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Norway Chess 2021

Carlsen vince l’Armageddon e il Norway Chess, 2° Firouzja, 3° Rapport – Deludono Nepo e Karjakin

Dal 7 al 17 settembre si è svolta al Clarion Hotel Energy di Stavanger l’edizione 2021 del Norway Chess.

Nel 10° e ultimo turno Carlsen si è aggiudicato l’evento pattando prima la gara classica con Nepo e vincendo poi il conseguente Armageddon con la consueta sicurezza. Al successo del campione del mondo ha contribuito la vittoria spettacolare di Firouzja su Rapport, con cui Alireza ha superato il magiaro (impedendogli così di raggiungere Magnus) e ha conquistato il 2° posto, come già era avvenuto l’anno scorso.

Nel terzo incontro dell’ultima giornata Karjakin e Tari hanno pattato la gara classica e il russo ha poi vinto l’Armageddon.

Classifica finale

Carlsen 19,5 (6,5)
Firouzja 18 (6,5)
Rapport 16,5 (6)
Nepo 12 (4,5)
Karjakin 10 (3,5)
Tari 7 (3)

Tra parentesi il punteggio ottenuto nelle sole partite classiche.

I partecipanti
La formula
Il calendario
Siti sull’evento

I partecipanti

Carlsen_cuoco_Norway_Chess_2020rapport_grenke_2017
karjakinan Nepomniachtchi Blitz Cup Region 2020
Alireza-Firouzjatari

1 Magnus Carlsen (2855)
2 Jan Nepomnjashchij (2792)
3 Richard Rapport (2760)
4 Sergej Karjakin (2758)
5 Alireza Firouzja (2754)
6 Aryan Tari (2642)

Media ELO del torneo: 2760

La formula

Doppio girone all’italiana (10 turni in tutto) a cadenza classica (2 ore per tutte le mosse + 10” a partire dalla 41a).

La vittoria vale 3 punti, la sconfitta 0, la patta comporta un’ulteriore partita Armageddon (10′ – 7′ + 1” dalla 41a mossa in poi) che frutta 1,5 punti al vincitore e 1 un punto a chi perde. Non è ammessa la proposta di patta prima della 30a mossa.

Se due giocatori concludono il torneo al 1° posto a pari punti, per stabilire il vincitore si disputerà uno spareggio blitz costituito da 2 partite con cadenza 3′ + 2” e, in caso di ulteriore parità, un Armageddon con 5 minuti per il B. e 4 per il N.

Se più di due giocatori concludono il torneo al 1° posto a pari punti, si disputerà tra loro un doppio girone all’italiana con i seguenti criteri di spareggio:

1) punti negli scontri diretti; 2) punteggio Sonneborn-Berger; 3) numero di vittorie; 4) numero di vittorie del Nero; 5) ELO.

Il calendario

1° turno (7/9) 2° turno (8/9) 3° turno (9/9)
Firouzja – Carlsen 1-1½
Nepo – Karjakin 3-0
Tari – Rapport 0-3
Nepo – Firouzja 1½-1
Carlsen – Tari 1½-1
Karjakin – Rapport 1-1½
Firouzja – Karjakin 1-1½
Tari – Nepo 1-1½
Rapport – Carlsen 1-1½
4° turno (10/9) 5° turno (12/9) 6° turno (13/9)
Tari – Karjakin 1-1½
Carlsen – Nepo 1½-1
Rapport – Firouzja 3-0
Firouzja – Tari 3-0
Nepo – Rapport 1½-1
Karjakin – Carlsen 3-0
Carlsen – Firouzja 3-0
Rapport – Tari 3-0
Karjakin – Nepo 1½-1
7° turno (14/9) 8° turno (15/9) 9° turno (16/9)
Firouzja – Nepo 3-0
Tari – Carlsen 0-3
Rapport – Karjakin 3-0
Nepo – Tari 0-3
Carlsen- Rapport 3-0
Karjakin – Firouzja 0-3
Tari – Firouzja 0-3
Carlsen – Karjakin 3-0
Rapport – Nepo 1-1½
10° turno (17/9)
Firouzja – Rapport 3-0
Nepo – Carlsen 1-1½
Karjakin – Tari 1½-1

Tutte le partite di ogni turno cominciano alle ore 17 CEST; le eventuali Armageddon si disputano alle 21 CEST.

