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Intervista a Luigi Maggi

Il nuovo Presidente della FSI risponde alle nostre domande. Nell’articolo gli Eletti nel Consiglio Federale.

Domenica prossima si terrà a Milano l’Assemblea Nazionale Elettiva che eleggerà il Presidente FSI, il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti e i Consiglieri per i prossimi quattro anni (elenco delle candidature, QUI).

Luigi Maggi sarà il successore di Gianpietro Pagnoncelli, che lascia la carica di Presidente dopo quindici anni. Ha presentato la sua candidatura già a gennaio, accompagnata da un programma ambizioso e strutturato (potete leggerlo sul suo sito, QUI). I numerosi consensi ricevuti hanno fatto desistere i potenziali avversari.

Maggi è attualmente amministratore di una Società che si occupa di sviluppo delle Risorse Umane e si è formato come dirigente sportivo ricoprendo – a partire dal 2007 – numerosi ruoli nel Comitato Regionale Lazio, del quale è Presidente dal 2013, oltre a ruoli a livello nazionale e nel CONI.

Nonostante i numerosi impegni di questi giorni ha cortesemente accettato di rispondere alle nostre domande.

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Maggi premiato da Riccardo Viola con la Stella di Bronzo al merito sportivo CONI

  1. Buongiorno Luigi, per iniziare mi sembra doverosa una tua presentazione agli scacchisti italiani.

Certamente Stefano. Ho 62 anni e mi occupo di sviluppo delle risorse umane, in particolare dirigenti e quadri, del settore pubblico e privato. Ho iniziato a giocare a pallacanestro all’età di dieci anni, la stessa età in cui appresi gli scacchi, e a 17 anni ero uno dei migliori realizzatori della mia squadra che giocava nel girone centro sud di serie B. Ho avuto la fortuna di frequentare il Circolo Scacchistico Santa Maria che aveva sede nello stesso impianto sportivo dove giocavo a basket. Ricordo con piacere che mi affrettavo a fare i compiti e poi correvo al Circolo per poi scendere in palestra per tornare a casa alle 23. Quasi tutti i giorni! Pallacanestro e scacchi sono state due grandi passioni che hanno formato il mio carattere.

  1. Domenica prossima sarai ufficialmente eletto Presidente della FSI. Cosa ti ha spinto a candidarti?

Credo che sia dovuto ad un complesso di emozioni e sensazioni intrecciate tra di loro. Sono stato ben 13 anni nel Comitato Regionale del Lazio e mi sono reso conto che i margini di crescita e diffusione degli scacchi nella nostra società sono molto ampi. Gli scacchi sono arte, cultura, disciplina, sport; e sono per tutti. In più, sento in dovere di restituire, per come posso, quel debito di riconoscenza che ho verso il nostro “gioco” e verso il prof. Vincenzo Nestler, due volte campione italiano, con cui ebbi un sincero rapporto di amicizia e che considero un mentore della mia gioventù.

  1. Nella squadra di collaboratori che hai proposto si leggono diversi nomi di consiglieri uscenti. La tua presidenza intende porsi in continuità con il lavoro di rilancio della FSI iniziato da Pagnoncelli?

Vorrei essere una persona che unisce e non divide, che costruisce sull’esistente però innovando. Ho pensato di ripresentare un gruppo di consiglieri che mi hanno colpito per entusiasmo, competenza e voglia di fare; e di proporre delle “new entry” che possano apportare nuove idee. Sono molto grato a Gianpietro Pagnoncelli per lo straordinario ma oscuro lavoro fatto in seno al CONI e in particolare nell’organo di coordinamento delle DSA. Purtroppo, questo aspetto è noto solo a pochissimi.

  1. Il primo punto del programma prevede l’ambizioso obiettivo di far crescere il numero dei tesserati da 15.788 (dato di fine 2019) a circa 25.200 in quattro anni. Quali strategie adotterai per riuscirci?

Il programma è stato scritto prima che si vedessero gli effetti negativi del covid anche nel nostro sport. Il raggiungimento degli obiettivi dipenderà dalla rapidità con cui usciremo da questa triste fase. Le linee d’azione comunque rimangono immutate e passano per il contenimento della volatilità degli under 12, una maggiore incisività nella scuola, l’apertura di un settore sportivo dedicato agli e-chess, una efficace comunicazione interna ed esterna.

