Come nasce un circolo
Quando ti siedi ad un bar di Teramo ti sembra di ascoltare “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…”
Non che l’animo rivoluzionario e trasgressivo torni a galla fra i pochi capelli rimasti, ma semplicemente perché il pomeriggio, in una piccola città di provincia, non offre molto da fare. Allora, un’occasione come la festa dello sport può essere un momento in cui scopri che molti giovani si dedicano a cose che tu, neoarrivato, nemmeno potevi immaginare. Palestre, giravolte di ragazzini, pattini che corrono, arti marziali, calcio e pallavolo, tutto il lungo Corso parla di voglia di fare cose. Passeggi e vedi cose belle, interessanti, inaspettate e poi, laggiù in un piccolo angolo, nascosto alla moltitudine, vedi cinque o sei ragazzi che seduti sono assorti a guardare delle scacchiere!
Oddio, gli Scacchi!!!
In un attimo, ti ritornano in mente quei momenti in cui per lunghe giornate hai parlato di scacchi, hai visitato posti e giocato, hai conosciuto persone splendide con cui hai legato e condiviso i momenti felici di una vittoria o i momenti tristi, a volte disperati, di una sconfitta.
Gli Scacchi!!!
Un pezzo ampio della tua vita che riaffiora, come una sorgente sulfurea nascosta nelle falde sotterranee di un misterioso mondo oramai relegato negli anfratti più reconditi della tua mente.
Gli Scacchi!!!
No, non posso ricaderci, sono fuori dal tunnel e non ho nessuna voglia di ricaderci. Non posso permettermi di passare ore davanti ad una scacchiera per cercare di capire una strana Cxe4 del tal Maestro, o passare al circolo dove, fra scherzi e battute da osteria, cerchi di battere il numero 1 o di imporre l’ultima variante studiata.
No, non ci ricasco. Ma, oramai sicuro della tua disintossicazione, ti avvicini alle 4 o 5 scacchiere nascoste sotto un portico caratteristico della cittadina, sorpassando i suoni assordanti di una palestra di aerobica, e le urla di una squadra di ragazzini che fanno arti marziali, ti fermi a guardare quelle mani che velocemente muovono pezzi e schiacciano orologi.
Gli Scacchi!!!
“Lei sa giocare?”
La voce che ti colpisce è rassicurante, è quella di un giovane che si rivolge a te con il dovuto rispetto per l’anziano che, con le mani dietro la schiena, guarda come procedono i lavori di una palazzina.
“Io? Bhe, so fare qualche mossa”
Risposta ipocrita, che non nasconde il narcisismo di chi è convinto di sapere lo scibile scacchistico meglio di Carlessen, almeno così credi.
“Allora si faccia qualche partita”
No, non ci ricasco. Il giovane pusher scacchistico, nascosto dietro un viso pulito e di bravo ragazzo, non ti inganna. Sei troppo smaliziato. Hai conosciuto e combattuto contro la tentazione di direttori di riviste online, campioni italiani, zii Mario e avvocati con pochi scrupoli che ti hanno coinvolto in viaggi allucinanti, con una sola idea in testa: c3 è meglio di Cd2? Figuriamoci se un giovincello potrà mai riportarmi dentro al tunnel.
Gli Scacchi!!!
Dopo ben 3 minuti di sofferenza eccoti lì, seduto con un ragazzo di fronte, un orologio in marcia e una Caro Kann opaca, stanca e ricordata a frammenti.
Ebbene sì, ci sono ricascato.
Il circolo. Un piccolo locale di una parrocchia, una decina di iscritti, appena rinato dalle ceneri del precedente tentativo. Freddo, ma tanta voglia di ridere, scherzare e di allontanarsi dall’arido gioco online, dove il contatto umano, la battuta, lo scherno non sono permessi. Poi l’idea: perché non organizzare un torneuccio? Tu eri rimasto ai tornei semilampo dove l’adesione avveniva con il passaparrola, magari in una grande città, dove la domenica pomeriggio si radunavano i migliori per sfidarsi a colpi di siciliane e spagnole.