 Norway
Chess 2021
Car Nep Rap Karj Firo Tari Punti Posizione
 1 Carlsen  1½ 1½ 1½ 3 3 1½ 3  1½ 3 19½ (6½)
 2 Nepo  1 1  1½ 1½  3 1 1½ 0  1½ 0 12 (4½)
 3 Rapport  1 0  1 1  1½ 3 0  3 3  16½ (6)
 4 Karjakin  0  0 1½  1 0  1½ 0   1½ 1½ 10 (3½)
 5 Firouzja  1 0  1 3 3 3  3 3  18 (6½)
 6 Tari  1 0 3  0 0  1 1  0 0  7 (3)

sito ufficiale
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70 Commenti a “Norway Chess 2021”

  1. kraus
    7 settembre 2021 - 23:49

    Rapport di forza

    Il Norway Chess è partito monco per il ritardo forzato dello sfidante Nepomnjashchij, che sarà costretto (assieme al povero Karjakin, che paga forse il pegno più grosso) a giocare dieci partite in altrettanti giorni: una sorta di handicap che alla lunga potrebbe farsi sentire. In altre parole, i due russi non potranno usufruire del turno di riposo, in cui ci sarà tempo e modo di recuperare l’incontro saltato.

    Il pubblico non ha fatto troppo caso alla tessera mancante del mosaico (con l’eccezione della platea ciarlante di Chess24 in versione iberica, che ha ripetuto fino allo sfinimento la domanda “Ma Nepo?”, più che altro per indispettire el Divis e i moderatori): non ci ha fatto particolarmente caso perché c’era Firouzja-Carlsen in primo piano e Rapport a poca distanza, giusto per vedere se il magiaro redivivo avrebbe ripreso dal punto in cui s’era interrotto qualche giorno fa a Saint Louis.

    Il punto interrogativo maggiore, però, resta Firouzja. Ha sciorinato e poi sciupato una novità eccellente in apertura (7. h4), quindi s’è concesso tempi di pensata biblici per una mossa, rischiando lo svantaggio, ma le prospettive d’una zeitnot da incubo sono svanite di fronte al finale di Torri piano e inesorabilmente pattifero:

    https://www.youtube.com/watch?v=KAqESyslbVI&ab_channel=chess24enEspa%C3%B1ol

    Nel frattempo Rapport impartiva un corso di dominazione all’Alfiere camposcuro di Tari; il secondo norvegese al mondo è partito come sempre con gli sfavori del pronostico, ma raramente è apparso così in ombra; anche se spesso 118 punti ELO di differenza non significano niente a questi livelli, oggi Aryan ha potuto solo fare da spettatore e applaudire di fronte ai fuochi d’artificio dell’ungherese, che ha dapprima vinto un pezzo e poi l’ha sacrificato per promuovere imparabilmente un pedone. Domani lo aspetta il ministro della Difesa Karjakin: una bella verifica, vai.

    Mentre la mattanza di Rapport volgeva al termine, s’è consumato l’Armageddon tra Firouzja (costretto a vincere in quanto latore del Bianco) e Carlsen. Per il genio persiano, tuttavia, questa specialità andrebbe ribattezzata Amargeddon, visto anche com’è andata la sua ultima esperienza in materia durante il Meltwater: ma qui la rosicata è stata ancora più lancinante perché c’era davanti il nemico giurato Carlsen e soprattutto perché la partita è sembrata per lunghi tratti sul punto di sfociare in una vittoria devastante.

    La cappella finale, che ha un po’ ricordato quella di un anno fa nella gara classica di ritorno, ha lasciato di stucco commentatori e tifosi, permettendo che l’eroico pedone laterale del Nero avanzasse fino all’ottava casa per garantire la patta al suo rinfrancato condottiero.

    L’improvvisa patta-sconfitta è fastidiosa non tanto per il mezzo punto in sé, quanto per una questione di principio. Va bene, ragazzi: visto che ho ricordato il Meltwater due secondi fa, è vero che proprio in quel torneo Firouzja s’è regalato il lusso di mattare il campione del mondo: mica bruscolini. Però contro Carlsen gli va quasi sempre buca, e va aggiunto che il norvegese, tra gare classiche, medie, chiare, scure e Armageddon assortiti, gli sta facendo ripagar con usura la vittoria nell’avvinghiante finale della Banter Blitz Cup dell’anno scorso. È sempre e ancora troppo presto per il nervoso Alireza?