  1. Un altro punto alla base del programma riguarda il rafforzamento della struttura federale, per la quale proponi tra l’altro l’istituzione di cinque nuove commissioni.

La struttura amministrativa a Milano è sotto organico da due anni e ciò si avverte nell’operatività quotidiana. Nonostante l’impegno e la dedizione della segreteria è diventato sempre più esteso il lavoro “burocratico” conseguente al moltiplicarsi dei Enti che si occupano del governo dello sport: al CONI si sono aggiunti Sport e Salute SpA e il Dipartimento dello Sport. Penso che non sia più rimandabile l’assunzione di un nuovo dipendente. Per quanto riguarda le Commissioni, le ritengo il cuore dell’azione federale. Tra Commissioni e gruppi di lavoro coinvolgerò oltre 60 tra Istruttori, giocatori, dirigenti sportivi e arbitri perché possano dare un contributo qualificato alla nostra Federazione. Credo nel valore del motto “Gens una sumus”.

  1. Il programma prevede anche di sostenere la carriera professionale dei giocatori di vertice e l’istituzione di uno “Junior Club Italia” per i giovani di vertice.

Il Presidente Pagnoncelli ha puntato molto sui giovani e ora abbiamo un buon numero di Grandi Maestri. Vorrei riprendere questa intuizione e svilupparla. Da una parte stimolando la crescita sportiva dei nostri giocatori di vertice con un sistema di indennità legate al raggiungimento di obiettivi sportivi, dall’altra offrendo concrete possibilità di perfezionamento tecnico con stage tenuti dai più quotati allenatori a livello internazionale.

Ai giovani più promettenti che entreranno a far parte del Junior Club Italia sarà offerto un piano di formazione tecnica collettiva e individuale tenuta dai nostri migliori allenatori e giocatori. Sto già lavorando su questi progetti e aspetto di conoscere le risorse economiche che avremo a disposizione per avviarli in tempi rapidissimi.

  1. Le cronache purtroppo riportano episodi di cheating e di pratiche scorrette che danneggiano gli scacchi e rischiano di allontanare i grandi sponsor, che nel tuo programma ti proponi di coinvolgere. Come affronterai questa tematica?

Penso che dobbiamo valorizzare i tantissimi valori positivi degli scacchi e non concentrarci su sporadici episodi di pratiche scorrette. Esse sono presenti in qualunque sport e in qualunque ambito della vita: è un lato oscuro non eliminabile, ma contrastabile con la vigilanza e l’educazione alla sana pratica del gioco.

  1. Ho letto che intendi introdurre una “indennità standard” per gli arbitri con l’obiettivo di risolvere l’annoso problema dell’aggravio dei costi a carico degli organizzatori per le spese di viaggio in caso di designazione di arbitri residenti lontano dalla sede di gioco.

Nel tempo, il sistema di designazione arbitrale ha portato ad una vivace dialettica tra Organizzatori e CAF, dove ognuno ha argomentato delle buone ragioni a proprio favore. Con l’introduzione delle indennità arbitrali standard, l’Organizzatore potrà pianificare l’evento sportivo con largo anticipo, conoscendo subito quale sono i suoi costi fissi, indipendentemente dalla designazione che sarà fatta molti mesi dopo. Ma questa misura ha anche uno scopo non meno importante: quello di rafforzare l’autonomia della CAF. La Federazione, a fronte di costi certi e programmabili, effettuerà il pagamento delle indennità arbitrali, evitando così che un “controllato” (l’Organizzatore) paghi il “controllore” (l’Arbitro). Penso che sia un progetto su cui si possa lavorare subito anche se gli effetti si vedranno dal 2022, applicandolo sia ai grandi eventi federali sia ai festival internazionali di primo piano.

  1. Per concludere questa interessante chiacchierata, ti chiedo: inizi la presidenza in un periodo nel quale l’interesse generale per gli scacchi sta aumentando, come dimostra il successo della miniserie “La Regina degli Scacchi”. Potrebbe essere questa la “fortuna” che, come ami dire, deve accompagnare la competenza nella realizzazione del progetto?

Certamente ”La Regina degli Scacchi” ha entusiasmato tantissime persone, ci sono molte vendite di articoli scacchistici e richieste di corsi on line. Ora non so valutare quanto durerà l’onda favorevole, ma per forma mentis sono abituato a lavorare seriamente e a fidarmi della saggezza popolare del proverbio che dice “aiutati che Dio ti aiuta”.

