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I racconti da Portomannu

Scacchierando.net (3): l’ironia di Alessandro Jones nei reportages sulle prime due edizioni del torneo sardo

Prosegue la pubblicazione di alcuni dei principali articoli del sito storico del blog Scacchierando.net, recuperati grazie all’archivio internet Archive.org e ripresentati in vista del quindicesimo compleanno di Scacchierando.

Oltre a “Runner” e “Angelmann”, “Alessandro J.”, al secolo Alessandro Jones, scacchista romano di origine inglese, è stato tra i primi a dare il proprio contributo alla crescita del blog portando in Redazione, oltre alle sue conoscenze linguistiche traducendo molti articoli in inglese, uno spiccato senso dell’ironia (e dell’auto-ironia!) che è il filo conduttore dei due pezzi che ripubblichiamo oggi, riguardanti i reportages sulle prime due edizioni del torneo di Portomannu, disputate nel 2007 e nel 2008.

 

Alessandro_Jones

Alessandro Jones

 

Racconti di Portomannu (2007)

Premessa : quello che segue non è un articolo di commento al torneo, ma un racconto personale piuttosto lungo espresso in una serie di spaccati in cui il torneo funge semplicemente da contorno.
Rischia quindi di essere noioso.
il fatto è che ormai l’ho scritto, quindi …
Se proprio non avete niente da fare, vi auguro buona lettura …

~*~

Correva l’anno di grazia 1998 ed il lavoro mi aveva appena portato a Deauville, in Normandia. Era stata appena inaugurata la nuova sala Cinematografica, e con i miei colleghi ci si diede una punta per vedere « Salvate il Soldato Ryan « . Arrivati sul luogo, ci rendemmo conto che le info del giornale non erano aggiornate, in quanto l’orario indicato era in anticipo di due ore su quello effettivo. Nell’altra sala, stava per cominciare « Vi presento Joe Black « , e allora, piuttosto che aspettare, ci decidemmo a vedere quel film li’. La sala era nuova di zecca e comodissima, con il suono all’avanguardia ; nel film Brad Pitt impersona la morte, venuto a prendersi un anziano Anthony Hopkins, ma desideroso di provare lui stesso l’esperienza di essere umano prima di accompagnare Hopkins nell’aldilà. Una bellissima opera , che ho poi successivamente rivisto almeno 3 volte, ma tornando a casa quella sera non potei non provare un pizzico di disappunto in quanto, pure se era andato tutto al meglio, in fondo ero uscito per vedere « Salvate il Soldato Ryan « …

~*~

Scene di aeroporto :
« una ranocchietta «
« UNA RANOCCHIETTA ! ! «
« due ranocchiette «
« DUE RANOCCHIETTE ! ! «
L’impettito signore era un po’ imbarazzato, ma non c’era stato niente da fare : la comitiva di scatenati bimbi di Alghero lo aveva circondato e costretto a partecipare ai loro giochi. Cosi’ lui lanciava la canzoncina facendo versi e gesta, ed i bambini lo seguivano. Ero sorpreso che i ragazzi d’oggi ( avranno avuto all’ incirca 9 – 10 anni ) sapessero ancora divertirsi in maniera semplice.
Mi sentivo già in vacanza.

~*~

L’appartamento 205 del residence Porto Mannu deve essere decisamente uno dei privilegiati : vicinissimo al cuore del Residence, è comunque abbastanza appartato per evitare il via vai di gente che si reca in spiaggia, al ristorante o in sala da gioco. La vista che presenta al turista mattiniero è notevole. Ho passato diversi quarti d’ora appena alzato a contemplare il silenzio ed il panorama, cullato dal vento gentile che mi carezzava la pelle.
Il residence si estende lungo una collina, con al vertice il « Capo d’Orso « . Tutta la struttura sembra idealmente abbracciare la spiaggia, e la sensazione è quella di essere su di un isola. Il cuore della struttura è imperniato sulla spiaggia ed il Ristorante / Bar, autentica piazza del villaggio per tutta la durata del torneo ; leggermente piu’ in alto, il terrazzo con la sala da gioco.
Una cittadella degli scacchi.

~*~

Rivolgendosi in Inglese ai titolati stranieri, Yuri Garrett ha appena dichiarato aperte le danze : il 1° Festival di Portomannu ha ufficialmente inizio. Il colpo d’occhio sulla sala è sontuoso : la schiera di tavoli , che permette una comoda e spaziosa sistemazione, sono coperti da panni su cui poggiano eleganti scacchiere in legno, affiancati dagli ormai classici orologi DGT. L’aria condizionata assicura una climatizzazione ideale, ed i formulari sono personalizzati e funzionali. Ciliegina sulla torta, ogni giocatore ha a fianco una targhetta su cui sono indicati nome, rating e federazione di appartenenza . Mi accomodo al mio tavolo, il 22, situato sul piano rialzato, che ospita le prime scacchiere. Il mio avversario è Maurizio Diotallevi. Dopo 3 ore, gli ho già stretto la mano, abbandonando dopo un sacrificio disperato in posizione passiva e, come dimostrato dal mio avversario, scorretto. Ce ne andiamo al bar, dove riguardiamo insieme la partita : piu’ confronto le mie idee con le sue, e piu’ sento che il mio gioco è troppo diretto, superficiale.
Concludendo mi dice : « sai, alla fine che si vinca o che si perda, è lo stesso, ce la giochiamo al nostro livello e poi và come và. Quello che è importante pero’, e che ai tornei si incontra gente veramente eccezionale. «
Lo guardo perplesso, non so’ decidere se mi stà prendendo in giro allo stesso modo che mi ha preso in giro in partita …

~*~

« sto’ sacrificio non funziona … «
« mi sà di no, Vincè «
Mi giro istintivamente, a cercare qualcuno con un laptop, che mi faccia usare Fritz per avere un responso piu’ certo. Niente Fritz, niente internet, e niente televisore ( non lo accendo ) . Mi faccio un altro aperitivo.