  2. Megalovic
    8 settembre 2021 - 20:38

    La posizione non era felice ma Carlsen si poteve “beccare” la semplice combinazione 26…Txf2+! che forza 27.Rxf2 Dg3+ 28. Rg1 Dxh4 con posizione disperata. Ma Tari non la vede. Adesso probabilmente vedremo un finale Donna (Tari) contro due Torri pedoni pari, con il nero che sta meglio perché le Torri sono difficili da mettere in comunicazione e la struttura pedonale del bianco e pessima, ma se il nero non gioca con precisione il bianco potrebbe rialzare la testa. Difficile fare previsioni, considerando la cospicua differenza di forza di gioco tra i due, può accadere di tutto.

  3. kraus
    9 settembre 2021 - 11:24

    Tari siamo

    Gli scacchisti sono come noi: durante il giorno si affannano, pestano duro, lottano, sbagliano sul più bello e rimpiangono le occasioni perdute; poi di notte, per un quarto d’ora dolce o bestiale, s’abbandonano ai sogni. Il Norway Chess ha questo di particolare: che ce li mostra in entrambe le versioni; il giorno è l’incontro classico, la notte con i suoi sipari onirici tessuti di esaltazioni e paure è l’Armageddon. Questo turno, poi, è stato l’apoteosi in tal senso.

    Crema? No, trema. Carlsen lascia sbigottiti i commentatori: non solo esce dall’apertura senza aver cavato un mezzo vantaggio né uno spunto per applicare la sua notoria crema, ma per uno strano e contrario artifizio peggiora la sua posizione di mossa in mossa. Tari sembra avere le ali ai pezzi e si fabbrica un finale stravinto con una naturalezza che nessuno avrebbe mai predetto già solo il giorno prima, vedendolo così male in arnese contro Rapport. Poi la grande illusione sfuma pian piano: dapprima Aryan non vede una combinazione determinante, anzi definitiva, poi il norvegese magno si difende e si riprende come se non fosse successo nulla: quella che sembrava una situazione disperata diventa solo difficile, poi complessa, quindi pareggiabile, infine solidamente patta.

    Il voltafaccia del destino ha effetti devastanti sui sogni di Tari e taumaturgici su quelli del campione del mondo, che si avventa sull’Armageddon e sull’avversario facendone un tutt’uno e scaraventa sui sentieri centrali della scacchiera due pedoni che, trasformandosi in destrieri, giungono trionfali e solenni in settima, annichilendo qualsiasi contromossa del connazionale. Il derby scandinavo finisce così: quasi come se Carlsen avesse avuto un incubo da sveglio, per poi tornare alla sua felice realtà nel marasma notturno d’un incontro in cui o la va o la spacca.

    Tariakin? Rapport sta bene col Nero e il Nero sta bene con Rapport: questo si sarebbe potuto pensare durante il suo incontro di oggi, nel quale l’ungherese sembrava avviato a ripetere l’eccelsa prova del turno precedente, e con gli stessi colori. Anche qui, giù rimpianti: proprio mentre tutto si stava mettendo a meraviglia qualcosa è andato storto; per di più il giocattolo si è guastato ben due volte, la seconda nel momento in cui la partita stava per assumere le confortanti sembianze di un viale in discesa, con un cambio di Donne facile facile, preludio a un finale coronato da un vantaggio siderale. Mag(i)ari!

    Karjakin è uno dei difensori migliori al mondo e l’ha dimostrato anche oggi, ma stavolta neppure la sua immensa capacità di resistenza gli sarebbe servita se Rapport non avesse mancato clamorosamente il cambio suddetto. Risultato: altra patta forzata, ma evidentemente i sogni dell’ungherese volante non sono discordanti dalla vita diurna come quelli di Tari, poiché l’Armageddon che n’è uscito fuori è stato uno dei più allucinanti, rabbiosi e sfrenati mai visti al Norway Chess.

    Il discorso interrotto con la svista che aveva fatto sfumare la vittoria riprende non appena si riaprono le ostilità, le carte e i pezzi si sparigliano senza risparmio. Karjakin, ancor più coerente con se stesso tra giorno e notte, deve vincere e non s’impressiona, anzi ribatte con tutte le sue forze il gioco fantasioso e inesausto dell’avversario. Alla fine lo condanna alla resa solo un finale teoricamente e praticamente patto, scaturito non si sa come dalla baraonda che ha spazzato la scacchiera fino a poche mosse prima.

