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Caruana, addio anticipato all’Italia

Torna negli USA prima del previsto per assecondare Rex Sinquefield, rompendo di fatto il contratto con la FSI

La notizia del passaggio di Caruana alla Federazione USA sta monopolizzando da giorni l’attenzione degli scacchisti italiani. E non poteva essere diversamente, visto che il protagonista della vicenda è il nostro (ex) numero 1 nonchè l’attuale numero 2 delle classifiche mondiali.

Che l’epilogo dovesse probabilmente essere (prima o poi) questo lo si era capito già lo scorso anno, quando Fabiano aveva iniziato a ricevere offerte economiche che andavano ben oltre le possibilità della nostra Federazione. Fino all’ultimo abbiamo sperato l’insperabile, ovvero che potesse prevalere il “lato sentimentale” della faccenda, ma leggendo il tweet di Fabiano siamo tornati rapidamente alla cruda realtà.

Precisiamo subito che a nostro parere la scelta di Caruana è perfettamente comprensibile e naturale. Fabiano è un professionista ed è logico che sfrutti la possibilità di rientrare nel paese natale dalla porta principale grazie al lauto ingaggio offerto da Rex Sinquefield. Per i Caruana i soldi sono un fattore basilare, ma non l’unico importante. Diversamente non si sarebbero limitati a fare la spola tra i paesi di nascita e di origine, ma avrebbero incassato ancora di più assecondando le lusinghe degli azeri. Comunque vada, Fabiano rimarrà un “italo-americano” e quindi un nostro rappresentante, seppure sotto un’altra bandiera.

In Italia le reazioni alla notizia sono state di tutti i generi: si è andati dalle dichiarazioni d’affetto senza “se e senza ma” a prescindere dal cambio di casacca alle nette prese di distanza dei “te l’avevo dettisti”. Tutte posizioni legittime e argomentabili, ovviamente.

In pochi, però, hanno evidenziato che nel 2005, quando la Federazione ha puntato su un tredicenne italo-americano di belle speranze che (su consiglio di Garry Kasparov) si era trasferito in Europa per tentare la strada del professionismo, la sua successiva scalata ai vertici mondiali era tutt’altro che scontata. La FSI sperava di trovare un volano che favorisse la crescita di tutto il nostro movimento ed ha centrato l’obiettivo: in questi anni la presenza di Fabiano ha alzato l’asticella delle ambizioni dei nostri giovani, ha catturato l’attenzione degli appassionati, ha attirato maggiori contributi dal CONI, ha acceso i riflettori dei media generalisti sulla nostra disciplina. Tutti meriti difficilmente negabili.

Tuttavia è indubbio che il coronamento dell’operazione sarebbe stato un Mondiale disputato con a fianco la bandierina dell’Italia. Purtroppo non è accaduto, ma ricordiamoci che Fabiano ha sfiorato la qualificazione al Torneo dei Candidati 2014: una “sliding door” che avrebbe potuto cambiare il corso della storia “a nostro favore”.

La strepitosa prestazione realizzata nella Sinquefield Cup 2014 ha mostrato al mondo le potenzialità di Caruana ed ha dato il via ad un’asta, favorita dallo sciagurato regolamento FIDE. In questa fase la famiglia Caruana ha resistito alle sirene americane e azere, firmando un nuovo contratto annuale con la FSI a cifre aumentate grazie ai maggiori fondi erogati dal CONI.

Quando, lo scorso marzo, il New York Times ha reso noto che il magnate Rex Sinquefield stava tornando alla carica per assicurarsi il passaggio di Caruana agli USA in vista delle Olimpiadi 2016, è però apparso chiaro che il 2015 sarebbe stato l’ultimo anno della sua avventura italiana. E già immaginavamo il commiato di Fabiano al termine del Campionato Europeo per Nazioni (in programma a novembre a Reykjavik), l’ultimo saluto agli scacchisti italiani una volta completati gli impegni sottoscritti con la FSI.

Allora perché Caruana ha anticipato i tempi di sei mesi, annunciando in tutta fretta il ritorno negli USA con il tweet del 12 maggio, appena prima della partenza per Khanty-Mansiysk? Si è reso conto che in tal modo stava di fatto rompendo il contratto firmato con la FSI?