~*~

* « … e allora qui gli ho giocato b4 !! «
Avevo aspettato questo momento per tutta l’analisi : il pedone si lanciava in soccorso del fratello in c5, lasciando in presa la torre in a1, preda della Donna in f6. Ma non importava, perchè con Ag5 forzavo una serie di cambi che semplificavano in un finale decisamente superiore e dimostravo al mondo intero che ormai sono un Candidato Maestro, e che in posizione aperta, me la gioco con chiunque … il MI Ari Ziegler sorseggia un po’ la birra che gli avevo offerto, e poi, con quel suo fare sornione, sospira :

« vedi Alex, devi essere un po’ meno emotivo quando giochi «

Avevo conosciuto Ari alla reception , al nostro arrivo a notte fonda, grazie ad un ricezionista solitario ed un po’ impacciato, che necessitava di un traduttore.

« Lo so’com’è, vediamo una mossa che ci sembra buona, ed immediatamente ci affezioniamo, al punto che non sappiamo piu’ disfarcene , e non guardiamo piu’ oltre … «

Avevo voluto capire perchè il mio vantaggio si era volatilizzato, prima di entrare in un finale pari dove il mio avversario commetteva un errore che mi permetteva di vincere la partita. Cosi’ ho catturato Ari al bar e l’ho trascinato ad un tavolino, dietro compenso di una birra. Mi ero aspettato di tutto, ma non che mi toccasse la mia diletta « pedone in b4. « Sull’orizzonte si stagliava un bellissimo tramonto ad ispirare i pensieri piu’ malinconici :
« è vero, gioco in maniera troppo superficiale … «

~*~

Il piccolo Zoldan jr. si aggirava per la sala ormai quasi sgombra, seguito come sempre dalla Mamma premurosa. Trepidante, mi aspetto che si arrampichi su una sedia e acchiappi qualche pezzo, e che insista che DEVE giocare anche lui. Il pargolo si gira un po’ attorno con aria disinteressata, e poi punta decisamente verso l’uscita. Se fosse stato mio figlio, penso che sarei morto di crepacuore.

~*~

Intermezzo :

Siore e Siori venghino, visita guidata al Ristorante « Residence Portomannu « ! Prego ammirare la ricca offerta di antipasti , di terra come di mare, e contorni vari ! Alla vostra sinistra, il banco dei primi. Notate signori, la graziosa signorina che serve i piatti, è sempre sorridente, ma che mai avranno da essere cosi’ contenti questi Sardi ?
Prego notare il tavolo di Bologna, coi sigg. Pantaleoni , Cremonini e Signora, e Cocchi, che salutano il Godena, che chiede se ci sia posto.
Ma prego, usciamo sulla terrazza, prego signori venghino, ammirate la vista , che mare, che panorama ! ! Prego Signori, alla vostra sinistra, il tavolo Lombardo – IHS , coi sigg. Radics, Zoldan e famiglia, Agrifoglio, Brugo e signora, , e di fianco, il tavolo di Milano, coi sigg. Savarese e Virzi, di là c’è Caruana con il babbo, chissà perchè stanno sempre da soli ! Ma non fermiamoci, saliamo al bar adiacente, che vedo movimento !
Prego signori ammirare i Sigg. Piscopo e Shytaj che analizzano, osservati dagli astanti. E prego signori, prego ammirare i caustici commenti dell IM Bruno ! Prego ammirare la folla , di nomi noti e sconosciuti, prego ammirare la Cittadella degli Scacchi !

~*~

Il ragazzo lo aspettava fuori dalla sala di gioco :

« Michele, analizziamo la mia partita ? «

Sono le otto passate, abbondantemente ora di cena …

« va bene, dai, diamogli un occhiata … «

~*~

Se L’organizzatore Stefano Lupini fosse francese, si chiamerebbe Stephàne Lupin : me lo immagino come il fratello maggiore del famoso Arsene, il ladro gentiluomo. Di modi discreti, sempre affabile e sorridente, con un alone di sottile eleganza che lo accompagna in ogni momento, che sia in bermuda o in giacca e cravatta.
Che sia un ladro come il fratello pero’ non lo si puo’ proprio dire, prova ne è i prezzi praticati per il soggiorno degli scacchisti.
Lo trovo mentre osserva sullo schermo del collegamento internet le partite nelle prime scacchiere e mi presento.

« Sai, sto’ cercando un difetto a tutta questa settimana, e l’unica cosa che trovo e quella collezione di statue che ostruisce la vista sul mare dal terrazzo del bar ! «

Stefano sorride, un sorriso di chi deve aver sentito questa commento altre volte, forse è anche d’accordo …

« Beh, complimenti davvero Stefano, un torneo perfetto «

Senza alzare lo sguardo dal monitor, mi risponde « aspetta la fine del torneo, per dirlo … «

~*~

« Com’e andata, Ale ? «
Mi schernisco, e, quasi distrattamente:
« ho pattato con un 2100 , sono contento perchè avevo un pedone in meno «

In realtà avrei voluto dire : « Ma vieni ! Gli ho fatto un mazzo cosi’ col controgioco, ringraziasse che ha strappato la patta ; e adesso tutti in ginocchio di fronte al Re degli Scacchi, tutti ! ! e datemi del lei e chiamatemi Candidato ! ! ! «
Era il 4° turno, e stavo andando discretamente con 2.5 / 4 con una bella performance.
Non avrei mai potuto sapere che il mio torneo era finito.

