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Racconti di Portomannu

Premessa : quello che segue non è un articolo di commento al torneo, ma un racconto personale piuttosto lungo espresso in una serie di spaccati in cui il torneo funge semplicemente da contorno.
Rischia quindi di essere noioso.
il fatto è che ormai l’ho scritto, quindi …
Se proprio non avete niente da fare, vi auguro buona lettura …

~*~

Correva l’anno di grazia 1998 ed il lavoro mi aveva appena portato a Deauville, in Normandia. Era stata appena inaugurata la nuova sala Cinematografica, e con i miei colleghi ci si diede una punta per vedere « Salvate il Soldato Ryan « . Arrivati sul luogo, ci rendemmo conto che le info del giornale non erano aggiornate, in quanto l’orario indicato era in anticipo di due ore su quello effettivo. Nell’altra sala, stava per cominciare « Vi presento Joe Black « , e allora, piuttosto che aspettare, ci decidemmo a vedere quel film li’. La sala era nuova di zecca e comodissima, con il suono all’avanguardia ; nel film Brad Pitt impersona la morte, venuto a prendersi un anziano Anthony Hopkins, ma desideroso di provare lui stesso l’esperienza di essere umano prima di accompagnare Hopkins nell’aldilà. Una bellissima opera , che ho poi successivamente rivisto almeno 3 volte, ma tornando a casa quella sera non potei non provare un pizzico di disappunto in quanto, pure se era andato tutto al meglio, in fondo ero uscito per vedere « Salvate il Soldato Ryan « …

~*~

Scene di aeroporto :
« una ranocchietta «
« UNA RANOCCHIETTA ! ! «
« due ranocchiette «
« DUE RANOCCHIETTE ! ! «
L’impettito signore era un po’ imbarazzato, ma non c’era stato niente da fare : la comitiva di scatenati bimbi di Alghero lo aveva circondato e costretto a partecipare ai loro giochi. Cosi’ lui lanciava la canzoncina facendo versi e gesta, ed i bambini lo seguivano. Ero sorpreso che i ragazzi d’oggi ( avranno avuto all’ incirca 9 – 10 anni ) sapessero ancora divertirsi in maniera semplice.
Mi sentivo già in vacanza.

~*~

L’appartamento 205 del residence Porto Mannu deve essere decisamente uno dei privilegiati : vicinissimo al cuore del Residence, è comunque abbastanza appartato per evitare il via vai di gente che si reca in spiaggia, al ristorante o in sala da gioco. La vista che presenta al turista mattiniero è notevole. Ho passato diversi quarti d’ora appena alzato a contemplare il silenzio ed il panorama, cullato dal vento gentile che mi carezzava la pelle.
Il residence si estende lungo una collina, con al vertice il « Capo d’Orso « . Tutta la struttura sembra idealmente abbracciare la spiaggia, e la sensazione è quella di essere su di un isola. Il cuore della struttura è imperniato sulla spiaggia ed il Ristorante / Bar, autentica piazza del villaggio per tutta la durata del torneo ; leggermente piu’ in alto, il terrazzo con la sala da gioco.
Una cittadella degli scacchi.

~*~

Rivolgendosi in Inglese ai titolati stranieri, Yuri Garrett ha appena dichiarato aperte le danze : il 1° Festival di Portomannu ha ufficialmente inizio. Il colpo d’occhio sulla sala è sontuoso : la schiera di tavoli , che permette una comoda e spaziosa sistemazione, sono coperti da panni su cui poggiano eleganti scacchiere in legno, affiancati dagli ormai classici orologi DGT. L’aria condizionata assicura una climatizzazione ideale, ed i formulari sono personalizzati e funzionali. Ciliegina sulla torta, ogni giocatore ha a fianco una targhetta su cui sono indicati nome, rating e federazione di appartenenza . Mi accomodo al mio tavolo, il 22, situato sul piano rialzato, che ospita le prime scacchiere. Il mio avversario è Maurizio Diotallevi. Dopo 3 ore, gli ho già stretto la mano, abbandonando dopo un sacrificio disperato in posizione passiva e, come dimostrato dal mio avversario, scorretto. Ce ne andiamo al bar, dove riguardiamo insieme la partita : piu’ confronto le mie idee con le sue, e piu’ sento che il mio gioco è troppo diretto, superficiale.
Concludendo mi dice : « sai, alla fine che si vinca o che si perda, è lo stesso, ce la giochiamo al nostro livello e poi và come và. Quello che è importante pero’, e che ai tornei si incontra gente veramente eccezionale. «
Lo guardo perplesso, non so’ decidere se mi stà prendendo in giro allo stesso modo che mi ha preso in giro in partita …

