A pranzo con Nigel Short. Intervista a Reggio Emilia 2011
27 Dicembre 2010, vigilia del 53° Torneo di Capodanno. Questo il giorno che avevo scelto per recarmi al torneo di Reggio Emilia per la prima volta nella mia vita. Non ero mai stato infatti al celebre torneo negli anni antecedenti neanche da semplice visitatore ma nonostante ciò mi ero organizzato affinchè tale esperienza diventasse non solo un bel ricordo ma anche un’occasione per rendermi utile per gli altri e per aggiungere qualcosa, il più possibile, a questa edizione storica targata Circolo Ippogrifo (Pres. Ferraroni), Scacchirandagi (Ezio Montalbini), Accademia Internazionale di Scacchi (Mogranzini, Fierro e Caruso) e Scacchierando.
Il primo passo era scrivere un articolo storico sulle prime tre edizioni del torneo. Uscito in Dicembre ma pensato già in estate. Mi ero già munito da tempo dei vecchi articoli dell’Italia Scacchistica, delle foto e dei libretti del Paoli a cui ho aggiunto un po’ di ricerche personali. Perchè farlo? Perchè la ricchezza della memoria sovrasta il vuoto dell’oblio. Charles Dickens aveva chiaro questo concetto quando scrisse “L’invasato e il patto fantasma” dove racconta tramite un Canto di Natale le gesta del protagonista che perse la memoria per sua volontà, perchè la memoria del passato porta con se “torto, dolore e affanno”. Invece è giusto ed opportuno ricordare cosa è accaduto negli anni passati per capire meglio il presente, ed è per questo che ho ridato luce alle prime edizioni di Reggio Emilia.

Il secondo passo è stato quello di produrre un ricordo dell’evento per gli scacchisti, in particolare per i visitatori presenti che andavano premiati per la loro passione e dedizione, ovvero quella di coloro i quali si fanno centinaia di chilometri per assistere dal vivo all’evento. Da qui l’idea delle 300 cartoline numerate da farsi autografare. Memorabilia gradito non solo da chi ha messo piede all’ Hotel Astoria ma anche da collezionisti da casa. Sono infatti arrivate numerose richieste dall’Italia e alcune di queste cartoline sono finite anche in Brasile, Germania, Austria ed altri Paesi.


L’INCONTRO E L’INTERVISTA CON NIGEL SHORT !
Il terzo ed ultimo passo erano le interviste. E ritorniamo così all’incipit iniziale.
27 Dicembre 2010. Vigilia del 53° Torneo di Capodanno. Mattino ore 7, raffiche di vento freddo dal mare che ti spalmano il ghiaccio sul viso mentre le strade deserte ti fanno capire che certe cose le puoi fare solo per passione o divertimento. O per …. 🙂 .
Una volta giunto a Reggio Emilia ne approfitto prima per fare un giro della città e poi per preparare il terreno per gli incontri del pomeriggio grazie al supporto di Roberto Mogranzini e di Martha Fierro, che ringrazio, che si occupano della direzione del torneo.
Verso le 14 arriva in Hotel Nigel Short, il campione inglese che nel 1993 sfidò Kasparov nella finale del titolo Mondiale. Sorridente ci saluta e sta per salire in ascensore quando Martha gli comunica che dovrebbe fare un’intervista. Lui divertito dallo scherzo (!) si mette a ridere e risponde che prima mangia qualcosa e poi se ne va a riposare per parecchie ore dopo il faticoso viaggio. Ma a quel punto Martha, con la consueta gentilezza, gli ribadisce la richiesta se era possibile fare un’intervista con me: a quel punto Short mi guarda e capisce che qui nessuno scherza e soprattutto comprende il dramma dalla (sua) situazione: torchiato durante il pranzo ! A quel punto scompare il sorriso, sgrana gli occhi incredulo, sbianca in viso (per quanto è possibile nonostante la sua carnagione chiara) e mi guarda fisso come la vittima guarda il suo carnefice 🙂 . Ma non mi faccio impietosire per così poco e tiro dritto verso per portare a casa il risultato. Scacchierando prima di tutto !