~*~

« se mi posso permettere, Alex, mi sembri una persona in trappola «

Ari mi guarda con la sua solita espressione, sembra quasi un santone, con quella sua calma ieratica.

Avevamo cominciato con le donne scandinave, per passare poi al suo negozio di scacchi, le donne scacchiste, soffermarci sul tragico destino di Ulf Andersson, trattare un attimo il tema della morte, virtuale e reale, per poi ritrovarmi sdraiato sul lettino a fare praticamente una seduta di analisi.

Cambio rapidamente discorso, incominciando a raccontargli quella volta che scambiai due chiacchiere con la MFF Eva Jiretorn alle Olimpiadi a Torino.

Ari mi sorride, accettando il fatto che avevo deciso che il discorso precedente era chiuso:
« si, Eva è un tipo molto interessante … «

~*~

« Scusa Yuri, ma perchè questo cambiamento repentino dell’accellerato ? «
« Io avrei tenuto i 6 turni, ma gli arbitri hanno deciso che era meglio farne 4 per questioni di classifica «
( ma non sei tu il capo, Yuri ? )

« Beh, Yuri, per quello che mi riguarda, il mio torneo è finito : che ci gioco a fare con Naumkin ? «
« ma non sei contento che giochi contro un GM, è una lezione gratuita ! «
( ero venuto per giocarmela nell’accellerato, Yuri, se volevo una lezione da un GM me la facevo online pagandola )

« Beh, Yuri, in realtà sono un po’ deluso … Non mi fraintendere, il torneo è bellissimo e l’organizzazione perfetta, pero’ …. «
« ma abbiamo comunicato tutto prima che il torneo iniziasse. E poi noi siamo serissimi , se vuoi ti possiamo anche restituire la tassa d’iscrizione … « ( veramente, Yuri , l’ho saputo all’inizio del secondo turno , e poi, a prescindere …)

« Scusa, Yuri, ma dopo aver preso un treno per Milano, un aereo per Olbia ed una navetta per PortoMannu, sentirmi dire cosi’ …. «
* risata, forse imbarazzata, forse no *

« Sai, Yuri, io preferisco giocare con gente della mia fascia, anche perchè mi piacerebbe passare i 2000, E poi gli Open integrali non mi sono mai piaciuti, perchè con il mio elo faccio l’altalena tra GM e NC, come accadrà in questo torneo da ora in avanti. «
« ma gli open integrali vengono giocati in tutto il mondo, e sicuramente nei paesi scacchisticamente piu’ evoluti ! prendi Hastings, per esempio «

« beh veramente, Yuri, a Hastings c’è l’Open, poi c’è il Challengers, l’under – 160 , l’under –130 ( fasce elo inglesi ) …. «

« vabbè, io comunque ho girato il mondo, e ti garantisco che l’open è meglio «
( Certo, Yuri, Io invece vivo dentro una conchiglia, e quindi devo aver per forza le idee traviate )

Mollo la presa prima di diventargli antipatico, ammesso che non lo sia già. Probabilmente Yuri è stanco e provato dall’organizzazione del torneo, e probabilmente poco portato all’empatia. Magari se gli avessi spiegato che il lavoro mi concede poche possibilità di giocare, per via dei miei orari assurdi, avrebbe capito la mia piccola delusione, ma mi sà che sono passato semplicemente per un ingrato, ai suoi occhi.

~*~

Doppio turno :

Jones – GM Naumkin 0-1 24 mosse
IM Claude – Jones 1-0 17 mosse

~*~

Pranzo, vigilia di Milan – Liverpool.

« finisce che devo farmi dei problemi, ma non posso farne a meno, i primi 15 minuti vado sempre a fare foto, e se posso vado anche dopo ! «

Il mio compagno di tavolo alza lo sguardo dalla Gazzetta dello Sport e continua :

« si è veramente incazzata, ha incominciato a farmi :
« non è corretto quello che fai, tu te ne vai in giro e io che ne so’ che non stai consultando i libri di apertura o altro ? »
I libri di apertura ? figurati, eravamo quasi nel finale … comunque era veramente inviperita … heh, quando si è seduta era bellissima, si è nascosta il viso sotto le mani ed alla fine, quando ha proposto patta ,non si poteva vedere, era diventata veramente brutta heh heh ! «
Cosi’ Giorgio Gozzi commentava la sua patta con la graziosa FM olandese Petra Schuurman.

« comunque stamattina ti ho fatto le foto mentre facevi il sub «
« hah, grazie, comunque, mi raccomando, ricordati di fare la foto a quelle orrende statue che bloccano la vista al bar, le devo assolutamente publicare su Scacchierando ! «

~*~

* Lo schermo è troppo piccolo e poi c’è troppa gente : la finale di Champions me la vado a vedere in stanza. Prima passo in sala. E’ rimasta un’ultima partita : Luca Radice stà difendendo un difficilissimo finale RTAP v. RTP, e sono arrivati oltre alla 100a mossa ed in pieno zeitnot.
Luca cincischia con un bicchiere, immagino vorrebbe un po’ d’acqua. Sto’ per andare a prenderglielo, ma poi immagino che l’arbitro presente potrebbe avere qualcosa da ridire. Passa qualche altra mossa, e Luca alza lo sguardo e lo incrocia con il mio, sembra quasi volermi chiedere qualcosa.
Non resisto :
« Stanno ancora 0-0 ! « .
Luca mi sembra un po’ sollevato, guarda l’orologio, ma non molla, non abbandona, anche se gioca il suo Milan. Mi reco in stanza, e, appena messa la chiave nella toppa, si leva un urlo disumano dalla sala del televisore. Accendo la TV, ha segnato Inzaghi. Ho molto sonno, erano secoli che non mi alzavo regolarmente alle 7 di mattina. A stento arrivo al 90°.