Qui tutto è a dimensione Lilliput. Ogni cosa ha i suoi tempi, i suoi sapori e le sue sensazioni. E allora si mette un avviso online, si aderisce online, si chiede online, si discute online, e tu che ci fai con l’online?
Si parte. La sede è un bar del centro (in memoria di bar più celebri e gloriosi che nel tempo erano diventati il fulcro della vita scacchistica di Roma, ad esempio). Il giorno deciso: un sabato pomeriggio, già piuttosto rigido e con i colori sfumati verso il giallo. All’ora decisa ecco una piccola folla che arriva, oddio, tutta questa gente? Bambini, adulti, universitari e anzianotti.
Di colpo ti rivedi proiettato a 40 anni prima: le chiacchiere fra un turno e l’altro, le informazioni sulla famiglia o sul lavoro che passavano nelle stesse pause. Simpatie e antipatie fra sconosciuti che però sentivi affettuosamente tuoi amici e che avresti piano piano imparato a conoscere nelle pause dei turni di altri 100 tornei.
Il circolo è partito, l’entusiasmo è a mille e si costruiscono contatti e appuntamenti. Il giovane pusher, ora nominato presidente, è sul piede di guerra: offre numeri di telefono, raccomanda la presenza, promette sconti sulle nuove iscrizioni. Si è già trovato il giusto collaboratore, un altro giovane con la predisposizione al puscheraggio scacchistico, con ambizioni più alte: la conquista del titolo mondiale!
Un pomeriggio come tanti, un sabato come tanti, un torneo come tanti, ma con la differenza che questa volta è un po’ anche opera tua. C’è una certa soddisfazione nel vedere un bel po’ di gente lì dentro, che discute di aperture e pezzi lasciati in presa, di finali e improbabili varianti, viste su qualche partita di qualche campione in qualche torneo milionario, di regole e presunte scorrettezze gestite da un amico che fa l’arbitro per un paio di panini, “senza nulla a pretendere”.
C’è il tuo zampino, sai che qualcosina dei vecchi tempi ti è rimasto dentro e perché non dare una mano? Prossimo obiettivo è diventare “campioni del mondo”.
Il circolo è partito e io sono dentro al tunnel, di nuovo.
Gli Scacchi!!!
Che potere, che forza, che tunnel!









23 novembre 2023 - 07:27
Che bello! Che vero!! Spero che non solo Dantill ed io abbiamo notato un nuovo entusiasmo nei circoli, dopo la “sbornia” di gioco online c’è voglia, da me almeno da un paio d’anni, di gioco in presenza. Solo 5-6 anni sembravamo associazioni in via d’estinzione.
23 novembre 2023 - 11:06
Bellissimo, grande Dantill!
E bello tornare all’aspetto fondamentale degli scacchi: il circolo!!
Basta un attimo per veder affiorare tanti volti, da tanti diventati amici veri a persone che hai frequentato solo sporadicamente, in quel contesto, ma con le quali hai comunque un legame. Il mangiatore di re, il fautore della difesa polacca, il giovane che diventerà maestro (e magari di più, il mio circolo di allora vanta, nel futuro ormai passato, un Maestro Internazionale e una decina di Maestri), quello che oggi vive negli Stati Uniti, l’altro arbitro internazionale… Tanta umanità!
Il gioco online? Ok, nulla di male, ma il circolo… Il luogo dove se lasci la donna in presa quel che resta è sempre il sorriso!
25 novembre 2023 - 19:20
Ottimo!
La nascita, o rinascita in questo caso di un nuovo circolo, è come piantare un seme sapendo che i nuovi frutti che nasceranno saranno parte delle generazioni future che porteranno avanti questa inesauribile passione.
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