~*~

« sto’ sacrificio non funziona … «
« mi sà di no, Vincè «
Mi giro istintivamente, a cercare qualcuno con un laptop, che mi faccia usare Fritz per avere un responso piu’ certo. Niente Fritz, niente internet, e niente televisore ( non lo accendo ) . Mi faccio un altro aperitivo.

~*~

* « … e allora qui gli ho giocato b4 !! «
Avevo aspettato questo momento per tutta l’analisi : il pedone si lanciava in soccorso del fratello in c5, lasciando in presa la torre in a1, preda della Donna in f6. Ma non importava, perchè con Ag5 forzavo una serie di cambi che semplificavano in un finale decisamente superiore e dimostravo al mondo intero che ormai sono un Candidato Maestro, e che in posizione aperta, me la gioco con chiunque … il MI Ari Ziegler sorseggia un po’ la birra che gli avevo offerto, e poi, con quel suo fare sornione, sospira :

« vedi Alex, devi essere un po’ meno emotivo quando giochi «

Avevo conosciuto Ari alla reception , al nostro arrivo a notte fonda, grazie ad un ricezionista solitario ed un po’ impacciato, che necessitava di un traduttore.

« Lo so’com’è, vediamo una mossa che ci sembra buona, ed immediatamente ci affezioniamo, al punto che non sappiamo piu’ disfarcene , e non guardiamo piu’ oltre … «

Avevo voluto capire perchè il mio vantaggio si era volatilizzato, prima di entrare in un finale pari dove il mio avversario commetteva un errore che mi permetteva di vincere la partita. Cosi’ ho catturato Ari al bar e l’ho trascinato ad un tavolino, dietro compenso di una birra. Mi ero aspettato di tutto, ma non che mi toccasse la mia diletta « pedone in b4. « Sull’orizzonte si stagliava un bellissimo tramonto ad ispirare i pensieri piu’ malinconici :
« è vero, gioco in maniera troppo superficiale … «

~*~

Il piccolo Zoldan jr. si aggirava per la sala ormai quasi sgombra, seguito come sempre dalla Mamma premurosa. Trepidante, mi aspetto che si arrampichi su una sedia e acchiappi qualche pezzo, e che insista che DEVE giocare anche lui. Il pargolo si gira un po’ attorno con aria disinteressata, e poi punta decisamente verso l’uscita. Se fosse stato mio figlio, penso che sarei morto di crepacuore.

~*~

Intermezzo :

Siore e Siori venghino, visita guidata al Ristorante « Residence Portomannu « ! Prego ammirare la ricca offerta di antipasti , di terra come di mare, e contorni vari ! Alla vostra sinistra, il banco dei primi. Notate signori, la graziosa signorina che serve i piatti, è sempre sorridente, ma che mai avranno da essere cosi’ contenti questi Sardi ?
Prego notare il tavolo di Bologna, coi sigg. Pantaleoni , Cremonini e Signora, e Cocchi, che salutano il Godena, che chiede se ci sia posto.
Ma prego, usciamo sulla terrazza, prego signori venghino, ammirate la vista , che mare, che panorama ! ! Prego Signori, alla vostra sinistra, il tavolo Lombardo – IHS , coi sigg. Radics, Zoldan e famiglia, Agrifoglio, Brugo e signora, , e di fianco, il tavolo di Milano, coi sigg. Savarese e Virzi, di là c’è Caruana con il babbo, chissà perchè stanno sempre da soli ! Ma non fermiamoci, saliamo al bar adiacente, che vedo movimento !
Prego signori ammirare i Sigg. Piscopo e Shytaj che analizzano, osservati dagli astanti. E prego signori, prego ammirare i caustici commenti dell IM Bruno ! Prego ammirare la folla , di nomi noti e sconosciuti, prego ammirare la Cittadella degli Scacchi !

