con vantaggio decisivo e definitivo… Nun me fate continuà, sennò ce rosico come ‘n caimano, ndr). Non ha però troppo di che disperarsi: con questo piglio e questo spirito, se mantiene un ELO all’onor del mondo gli inviti fioccheranno a iosa per lui e nessun organizzatore di tornei vorrà mai rinunciare a un tipo così combattivo, capace di sacrificare la qualità già alla 12a mossa in una variante da pazzi.

    A proposito di rosicate, anche Caruana ha da dire la sua: contro Harikrishna Fabiano ha accarezzato per il secondo giorno consecutivo il sogno di elevarsi in cima alla graduatoria, al di sopra del mischione inamovibile che oggi ha fatto il passo più corto della gamba. E invece, tac… la vittoria gli è scappata nel finale anche stavolta.

    Ah, tra i possibili fuggitivi andava contato anche Giri, che per non amareggiarsi con eventuali rimpianti ha scelto bene di giocare una partita di contenimento fino al più congeniale dei risultati (quale? Bravo chi lo indovina). Né potevamo scordarci infine di Vachier-Lagrave, uno dei tanti (da oggi possiamo anche definirli troppi) pareggiatori seriali del torneo: nonostante l’inizio sottovoce, Maxime avrebbe potuto andare in testa a sua volta se fosse riuscito a fare lo sgambetto al maratoneta Antón, ma gli va dato atto di averci provato con ogni mezzo, cercando di sfinire lo spagnolo e tenendolo impegnato con due, tre ore e rotti alle prese con un finale strapatto, giocato forse nella speranza che il dirimpettaio si addormentasse à la Carlsen fra un balletto di Torri e l’altro.

  10. kraus
    21 gennaio 2021 - 23:13

    I penultimi saranno i primi

    “Incomincian le dolenti note, perché lo svedese è la probabile vittima sacrificale assieme a Tari”. Parole e musica del sottoscritto a proposito di NIls Grandelius prima del torneo, manco fosse stato uno che passava di lì per caso in quel momento ed era stato invitato al torneo per rimediare al mancato arrivo di Abdusattorov e per non giocare il Tata Steel in 13 (numero che, com’è noto, all’estero porta jella).

    Benché fosse penultimo per punteggio ELO tra i partecipanti, Grandelius si sta facendo rispettare anzi ammirare: in un torneo dove quasi 4 partite su 5 finiscono patte, uno che finora ne ha pareggiata solo una è già una benedizione, indipendentemente da quante ne vinca; considerando che è addirittura in fuga solitaria, mentre il motore di Carlsen è ingolfato dai pareggi e nessun’altra testa di serie riesce a emergere, uno come Nils è il salvatore dell’evento, ora come ora. Quella di domani contro Caruana sarà la prova del sei, ma comincia ad avere il gusto di un incontro determinante per stabilire chi vincerà il torneo.

    A dire il vero, Grandelius non è stato l’unico a sorprendere fra i cenerentoli: Tari ha sfiorato il punto per due volte di fila negli incontri più tesi ed emozionanti delle ultime giornate, con tanti baci al Norway Chess; quanto a Donchenko, sarà pure ultimo, ma vende la pelle cara come se fosse oro e per sconfiggerlo, a parte l’attuale capoclassifica, c’è voluto un Caruana formato Morphy: dopo non c’è stato più verso di batterlo.

    A proposito di Donchenko. L’incontro meno equilibrato del torneo, col campione del mondo alla guida dei pezzi bianchi, sembrava poco meno d’una formalità, quasi un gioco crudele: invece è stata una delle tre partite d’un qualche interesse disputate oggi: ci si attendeva il monologo di Carlsen, poi quanto meno un massaggio prolungato e il comprensibile crollo del tedesco. Nossignore: la barretta si rifiutava di muoversi, sancendo una patta che non veniva scalfita neppure dai tentativi più ingegnosi del norvegese di complicare il finale. Nonostante Carlsen abbia fatto buon uso del giorno di riposo, vista la lena con cui oggi ha tentato di imporsi, l’equilibrio che sta ingessando il torneo è una costante che non risparmia né lui né l’ultimo arrivato.

    Menzione speciale per Antón, passato ormai da semplice maratoneta a stakanovista delle 64 case: 60 mosse per lui anche oggi, e con quale sofferenza. Per lunghi tratti è parso finalmente destinato a infliggere una lezione a Tari, ma poi ha commesso una svista, quindi un’altra ancora più grave, rischiando di finire all’ultimo posto. Pepe Cuenca y el Divis erano quasi in lutto, prima di esclamare con gioia che almeno la patta era salva, dato che il norvegese nel frattempo aveva ricambiato la cortesia cappellando amabilmente. Niente di clamoroso, però: con tutta la faticaccia che ha dovuto durare in questi giorni, lo spagnolo è solo 10°. Non gli si può augurare di meglio che vincere domani con una miniatura.

