Commenta Alessandro Bonafede
Recentemente ho iniziato a fare dei video in cui gioco e commento partite blitz su LiChess in modo da trasmettere idee, strategie e pensieri a coloro che mi seguono.
La partita che mi appresto a commentare per tutti voi oggi ha qualcosa di diverso dalle altre.
Infatti, una delle difficoltà principali degli scacchisti credo sia proprio la capacità di far lavorare insieme i propri pezzi.
Quello che capita spesso è “vedo una mossa buona, la faccio”.
Tutto questo accade a prescindere dal proprio piano di gioco, dal piano dell’avversario, da una visione d’insieme della partita, ecc…
E spesso porta a errori e imprecisioni che finiscono per compromettere l’esito della partita…
In questo match, seppur ci siano imprecisioni ed errori dati dal fatto che era una 5+2, vediamo come sia possibile far lavorare insieme i propri pezzi in modo che diventino un unico organismo vivente orientato a raggiungere un obiettivo comune.
Quello che invito il lettore a fare non è entrare in tecnicismi, ma ascoltare la partita, sentirla viva dentro di sé man mano che si susseguono le sue mosse.
Con questa disposizione d’animo, iniziamo!
Io ero il bianco 😊
ChessLifeAcademy vs wilhelmstein
1. e4 c5
2. b3
Scelgo un’impostazione non troppo teorica ma molto flessibile: l’idea è entrare in una struttura in cui posso sviluppare i pezzi in modo armonico e cercare iniziativa senza dover memorizzare troppe varianti.
2…Cc6
3. Ab2 e6
4. f4
Qui parto subito con un’impostazione aggressiva.
La spinta del pedone “f” è un segnale chiaro: voglio spazio e voglio possibilità di attacco!
4…d5
5. Cc3 b6
Una mossa che indebolisce molto la posizione, rendendo vulnerabili le case chiare e la diagonale a4-e8.
6. Ab5 Ab7
7. Cf3
Più forte sarebbe stato il cambio in d5, seguito da 8.De2+ Ae7 9.Cxd5 essendo scoperta la diagonale a1-h8.
In diversi momenti inoltre il nero avrebbe potuto spingere in …d4 per chiudere il centro e dedicarsi allo sviluppo dei suoi pezzi.
7…Cf6
8. Ce5

Qui la posizione comincia a diventare interessante.
Il cavallo in e5 è forte, centrale, e mi dà la sensazione di avere buon controllo della scacchiera.
In questo tipo di strutture, l’attività dei pezzi vale spesso più di un vantaggio statico.
8… Tc8
9. O-O Ad6
Perde subito per via dei cambi in c6 seguiti dalla spinta del pedone in e5, che guadagna un pezzo, tuttavia… preso dal commento della partita non sfrutto l’occasione!
10. exd5 Axe5
11. fxe5 Cxd5
Questa fase è importante perché cambia completamente il carattere della partita.
Si aprono linee, si semplifica il centro, e la posizione comincia a premiare chi riesce a coordinare meglio i pezzi.
Io cerco sempre di guardare non solo il materiale, ma anche quanto velocemente posso attivare i miei pezzi.
12. Ce4 O-O
13. Cd6
Questo è uno dei momenti chiave.
Il cavallo entra in d6 e diventa molto fastidioso, guadagnando una qualità.
Ma la cosa importante ora è non credere di aver “già vinto”, sia perché questa disposizione d’animo porta più facilmente ad errori, sia per il fatto che dobbiamo ricordarci che si tratta di una blitz e può succedere di tutto.
13…Aa8
14. Cxc8 Dxc8
15. Dg4

Come scrivevamo sopra, la partita non è finita.
Anzi, è ancora tutta da giocare.
Il bianco ha la possibilità di lanciare un buon attacco sul re nemico, e l’unico modo per farlo è coordinare i suoi pezzi in modo ottimale.
15…a6
16. Ad3 g6
17. Tf3
L’unico pezzo ancora inattivo è la Ta1, pertanto portiamola in gioco.
17…Rg7
18. Taf1 Cde7
19. Dg5 Cg8
20. h4

Ecco un altro momento molto importante: h4 serve a rafforzare l’attacco e a creare minacce dirette.
Nelle partite blitz, quando senti che il re avversario è sotto pressione, devi continuare a spingere.
20…Cb4
21. Tg3 Cxd3
22. Txd3 c4
Il nero cerca un modo per attivare i suoi pezzi, tuttavia così facendo contribuisce ad aprire altre diagonali indebolendo le case scure.
23. bxc4 Dxc4
24. Aa3 Te8

25. Td7
Avrebbe portato direttamente al matto il sacrificio 25.Txf7+ Rxf7 26.Td7+.
25…Ch6
26. Ae7
Anche in questo caso sarebbe stata decisiva 26.T1xf7+ Cxf7 27.Df6+ Rh6 28.Txf7 con matto a seguire, considerando che dopo 28…Dd4+ 29. Rh2 il nero non ha più scacchi.
26…Cf5
27. Txf5 Txe7
Su 27…exf5 avevo previsto 28.Af6+ Rg8 29.Dh6 Dc5+ 30.d4 Df8 con grande iniziativa per il bianco.
E qui la partita si sarebbe potuta concludere con la splendida 31.e6 Dxh6 32.exf7+ Rf8 33.Ag7 vincendo in modo a dir poco spettacolare!
28. Df6 Rh6
29. Th5+ Txh5
30. Dg5#
Matto.
Torniamo ora al concetto principale che desidero trasferire.
Al di là delle mosse tecniche più o meno buone, il messaggio che vorrei trasmettere agli scacchisti che stanno leggendo queste righe è il fatto che i propri pezzi sono proprio come un’organismo vivente.
A volte questo organismo deve muoversi in modo solido e posizionale e i suoi pezzi conquistano casa dopo casa, debolezza dopo debolezza fino ad acquisire un vantaggio duraturo.
Altre volte i suoi pezzi creano un equilibrio dinamico e la loro forza irrompe con un tatticismo improvviso, seppur preparato con cura.
In tutti i casi, sentire la posizione come animata e viva ci aiuta a mantenere una visione d’insieme più chiara e completa, evitando di perderci in mosse “belle da vedere” ma scollegate dall’armonia del tutto, o in varianti complesse che rischiano di compromettere la posizione.
Invito il lettore a sperimentare questo durante le sue partite, che siano blitz o a tempo lungo, e a farmi sapere nei commenti cosa ha provato dentro di sé 😊
Per chi volesse vedere il video della partita con i miei commenti, lascio qui il link: https://www.youtube.com/watch?v=D0MHoTgWec0
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