~*~

Il ragazzo lo aspettava fuori dalla sala di gioco :

« Michele, analizziamo la mia partita ? «

Sono le otto passate, abbondantemente ora di cena …

« va bene, dai, diamogli un occhiata … «

~*~

Se L’organizzatore Stefano Lupini fosse francese, si chiamerebbe Stephàne Lupin : me lo immagino come il fratello maggiore del famoso Arsene, il ladro gentiluomo. Di modi discreti, sempre affabile e sorridente, con un alone di sottile eleganza che lo accompagna in ogni momento, che sia in bermuda o in giacca e cravatta.
Che sia un ladro come il fratello pero’ non lo si puo’ proprio dire, prova ne è i prezzi praticati per il soggiorno degli scacchisti.
Lo trovo mentre osserva sullo schermo del collegamento internet le partite nelle prime scacchiere e mi presento.

« Sai, sto’ cercando un difetto a tutta questa settimana, e l’unica cosa che trovo e quella collezione di statue che ostruisce la vista sul mare dal terrazzo del bar ! «

Stefano sorride, un sorriso di chi deve aver sentito questa commento altre volte, forse è anche d’accordo …

« Beh, complimenti davvero Stefano, un torneo perfetto «

Senza alzare lo sguardo dal monitor, mi risponde « aspetta la fine del torneo, per dirlo … «

~*~

« Com’e andata, Ale ? «
Mi schernisco, e, quasi distrattamente:
« ho pattato con un 2100 , sono contento perchè avevo un pedone in meno «

In realtà avrei voluto dire : « Ma vieni ! Gli ho fatto un mazzo cosi’ col controgioco, ringraziasse che ha strappato la patta ; e adesso tutti in ginocchio di fronte al Re degli Scacchi, tutti ! ! e datemi del lei e chiamatemi Candidato ! ! ! «
Era il 4° turno, e stavo andando discretamente con 2.5 / 4 con una bella performance.
Non avrei mai potuto sapere che il mio torneo era finito.

~*~

« se mi posso permettere, Alex, mi sembri una persona in trappola «

Ari mi guarda con la sua solita espressione, sembra quasi un santone, con quella sua calma ieratica.

Avevamo cominciato con le donne scandinave, per passare poi al suo negozio di scacchi, le donne scacchiste, soffermarci sul tragico destino di Ulf Andersson, trattare un attimo il tema della morte, virtuale e reale, per poi ritrovarmi sdraiato sul lettino a fare praticamente una seduta di analisi.

Cambio rapidamente discorso, incominciando a raccontargli quella volta che scambiai due chiacchiere con la MFF Eva Jiretorn alle Olimpiadi a Torino.

Ari mi sorride, accettando il fatto che avevo deciso che il discorso precedente era chiuso:
« si, Eva è un tipo molto interessante … «

~*~

« Scusa Yuri, ma perchè questo cambiamento repentino dell’accellerato ? «
« Io avrei tenuto i 6 turni, ma gli arbitri hanno deciso che era meglio farne 4 per questioni di classifica «
( ma non sei tu il capo, Yuri ? )

« Beh, Yuri, per quello che mi riguarda, il mio torneo è finito : che ci gioco a fare con Naumkin ? «
« ma non sei contento che giochi contro un GM, è una lezione gratuita ! «
( ero venuto per giocarmela nell’accellerato, Yuri, se volevo una lezione da un GM me la facevo online pagandola )

