Lezione n. 1 – Documentarsi
Chi abbia voglia di diventare un bravo NC – o tornare ad esserlo – non può esimersi, prima di tutto, dal documentarsi. Del resto non è facile, se si gioca a sufficienza, essere in grado di restare al massimo a cavallo dei 1500 punti Elo senza mai superarli.
Ci vuole impegno, dedizione e spirito di sacrificio. Prendete spunto da me. Venite, venite a casa mia – e non abbiate timore di svegliare il cane, ché dorme e non morde, né di sporcare a terra, ché di polvere ce n’è a sufficienza.
Guardate. Torre e Cavallo, Scacco, Torre e Cavallo-Scacco! in ogni loro annata. Selezionati come con le figurine, celo celo manca. Rilegati, perché no. Le foto vedono Sarno campione italiano, Godena campione italiano, Kasparov che sta imparando come muove il cavallo, Danailov che impara il linguaggio dei gesti. In questo Caruana ha ottenuto la seconda norma di grande maestro; in questo Korchnoi non è ancora nato. E poi ancora L’Italia Scacchistica, New in Chess, Europe Echecs come se piovesse, Pion de Rey e Jacque per ripassare lo spagnolo, British Chess Magazine anzichenò, 64 se un dì dovessi darmi al russo, Correspondence Chess Magazine se avessi voglia di testare le Poste Italiane.
Tutto questo per non parlare dei libri. La Mursia mi ha intestato una linea editoriale, coi punti della Prisma mi sono arrivati una Smart, la linea di coltelli dello chef Tony e un set di padelle in acciaio 18/10. I tipi della Caissa han saldato i conti di Porto Mannu col primo acconto che ho versato loro; Luciani ancora mi cerca sotto casa per via di un paio di cambiali.
Solo un piccolo particolare.
Per essere un perfetto NC quei libri non li dovete leggere. Li potete impilare, catalogare, lustrare, ordinare per colore, numero di pagine o altezza della copertina. Potete usarli come fermaporta, sfogliarli magari avidamente la mattina mentre vi rilassate sulla bianca ceramica (limitandovi però al massimo a risolvere con soddisfazione i quiz del livello 1, magari sempre gli stessi). Potete addirittura portarli ad un appuntamento galante per dire “Mi riconoscerai da un libro di scacchi intonso sottobraccio”. Comprate, comprate pure; ogni volta che avrete depositato la rivista o il libro in macchina, però, saprete perfettamente che non è quello che vi darà la risposta. Col prossimo, col prossimo imparerò le aperture (magari acquistando tutti i numeri di Schach Archiv con la rilegatura in cartone rigido); non appena avrò acquistato a rate un’altra enciclopedia sulle aperture (possibilmente in 24 tomi e del 2007 perché nel frattempo tutto è cambiato) realizzerò che il Vero Scacchista sa tutto sui finali. Al primo Paoli, magari comprato assieme al Kotov (perché fa volume e perché il finale di R+C+PP contro R+T lo spiega meglio il primo mentre sul R+D+P contro R+T+T+PP il russo è impareggiabile) capirò che tutto, tutto risiede nel mediogioco. E allora via di Euwe, enciclopedie del mediogioco, arti delle combinazioni, finché non si sarà attratti da titoli improbabili come “Lo zen e il movimento del cavallo”, “Come mattare in tre mosse un avversario completamente imbecille”, “Il Re sarà matto ma tu sei fuori” o “Giocare a scacchi contro se stessi e perdere per una svista”.
In fin dei conti vi consiglio: aprite un conto nel vostro negozio di scacchi preferito, usufruendo delle promozioni Visa e Mastercard del mese; poi, al primo nuovo arrivo, comprate e leggete news, note biografiche e di colore, articoli che insultino il presidente della Fide e prossimi appuntamenti cui non andrete perché con l’ultimo abbonamento avete esaurito i soldi.
Se alla fine siete stanchi… che ne dite di un bel Sudoku?