~*~

E’ mezz’ora che sono sdraiato qui, in spiaggia, e tra mezz’ora devo andare a giocare. Non mi và, un po’ perchè sono stanco per il corso di sub, un po’ perchè il mio avversario non ha elo, un po’ perchè mi è passata la fantasia e un po’ perchè si stà troppo bene. Il sole non picchia nemmeno poi tanto.

E’ tutta qui’ la storia di una patta in 24 mosse.

~*~

Matthew, Robert, Anton, Astrid, Claudio ed io, siamo quelli del tavolo « internazionale « . Robert è un comico nato, come tutti gli scozzesi. Prende in giro Claudio, al secolo dott. Claudio Fabi, farmacista Romano abbronzatissimo e capellone, al primo torneo, spiegandone gli insuccessi alla scacchiera. Secondo lui, il buon Claudio abbandona in fretta per precipitarsi in spiaggia ad insidiare le mogli degli scacchisti : infatti non ha mai visto nessuno presentarsi ad un torneo in costume ed occhiali da sole.
Siamo tutti in lacrime, è un ora di fila che Robert ha messo su’ il suo teatrino. Forse Diotallevi non mi stava prendendo in giro, il primo giorno.

~*~

Ci siamo fermati a 5 metri per esercitare la cosiddetta decompressione , una manovra classica dei subacquei. Io ho quasi esaurito la scorta d’aria, ma non vorrei tornare piu’ su’ .
La discesa di oggi mi ha mozzato il fiato, scendendo a 20 metri si poteva ammirare tutta la volta acquatica a vista d’occhio, talmente il mare era pulito e cristallino : la mia prima discesa in mare aperto, dopo gli esercizi in spiaggia dei giorni scorsi.
Per ingannare l’attesa prima della risalita , l’istruttore si mette a stuzzicare un polpo nascosto nella roccia. Una medusa mi passa di fianco, seguito da un gruppetto di pesciolini striati. Prima, eravamo passati sotto un grande scoglio ed avevo alzato la testa per vedere se si scorgeva ancora la superficie : ho intravisto solo un vago chiarore.

~*~

Claudio ha appena finito di analizzare la sua partita con Luciano Casartelli. Li ho osservati in maniera distratta, sorseggiando un drink e godendomi il panorama : è l’ultimo giorno, e partiro’ subito dopo la fine del torneo
« adesso vi faccio vedere la mia partita dell’altro giorno, l’avversario mi ha giocato una nuova apertura ! «
Il Casartelli comincia a muovere i pezzi sulla scacchiera : « Io ho il nero . 1. e4 c5 . 2. Cc3 e6 , e sino a qui’, tutto normale. Poi qui’, il bianco ha giocato questo … «
E cosi’ dicendo, solleva il cavallo bianco in c3, che va a catturare il proprio pedone situato in e4 !
Claudio sorride un attimo prima di sospirare « come direbbero in medicina, un classico caso di auto-fagocitazione … «
Alzo gli occhi dalla scacchiera, e vedo un capannello di gente intorno ad un tavolino. Mi alzo incuriosito, e faccio in tempo a vedere una bellissima ragazza tutta vestita di nero che, con un sorriso radioso, abbandona una partita e si alza. Ha un accento chiaramente sardo, e l’avevo già notata gironzolare in sala di gioco durante il torneo. Al suo posto, si siede un altra bellissima ragazza ; avevo già notato anche lei girare per la sala, ( e ti pare ? ) ma nessuna delle due aveva giocato. L’orologio è fissato sui due minuti, e la ragazza comincia a muovere agilmente e velocemente i pezzi sulla scacchiera, bilanciando sulle spalle uno scialle di seta che non si muove di un millimetro. Ogni tanto fà una battuta, ringrazia per un pedone lasciato in presa , sorride divertita . Uno dopo l’altro , gli alfieri dello scacchismo sardo si immolano tutti al suo altare : passano Damiano Locci, Isacco Ibba e tutta una serie di ragazzi locali, tutti con lo stesso destino ; la ragazza non perde un colpo, ogni partita una nuova apertura, un nuovo attacco, un nuovo repentino abbandono del maschietto di turno. Il tutto a velocità fulminante, con lo stesso sorriso incantevole stampato sul volto, e con lo scialle saldamente appoggiato alle spalle che non si sposta di un millimetro.
Non resisto alla curiosità e chiedo agli astanti chi fosse la signorina : « E’ la WIM Camelia Ciobanu , doveva partecipare al torneo ma poi ha avuto un impedimento « . Ho la tentazione di fare una partita anch’io, ma cambio subito idea : già sono scarso di mio, a lampo sono addirittura pietoso. Preferisco restare ancora a contemplarla un po’, e sognare di essere bello, giovane, GM ed il tipo di ragazzo che piace alle WIM romene …

~*~

Sul questionario di fine torneo, si lasciano voti a tutta una serie di aspetti del torneo, e si puo’ anche lasciare un commento. A tutto, piu’o meno, 10. Al personale 11 ( scrivo 11 di fianco al 10, e lo cerchio ), al sistema di accoppiamento e al accellerato 3.
Nel commento scrivo : « Ho come la sensazione di aver trovato un bellissimo cinema, con una sala all’ultimo grido e la tipa del popcorn gentilissima, ma in realtà ero venuto per vedere un altro film … «
Forse era meglio aggiungere « Grazie lo stesso, sono stato benissimo «