« Beh, Yuri, in realtà sono un po’ deluso … Non mi fraintendere, il torneo è bellissimo e l’organizzazione perfetta, pero’ …. «
« ma abbiamo comunicato tutto prima che il torneo iniziasse. E poi noi siamo serissimi , se vuoi ti possiamo anche restituire la tassa d’iscrizione … « ( veramente, Yuri , l’ho saputo all’inizio del secondo turno , e poi, a prescindere …)

« Scusa, Yuri, ma dopo aver preso un treno per Milano, un aereo per Olbia ed una navetta per PortoMannu, sentirmi dire cosi’ …. «
* risata, forse imbarazzata, forse no *

« Sai, Yuri, io preferisco giocare con gente della mia fascia, anche perchè mi piacerebbe passare i 2000, E poi gli Open integrali non mi sono mai piaciuti, perchè con il mio elo faccio l’altalena tra GM e NC, come accadrà in questo torneo da ora in avanti. «
« ma gli open integrali vengono giocati in tutto il mondo, e sicuramente nei paesi scacchisticamente piu’ evoluti ! prendi Hastings, per esempio «

« beh veramente, Yuri, a Hastings c’è l’Open, poi c’è il Challengers, l’under – 160 , l’under –130 ( fasce elo inglesi ) …. «

« vabbè, io comunque ho girato il mondo, e ti garantisco che l’open è meglio «
( Certo, Yuri, Io invece vivo dentro una conchiglia, e quindi devo aver per forza le idee traviate )

Mollo la presa prima di diventargli antipatico, ammesso che non lo sia già. Probabilmente Yuri è stanco e provato dall’organizzazione del torneo, e probabilmente poco portato all’empatia. Magari se gli avessi spiegato che il lavoro mi concede poche possibilità di giocare, per via dei miei orari assurdi, avrebbe capito la mia piccola delusione, ma mi sà che sono passato semplicemente per un ingrato, ai suoi occhi.

~*~

Doppio turno :

Jones – GM Naumkin 0-1 24 mosse
IM Claude – Jones 1-0 17 mosse

~*~

Pranzo, vigilia di Milan – Liverpool.

« finisce che devo farmi dei problemi, ma non posso farne a meno, i primi 15 minuti vado sempre a fare foto, e se posso vado anche dopo ! «

Il mio compagno di tavolo alza lo sguardo dalla Gazzetta dello Sport e continua :

« si è veramente incazzata, ha incominciato a farmi :
« non è corretto quello che fai, tu te ne vai in giro e io che ne so’ che non stai consultando i libri di apertura o altro ? »
I libri di apertura ? figurati, eravamo quasi nel finale … comunque era veramente inviperita … heh, quando si è seduta era bellissima, si è nascosta il viso sotto le mani ed alla fine, quando ha proposto patta ,non si poteva vedere, era diventata veramente brutta heh heh ! «
Cosi’ Giorgio Gozzi commentava la sua patta con la graziosa FM olandese Petra Schuurman.

« comunque stamattina ti ho fatto le foto mentre facevi il sub «
« hah, grazie, comunque, mi raccomando, ricordati di fare la foto a quelle orrende statue che bloccano la vista al bar, le devo assolutamente publicare su Scacchierando ! «

~*~

* Lo schermo è troppo piccolo e poi c’è troppa gente : la finale di Champions me la vado a vedere in stanza. Prima passo in sala. E’ rimasta un’ultima partita : Luca Radice stà difendendo un difficilissimo finale RTAP v. RTP, e sono arrivati oltre alla 100a mossa ed in pieno zeitnot.
Luca cincischia con un bicchiere, immagino vorrebbe un po’ d’acqua. Sto’ per andare a prenderglielo, ma poi immagino che l’arbitro presente potrebbe avere qualcosa da ridire. Passa qualche altra mossa, e Luca alza lo sguardo e lo incrocia con il mio, sembra quasi volermi chiedere qualcosa.
Non resisto :
« Stanno ancora 0-0 ! « .
Luca mi sembra un po’ sollevato, guarda l’orologio, ma non molla, non abbandona, anche se gioca il suo Milan. Mi reco in stanza, e, appena messa la chiave nella toppa, si leva un urlo disumano dalla sala del televisore. Accendo la TV, ha segnato Inzaghi. Ho molto sonno, erano secoli che non mi alzavo regolarmente alle 7 di mattina. A stento arrivo al 90°.

