Le sfide Mariotti-Tatai
In occasione degli 80 anni di Sergio Mariotti, compiuti lo scorso 10 agosto, è doveroso ma soprattutto gradito dedicare un articolo al primo Grande Maestro italiano, The Italian Fury (copyright British Chess Magazine), monumento vivente del nostro scacchismo, ripercorrendo le partite giocate contro il suo principale rivale italiano, Stefano Tatai, delle quali ho rintracciato notizie sui principali database, in rete e su un “testo sacro” (vedi i riferimenti in fondo all’articolo).

Sergio Mariotti
Mariotti nasce a Firenze il 10 agosto 1946, otto anni dopo Tatai (Roma, 23 marzo 1938 – Tenerife, 29 maggio 2017). Ottiene il titolo di Candidato Maestro nel 1963 a Imperia (semifinale del 25° CIA) e quello di Maestro a marzo 1969, vincendo il torneo di La Spezia con 6,5 su 8.
Il 1969, appunto. È l’anno che segna l’inizio dell’ascesa di Sergio: vince il torneo di Capodanno di Napoli con 8 su 9, poi il citato La Spezia, quindi il 30° CIA, a luglio a San Benedetto del Tronto, con 8 su 10. Grazie a questo successo diventa Maestro Internazionale.
27 partite, 22,5 punti, zero sconfitte. È inevitabile la designazione (preferito al più esperto Tatai) per il torneo Zonale di Praia de Rocha, che si disputa dal 20 ottobre al 13 novembre. Mariotti non delude le attese: arriva quarto con 12 su 17, a mezzo punto dai qualificati per l’Interzonale, Filip, Minic e Gligoric, al quale infligge una memorabile sconfitta, forse la sua partita più conosciuta, che vale la pena di ammirare ancora una volta.
L’anno si conclude com’era iniziato, con la vittoria nel torneo di Capodanno, stavolta quello di Reggio Emilia, con 7,5 su 11, che ovviamente termina nel 1970, il 6 gennaio.
Veniamo alle sfide con Tatai.
Avvertenza: è possibile che il numero delle partite giocate tra i due sia più alto rispetto a quanto attestato dalle fonti consultate. I lettori che dovessero avere informazioni in merito sono invitati a segnalarle nei commenti. Le aggiungeremo volentieri all’articolo.