~*~

Non riesco a crederci. Sembra veramente lei, ma non sono sicuro.
Mi siede vicino, ed è proprio lei. Non solo siamo capitati sullo stesso aereo, ci hanno messo addirittura uno vicino all’altro
« Ciao, Alessia « le faccio , sorridendo
« Ciao … ci conosciamo ? «
« beh, io conosco te, ma tu non conosci me «
Mi guarda impietrita. « beh, adesso questa me la spieghi … «

Parte del mio lavoro consiste nel conoscere tutti gli impiegati dell’azienda : lei, che lavora in una sede distaccata, mi avrà visto 2 volte in 4 anni. L’unica volta che ci avevo brevemente parlato mi aveva detto « ma tu lavori qui ? « .

L’aereo decolla e, Alessia, tranquillizzata , mi racconta del momento particolare della sua vita, e la conversazione scorre via serena, in mezzo alle nuvole.

« te la posso fare una confidenza ? Lavoriamo insieme e non voglio che tu pensi che io sia pazza , pero’ questa te la devo dire : sai, prima, quando mi hai salutato, per un attimo ho pensato che tu fossi la Morte … «
Scoppio a ridere : « Proprio come nel film « Vi presento Joe Black « !
« si ! l’hai visto anche tu ? «
« si, pensa , l’ho visto praticamente per caso … «
« certo che coincidenza, ritrovarsi qui … «
« già, chissà che significa … «
Alla fine mi ha riaccompagnato a casa. La guardavo, in macchina ; veramente graziosa. Io, invece, sono inguardabile. Ma le donne sono imprevedibili, e se si mettono in testa una cosa, tipo « è il destino « , chissà, magari …
« beh, ciao Morte « mi fà sorridente, arrivati sotto casa.
« Ciao Alessia , e scusami se non sono bello come Brad Pitt « le rifaccio sorridente io.
E bravo idiota, ma ancora non l’hai imparato che non bisogna mai buttarsi giu’ di fronte ad una donna ?

 

Portomannu 2008

Resta difficile scrivere queste righe e mantenere un senso di obiettività: nella mia esperienza personale Portomannu, dopo due sole edizioni, ha acquisito un senso che va oltre quello del semplice evento scacchistico, e si propone oramai come un frammento di vita al di fuori della mia quotidianità, immerso in un contesto incantevole ed al contempo  estremamente particolare. Deve essere il fatto di prendere un aereo, sorvolare il mare, farsi un viaggio tra i monti sconosciuti della Sardegna, e di arrivare “in un’isola nell’isola” che è il Residence Portomannu. Poi, sceso dal taxi, ritrovarmi come in colonia da bimbo, quando salutavi i compagni dell’anno precedente, e ricominciavi come se fosse passato un giorno, invece di un anno – amicizie virtuali che prendono forma solo durante le vacanze, per poi scomparire sino all’anno successivo.

Lo scorso anno avevo scritto di avere avuto l’impressione di essere andato a vedermi un film, e di essermi ritrovato alla fine a vederne un altro, pur bellissimo.
Quest’anno ho rivisitato un film già visto e, come spesso succede, mi sono potuto soffermare su dettagli che alla prima visione mi erano sfuggiti, approfondirne meglio altri, ed accorgermi che certe scene le avevo interpretate in maniera diversa. Sarà stato per il fatto che il Diving era chiuso (quindi niente immersioni), che il clima non si è riproposto come l’anno passato, che l’evento scacchistico in sè mi ha coinvolto di piu’, ma soprattutto, che quest’anno ero un po’ meno “estraneo fra gli estranei”, che ho vissuto questa mia seconda esperienza in maniera diversa.

L’articolo ha seriamente rischiato di intitolarsi “I’m singin’ in the rain”: la pioggia è stata ospite fissa durante la prima parte del torneo, segnando pero’ il passo durante la seconda metà, dopo l’intervento del direttore Stefano Lupini presso le Alte Autorità , o perlomeno cosi’ ci ha riferito l’altro direttore Yuri Garrett prima del 5° turno.
L’Organizzazione ha rappresentato la prima novità rispetto all’anno precedente: Lupini, se possibile, si è reso ancora più discreto e impalpabile, mentre Yuri Garrett, preso atto che tutti i meccanismi erano oliati e che la macchina andava quasi da sola, ha mollato un po’ le redini del torneo e si è calato a pieno regime nel ruolo di anfitrione e maestro delle danze, dispensando accoglienza e solarità da far invidia a quella dei Sardi. In realtà, il torneo tutto si è presentato con una veste meno formale. Questo è stato forse esemplificato maggiormente dal bollettino, improntato in maniera leggera, ed impreziosito, oltre che dalle interviste e cronache varie, dalla chicca delle avventure scacchistiche del cosiddetto “Pasionario”, un simpatico racconto quotidiano delle gesta di un giocatore di basso livello , seguito passo passo durante il torneo. La scelta è caduta sul CM Enrico Danieli, che tanto scarso non è, ma si è prestato volentieri al gioco. Fonti ben informate riferiscono che sono stati diversi a candidarsi al ruolo, ma alla fine hanno dovuto rassegnarsi a sperare ad un posto al sole solo per il prossimo anno.