    Non solo rosicate. Il Norway Chess, però, è anche altro. Per esempio è andato in onda anche il programma “Ciuffetto contro Baffetto”, inaugurato dalla splendida battuta di Nepo (“Visto il visto?”), il quale poteva finalmente entrare in scena: Firouzja gli ha educatamente steso il tappeto rosso dopo una quindicina di mosse, ma pochi tratti dopo lo sfidante s’è lasciato scappare la golosa 20.Cxb5, che minacciava uno spiacevole finale per Alireza. Quest’ultimo, agguantata la parità, non l’ha più mollata fino al disastroso spareggino apocalittico.

    Il rovescio onirico. Qui Bigotillo, preso alla sprovvista dal Gambetto di Re di Nepo e costretto all’agonia da un’inchiodatura che non aveva preventivato, ha pagato con una sconfitta perentoria e indiscutibile la malaccorta gestione dell’apertura. L’incubo che si è materializzato fa bene il paio con quello vissuto ieri, seppur con vicissitudini e modalità tutte diverse, dando corpo a un’altra sciagurata Amargeddon per Firouzja, mentre in quel magico quarto d’ora Nepo ha fiabescamente ravvivato i fasti di Morphy sulle caselle a scacchi.

  4. kraus
    10 settembre 2021 - 11:38

    Bar Mageddon

    Delusione fiscale. D’accordo, anche l’altro ieri abbiamo avuto tre patte su tre, ma con quelle di ieri non c’è stato confronto: tutti i concorrenti impegnati nel Norway Chess Tour, nella prima parte della terza giornata, han giocato in totale meno di 90 mosse. Forse noi appassionati pretendiamo troppo da questi ragazzi? È pur vero che Nepo e Firouzja han dato per qualche tratto l’impressione di puntare a qualcosa di più del pareggio, ma dall’altra parte c’erano rispettivamente un Tari in crescendo e Karjakin (non serve aggiungere altro, ndr).

    Carlsen di risparmio. Con la loro patta in 18 mosse, che poi erano 14 o anche meno per gli amici perché si trattava d’una triplice ripetizione forzata, Carlsen e Rapport hanno inconsapevolmente allungato un ottimo consiglio ai due sfidanti (il vecchio e il nuovo) per concedersi un turno di riposo e recuperare le energie, anziché sfiancarsi con 10 scontri di fila: una bella variante teorica patta, magari dopodomani, e tanti saluti. Capiamo maggiormente l’ungherese per la scelta: gli garantiva la conservazione del primato, anche se dal suo gioco solitamente scoppiettante ci saremmo aspettati qualcosina di più della manfrina già vista nella Sinquefield Cup contro So. Magnus, invece, sembra quasi che non abbia fretta.

    Sei amiconi al bar. E dopo l’incontro, ça va sans dire, ci si rivede tutti al Bar Mageddon: su otto partite, sette si sono concluse in questo ameno locale, delizia per Magnus e croce per Alireza, che forse farebbe bene a tentare il tutto per tutto già nelle gare classiche pur di evitare l’ennesimo smacco tra un bicchier di whisky ed un caffè. Lo spettacolo più gustoso oggi l’hanno ammannito lo stesso campione del mondo e la scheggia impazzita Rapport, che ha avuto in pugno l’avversario per un bel pezzo; a un certo punto, però, Carlsen sguscia e la sfanga sempre, lasciando sempre la polvere anche ai più rognosi avversari. Così, per la terza volta consecutiva ha magicamente rovesciato la situazione, tenendo a vista la prima piazza.

    Armageddon in Bianco. Sorte analoga a quella del magiaro è stata quella di Firouzja, che s’è buttato generosamente all’attacco e ancora una volta si è imbrogliato davanti alla sassata vincente dopo una combinazione di lusso, bissando la distrazione nel finale, dove a gioco corretto avrebbe potuto ancora vincere. Nell’incontro restante, perdonatemi la battutaccia, è andata Tari Tari: un possente assalto del Bianco naufragato nel nulla davanti all’attenta guardia di Nepo, che ora è pericolosamente terzo in classifica e pure in credito di una partita, come sapete.

