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Lezione n. 4 – Non studiare

Come diventare un perfetto NC

Mettetevelo bene in testa, miei giovani e sconsiderati allievi.
Non provatevi nemmeno lontanamente a studiare. Lo studio è nemico della mente, allontana le donne, vi cingola le capacità motorie e in più rischia, ahimè, di farvi salire di categoria.
Ricordo bene quando, giovane ancora con una chioma leonina, mi misi al lavoro per migliorarmi. Avevo un bel dire “Tanto in partita non le giocherò mai”. Avevo un bel passare e ripassare le varianti, imponendomi di non ricordarle… Ma sapete, la testa ha i suoi propri mondi…
In partita mi trovai di fronte ad una combinazione. Come se la dea Caissa, nostra acerrima nemica, avesse disposto i pezzi con calma proprio per me. Mancava solo la dicitura “Il B muove e vince”. C’era un sacrificio di Cavallo che avevo visto poco tempo prima, nella mia umile dimora, e con la cattura (forzata) avrei dato matto.
Con un piccolo problema: il mio Elo era di 1488 e l’avversario era una seconda nazionale. Risultato?
Sarei diventato terza senza neppure poter protestare. Dovetti andare in bagno e rovesciarmi addosso litri di acqua fredda.
Al ritorno la mano tremava ma riuscii ad allontanare il diavolo tentatore: lasciai un pezzo in presa, l’avversario ne approfittò e la sera festeggiai ubriacandomi di rosse a doppio malto in una birreria in centro.
Del mio avversario so poco: mi hanno detto che parla con se stesso, scaccia mosche inesistenti e ha recentemente accettato un lavoro in banca.
Ricordatevi quindi: non studiate. Se al limite doveste provare l’irrefrenabile impulso dovuto a libidini giovanili chiudetevi in bagno con qualcosa di improponibile per il vostro livello: uno Yearbook, un tematico su una variante dimenticata della Benoni, chessò, un libro in cui le varianti e le sottovarianti e le sotto-sottovarianti siano a decine di migliaia (in stile Anand), i diagrammi illeggibili e il discorsivo a zero. Se poi il tomo su cui vi allenate è solo ed esclusivamente sulle aperture siete su una strada che mi rende orgoglioso di voi.
Sicuramente da evitare come la peste Nimzowitsch (sia ne Il mio sistema che ne La pratica del mio sistema che ne Il blocco), Strategia di avamposti di Canal edito dalle Messaggerie, i libri sul mediogioco, il malloppo di Laszlo Polgar sui matti in 1, 2 e 3 mosse, nonché L’apprendista stregone di Bronstein e Teoria e pratica degli squilibri di Silman.
Vade retro! Ricordatevi che la lettura di ognuno di questi libri, oltre a rendervi più forti, potrebbe farvi crescere i peli sulle mani e rendervi ciechi.
E chi li legge, poi, i diagrammi del Sudoku?

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