L’unica situazione che era stata oggetto di critica nella edizione dell’anno passato era stato il meccanismo della accelerazione. Quest’anno, il sistema è parzialmente cambiato, ed è stato adottato un modello già utilizzato a Nizza, su cui ha lavorato ulteriormente il Maestro Bolognese Andrea Cocchi, che ha oggettivamente funzionato molto meglio rispetto alla scorsa edizione: Salvo rare eccezioni, e comunque nei limiti imposti da un Open generale, gli abbinamenti non sono mai stati troppo squilibrati. Creare meno differenze di punteggio iniziale (fasce da 2 / 1 / 0 invece di 3 / 1.5 / 0)  e assegnare ulteriori mezzi punti di accelerazione  durante il torneo a quei giocatori che si stavano comportando particolarmente bene, ha evitato grossi squilibri, ed ha portato gli abbinamenti verso quelle che erano le intenzioni iniziali degli organizzatori.

Per quello che riguarda l’evento agonistico, Jonathan Rowson ha dominato il torneo dall’inizio alla fine, torneo che si è tra l’altro contraddistinto per un alto tasso di combattività, disatteso in parte solo dall’altro scozzese (acquisito) Jacob Aagaard, che aveva la famiglia al seguito ed era chiaramente affaticato e distratto dalle necessità impostegli dal suo ruolo di neo-papà. Valido antagonista, il GM Russo Oleg Korneev, e acclamatissimo terzo con conseguente norma di GM, il MI Fabio Bruno, che ha così guadagnato il diritto al “Sollevamento del Premiato”, che è già diventata solida tradizione di fine torneo. Sorvolando sulle performance dei vari titolati, presenti in numero piuttosto elevato, e provenienti da ogni parte d’Europa, (con l’aggiunta del mitico GM peruviano Julio Granda Zuniga), da segnalare soprattutto la bellissima prestazione del CM imolese Federico Galassi, che mandava in archivio una performance da 2362 (con relativa norma di Maestro) permettendosi il lusso di pattare con Godena, Garcia Palermo ed il GM olandese De Vreugt.
Un’altra performance da rimarcare particolarmente, e spero che non me ne vorrà per la segnalazione, è quella del forte CM Marco Ori, che è passato con disinvoltura da una comoda patta con il GM svedese Hillarp Persson ad una sconfitta contro il 3N Stefano Santiloni (di cui fonti ben informate, a onor del vero, riferiscono una forza di gioco da forte 1N, malgrado non abbia profonde conoscenze in apertura) . C’è sicuramente una morale da tirare da questa altalena, e da altri risultati sulla carta imprevisti che si sono verificati durante tutto l’arco del torneo, tutto questo senza considerare i giocatori dotati di Elo chiaramente inferiore alla loro forza effettiva, e che si sono prodotti in risultati superiori a quelli teoricamente attesi: dal 2N Graziani passando per il 1N Razzano sino al NC scozzese Robert Rough, che passa da una fallimentare edizione 2007, dove aveva iniziato addirittura con uno 0/6 , ad un lusinghiero 4/9 con performance da 1802.

Per il resto, l’organizzazione si conferma sui livelli di eccellenza dell’anno precedente: la sala, malgrado qualche scacchiera in più, era comoda ed accogliente come sempre, il materiale era lo stesso dello scorso anno, comprese le targhette identificative per tutti, ed il servizio offerto al Ristorante di primissimo ordine, con il team delle cameriere confermato praticamente in blocco. Detto del clima, (suggerimenti sono stati fatti di spostare un po’ più in avanti la data della manifestazione) va anche aggiunto che non è riuscito ad intaccare più di tanto l’atmosfera da “Cittadella degli Scacchi”, esemplificata soprattutto dalla veranda del bar, di fronte alla spiaggia, dove tutti, dal GM al NC e relative famiglie, si ritrovano ad analizzare, bere e chiacchierare fino a notte fonda. E’ soprattutto questo smantellamento di un codice non scritto del mondo degli scacchi, dove la differenza di punteggio rispetto ad un altro è un po’ anche la misura del rispettoso distacco (o senso di condiscendenza) che bisogna tenere, a rendere Portomannu un momento speciale del calendario scacchistico: a prescindere dalla bellezza del contesto o dai relativi successi alla scacchiera del singolo giocatore, sono i ricordi che portiamo a casa di momenti particolari quelli che restano veramente con noi. Solo alle Olimpiadi di Torino ho trovato un contesto simile, che mi permettesse di raccontare di momenti di famigliarità con personalità che sono abituato ad ammirare solo sulle pagine di riviste scacchistiche, ma anche di momenti con altri giocatori qualsiasi come il sottoscritto, che perdono quello schermo protettivo di cui si circondano nella “vita reale”, e instaurano dialoghi anche profondi con quelli che sono in fondo perfetti sconosciuti: giocare a Quadriglia con Brunello, scalare il Capo D’Orso con Hillarp Persson, ammirare Godena venire stracciato a Poker dall’amico Vincenzo Savarese, (che ha sbancato tutti, portandosi a casa ben 11 euro di premi alla fine delle convincenti vittorie nei due tornei organizzati) dividere un bicchiere di birra con Garrett, la compagna Francesca e Peter di Chessvibes e ascoltare direttamente alla fonte le peripezie e le difficoltà di chi vive di scacchi, sono piccoli episodi simpatici, che si aggiungono ai bei ricordi delle varie abbuffate alla tavolata “Britannica” del Ristorante e le lunghe conversazioni e momenti divertenti in spiaggia ed al bar.