  5. kraus
    11 settembre 2021 - 10:43

    Support for Rapport

    Mentre tutto il mondo scacchistico spera invano di cogliere scintille dal primo dei due incontri premondiali tra Carlsen e Nepo, che ieri presumibilmente han nascosto i rispettivi arsenali per sorprendersi meglio fra un paio di mesi, zitto zitto il sig. Richard Rapport frantuma la resistenza non proprio granitica di Firouzja (peraltro avvezzo a tutt’altri scenari) e scatta in avanti e in faccia al padrone di casa del torneo. Il magiaro è l’unico, va osservato, che abbia vinto incontri classici nel corso dell’evento, e per poco non ha evitato l’incombenza dell’Armageddon anche contro la roccia Karjakin, salvatosi per miracolo da una batosta sui ritmi lunghi. A parte la recente Sinquefield Cup, in cui Rapport ha scaldato i motori, da anni non vedevamo l’asso ungarico nei supertornei: non per nulla abbiamo sentito parecchio la sua mancanza.

    Bene ma non benino. Nonostante la fuga determinata di Rapport, Carlsen ha ancora tempo e modo per rimontare il distacco maturato nei primi 4 turni. Il problema è che deve anche stare attento agli inseguitori: oggi, vada come vada, uno tra Nepo o Karjakin lo raggiungerà (se i due patteranno la gara classica) o lo supererà d’un punto e mezzo. Per il resto, il torneo del campione del mondo è stato finora a corrente alternata: un genio del male nelle Armageddon, ma piuttosto improduttivo nel gioco e nei risultati quando deve battersi per i 3 punti, come dimostra il suo ruolino di marcia nelle classiche: due patte senza sale tra il primo turno e oggi, una rimediata non si sa come contro Tari, quando molti cronisti già infiocchettavano i video da intubare per celebrare la prima sconfitta nel derby del campione del mondo, e un gentlement agreement (proprio con Rapport) che ha fatto storcere il naso e le orecchie un po’ a tutti.

    Malireza. Norvegia sempre più fredda per Firouzja: dopo il buon Tata Steel e prima del Norway Chess, nessuno l’avrebbe mai immaginato a questo punto al quinta e penultimo posto, corrispondente sì al suo numero di tabellone, ma non alle aspettative del mondo scacchistico. Invischiato in partite anonime e in Armageddon illusorie e/o disastrose, Alireza proprio non riesce a decollare in quel di Stavanger, e domani affronterà una sorta di spareggio quasi umiliante per evitare l’ultimo posto. L’anno scorso era andato egregiamente, finendo secondo dietro alla sua bestia nera Carlsen; chissà, tanto per restare in clima, stavolta è stata tutta colpa di quel gol a freddo (l’Armageddon svanita all’ultimo nel primo turno, ndr).

    Zarjakin. Domanda retorica: come mai, quando gioca le Armageddon col Nero, Karjakin si sente particolarmente a suo agio? Statte accuort’, Nepo…

  6. kraus
    13 settembre 2021 - 00:22

    Karjka!

    Brilla davanti agli occhi l’inaspettata e intensissima altalena della Karjakin-Carlsen, vero schiaffo che ha stato spazzato via il p(i)attume (la tendenza alle patte piatte) che ha in parte funestato il Norway Chess nei primi turni, specie nel terzo. Fin dall’apertura s’intuisce che entrambi non possono più concedersi il lusso di altri pareggi: tutta ‘n’ata storia, per dirla con Pino Daniele, rispetto all’anteprima di due giorni fa, sicché l’andamento della tenzone ricorda il gioco delle tre carte: Magnus vince, Magnus perde, anzi no, forse patta.

    Ma le tre carte invero non c’entrano: questi sono scacchi del più bel genere; in particolare, da quando Karjakin butta allo sbaraglio una qualità per evitare che l’avversario riapra il suo celebre centro massaggi e trasformi la partita in un monologo, giornalisti, GM e appassionati drizzano le antenne e non hanno più occhi che per il duello fra il campione del mondo e il ministro della Difesa, scordandosi anche della gara di vertice e il relativo Armageddon di cui vedranno solo i tratti finali, a Carlsen appena battuto. Nel mezzo, tra il sacrificio del russo e la resa del noruego, quasi due ore di tensione e analisi ininterrotte, e non è finita lì: poco dopo Chess24 pubblica un video del Divis di tre quarti d’ora (!) per spiegare cos’è successo.