~*~

E’ mezz’ora che sono sdraiato qui, in spiaggia, e tra mezz’ora devo andare a giocare. Non mi và, un po’ perchè sono stanco per il corso di sub, un po’ perchè il mio avversario non ha elo, un po’ perchè mi è passata la fantasia e un po’ perchè si stà troppo bene. Il sole non picchia nemmeno poi tanto.

E’ tutta qui’ la storia di una patta in 24 mosse.

~*~

Matthew, Robert, Anton, Astrid, Claudio ed io, siamo quelli del tavolo « internazionale « . Robert è un comico nato, come tutti gli scozzesi. Prende in giro Claudio, al secolo dott. Claudio Fabi, farmacista Romano abbronzatissimo e capellone, al primo torneo, spiegandone gli insuccessi alla scacchiera. Secondo lui, il buon Claudio abbandona in fretta per precipitarsi in spiaggia ad insidiare le mogli degli scacchisti : infatti non ha mai visto nessuno presentarsi ad un torneo in costume ed occhiali da sole.
Siamo tutti in lacrime, è un ora di fila che Robert ha messo su’ il suo teatrino. Forse Diotallevi non mi stava prendendo in giro, il primo giorno.

~*~

Ci siamo fermati a 5 metri per esercitare la cosiddetta decompressione , una manovra classica dei subacquei. Io ho quasi esaurito la scorta d’aria, ma non vorrei tornare piu’ su’ .
La discesa di oggi mi ha mozzato il fiato, scendendo a 20 metri si poteva ammirare tutta la volta acquatica a vista d’occhio, talmente il mare era pulito e cristallino : la mia prima discesa in mare aperto, dopo gli esercizi in spiaggia dei giorni scorsi.
Per ingannare l’attesa prima della risalita , l’istruttore si mette a stuzzicare un polpo nascosto nella roccia. Una medusa mi passa di fianco, seguito da un gruppetto di pesciolini striati. Prima, eravamo passati sotto un grande scoglio ed avevo alzato la testa per vedere se si scorgeva ancora la superficie : ho intravisto solo un vago chiarore.

~*~

Claudio ha appena finito di analizzare la sua partita con Luciano Casartelli. Li ho osservati in maniera distratta, sorseggiando un drink e godendomi il panorama : è l’ultimo giorno, e partiro’ subito dopo la fine del torneo
« adesso vi faccio vedere la mia partita dell’altro giorno, l’avversario mi ha giocato una nuova apertura ! «
Il Casartelli comincia a muovere i pezzi sulla scacchiera : « Io ho il nero . 1. e4 c5 . 2. Cc3 e6 , e sino a qui’, tutto normale. Poi qui’, il bianco ha giocato questo … «
E cosi’ dicendo, solleva il cavallo bianco in c3, che va a catturare il proprio pedone situato in e4 !
Claudio sorride un attimo prima di sospirare « come direbbero in medicina, un classico caso di auto-fagocitazione … «
Alzo gli occhi dalla scacchiera, e vedo un capannello di gente intorno ad un tavolino. Mi alzo incuriosito, e faccio in tempo a vedere una bellissima ragazza tutta vestita di nero che, con un sorriso radioso, abbandona una partita e si alza. Ha un accento chiaramente sardo, e l’avevo già notata gironzolare in sala di gioco durante il torneo. Al suo posto, si siede un altra bellissima ragazza ; avevo già notato anche lei girare per la sala, ( e ti pare ? ) ma nessuna delle due aveva giocato. L’orologio è fissato sui due minuti, e la ragazza comincia a muovere agilmente e velocemente i pezzi sulla scacchiera, bilanciando sulle spalle uno scialle di seta che non si muove di un millimetro. Ogni tanto fà una battuta, ringrazia per un pedone lasciato in presa , sorride divertita . Uno dopo l’altro , gli alfieri dello scacchismo sardo si immolano tutti al suo altare : passano Damiano Locci, Isacco Ibba e tutta una serie di ragazzi locali, tutti con lo stesso destino ; la ragazza non perde un colpo, ogni partita una nuova apertura, un nuovo attacco, un nuovo repentino abbandono del maschietto di turno. Il tutto a velocità fulminante, con lo stesso sorriso incantevole stampato sul volto, e con lo scialle saldamente appoggiato alle spalle che non si sposta di un millimetro.
Non resisto alla curiosità e chiedo agli astanti chi fosse la signorina : « E’ la WIM Camelia Ciobanu , doveva partecipare al torneo ma poi ha avuto un impedimento « . Ho la tentazione di fare una partita anch’io, ma cambio subito idea : già sono scarso di mio, a lampo sono addirittura pietoso. Preferisco restare ancora a contemplarla un po’, e sognare di essere bello, giovane, GM ed il tipo di ragazzo che piace alle WIM romene …