Mi soffermo un momento sul mio torneo: la vita ha spesso l’abitudine di presentarci di fronte ad eventi fondamentali della nostra esistenza nei momenti e luoghi più impensati, senza preavviso e calandoli nel banale della nostra quotidianità, e non abbiamo il tempo per prepararci a dovere per affrontarli, ma dobbiamo gestire l’attimo. Così, un giorno me ne sono andato alla festa del secchione della classe e quella che è stata a lungo la donna della mia vita (e che adesso non lo è piu essendo io il perfetto cretino che sono) mi ha chiesto se avevo da accendere,  un altro giorno sono sceso a comprare il giornale e sgranocchiando un panino ho letto l’articolo che ha deciso la mia vita professionale, mentre un altro giorno ancora , durante un doppio turno, ho preferito starmene in stanza a riposarmi due secondi in piu’ senza prepararmi niente, tralasciando di andare a verificare l’accoppiamento, arrivando cosi’ in sala torneo mezzo addormentato, con la camicia stropicciata , la barba incolta, e scoprire che giocavo con Camelia Ciobanu.

I più attenti tra i miei sparuti lettori ricorderanno che l’anno scorso mi produssi in un breve volo pindarico in cui declamavo le grazie della signorina, (al tempo a me sconosciuta), vista vagare ogni tanto per la sala. Quest’anno, Camelia è stata la reginetta incontrastata del torneo: vestita sempre impeccabilmente in abito da sera, tacchi a spillo, e perfettamente truccata, a prescindere dall’orario, dal clima o dal luogo in cui si trovava, aveva la chiara missione di affermare irrevocabilmente che “Scacchi è Glamour”, dando un tocco di classe e ponendosi in netto contrasto ad un contesto di attempati signorotti in mutandoni e ciabatte , che componevano la gran parte del lotto dei partecipanti.

Premessa: nel turno mattiniero, la nostra eroina era incappata in una svista di prim’ordine, mangiandosi un pedone e beccandosi di conseguenza un matto immediato in prima traversa dal bel CM Lombardo Fabio Agrifoglio, la cui nordica avvenenza fu considerata causa principale della distrazione della giovane rumena (analisi dal bollettino del torneo). Di solito, dopo casi del genere, i giocatori hanno due diversi tipi di reazione: il primo tipo si piega su stesso, passando il resto del torneo in uno stato di catalessi, l’altro affronta il turno successivo avvelenato come una faina, con tutta l’intenzione di farsi restituire il maltolto dal malcapitato avversario del turno seguente.

La Camelia si presenta alla scacchiera con passo affrettato, e dandomi la mano mi sorride quel tenero ed amichevole sorriso che sul volto di una giovane donna in questi casi esprime un concetto semplice ed inequivocabile : “Io ti spiezzo in due …“.

Jones,Alessandro (1980) – Ciobanu,Camelia (2205) [D35]

1.d4 e6 2.Nf3 Nf6 3.Bg5 d5 4.c4 Nbd7 5.cxd5 exd5 6.Nc3 Be7 7.e3 0–0 8.Be2

Una mossa alquanto timorosa, dovuta al fatto di essere impressionato dalle sue repliche immediate e aggravato dal fatto di vederla dedicarsi alla lettura del bollettino mattiniero durante i miei lunghi momenti di riflessione (sicuramente per infervorarsi ancora di più a cercare immediata vendetta del disastro mattutino). Da notare, a differenza dei turni precedenti, una processione di curiosi intorno alla mia scacchiera: si è forse sparsa tardivamente la voce che sono il cronista di Scacchierando? Si sono già visti diverse volte un arbitro, qualche giocatore del torneo, (in particolare un giovanotto sito intorno alla scacchiera 70) ed un anziano spettatore.

… c6 9.0–0 Re8 10.Rb1 Nf8 11.Qc2 Bd6 12.b4 a6 13.a4 Ng6 14.b5 axb5 15.axb5

La partita si incanala nei sentieri classici della variante di cambio del gambetto di Donna: il Bianco imposta l’attacco di minoranza, sperando di sopravvivere all’assalto sul suo Re. Si intensifica il passaggio degli spettatori: da segnalare anche un giocatore che palesemente fa il vago fingendo di non guardare la mia avversaria, dirigendo ostentatamente lo sguardo verso la scacchiera alla mia sinistra.  Si fà vedere anche l’amico Fabrizio de Cristofano, che mi garantisce essere pronto a scommettere le sue ” gemme più preziose ” che avrei incentrato tutto il mio articolo intorno a questa partita: sarà sollevato di sapere che aveva ragione.

… h6 16.Bxf6 Qxf6 17.bxc6 bxc6 18.Rb6

Finalmente, la mia avversaria mette giù il bollettino, e comincia a riflettere su come meglio stracciarmi: l’attacco del Nero si delinea inevitabile, il Bianco può solo sperare di sopravvivere e incentrare meschinamente il suo contro-gioco sul pedone c6.
Nel traffico di spettatori passa addirittura il Presidentissimo Pagnoncelli, che dispensa alla nostra sorrisi, baci ed abbracci. Mi risento e seccato lo apostrofo : “E a me niente bacetti, Presidente?!”; “E’ che sono un tipo piuttosto all’antica…” mi risponde stringendomi austeramente la mano.

… Bf5 19.Bd3 Bg4 20.Be2

Pura provocazione: giocata istantaneamente, aveva come esplicito messaggio “brava, hai guadagnato un tempo, e adesso?”