    Ma ‘n Dubai? Nelle gare classiche, da qualche tempo, Magnus non sembra più quel fulmine di guerra che sapete: il Tata Steel sarà anche stato un incidente di percorso, ma se il Norway Chess dovesse finire come sta andando, con l’aria di casa e la sfida mondiale alle porte, sarebbe un segnalino d’allarme mica da sottovalutare. Niente paura: neanche a farlo apposta, per rimediare c’è già Firouzja domani. Un invito alla rimonta?

    Nepo orso capo? Meno scintillante rispetto al revival del 2016 tra Carlsen e lo sfidante de ‘na vorta, la Nepo-Rapport ha seguito fin da subito binari logici: Richard è un attaccante nato, ma quando hai un punt e mes di vantaggio sul secondo in classifica e il Nero contro di lui, a che pro correre rischi? Ecco allora che tocca a Jan, fresco di miniatura contro Karjakin, andare senza fretta in cerca di gloria sulla fascia sinistra (leggi: ala di Donna) con un’idea che attrae i cronisti iberici. Questi già danno per vincente la sua posizione, certo ricca di promesse ma infruttuosa secondo la barretta del motore, che a gioco corretto o quasi s’è assestata ben presto sulla parità salomonica. Imperturbabile, Ciuffetto s’è accontentato di bissare nell’Armageddon il massacro che gli era già riuscito in pieno quando gli è capitato tra le grinfie Firouzja. La classifica dice “primo Rapport”, ma la sensazione è che Nepo, chiotto chiotto, stia prendendo una bella rincorsa in vista della scalata mondiale.

    Fiducia in Firouzja? Domani il torneo potrebbe di nuovo tornare a sorridere a Rapport, sempre primo e opposto col Bianco a Tari, oggi incappato nella sua peggiore giornata non tanto per la sconfitta in sé (preventivabile), ma per aver lasciato campo totalmente libero a Firouzja a causa d’un paio di sviste con cui ha gettato al vento la vittoria prima e una posizione pari dopo. Ansioso di attaccare a tutti i costi, Alireza non s’era accorto che il piano con cui s’era avventato contro Aryan aveva una falla, ma stavolta l’incubo s’è mutato in vittoria, contrariamente a quel che gli è successo finora.

  7. Megalovic
    13 settembre 2021 - 19:20

    Firouzja spende 15′ per giocare 29..hxg5.

    Evidentemente sarà sicuro delle sue analisi di questo finale di Alfieri, perché con questa mossa ha rotto la simmetria dei pedoni, dando secondo me qualche chance concreta di vittoria a Carlsen. Il bianco ad un certo punto, con la minaccia di farsi un pedone passato “lontano”, dovrebbe costringere il nero a fissare anche i suoi pedoni sul lato di Re su case (f7 e g6) dello stesso colore degli Alfieri in gioco, e poi potrebbe mandare in zugzwang il nero, magari “obbligando” Firouzja a guadagnare il pedone g, e poi il nero rischierebbe di perdere a causa del Re bianco che va sul lato di Donna (con l’idea di sacrificare poi l’Alfiere sul pedone g e con il Re lontano l’Alfiere poi non fermerebbe da solo i due pedoni bianchi).

  8. Megalovic
    13 settembre 2021 - 20:01

    Ma alla fine Firouzja non ha il super motore a portata di mano e sbaglia! Le speranze di vittoria a gioco concreto quindi c’erano e, dopo aver sacrificato il pedone come era prevedibile, a Carlsen non è nemmeno servito sacrificare l’Alfiere visto che Firouzja ha deciso di restituirlo con 41.Rg6? per entra in un finale perso! (tablebase, per la precisione 4 mosse forzate per entrare nelle tablebase a 7 pezzi)

    Il finale si salvava tenendo il pedone g anche a costo di dare il pa3 (ma tenendo il pb5 con l’alfiere quindi Ah3 e poi Af1). Poi, per esempio (in uno dei possibili scenari), si doveva spingere il pedone g costringendo il bianco a sacrificare l’alfiere (se il Re bianco va sul lato di Donna). Alla fine l’Alfiere rallenta la spinta dei pedoni (anche sacrificando poi il pedone pb5), ma nel frattempo il Re fa giusto in tempo a tornare per fermare i pedoni in collaborazione con l’Alfiere.