  11. kraus
    23 gennaio 2021 - 10:46

    Testate contro il duro

    “Informazione gratuita: l’avversario da lei attaccato è inespugnabile. Si prega di riprovare più tardi”. Questo, in parole telefoniche, il messaggio che ieri (e non solo) Carlsen e Caruana hanno dovuto sorbirsi durante le partite che avrebbero potuto guadagnar loro il sorpasso o almeno l’aggancio in testa alla classifica. Duda e Grandelius non erano dell’idea di scansarsi e, una volta ancora, i numeri 1 e 2 han trovato roccia sul loro commino: il polacco era addirittura in vena di scherzi, perché ha sacrificato un Alfiere a ciel sereno. Il campione del mondo non ci è cascato, ma s’è dovuto accontentare per l’ennesima volta di spartire il punto.

    Caruana ha spazientito i cronisti italiani che già pregustavano la cenetta e invece han dovuto assistere al finale più patto del mondo, domandandosi cosa mai avesse visto l’ex sfidante per insistere e tirare così in lungo una posizione ormai arida e secca come un chiodo. Grandelius non si scomponeva punto e manteneva la prima posizione, cui dev’essersi evidentemente affezionato.

    Qualche metro più in là, alla scacchiera numero 7, la fortuna aveva intanto arriso all’audace persiano: le barrette oscillavano impazzite, quasi scandalizzate dalla messe di cappelle che Firouzja e Donchenko avevano scodellato in forte zeitnot, ma alla fine la firma del campione (38 … Db8) s’è vista anche in quel putiferio democratico (un po’ sbaglio io, un po’ sbagli tu) che qualche pignolo potrebbe ostinarsi a chiamare “finale”.

    Le analisi post-partita confermano quanto questo incontro assomigli nello spirito alla Tari-Firouzja dell’altro giorno, ma non è un caso se il GM Huschenbeth ha intitolato “Magnus, è così che si fa!” il suo video di commento sulla Donchenko-Firouzja. Ci potrebbe stare un altro motto: rischiare e sbagliare per vincere. Qualche minuto prima, di questo slogan avevamo anche visto l’applicazione pratica (cfr. 26 … Dg3 e 32 … b2 per maggiori informazioni). In particolare, 26 … Dg3 è un po’ il manifesto di Firouzja in una mossa: mettete pure tutti i punti interrogativi che volete, ma senza quella minaccia di matto impertinente e un po’ grossolana, probabilmente Donchenko avrebbe vinto o sarebbe comunque uscito indenne dalla contesa.

    Più lineare, pur con esito altrettanto felice, l’affermazione di Van Foreest su Antón, ora tristemente penultimo. Lo spagnolo non s’è difeso bene nella Spagnola, alla faccia di chi gli vuol bene, e dopo essere passato in svantaggio non ha più recuperato. Risultato: altri due baldi giovinotti si sono uniti al gruppone che tallona Nils Grandelius. Se Esipenko e Wojtaszek fossero tentati di imitarli e di uscire finalmente dal club dei pattaioli, la lotta per il titolo e per il podio potrebbe farsi ancora più appassionante; in caso contrario, un bel “premio Giri” è già pronto per loro.

  12. kraus
    23 gennaio 2021 - 21:52

    Biancanevi

    Un consiglio per Vachier-Lagrave: forse è il caso che chiami un dietologo. Saranno di certo d’accordo le sue povere Donne, costrette a mangiar pedoni avvelenati nella Najdorf con frequenza degna di miglior causa per pentirsene dolorosamente subito dopo: anche oggi, difatti, la cattura proibita in b2 è costata al francese un incubo di partita a stretto giro di mossa e un’altra dura sconfitta, stavolta contro un Caruana in istato di grazia e più che mai deciso a confermare il suo titolo.

    L’incontro sta furoreggiando nei video dei più affermati youtuber scaccofili, anche per le ragguardevoli idee in apertura e il prezioso sacrificio di Donna nascosto in una delle varianti schiuse dagli errori di Vachier-Lagrave (dopo 14 e6 sarebbe potuto seguire …Axe6 15. f5 Axf5 16. O-O Dc5+ 17. Rh1 Dxc2 18. De3+ Ae6 19. Ag4 De4 20. Da7 Txa7 21. Tb8+ Rd7 22. Txf7+ e matto alla successiva, come han segnalato Don Pepe e Divis).

    Su MVL vale forse un discorso a parte: il mister sta preparando il ritorno dei Candidati (lasciato in sospeso mentre era in testa con Nepo) e non è escluso che, per sviare gli avversari e le loro indagini, stia mascherando il suo gioco fregandosene allegramente del Tata Steel e puntando direttamente all’élite, anche a costo di passare per brocco a Wijk aan Zee. Tuttavia, se ciò fosse vero anche Caruana avrebbe ottimi motivi per massacrare la Najdorf e simulare avvelenamenti in serie, e invece se la sta giocando per vincere l’evento olandese anche quest’anno. (Anche Nepo avrebbe dovuto essere della partita qui, ma ha annullato l’impegno facendosi rimpiazzare da Wojtaszek e ora si starà allenando, lontano da occhi indiscreti, per riprendere al meglio il torneo più rinviato del mondo.)