… Re6

“E adesso ti faccio vedere io; se non la pianti ti vengo sotto con tutto, ti do un matto che non te lo scordi piu per tutta la vita, così impari a stuzzicarmi, pagliaccio! ”

21.Rc1 Bxf3 22.Bxf3 Nh4 23.Be2 Bxh2+

Cieco furore.
Sono rimasto impassibile per un minuto a guardare l’alfiere che sfondava la mia posizione, pensando fra me e me “ma possibile che non riesco mai a resistere neanche 20 mosse contro i titolati?”, prima di venire folgorato dalla ovvia confutazione 24. Kxh2 Qxf2 25. Bg4. Mi guardo e riguardo la posizione senza trovare continuazioni convincenti per il Nero. Cerco un’ulteriore conferma nella espressione della mia avversaria, e nel mezzo secondo in cui incrocio il suo sguardo, gli leggo chiaramente negli occhi quella disperazione che conosco cosi’ bene …

24.Kxh2 Qxf2 25.Bg4 ½–½

Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui bisogna essere sinceri con gli altri, ma soprattutto con se stessi. Non mi nasconderò quindi dietro un dito, ma riferisco con molta serenità quanto segue:
1) Sì, sono un coniglio, almeno siamo tutti in chiaro
2) Mio malgrado, ho uno strampalato concetto della signorilità, che mi impediva di vincere una partita così ( anche se, ad onor del vero, in altre partite non mi sono mai fatto problemi, anzi … )
3) Avevo calcolato malamente una continuazione, in cui mi trovavo con un pezzo in più, ma con un solo pedone per vincere. Pensando che con un po’ di buona volontà sarei stato tranquillamente capace di perderla, questa partita, ho sfruttato l’attimo: ma la butti via una patta con la Ciobanu?
4) Il vero motivo però, il più profondo, il più sincero, è che se vincevo questa partita, come potevo poi fare l’articolo per Scacchierando, (sempre per via della signorilità di cui al punto 2) e rivelare a tutti che il Presidente ha l’abitudine di sbaciucchiare le giocatrici a orologio in moto?

Come ho detto all’inizio, se c’è una cosa che ha contraddistinto maggiormente il mio torneo quest’anno è stato il fatto di conoscere meglio molte persone rispetto all’anno scorso. Questo ha fatto sì che gli aneddoti ed i momenti simpatici si moltiplicassero. Quale raccontare oltre alla scontata analisi della partita con la Ciobanu? Per non fare torto a nessuno (o forse a tutti), ho deciso di raccontarne solo uno, perché oggettivamente è troppo bello per fare altrimenti.

Era l’ultimo giorno di torneo: come già successo qualche volta precedentemente, mi si avvicina con aria riverente un perfetto sconosciuto, che timidamente mi si rivolge con il classico “Ma tu sei Alessandro J., quello di Scacchierando, vero?…”. Faccio sorridendo un piccolo cenno di assenso, che vuole comunicare noncuranza e modestia, come ho imparato a fare per nascondere l’esultanza sfrenata della mia vanità in questi momenti. Istantaneamente, un velo ombroso di delusione cala sugli occhi e si spande sul volto mortificato del mio interlocutore, che si raccoglie un attimo prima di confidarmi “ah … mi immaginavo che eri piu’ magro…” e dopo una pausa straziante “e pure un po’ più brillante nel modo di fare… “. Raccolgo quanto mi resta della mia presenza di spirito per salvarmi dietro un “beh sai, quando scrivevo le prime cose ero magro come un chiodo, evidentemente lo stile deve essere rimasto quello … “.

Ha detto Jonathan Rowson nel suo discorso di chiusura: ” L’unico rischio che corre questo torneo è quello di diventare vittima del suo successo”. Non posso fare altro che sottoscrivere. Arrivederci all’anno prossimo.

5 Commenti a “I racconti da Portomannu”

  1. Darkstorm
    22 giugno 2020 - 10:46

    un caro saluto ed un augurio di fare nuovi tornei su tutti i litorali marini. ciao

  2. Darkstorm
    22 giugno 2020 - 10:58

    ricordiamo che una delle funzioni più belle di scacchierando dell’epoca quando creavamo il blog ogni giorno era la chatbox: quel suono soft “plin” che ti avvisava che era arrivato un messaggio. Dal sapore un po’ anni 80-90, del tipo c’è posta per te, e che ci portava sia a chattare da appassionati scacchistici sia a chattare per tutte le cose che si sarebbero potute fare insieme o scrivere. molto bello.
    ciao!

  3. wolf
    22 giugno 2020 - 13:56

    La ripresa del calcio di casa nostra ha rischiato di farmi perdere questa (ennesima) chicca della operazione nostalgia di Scacchierando.
    Un grande saluto al mitico Alessandro Jones e di nuovo complimenti per questo pezzo che come ha evidenziato Angelmann riesce a rendere visivo con le parole le magiche atmosfere di quei tornei.
    Io rispetto a te Alessandro, in rapporto agli scacchi, sono l’antitesi. Tanto professionale sei tu quanto dilettantistico ero (e sono) io. Come si evince anche dal testo. D’altronde mi ricordo che all’epoca quando un amico scacchista mi chiedeva come era Portomannu io rispondevo più o meno: Bellissimo, tutto perfetto. Peccato solo che ogni giorno bisognava giocare una partita a scacchi 🙂

  4. wolf
    22 giugno 2020 - 14:05

    Ah poi dimenticavo di includere i link ai fotoreport di quelle 2 edizioni (c’è anche la fotina del corso di sub a cui si fa riferimento nel testo e anche quella sua pur in controluce del totem fronte spiaggia)

    http://www.scacchiemiliaromagna.it/scacchiemiliaromagna_finoalsettembre2009/notizie%20-%20fsi%20comitato%20regionale%20emilia%20romagna/pagine%20archivio%20fotografico/foto_070526.html

    http://www.scacchiemiliaromagna.it/scacchiemiliaromagna_finoalsettembre2009/notizie%20-%20fsi%20comitato%20regionale%20emilia%20romagna/pagine%20archivio%20fotografico/foto_080525.html

    un giorno imparerò come fare gli hyperlink con lo smartphone….

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