Una recente simultanea di Sergio Mariotti
La prima partita tra i due campioni avviene quando il talento di Mariotti non è ancora sbocciato, nel 9° turno del torneo di Capodanno di Reggio Emilia 1967-68, che come abbiamo visto vincerà due anni dopo. L’incontro avviene quando la situazione di Sergio è drammatica: è addirittura a zero su otto e perde malamente anche questa, in sole 13 mosse. Chiude ultimo con due patte e undici sconfitte. 1-0 per Tatai.
La seconda sfida arriva al torneo di Venezia 1971, dove Mariotti e Tatai arrivano rispettivamente secondo e terzo. Entrambi realizzano una norma GM. Stavolta Mariotti ha il bianco, arrocca lungo e si lancia all’attacco contro la Siciliana Najdorf del rivale, sacrificando una qualità. Dopo alterne vicende il nero sbaglia alla 39^ e Sergio incassa il punto intero: 1-1.
A gennaio 1972, nuova sfida a Madonna di Campiglio, torneo che Tatai vince con un perentorio 8 su 9. L’unica sconfitta arriva con il bianco contro la Najdorf di Mariotti, che arriva secondo con 6,5. 2-1 per Mariotti.
Tatai si prende la rivincita a febbraio, a Viareggio, nella Carnival Team Cup. 2-2.
Nel dicembre 1972 si disputa a Roma il primo match tra i due, su sei partite, giocato mentre Mariotti svolge il servizio militare nella capitale. Il risultato di parità, 3 a 3, non inganni: è una lotta senza esclusione di colpi, due vittorie a testa e due patte. Sergio passa in vantaggio nella seconda convertendo i due pedoni di vantaggio in un lungo finale di torre. Dopo due sconfitte, pareggia i conti nella quinta grazie a una perfetta transizione a un finale di pedoni. Il punteggio complessivo resta quindi in parità, 5-5.
Un anno dopo, dicembre 1973, i due si incontrano a Roma in un torneo a inviti vinto da Mariotti con 6,5 su 8. Tatai si ferma a 5 punti anche grazie alla sconfitta nello scontro diretto. 6-5 per Mariotti.
Nel 1974, anno nel quale Mariotti ottiene il titolo di Grande Maestro alle Olimpiadi di Nizza, ci sono due sfide: la prima nel 35° CIA a Castelvecchio Pascoli, vinta da Tatai, che si aggiudica il titolo con 10 su 13, mentre Mariotti si ferma a 8; la seconda nel 14° CIS, a Milano, vinta da Mariotti, neo assunto (come impiegato) al “Banco di Roma”, che gioca in prima scacchiera insieme a Zichichi, Passerotti e Valenti. È il primo di una serie di successi ottenuti dalla squadra romana in questa competizione. 7-6 per Mariotti.
Dopo una patta nel 1° torneo del Banco di Roma, 1976, dove entrambi si piazzano a metà classifica, nel 1977 c’è un primo scontro nel 38° CIA, disputato a Castelvecchio Pascoli, che risulta decisivo per la classifica finale. È l’ottavo turno. Tatai vince, stacca Mariotti e si aggiudica il titolo con 10 su 13, mezzo punto di vantaggio su Sergio. 7,5-7,5.
A novembre viene organizzato a Roma un secondo match tra i due, finanziato da un mecenate. Il match viene disputato nella sede dell’Accademia Roma, sul lungotevere, dove Mariotti arriva dopo il lavoro, con i mezzi pubblici. In un bellissimo articolo pubblicato su UnoScacchista (QUI), Pierluigi Passerotti racconta diversi aneddoti su Mariotti, tra i quali uno relativo a questo match. In sintesi: Mariotti arriva con mezz’ora di ritardo a causa del traffico e trova l’orologio in moto… “Ma come, un match “amichevole” per il piacere del mecenate e Stefano Tatai non tiene conto del traffico? Non è così nobile cavaliere? E che cavolo! Il toscanaccio che viveva dentro la carne di Mariotti non poteva sopportate un simile sgarbo!”. Morale della favola: Tatai vince il match 4,5-3,5 e passa clamorosamente in vantaggio 12-11.
Può sembrare un momento decisivo. E invece assistiamo a una serie di vittorie di Mariotti. Nel 2° torneo del Banco di Roma, disputato a dicembre 1977, Mariotti vince lo scontro diretto e arriva terzo con 7,5 su 11, a mezzo punto dai vincitori Vaganian e Mikhalchishin. 12-12.
Nel 1978 non risultano partite. Tatai entra nella squadra del Banco di Roma, disputano insieme l’European Club Cup a Las Palmas e, il secondo turno, a Roma. Ma… c’è un “ma”. Dal 24 ottobre al 1° novembre si disputa a Roma il torneo Alfiere, 9 turni, 14 partecipanti. Vince Tatai con 6,5, Mariotti è nel gruppo dei terzi con 5,5. Considerato l’esiguo numero dei partecipanti sembra improbabile che non si siano incontrati.
Nel 1979, nuova sfida al torneo del Banco di Roma. Mariotti arriva secondo con 7 su 11, a mezzo punto dal vincitore Pinter, e batte nuovamente Tatai. 13-12.
Il torneo del Banco di Roma è ormai un appuntamento fisso, che si ripete anche nel 1980. Entrambi arrivano a metà classifica, con Tatai che precede Mariotti di un punto, ma Sergio vince ancora lo scontro diretto e sale 14-12. Tatai non lo prenderà più.
Il 1981 è un anno interlocutorio. Si incontrano, come al solito, al torneo del Banco di Roma e nello zonale di Budva, ma sono entrambe delle rapide patte. 15-13.
Nel 1982, sempre nel torneo del Banco di Roma, Mariotti vince nuovamente contro Tatai e si piazza terzo con 5,5 su 9. È la stoccata decisiva: 16-13.
Dopo quattro anni senza sfide, nel 1986 i nostri eroi si incontrano altre due volte. Dopo tre anni di assenza dal torneo, a febbraio Mariotti disputa di nuovo il Banco di Roma e patta in 22 mosse con Tatai. L’ultimo risultato decisivo si registra a Chianciano Terme, durante il 31° CIS. Tatai è passato alla Cavit Trento, batte Mariotti e vince il titolo. 16-14.
L’ultimo incontro avviene nel 1987 allo zonale di Andorra. È una patta in sole 11 mosse, ma Mariotti ottiene un buon risultato finale, piazzandosi terzo con 8 su 12.
Termina così la nostra cavalcata. Mariotti vince 16,5 a 14,5, confermandosi, se mai ce ne fosse bisogno, il più forte giocatore italiano della sua epoca nonché uno dei più forti di sempre.

Stefano Tatai ride di gusto a una battuta del “toscanaccio” Sergio Mariotti
RIFERIMENTI:
Claudio Sericano “I luoghi degli scacchi: Roma”
Pierluigi Passerotti “Buon compleanno GM Sergio!”
Adriano Chicco, Antonio Rosino “Storia degli scacchi in Italia”





19 agosto 2026 - 10:39
Un articolo che, come si suol dire, “da solo vale il prezzo del biglietto”. Grazie Stefano, un tuffo in un mondo (perduto?) che sono le nostre origini e il motivo per cui giochiamo a scacchi. La vita effimera su Chess.com con , gli “according to Stock” e affini non valgono neanche mezzo ciuffo di questi personaggi eroici (e antieroici) che per me, vecchio Maestro Fide e istruttore l, rappresentano un modus vivendi dentro e fuori dalla scacchiera.
19 agosto 2026 - 10:56
Che splendido articolo!
19 agosto 2026 - 13:12
Bellissimo articolo, grazie mille. Avevo trovato interessanti anche questa serie di video sulle partite di Maiotti: https://www.youtube.com/playlist?list=PLX27Oi_T0ToixrDKJluWryzatmC5I8qY4
Approfittando della tua memoria storica, mi chiedevo se potevi approfondire ancora l’analisi di altri personaggi scacchistici di quell’epoca. Per esempio, sono stato sempre affascinato dalla figura di Roberto Cosulich, un MI genovese, talento innegabile ma anche animo irrequieto. So che spesso faceva viaggi in India, dove si dice che abbia trovato la morte, anche se, da quel che so, il suo corpo non e’ stato mai ritrovato. Se dovessi approfondire il discorso, mi piacerebbe anche sapere se avesse mai incrociato nel suo girovagare la “nouvelle vague” genovese fatta da artisti come Fabrizio De André e Bruno Lauzi, Gino Paoli, etc.
20 agosto 2026 - 09:06
Anche se non fu mai confermato ufficialmente, pare che Cosulich trovò la morte a Città del Messico, causa terremoto.
19 agosto 2026 - 14:52
Non sapevo che Mariotti fosse arrivato vicino a qualificarsi all’Interzonale del 1970 a Palma de Mallorca. Avrebbe potuto affrontare Fischer, che peccato.
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