    Nonostante il trionfo odierno dello statunitense, non potrà passare inosservata la sfiancante Firouzja-Duda, che potremmo suddividere per comodità in due tronconi: 1) la parte fino alla 29a mossa, con un sostanziale pareggio dopo un mediogioco piuttosto complicato e uno scambio di qualità (giusto per non tradire le attese); 2) il resto della contesa avviato dal coraggioso sacrificio del polacco in a3, in apparenza vincente, e concluso dopo una schermaglia avvincente con il quasi-scacco matto della Torre firouzjana nell’ultima colonna. Dopo quasi sei ore e una faticaccia immane per entrambi, Duda sventolava bandiera bianca e Firouzja poteva assaporare la gioia del comando.
    Una dimostrazione di forza e convinzione come questa fa apparire già lontani i tempi in cui i twittaroli sfottevano il persiano per aver cannato il finale di pedoni contro Carlsen al Norway Chess.

    A parte le imprese di Caruana e Firouzja, il torneo s’è svegliato: oggi solo due patte e tanto spettacolo, anche quando e dove non te lo saresti aspettato: Anish Giri, noto per aver fatto strage di mezzi punti in un torneo dei Candidati, ha nientepopodimenoche interrotto la cavalcata solitaria di Grandelius, che sembrava anche oggi destinato a mantenere la testa del torneo. L’incanto è saltato alle soglie del controllo del tempo, quando Giri s’è impadronito di una qualità e ha costretto lo svedese (incartatosi seduta stante) all’abbandono prima della 40a, scalzandolo dalla vetta e raggiungendo l’ottima compagnia in prima posizione.
    La festa olandese non è finita con Giri: anche Van Foreest, altro campioncino di casa, con un mediogioco devastante ha dato la paga a Tari (oggi meno coriaceo del solito, dopo una sfilza di ottimi pareggi) e messo anche lui il cappello sul posto più ambito.

    A proposito di norvegesi: e Carlsen? Niente da fare pure oggi: il campione del mondo ha cozzato contro il muro eretto da Harikrishna, mai in difficoltà in questo frangente e imbattuto in questo Tata Steel. Il centro massaggi è insomma rimasto chiuso. Niente premio Giri, infine, per Wojtaszek ed Esipenko: anziché firmare una patta che pareva annunciata fin dalla prima possa, il russo è passato a condurre l’incontro abbastanza presto e ha sfruttato il finale vantaggioso. Ocio, però: domani dovrà incrociar le lame proprio con Carlsen.

  13. kraus
    24 gennaio 2021 - 22:07

    Antidoto cercasi

    Ormai la moda del Tata Steel 2021 è palese: pedoni avvelenati dappertutto, a colazione, a cena ma soprattutto a merenda, durante l’orario delle partite. E tutti se li magnano, non c’è verso; cambiano i giocatori ma non i sintomi.

    Come se non fosse bastato il reiterato esempio gentilmente offerto da Vachier-Lagrave nei giorni scorsi, oggi anche Carlsen non ha saputo resistere alla tentazione di divorare un pedone in libertà (stavolta era in g5 e non in b2, ma il succo non cambia) e di lì a poco s’è trovato alle porte di una delle sconfitte più avvilenti della sua carriera.

    In futuro il campione del mondo potrà rammentare come Totò: “Mi viene in mente un Esipenko che mi è capitato.” Anche se, a differenza dell’originale, che rideva per le botte prese solo perché eran riservate a un altro, Carlsen ne avrebbe fatto volentieri a meno.
    Per di più, dopo l’assunzione di vitamina F nel primo turno, il norvegese n° 1 non ha più gioito per la vittoria; chi s’aspettava la sua accelerazione da un giorno all’altro, o almeno nella seconda parte del torneo (che cominciava oggi, ndr), è rimasto comprensibilmente sbigottito. Qualche commentatore, fatti alcuni calcoli, si è pure domandato: sì, ma all’ELO chi ci pensa? Senza pensare alla batosta odierna, le numerose patte dei turni scorsi hanno difatti abbassato di parecchio il punteggio del primo al mondo.

    Pianti a vario titolo: dopo ore di tensione furiosa alla scacchiera, Wijk aan Zee è anche questo. Nei commenti del dopo-partita ho letto che ieri, al momento di abbandonare, Duda era scoppiato in lacrime (o era sul punto di scoppiarvi, comunque). Non l’ho visto, ma ci credo: la delusione, o anche solo la fatica tremenda durata ieri dal polacco poteva logicamente sfogarsi in un pianto liberatorio, per quanto amaro. Oggi c’è stato il bis, ma le lacrime stavolta erano di gioia: quelle di Esipenko, che quasi non credeva a quel che era appena successo quando il campione del mondo ha abbandonato in posizione peggio che disperata.