Darkstorm-Short valida per il titolo mondiale 🙂
Giunto alla porta del ristorante, alle 14.30, il proprietario non ci fa entrare spiegandoci che ormai hanno terminato il servizio e ci stava chiudendo la porta in faccia…quando la placco con il piede e la mano e gli dico: ” no guardi. Questo è un campione inglese che deve giocare il torneo di Capodanno qui all’Hotel Astoria, e viene da un lungo viaggio, ha bisogno di pranzare, non ci sono alternative”. Al terzo tentativo il ristoratore cede e ci lascia entrare.
Finalmente Short con una pietanza fumante sul piatto ed un bicchiere di vino rosso di fronte è pronto per una amichevole chiaccherata a tavola:
Darkstorm: Nigel hai recentemente preso parte alle Olimpiadi in Russia per l’ennesima volta con il tuo team inglese (NDR dal 1983, anno in cui esordì a 17 anni, è sempre stato presente). Nessuno meglio di te ha la possibilità di valutare bene la nazionale. Credi che questa sia la miglior formazione schierata grazie alla presenza di Adams e di un brillante Luke MCShane ?
Short: Attualmente l’Inghilterra è un team competitivo grazie appunto all’innesto di Luke MCShane che gioca saltuariamente perchè preferisce lavorare nella city. Possiamo ottenere buoni risultati. Ma il suo picco la nazionale l’ha avuto negli anni 80 e 90 quando abbiamo ottenuto diversi 2° e 3° posti.
D: Non voglio chiederti quali sono i tuoi risultati più importanti ma mi farebbe piacere sapere quali momenti della tua carriera ricordi con maggior piacere anche in base a quelli che erano i tuoi sogni da ragazzo.
S: Il picco della mia carriera è stato il match valevole per il titolo mondiale con Kasparov. Ma uno dei tornei che ricordo con maggior soddisfazione è l’AVS di Amsterdam dove vinsi precedendo Kasparov e Karpov. In quella occasione giocai anche belle partite interessanti che mi diedero non poca soddisfazione.
D: qual è il tuo obiettivo in un torneo come quello di quest’anno a ReggioEmilia. Una edizione così forte non si vedeva da parecchio.
S: La mia priorità sarà esprimere un buon livello di gioco ed essere competitivo poichè nelle ultimo torneo disputato, il London Chess Classic, non sono stato soddisfatto da me stesso. Voglio ben figurare a Reggio Emilia e competere degnamente con i miei avversari.
D: ultimamente stiamo assistendo alla deriva degli scacchi classici nel senso che sempre più spesso si utilizzano gli spareggi rapid o addirittura blitz, come al memorial Tal, per decretare i vincitori dei tornei. Personalmente non mi piace, soprattutto per eventi di rilievo come i match mondiali. Senza considerare che sono due cose diverse perchè la cadenza classica rappresenta la parte più artistica del nostro sport dove il giocatore deve essere capace di produrre idee profonde e creative alla scacchiera. Qual è il tuo punto di vista?
S: (sorseggiando il bicchiere di vino rosso) Concordo in pieno col tuo punto di vista. Il gioco blitz è certamente una cosa diversa dagli scacchi classici che sono un arte che richiede sforzo, preparazione e soprattutto capacità di creare idee alla scacchiera. Gli spareggi blitz o armageddon sono una disciplina diversa. Botvinnik, che era il maestro della preparazione, dello studio casalingo e dei match di rivincita, avrebbe provato diprezzo per questi usi.
D: Ho letto alcune tue precedenti interviste e pareri negativi sulla Fide. La mia opinione che l’errore di chi voleva un cambiamento e si proponeva come alternativa sia stato quello di non essersi preparato a dovere in funzione del sistema elettorale vigente. A distanza di alcuni anni quali considerazioni in più vorresti fare?
S:La Fide non è un organismo che lavora bene e la situazione richiede assolutamente un cambiamento del vertice attualmente ricoperto da Kirsan, come appunto era volontà dei maggiori Paesi europei. Ho notato alcuni particolari curiosi. Il primo è l’astensione di due Paesi tra cui l’Italia (NDR e qui ho dato a Short alcune delle motivazioni FSI che hanno portato a tale scelta); il secondo è la geografia europea dei voti che definisce una divisione tra nord e sud del vecchio continente.
L’intervista termina qui visto che entrambi abbiamo altri impegni nel pomeriggio e non mi sembrava neanche il caso di forzare la mano vista la già eccessiva disponibilità dell’inglese appena sbarcato dopo il viaggio. Così mentre mangiava il dolce ci siamo fermati a chiaccherare di Alekhine, della sua vita, della sua carriera e alcuni aneddotti che lo riguardano. Mi ha suggerito anche un paio di testi in inglese che vedrò di recuperare. Dopo l’incontro con Susan Polgar un’altra piacevole e indimenticabile giornata, la mia prima a Reggio, con uno dei campioni della storia degli scacchi.