  9. Megalovic
    13 settembre 2021 - 20:15

    Che dire, lezioncina di Finali di Carlsen a Firouzja. 1-0!

  10. Megalovic
    13 settembre 2021 - 21:11

    Questo era un finale complicato, con Carlsen che ha trovato un’idea meravigliosa (“amazing” secondo i commentatori ufficiali Howell e Judit Polgar). Diciamo che una lezione di finali a livello di circolo a Firouzja poteva servire per la partita con Carlsen dell’anno scorso.

    Megalovic
    15 ottobre 2020 – 20:51
    Firiouzja dimostra di avere qualche lacuna riguardo l’”opposizione” perdendo incredibilmente, per questi livelli, un finale patto, e Carlsen vince il torneo con un turno di anticipo!

    Secondo Susan Polgar si tratta di un errore inspiegabile, visto che si tratta di una posizione che insegna ai bambini

    Susan Polgar @SusanPolgar · 7min
    Simply STUNNING! This is how Firouzja lost to Carlsen, in classical chess, today in Norway! This is the type of position I teach much lower rated kids! Inexplicable! This is why you play everything out and not take premature draws. @FIDE_chess @WOMChess @EuropeEchecs @ECUonline

  11. Megalovic
    13 settembre 2021 - 21:20

    Nel frattempo Rapport vola anche nel Live Rating! Dopo essere entrato nella Top-10 adesso minaccia seriamente anche il gruppetto So, Giri e Grischuk!

    1 Carlsen 2846.0 −9.0
    2 Caruana 2800.0 0.0
    3 Ding Liren 2799.0 0.08
    4 Nepomniachtchi 2794.0 +2.0
    5 Aronian 2782.0 0.0
    6 So 2778.0 0.0
    7 Giri 2777.0 0.0
    8 Grischuk 2775.0 0.0
    9 ↑4 Rapport 2773.4 +13.4
    10 ↓1 Vachier-Lagrave 2763.0 0.0

  12. kraus
    14 settembre 2021 - 00:14

    Magia magiara

    Mentre Karjakin e Nepo si pestano i pedoni a vicenda in un incontro onestamente sciapo, privandosi l’un l’altro dell’opportunità di mettere il sale sulla coda a Rapport, quest’ultimo (ma sarebbe meglio dire “questo primo”, vista la classifica) approfitta del momento e del turno favorevole schiantando Tari come nel turno d’esordio, e senza dar neanche l’impressione di faticare. Quale miglior trampolino di lancio all’andata e al ritorno poteva desiderare l’ungherese, alla terza vittoria classica in questo Norway Chess?

    Il mezzo punto consolatorio dell’unica Armageddon di giornata finisce invece nelle tasche di Karjakin, reduce da una delle sconfitte e da una delle vittorie più ragguardevoli della sua carriera; dopo aver toccato i due estremi, l’ex sfidante è tornato ai ghiacciai del suo gioco, con la consueta sicurezza, ma solo la ferocia della zeitnot e la conseguente cappella nel finale ha impedito a Nepo di trascinare in porto la patta anche nell’incontro rapido, curiosamente lineare come la gara classica.

    Oggi serpeggiava la solita domanda: contro la sua bestia nera Firouzja avrebbe perso nell’Armageddon o direttamente sulla lunga distanza? “La seconda che hai detto” ha mormorato e risposto Carlsen, che pareva rimesso a nuovo nonostante l’inattesa sconfitta di ieri, ed è tornato ai consueti massaggi che riescono a cavar sangue anche dalle pietre. Va detto, però, che in cronaca Pepe Cuenca aveva chiaramente anticipato che nell’infido finale di Alfieri e pedoni Alireza “stava segnato a matita”, per dirla alla romana. E se lo pensava un GM che poche settimane fa è stato fino all’ultimo in lotta per il campionato spagnolo, la previsione non andava sottovalutata: infatti l’errore in posizione critica è puntualmente arrivato. Ah, è la prima volta che il campione mondiale acciuffa i tre punti nel torneo di casa sua, ma si sa che Firouzja è un toccasana per Magnus Bevus.