    Tornando invece al lato allegro della competizione, c’è da segnalare che MVL stava provando di nuovo a perdere in fretta. Va bene sospettare che in queste partite stia giocando a nasconnarella, come dicono ad Aosta, ma un’altra sconfitta in tenera apertura, sia pure contro l’eccellente Van Foreest, avrebbe squalificato l’immagine del francese candidato. Perciò, quando il Nero oggi ha preso decisamente l’iniziativa e un cospicuo vantaggio, Pepe Cuenca si è quasi scandalizzato: non è possibile che Vachier-Lagrave giochi così, è come se stesse snobbando l’evento. Però, stavolta, niente pedoni avvelenati: forse per questo l’incontro è tornato in parità dopo qualche mossa in cui s’era temuto un altro rovescio sonante per il transalpino.

    Mentre Giri e Caruana si concedevano un giorno di riposo (si fa per dire, ma tutto sommato la loro partita è stata molto lineare), Firouzja non si dava tregua e ha giocato anche oggi per la vittoria. Col Nero, per giunta: classifica alla mano, toccava a Harikrishna inventarsi qualcosa per tentare il sorpasso ai danni del persiano; invece, dopo un inizio equilibrato l’indiano, a corto di tempo, ha commesso una svista (37. Cf4) che l’ha condannato a un finale nettamente inferiore. Lì per lì sembrava che Firouzja stesse per cogliere un successo immediato, ma qualche imprecisione e la tenacia dell’avversario hanno stiracchiato anzi allungato il complesso finale, vinto comunque con naturalezza dal talento iraniano e concluso anche oggi sull’orlo dello scacco matto. Adda venì baffetto!

  14. kraus
    25 gennaio 2021 - 17:18

    Un appello che spero molti condividano: rimettete in circolazione anche Rapport, che negli ultimi tempi ha ripreso decisamente quota.

    Già c’è da rimpiangere abbastanza il fatto che Dubov non abbia potuto partecipare al Tata Steel; col rallentamento generale di questo periodo (e la conseguente penuria di tornei classici), è un delitto scacchistico privare questi grandi talenti delle già scarse occasioni disponibili per mostrare fin dove potranno arrivare.

    Magari poi si fermeranno ben prima del livello di un Candidati (non sappiamo ancora se quanti di loro sappiano reggere la tensione di un torneo del genere e men che mai se siano in grado di gestire psicologicamente un match), ma perché negarci il piacere della verifica?

    NB: ma a pensarci bene, non è nemmeno per amor di verifica delle reali potenzialità & forze dei vari Dubov, Esipenko Firouzja, Rapport e affini* che vorrei vederli più spesso impegnati in tornei ad alto livello e a cadenza lenta. Mi spingerei e azzarderei ad affermare che, almeno dal mio punto di vista, è per amor di spettacolo. Una delle belle cose degli scacchi, oltre alle combinazioni e agli attacchi con e senza sacrifici, è anche vedere gente che offre all’avversario pedoni debitamente avvelenati, che non si tira indietro davanti alla possibilità di complicare la posizione e vuol vedere come va a finire (mentre noi possiamo vedere di nascosto l’effetto che fa, ed è inutile negare che ci si provi un gusto matto, ndr). Insomma, più avventurieri e meno ragionieri.

    * Avrei inserito nella lista anche Baadur Jobava, ma pare che non possa più garantire prestazioni a livelli di vertice perché da tempo non vanta più un ELO intorno ai 2700. In ogni caso, nel suo periodo di forma era un’ottima mina vagante.

  15. kraus
    26 gennaio 2021 - 22:04

    Da pattatori a mattatori

    Nel giorno in cui Caruana si ritrasforma in una macchina da scacchi, giocando come un motore e sciorinando uno stato di forma forse superiore a quello di Firouzja, ben tre giocatori, pur impressionando meno dello statunitense, stanno decidendo o decideranno nel bene e nel male le sorti dell’evento “Tata Steel 2021”. Venite avanti, ragazzi:

    1) Andrej Esipenko. Una parte di questa storia la sapevamo già: semisconosciuto (a questi livelli, eh), parte in modo anodino con sei patte consecutive, proponendosi più che altro come erede di Giri. Poi sfrutta l’ultima occasione per introdursi di soppiatto nel salotto buono della classifica senza quasi farsi notare, vincendo al settimo turno.

    Giocoforza, però, si accorgono tutti di lui nell’ottavo, quando schianta il suo idolo nonché campione del mondo di scacchi e s’impone all’attenzione generale; il giorno di riposo casca a fagiuolo, dando tempo alla folla degli appassionati di masticare e digerire lo stupore e prendere coscienza dell’avvenimento; in rete fioccano articoli, video, foto dell’impresa. Piacere di conoscerlo.