~*~

Sul questionario di fine torneo, si lasciano voti a tutta una serie di aspetti del torneo, e si puo’ anche lasciare un commento. A tutto, piu’o meno, 10. Al personale 11 ( scrivo 11 di fianco al 10, e lo cerchio ), al sistema di accoppiamento e al accellerato 3.
Nel commento scrivo : « Ho come la sensazione di aver trovato un bellissimo cinema, con una sala all’ultimo grido e la tipa del popcorn gentilissima, ma in realtà ero venuto per vedere un altro film … «
Forse era meglio aggiungere « Grazie lo stesso, sono stato benissimo «

~*~

Non riesco a crederci. Sembra veramente lei, ma non sono sicuro.
Mi siede vicino, ed è proprio lei. Non solo siamo capitati sullo stesso aereo, ci hanno messo addirittura uno vicino all’altro
« Ciao, Alessia « le faccio , sorridendo
« Ciao … ci conosciamo ? «
« beh, io conosco te, ma tu non conosci me «
Mi guarda impietrita. « beh, adesso questa me la spieghi … «

Parte del mio lavoro consiste nel conoscere tutti gli impiegati dell’azienda : lei, che lavora in una sede distaccata, mi avrà visto 2 volte in 4 anni. L’unica volta che ci avevo brevemente parlato mi aveva detto « ma tu lavori qui ? « .

L’aereo decolla e, Alessia, tranquillizzata , mi racconta del momento particolare della sua vita, e la conversazione scorre via serena, in mezzo alle nuvole.

« te la posso fare una confidenza ? Lavoriamo insieme e non voglio che tu pensi che io sia pazza , pero’ questa te la devo dire : sai, prima, quando mi hai salutato, per un attimo ho pensato che tu fossi la Morte … «
Scoppio a ridere : « Proprio come nel film « Vi presento Joe Black « !
« si ! l’hai visto anche tu ? «
« si, pensa , l’ho visto praticamente per caso … «
« certo che coincidenza, ritrovarsi qui … «
« già, chissà che significa … «
Alla fine mi ha riaccompagnato a casa. La guardavo, in macchina ; veramente graziosa. Io, invece, sono inguardabile. Ma le donne sono imprevedibili, e se si mettono in testa una cosa, tipo « è il destino « , chissà, magari …
« beh, ciao Morte « mi fà sorridente, arrivati sotto casa.
« Ciao Alessia , e scusami se non sono bello come Brad Pitt « le rifaccio sorridente io.
E bravo idiota, ma ancora non l’hai imparato che non bisogna mai buttarsi giu’ di fronte ad una donna ?

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