Grazie mille per la disponibilità e buon lavoro!

Grazie a te e complimenti a Scacchierando!

Consiglio Federale

Eletti nell’Assemblea elettiva del 20 dicembre 2020

Consiglieri in quota società
Roberto Rivello (confermato), vicepresidente
Marta Consalvi
Fabrizio Frigeri (confermato, nel precedente CF in quota giocatori)
Angelo Martorelli (confermato)
Lorenzo Antonelli (confermato), vicepresidente vicario
Riccardo Merendino
Giampaolo Torselli

Maurizio Caposciutti (confermato)
Francesca Capuano
Veronika Goi

5 Commenti a “Intervista a Luigi Maggi”

  1. leovil
    16 dicembre 2020 - 10:11

    Come ripetuto molte volte in questi mesi, il programma di Maggi è validissimo.
    Sono felice inoltre che gli arbitri possano ora essere pagati dalla FSI e non più dagli organizzatori.
    Questa soluzione metterà fine a pratiche medievali che è bene che spariscano il più velocemente possibile dagli scacchi.
    Questo consentirà sicuramente maggiore autonomia alla CAF che in questi quattro anni ha ben lavorato soprattutto per quanto riguarda il discorso della formazione continua.

  2. ivanop
    16 dicembre 2020 - 17:56

    Innanzi tutto congratulazione a Maggi che in questo periodo ha lavorato duramente e molto per pensare le innovazioni, ormai non più eludibili, per una Federazione che specie negli ultimi tempi è apparsa un po’ ferma. Fa un po’ tristezza che si sia in presenza di un programma e di un candidato unico (questo ovviamente non è colpa di chi c’è ma di chi non c’è) a dimostrazione che da una parte (nella base) c’è una scarsa volontà di impegnarsi e dall’altra (nei vertici) forse una scarsa capacità di relazionarsi con la base. Nella regione da cui viene Maggi (e anche io) alle ultime elezioni del Comitato Regionale c’erano 8 candidati per 8 caselle da riempire (al nuovo Presidente il compito di meditare sulla cosa). Per quanto riguarda il programma sono sicuro che Maggi porterà la sua formazione manageriale cosa che non può che far bene ad una Federazione dove qualunque novità pareva vista (forse una mia impressione, ma potrei fare qualche esempio) con sospetto. Per la citata querelle CAF Organizzatori molto deve cambiare e quanto proposta da Maggi è solamente un timido primo passo (ma almeno è un passo). Oggi vige il nonsense (non so in quali altre Federazioni sportive) che gli arbitri vengano pagati dagli Organizzatori. Se come Asd organizzo un raggruppamento per il Cis il campionato della Federazione (dove magari giocano una o più mie squadre), io pago gli arbitri: una follia che non so chi possa aver pensato. Tale situazione blocca anche gli eventi nelle grandi città (con grandissimo detrimento per la diffusione del gioco) dove ospitare in albergo più arbitri per 8-9 giorni è una forte spesa (e non per niente gli scacchi sono uno sport che ha eventi essenzialmente nelle piccole cittadine o in quelle turistiche fuori stagione). Pensare solo alle spese di viaggio continua quindi a non aiutare i tornei nelle grandi città (e quindi a non aiutare gli scacchi) dove tali spese sono un di cui minimo delle spese arbitrali totali. Il problema di arbitri quasi sempre per la maggior parte fuori sede (per chi organizza averne uno fuori sede va bene, due sono un peso, tre diventa insostenibile), si risolverà quando avremo una Caf che non fallisca miseramente in uno degli obiettivi della sua mission ovvero favorire la crescita degli arbitri in maniera diffusa sul territorio (il Lazio seconda regione italiana per tesserati non ha arbitri internazionali e un ridottissimo numero di nazionali). Magari se alla Caf si assegna un budget annuo meditato (formato con le tasse di chi partecipa ai tornei e da un contributo ex ante di FSI e Asd che organizzano tornei) e gli si dice che con quello deve coprire in toto le spese annue arbitrali verrà voglia anche a lei di spingere per avere arbitri su tutto il territorio a beneficio di tutto il movimento.
    Nel frattempo un grande in bocca al lupo a Maggi con il sottoscritto convinto che farà sicuramente bene.

  3. Megalovic
    20 dicembre 2020 - 18:40

    Consiglieri Eletti in quota società aggiunti in fondo all’articolo

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