    Non è finita: l’indomani Esipenko ha in consegna (col Nero) Firouzja, fuggitivo scatenato; lo blocca in un incontro che, apertura alla mano, sembrava gravido di scintille; sulle prime le due strategie a confronto stridono, poi si annullano anche se il tempo stringe per entrambi. La 40a mossa viene superata senza sussulti ed Esipenko resta in gara per la vittoria finale compiendo un’altra impresa: anche l’iraniano deve rallentare la corsa.

    2) Anish Giri. L’antefatto è di dominio pubblico e ve lo risparmio. Basti dire che il pattatore per eccellenza e per antonomasia figura tra i primi del tabellone anche a Wijk aan Zee, ma pochi son disposti ad accordargli la palma di favorito: Carlsen e Caruana sono i più acclamati; se proprio si vuol peccare di originalità, casomai si può indicare come terzo incomodo Vachier-Lagrave (per Firouzja è troppo presto e per Duda non c’è posto). Tuttavia il francese – come ci accorgeremo strada facendo – probabilmente ha tutt’altro per la testa.

    Giri parte comunque con una vittoria. Eh vabbè, si pensa: ha battuto Tari, che allo scorso Norway Chess è stato un ottimo allenamento per gli avversari; tant’è vero che nelle giornate successive tutto sembra tornare alla normalità: cinque patte su cinque gare, il mondo è di nuovo quello d’una volta. Anzi no: Giri scaglia in soffitta i sogni di gloria di Grandelius, stangandolo sonoramente. Il giorno dopo si concede un tuffo nei vecchi tempi pattando liscio liscio con Caruana, senza emozioni di sorta; poi assesta un altro guiderdone acconcio a Vachier-Lagrave. Tradotto in punti: primo in classifica e imbattuto.

    3) Radosław Wojtaszek. Come sarebbe a dire “che c’entra?”? È presto spiegato: da oggi fino all’ultimo turno (eccettuato l’11°) passano da lui tutti gli attuali favoriti per la vittoria: poche ore fa è toccato a Caruana, domani toccherà a Giri. Dopo una sorta di pausa con MVL, da tempo fuori dai giochi, il polacco chiuderà il torneo affrontando Carlsen e poi Firouzja. Un calendario infernale che, sia detto di sfuggita, lo inserisce a pieno titolo nella lotta per non finire ultimo.

    Insomma Wojtaszek, benché a suo modo, potrebbe decidere l’esito della competizione, dopo un inizio alla Esipenko con 6 patte iniziali in altrettanti turni. Ecco perché anche lui, in un certo senso, è passato da pattatore a mattatore.

  16. kraus
    28 gennaio 2021 - 15:18

    Giri di giostra

    Il torneo più forte al mondo volge alla conclusione: dopo il terzo giorno di riposo, gli ultimi tre turni – e Wojtaszek, probabilmente – avranno l’onore di stabilire chi sarà il vincitore del Tata Steel 2021. Finora abbiamo assistito a una bella serie di sprint con vari tentativi di uscita dal gruppo (prima Grandelius, poi Firouzja, ora Giri), ma la volata appare ben lungi dall’essersi conclusa.

    Ai vertici abbiamo quattro concorrenti in mezzo punto; cinque, se contiamo anche Van Foreest staccato di uno. Purtroppo Carlsen dovrà rassegnarsi con ogni probabilità a giocare solo per il 2° posto, se andrà bene: la patta con Caruana è stata una pietra tombale sulle velleità del norvegese e su un torneo giocato con orgoglio, ma senza il nerbo dei giorni migliori.

    In ogni caso, domani il campione del mondo avrà un bel ruolo: quello di saggiare direttamente il livello del fuggitivo, vincitore in passato del gruppo B (era il 2010), mentre a pochi passi dalla loro scacchiera duelleranno in un altro scontro diretto Firouzja e Caruana. Fra i tre litiganti, non è escluso che Esipenko si freghi le mani, perché gli toccherà la partita meno ardua tra quelle interessanti per il vertice della classifica (affronterà Tari). Metti un paio di risultati favorevoli e la sorpresa potrebbe essere servita.

    Intanto, in fondo alla classifica, si prende atto del risveglio di Biancaneve, alias Maxime Vachier-Lagrave, che per poco non le ha buscate anche da Cenerentolo (ma tra protagonisti di fiabe ci s’intende), e della malinconica delusione del bambino pròdigo David Antón. Come Anish Giri, lo spagnolo è un altro illustre vincitore del torneo B, ma ha perso anche ieri e messo un velo di tristezza addosso ai suoi amici cronisti. Magari potrà riproporsi per conquistare il torneo principale nel 2030…

  17. kraus
    29 gennaio 2021 - 20:48

    Argo ai giovani

    Firouzja, Esipenko, Van Foreest. Il primo era già sotto osservazione da un pezzo, dopo la combinazione tra un torneo blitz perso contro Carlsen in modo rocambolesco e una coppa chiacchierona vinta contro Carlsen in modo emozionante. Il secondo era visto prima del torneo come un esordiente tutt’al più meritevole di interesse, ma non certo preda di avidi riflettori. Il terzo, appena 21enne, era già conosciuto per la buona prestazione dell’anno scorso e aveva già disputato il Tata Steel anche in precedenza, facendosi conoscere nel gruppo B per poi essere promosso al torneo principale.