Per rispondere a queste domande e ricostruire un quadro il più preciso possibile della situazione, nei giorni successivi al tweet di Fabiano abbiamo lavorato alacremente in varie direzioni.

Una prima risposta ce l’ha fornita il comunicato della Federazione USA, nel punto in cui specifica che Caruana spera di completare la procedura entro la seconda tappa del Grand Chess Tour, la Sinquefield Cup di Saint Louis, che si disputerà dal 21 agosto al 3 settembre. Partendo dalla considerazione che i tempi tecnici per il passaggio di Federazione sono di circa 90 giorni, è stato facile intuire che tutto deriva da un capriccio del magnate statunitense, ansioso di vedere Fabiano con i colori americani sin dal torneo da lui organizzato. Per raggiungere l’obiettivo bisognava chiudere la trattativa entro metà maggio. E così è stato, anche perchè Mr. Sinquefield è in grado di formulare “offerte irrinunciabili” in qualunque momento ed ha sicuramente alzato di molto l’offerta rispetto a quella dello scorso anno.

Resta però la rottura dei patti con la FSI, che a quanto ci risulta è stata avvisata dell’operazione poche ore prima del tweet di Fabiano. Molti lettori si domandano perché la Federazione non abbia ancora emesso un comunicato ufficiale in merito. Ma è evidente che per fare un comunicato è necessario che il passaggio sia sancito con la firma dei documenti tra le parti, che in questo caso sono le Federazioni, non Caruana e Sinquefield.

Secondo quanto ci risulta, la nostra Federazione non avrebbe intenzione di ostacolare il trasferimento di Fabiano agli USA, ma intenderebbe far rispettare i propri diritti. In base alle informazioni che abbiamo raccolto, sembra che finora sia stata pagata a Caruana solo la prima delle quattro rate pattuite e, vista la rottura del contratto, la FSI non sarebbe intenzionata a versare le rimanenti rate. Una conferma di ciò che starebbe accadendo si evince anche dalla parziale retromarcia dello stesso Caruana il quale, nell’intervista rilasciata il 14 maggio a Khanty-Mansiysk, ha dichiarato di non sapere quale sarà il suo primo torneo giocato con la bandiera USA perché è ancora sotto contratto con la Federazione Scacchistica Italiana.

E qui arriviamo al punto cruciale della vicenda: secondo un’indiscrezione (degna di fede) proveniente da ambienti federali, nei giorni scorsi la Federazione USA avrebbe inviato alla FSI tramite la FIDE i documenti necessari al passaggio senza riempire la casella riguardante il pagamento della penale di 50.000 euro, prevista per “liberare” subito il giocatore tranne in caso di rinuncia della Federazione uscente. Una implicita richiesta di liberare gratis Caruana ritenuta inaccettabile dal Presidente Pagnoncelli, che avrebbe rispedito al mittente la proposta unitamente al codice IBAN della Federazione! Se tutto ciò corrisponde al vero è evidente che Mr. Sinquefield, dopo aver fatto trenta, dovrà fare anche trentuno per sbloccare la procedura di trasferimento e vedere realizzato il suo sogno.

A prescindere da come andrà a finire la diatriba con gli americani, è ovvio che la Federazione dovrà riformulare il piano di investimenti già approvato per il 2015. Il compito più difficile per il Presidente Pagnoncelli sarà però quello di convincere il CONI a non tagliare i fondi aggiuntivi elargiti alla FSI negli ultimi anni grazie ai risultati ottenuti da Caruana, l’ultimo dei quali arrivato a seguito dell’incontro avvenuto a novembre con il Presidente Malagò.

A tal proposito i primi segnali appaiono incoraggianti. Ci risulta infatti che il Presidente del CONI non sia rimasto turbato dal prematuro addio: pare che, apprendendo la notizia, abbia rincuorato Pagnoncelli affermando che in questa vicenda l’Italia deve sentirsi con la coscienza a posto, avendo fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per trattenere Fabiano. D’altro canto, aggiungiamo noi, il valore educativo e sociale degli scacchi va molto al di là dei singoli risultati, come dimostrano per esempio le delibere europee a favore dell’insegnamento degli scacchi nelle scuole. In un paese che ha bisogno di riformulare un futuro, anche un piccolo segnale in questo senso avrebbe un preciso significato.

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