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Staunton 1849 e dintorni (01)

I set scacchistici dei grandi eventi – prima parte

Costeggiando le Olimpiadi di Varna (per l’articolo “Il bacio di Najdorf”) mi sono imbattuto anche nel set di scacchi prodotto per quella gara. Si trattava di pezzi in bachelite, riempiti di gesso per appesantirli. Diverse concessioni, suppongo, alla semplicità di produzione, ad esempio con alfieri / vescovi privi del solco della “mitra”.

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I pezzi Varna 1962 (fonte)

 

Sapevo vagamente che in diverse manifestazioni si era giocato con set appositamente disegnati e mi sono incuriosito: con quali pezzi si sono giocati i vari eventi?

Non so se tra i lettori vi siano appassionati e/o collezionisti, ogni intervento sarà benvenuto. Per me, da profano della materia, è come visitare un museo, raccogliendo da internet le varie teche e leggendo le didascalie!

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Da Legall de Kermeur a Philidor, a Deschapelles, a de la Bourdonnais, Parigi è stata a lungo il luogo faro degli scacchi e il cuore di questa supremazia pulsava nel Café de la Regence, che diede il nome ai set scacchistici allora in uso in Francia, i Regency.

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Set Regency di fine 700, con cavalieri “incappucciati” (da Chess Museum)

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Il 1822 è l’anno in cui si ritiene che l’allievo Louis de la Bourdonnais abbia superato il suo maestro Alexandre Deschapelles. Non abbiamo partite ed è probabile che non si sia trattato di un vero e proprio match quanto di un progressivo passaggio di consegne.

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Pezzi Regency della prima metà dell’ottocento (da Chess Museum)

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I pezzi Regency in uso all’epoca avevano un cavallo vero e proprio, ipotizzerei sotto l’influenza dei pezzi inglesi e di John Calvert in particolare, uno dei primi produttori in Gran Bretagna. I suoi set diedero origine probabilmente anche ai pezzi St. George, dall’omonimo chess club di Londra, tipologia con cui sembra probabile che possa essersi giocato il lungo match tra de la Bourdonnais e McDonnell nel 1834.

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Un tipico set St. George (dalla collezione di Jon Crumiller)

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Howard Staunton tenne dal 1845 (e fino alla morte, nel 1874) una rubrica di scacchi sul The Illustrated London News, giornale di cui Nathaniel Cooke, il designer dei futuri pezzi Staunton, era uno degli editori. John Jaques, che aveva sposato la figlia di Cooke, aveva una ditta di manifattura di legno e avorio (la “Jaques & Sons”, poi e fino ai giorni nostri “Jaques of London”), specializzata nella produzione di giochi, e fu probabilmente il vero motore della nascita del nuovo set di scacchi, pensato anche per un minor costo di produzione. Staunton aveva più volte osservato la scarsa praticità dei set St. George e delle altre tipologie in uso all’epoca, con pezzi che si ribaltavano facilmente e che spesso ostruivano una buona visuale della posizione, anche per i pedoni piccoli ed esili. Jaques aveva già prodotto uno dei primi set St. George appesantiti con del piombo.

Il nuovo design, registrato da Cooke nel 1849, recepiva l’evoluzione dei set inglesi e la combinava con l’architettura neoclassica dell’epoca vittoriana. Tra l’altro, i nuovi pezzi si collegavano meglio ai simboli già in uso nei diagrammi, che nella crescente editoria si stavano stabilizzando verso la tipologia utilizzata a tutt’oggi, tanto che si ritiene che tali simboli abbiano contribuito alla formazione del nuovo design.

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La prima edizione dell’Handbook di von Bilguer (e von der Lasa), 1843 (fonte). Nonostante in Germania fossero allora in uso pezzi alquanto diversi, si possono notare le molte somiglianze con i successivi Staunton, dalle corone del re e della regina (che nei pezzi St. George come nei Regency ne era priva), agli alfieri / vescovi, a torri e cavalli senza il piedistallo tipico dei Regency e di altre tipologie. 

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I cavalli sembra siano ispirati ai marmi di Elgin (marmi del Partenone e di altri edifici dell’Acropoli, prevalentemente opera di Fidia, acquistati dalla Gran Bretagna a inizio ottocento), in particolare ai cavalli del carro di Selene.

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(da Wikimedia Commons)

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Jaques commercializzò i nuovi pezzi a partire dal settembre 1849. Staunton autografò i primi 300 set circa (nei successivi la firma era stampata) e li promosse sul The Illustrated London News, lodandone le caratteristiche.

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Il set n° 9 della originale produzione Jaques del 1849 (collezione di Jon Crumiller)

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I pezzi avevano una base molto larga ed erano appesantiti in modo massiccio secondo Alan Dewey, un autorevole storico e restauratore (non ho reperito una indicazione precisa ma il peso di un set era molto probabilmente superiore ai 2 chili).

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Un altro set Jaques originale del 1849 (collezione di Jon Crumiller)

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(In intestazione una moderna riproduzione dei classici Staunton 1849, da chess.com)

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Non ho trovato in rete conferme dirette ma darei per scontato che il torneo di Londra del 1851, organizzato anche da Staunton, si sia giocato con i nuovi set, probabilmente di più tipi dato che già nello stesso 1849 Jaques aveva iniziato a produrre altri set Staunton, in particolare con varie tipologie di cavalli.

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(fonte)

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Il nome delle diverse tipologie di scacchi Jaques è quello dato dal collezionista e produttore di set scacchistici Frank Camaratta, maestro di scacchi e ingegnere in pensione, che ha fondato la sua ditta “House of Staunton” nel 1990. La sua classificazione è nata per l’esigenza personale di distinguere le diverse produzioni Jaques ma si è poi estesa nel mondo del collezionismo. Si spiega così qualche anacronismo solo apparente, come i set Morphy, prodotti tra il 1850 e il 1851, ben prima del viaggio in Europa di Morphy del 1858.

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(fonte)

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(fonte)

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I set Staunton – Jaques si diffusero abbastanza rapidamente ma con una lunga convivenza, specialmente negli altri paesi europei, con le precedenti tipologie di pezzi. Come vedremo nei prossimi articoli di questa serie, non è facile individuare nei successivi eventi scacchistici dell’800 i set di pezzi utilizzati.

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