    In questi giorni di rare battaglie (rare perché con questa cadenza ne vedremo pochine ancora per parecchio), sin qui Firouzja ha continuato a richiamare l’attenzione, prima a causa dell’amara sconfitta del primo turno, poi per l’esaltante rimonta a metà dell’opera e per il testa a testa con er mejo degli scacchi mondiali.

    Esipenko è comparso all’orizzonte quando ha vinto la sua seconda partita, quella contro Carlsen: i cent’occhi degli osservatori, ma anche degli avversari, gli sono finiti addosso in un lampo; lo smacco subito oggi da Tari gli avrà tolto la possibilità di battersi fino in fondo per un titolo clamoroso, ma certo non lo priverà dei riguardi che i cronisti e gli appassionati gli tributeranno al prossimo evento utile.

    Van Foreest, al confronto, è stato quasi impalpabile ma non meno efficace: le tre vittorie che gli permettono di accarezzare ancora dolci speranze le ha riportate contro avversari di medio-bassa classifica (Harikrishna, Tari, Antón), ma è passato indenne al setaccio delle partite più impegnative e il suo trampolino potrebbe essere proprio l’incontro con Esipenko, domani.

  18. kraus
    30 gennaio 2021 - 22:24

    ELOgio della solidità e dell’incoscienza

    Damme ‘a quattro, anzi dammene quattro: domani, invece d’un palcoscenico tutto per Giri (che già pregustava una passerella e un ultimo turno non insormontabile con un punto di vantaggio sul gruppo inseguitore), ci vorranno ben quattro telecamere puntate su altrettanti incontri. Almeno uno sarà decisivo per l’esito di questo appassionante Tata Steel, ma potrebbero esserlo anche gli altri.

    Damme ‘a uno. Strigni. Zummolo. De ppiù. Metti a ffoco. Ci vuole la solidità d’un esperto come Giri per giocare in modo pressoché perfetto tutto il torneo fino alla 60a mossa odierna, ma ci vuole anche l’incoscienza di un giovane come Firouzja per tentare il tutto per tutto ad ogni costo, a fronte di uno svantaggio abissale, e riuscire ad acciuffare il pari; chi ha parlato di miracolo ieri per descrivere il recupero di Caruana in posizione inferiore, dovrà rispolverare il vocabolo anche per narrare quel che è accaduto oggi a Wijk aan Zee.

    Durante la loro cronaca, Pepe Cuenca y el Divis stavano già trasmettendo la musica disco e i filmati con l’olandese che esultava mentre il suo incontro con Firouzja sembrava volgere vittoriosamente al termine. Il balletto di Giri messo in onda era quello (ben noto per noi aficionados di scacchi) immediatamente successivo a una sua esaltante vittoria contro Carlsen in un torneo rapido, ma dopo qualche minuto un paio di mosse dubbie del Bianco hanno messo in guardia i due cronisti iberici.

    “Abbassa un po’ la musica, aspetta un secondo”: un’analisi alla buona, una scommessa buttata lì dal Divis (“Secondo me Giri non vede Ra4”) e le note festose che accompagnavano il confronto sono parse d’un tratto stonate.

    L’olandese era probabilmente esausto e, come da ispanico pronostico, non ha visto Ra4, preferendo a tanta mossa una più promettente spinta di pedone (g4). Tant’è bastato perché la vittoria sfumasse e per rimettere in corsa non solo Firouzja, ma anche Caruana e Van Foreest che avevano terminato la loro fatica da un pezzo, ormai convinti di potersi contendere solo più il secondo posto. In questo momento il russo Esipenko starà forse rovistando tra i primi rimpianti della sua carriera, ma udiamo in lontananza anche un mugugno ciancicato in una strana lingua, forse in norvegese.

    Allarga. Famme ‘na dissorvenza in nero. A prescindere da come andrà il turno di domani, l’andamento della competizione olandese influenzerà il futuro prossimo (e non solo) degli scacchi: cosa dovrebbe dire per esempio il signor Carlsen, che oltre a rammaricarsi per il malinconico sesto posto attuale rischia di abdicare al primo della classifica FIDE poiché, di patta in patta, ha perso 19 punti ELO? E Vachier-Lagrave, che se n’è visti volar via 23 e, con il ritorno dei Candidati probabilmente alle porte, potrebbe trascinarsi alle spalle l’ombra inquietante d’un torneo giocato al di sotto delle più néree aspettative?

    E se poi uno pensa al Giri di questi giorni e si ricorda che l’olandese a Ekaterinburg dovrà recuperare solo un punto a Nepo e MVL? Beh, in tal caso è d’uopo considerare l’ex pattatore per eccellenza uno dei principali favoriti, se non il favorito dei Candidati, senza dimenticarsi di un certo Caruana che è sempre lì in agguato. Reclàmme.

  19. wolf
    31 gennaio 2021 - 12:01

    Se Giri non vince si sanno già i vincitori di tutte i possibili primi posti ex-aequo?

    Giri, Caruana, Van Foreest, Firouzja 8,5 vince?
    Giri, Caruana ?
    Giri, Van Foreest ?
    Giri, Firouzja ?
    Giri, Caruana, Van Foreest ?
    Giri, Caruana, Firouzja ?
    Giri, Van Foreest, Firouzja ?
    o magari finisce che Giri perde…

  20. kraus
    31 gennaio 2021 - 12:23

    Aggiuntina importante: il punteggio Sonneborn-Berger di un giocatore si calcola sommando i punteggi dei giocatori che ha battuto più la metà dei punteggi dei giocatori con cui ha pareggiato (cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Punteggio_Neustadtl).

    Cominciamo dunque a calcolare i punteggi corrispondenti secondo le varie ipotesi.

    Se Giri pattasse, il suo punteggio SB attuale (46,25) si sommerebbe alla metà dei punti di Antón (5/2 = 2,5) e sarebbe dunque uguale a 48,75.

    In caso di vittoria (e quindi di arrivo a pari punti con Giri):
    Caruana (42) aggiungerebbe al proprio punteggio i punti di Tari (5,5) e passerebbe a 47,5;
    Firouzja (42,25) aggiungerebbe al proprio punteggio i punti di Wojtaszek (4,5) e passerebbe a 46,75;
    Van Foreest (43,25) aggiungerebbe al proprio punteggio i punti di Grandelius (6) e passerebbe a 49,25.

    Ricapitolando, avremmo i seguenti punteggi:

    Van Foreest 49,25
    Giri 48,75
    Caruana 47,5
    Firouzja 46,75

    In caso di arrivo a quattro, i due giocatori con il punteggio SB migliore sarebbero Giri e Van Foreest: dunque sarebbero loro a disputare lo spareggio.

    Invece, in caso di arrivo a tre:
    Giri-Caruana-Firouzja: spareggio Giri-Caruana;
    Giri-Caruana-Van Foreest: spareggio Giri-Van Foreest

    Se Giri perdesse e gli altri tre vincessero, avremmo questo arrivo a tre:
    Caruana-Firouzja-Van Foreest: spareggio Caruana-Van Foreest

    Se Giri perdesse, ponendo che tutti e tre i diretti inseguitori pattino, i punteggi SB dei quattro giocatori sarebbero così calcolati:

    Giri rimarrebbe a 46,25 punti SB, dal momento che la sconfitta non dà alcun punto.
    Caruana (42) aggiungerebbe al proprio punteggio la metà dei punti di Tari (5,5/2 = 2,75) e passerebbe a 44,75;
    Firouzja (42,25) aggiungerebbe al proprio punteggio la metà dei punti di Wojtaszek (4,5/2 = 2,25) e passerebbe a 44,5;
    Van Foreest (43,25) aggiungerebbe al proprio punteggio la metà dei punti di Grandelius (3) e passerebbe a 46,25.

    Se questi risultati si verificassero e contemporaneamente Esipenko vincesse la sua partita con Donchenko, si avrebbe un arrivo a cinque ed Esipenko aggiungerebbe al suo punteggio attuale (41,75) i punti di Donchenko (3,5) e avrebbe dunque 45,25 punti, insufficienti per ambire allo spareggio che si disputerebbe tra Van Foreest e Giri, entrambi primi nella graduatoria SB con 46,25 punti.

    Ricapitolando, avremmo i seguenti punteggi:

    Van Foreest 46,25
    Giri 46,25
    (Esipenko 45,25)
    Caruana 44,75
    Firouzja 44,5

    In caso di arrivo a quattro, giocherebbero lo spareggio sempre Van Foreest e Giri, avendo punteggi maggiori rispetto a Caruana e Firouzja.

    In caso di arrivo a tre:
    Giri-Caruana-Firouzja: spareggio Giri-Caruana;
    Giri-Caruana-Van Foreest: spareggio Giri-Van Foreest.

  21. Megalovic
    31 gennaio 2021 - 19:00

    Van Foreest che vince il Tata credo sia la più grande sorpresa in un Super Torneo, da quando li seguo. Anche il terzo posto di Esipenko non è affatto male come sorpresa ma scompare di fronte a quella dell’olandese. Su Giri, beh non riesce proprio a vincerli, anche quando ha un’occasione d’oro come questa volta. Per lui in bacheca restano solo Reggio Emilia 2011-12 e Shenzhen Masters 2019. Male Carlsen che perde 15 punti Elo. Caruana così così, sembrava poter dire la sua per la vittoria finale ma sono arrivate troppe patte nei turni finali. Vachier-Lagrave ingiudicabile. Presenza per onor di firma.

    • Megalovic
      31 gennaio 2021 - 20:04

      Rapida ascesa fino ad un certo punto. 2641 nel 2018 e prima del Tata 2671. Diciamo che negli ultimi anni sembrava piuttosto “bloccato”. Poi va detto che veniva dall’ottimo 4° posto del Tata 2020. Vedremo.

  22. devertz995
    31 gennaio 2021 - 20:40

    Spezzo una lancia per Anish Giri che termina il torneo imbattuto negli scacchi classici con ben 4 vittorie. Dopo aver pareggiato le due partite blitz con Van Foreest, si arriva al folle armageddon. A Van Foreest non so per quale motivo, viene fatto decidere il colore e sceglie il nero con pareggio = vittoria ma con 1 minuto in meno. Considerata la solidità e la poca propensione a posizioni complicate del gioco di Giri la scelta del nero con draw odds di Van Foreest è stata già una scelta chiave per l’andamento del game finale. In un momento critico del game Giri prova una combinazione per vincere il tutto ma Van Foreest disinnesca abbastanza facilmente prendendo il controllo della posizione con piu tempo sull’orologio. Giri non si arrende e qui comincia la vera follia dell’armageddon, senza incremento, giocato su vera scacchiera, pezzi che cadono a volontà e Giri perde secondi preziosi per sistemarli. Si arriva cosi alla 58esima mossa con Giri che perde per il tempo, era riuscito a ribaltarla con un netto vantaggio di un alfiere, ma non arriva in tempo alla 60esima mossa per avere l’incremento. Che poi anche su questo si potrebbe discutere, per quale motivo incremento alla 60esima mossa e non alla 50esima? Sarà un dettaglio noioso ma in questo caso avrebbe chiaramente cambiato l’inerzia del match. Ad ogni modo Van Foreest è stato fantastico e ha meritato di vincere, ma sinceramente ho molti dubbi sull’armageddon e sulle regole per determinare il vincitore del cosiddetto wimbledon degli scacchi. Perchè sinceramente forse è meglio tornare al buon vecchio 2008 tata steel con Aronian e carlsen vincitori a parimerito, piuttosto che vedere pezzi che volano e draw odds che va in netto contrasto con gli scacchi di oggi.

  23. kraus
    31 gennaio 2021 - 21:16

    Oh gran bontà del caballero Antón

    Nel successo imprevedibile ma giusto, insperato ma logico, clamoroso ma umano di Van Foreest oggi brilla un po’ della tenacia di un concorrente che non ha vinto neppure un incontro nel Tata Steel appena concluso, ma ha contribuito con la sua tignosità e la sua voglia di chiudere in bellezza al sorprendente esito del torneo.

    Nell’ultima partita contro il favorito Giri, el niño Antón nulla si giocava, fuorché l’onore e qualche punticino Elo: eppure ha costretto l’avversario a giocare passivo e in svantaggio per una buona trentina di mosse, è stato lì lì per trovare un piano che avrebbe costretto Anish a un rovinoso cambio delle Donne e, benché abbia poi sciupato una posizione superiore, ha tenuto duro nel finale evitando che la zeitnot gli costasse il punto intero. Un giocatore demotivato avrebbe ceduto; invece Antón si è impegnato fino in fondo, conquistando una patta che ha impedito all’olandese di conservare quel piccolo distacco che lo teneva al comando e l’avrebbe laureato campione del Tata Steel 2021.

    Van Foreest, intanto, triturava la resistenza di Grandelius con una partita d’attacco che ben si addiceva a una mentalità vincente e prenotava lo spareggio. Qualcuno, vedendo che gli era stato assegnato il Bianco alla prima partita, già sogghignava pregustando l’Armageddon che avrebbe permesso a Giri di vincere il torneo con tre patte di fila. Le prime due in effetti sono arrivate, ma poi qualcosa è andato storto: il sorteggio ha infatti assegnato a Giri il vantaggio del tratto e l’obbligo di vincere per far suo il titolo.

    Capitolo Armageddon. Al pronti, via, sembrava comunque che il pattatore dovesse prevalere, in virtù di un ottimo vantaggio di spazio e in seguito, dopo una prima rimonta dell’avversario, per un Alfiere da questi graziosamente lasciato in presa. Tuttavia, Giri perdeva clamorosamente un finale che sembrava già stravinto facendosi sfuggire con una svista un pedone passato del N. (non è stato dunque sconfitto per il tempo, come s’era creduto in un primo momento).

    Il Tata Steel 2021 ha raccontato alcune fiabe scacchistiche (quella di Van Foreest, per l’appunto, o di Esipenko) e lasciato a terra i protagonisti di quelle tradizionali: Biancaneve alias Vachier-Lagrave, che se voleva giocare a nascondino forse ha un po’ esagerato, o Cenerentolo Donchenko, che date le circostanze in cui è stato chiamato a partecipare non ha potuto esser più che dignitoso. Qualche narrazione è rimasta a metà, tipo quella di Grandelius, ottimo per mezzo torneo e poi, una volta sconfitto e disilluso, ridotto a comparsa.

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