  13. Megalovic
    14 settembre 2021 - 14:54

    Come descrivereste l’espressione di Carlsen in questa foto scattata subito dopo la vittoria con Firouzja? (foto dalla Pagina FB del Norway Chess)

    Image

  14. Megalovic
    14 settembre 2021 - 21:51

    Rapport numero sei al Mondo! Dal sito del Live Rating internazionale

    # ↑↓ Name Classic +/− Age
    1 Carlsen 2848.3 −6.7 30
    2 Caruana 2800.0 0.0 29
    3 Ding Liren 2799.0 0.0 28
    4 Nepomniachtchi 2788.5 −3.5 31
    5 Aronian 2782.0 0.0 38
    6 ↑7 Rapport 2778.4 +18.4 25
    7 ↓1 So 2778.0 0.0 27
    8 ↓1 Giri 2777.0 0.0 27
    9 ↓1 Grischuk 2775.0 0.0 37
    10 ↓1 Vachier-Lagrave 2763.0 0.0 30

  15. kraus
    14 settembre 2021 - 21:53

    A ritmo di Rapport

    La prima Giornata mondiale norvegese contro l’Armageddon è stata accolta da tifosi e appassionati con un sorriso tirato: diciamo che un po’ di follie supplementari sulle 64 case non dispiacciono alla platea e lascia un po’ d’amarognolo nelle fauci il dovervi rinunciare in nome di un impegno diretto nella partita classica e di una sadica interpretazione dei finali, a costo di protrarre il giuoco per svariate mezzore. In compenso, tre risultati decisivi su tre sono un po’ il sogno di coloro che vedono gli scacchi come una disciplina troppo equilibrata a questi livelli: eccoli dunque accontentati.

    Olio di Richie. La cremita al magnusio è tornata a far miracoli: prima ha steso Firouzja, oggi ha spedito al tappeto anche Tari, bravo a resistere per un pezzo, ma non abbastanza acuto da calcolare come sfuggire a uno zugzwang senza ritorno. Richard Rapport, però, non è stato certo a guardare e ha preso le sue contromisure, anche se dopo esser passato in vantaggio nel mediogioco ha un po’ allentato la pressione, sicché i cronisti presagivano una patta contro Karjakin e non avevano l’ardire di definire tal risultato un’occasione perduta per l’ungherese. Poi, complice la zeitnot, il russo ha smarrito d’incanto quella brillantezza difensiva che è la sua cifra personale, cominciando a perdere un pedone via l’altro; quando ormai glien’era rimasto solo uno (contro quattro, in un finale di pezzi leggeri), ha fatto come il Big Ben tortoriano e ha detto stop.

    Filrouzja. Sembrava l’ennesimo confronto irrisolto, con un prolungato tiki-taka di pezzi a ridosso dei pedoni, finché Firouzja non ha aperto sapientemente il centro per condurre la partita e quindi cogliere e consolidare via via un vantaggio sempre più sostanzioso, trovando anche il tempo per un bel sacrificio d’equino (47. Da8) che l’avversario non ha potuto accettare, salvo dover cedere a sua volta un Cavallo qualche mossa più tardi e le armi alla 57a. Non ci son discorsi che tengano: se batti Nepo devi avere classe, poche storie; il giorno in cui il genio persiano vincerà un incontro lungo contro Carlsen sarà presumibilmente il momento della svolta per il giovane Alireza (che per un qualche prodigio genealogico dev’esser parente abbastanza stretto di Nakamura).

  16. Megalovic
    15 settembre 2021 - 08:31

    Nelle interviste post settimo turno i protagonisti sono tornati sulla partita di ieri tra Carlsen e Firouzja.

    Un paio di dichiarazioni interessanti.

    Firouzja: Magnus è così bravo nei finali con pochi pezzi sulla scacchiera.. (a domanda specifica dell’intervistatrice) non l’ho percepita come una tortura, mi piaceva (enjoying) il modo in cui si stava giocando. La partita di ieri è stata una grande lezione per me.

    Carlsen: devo essere onesto non ho visto che stavo vincendo, ma lui stava pensando molto e non capivo perché, e quindi mi sono sentito come uno sciocco (fool). (sulle due vittorie) non sono in grado di giocare meglio (outplay) dei miei avversari, quindi l’unico modo che ho per vincere è di lavorare molto, molto duramente. Non è un grande risultato, ma è una cosa che a volte devi fare per ribaltare un brutto torneo

  17. Megalovic
    15 settembre 2021 - 20:40

    La Carlsen-Rapport, alla 41esima mossa, è diventata di fatto una Rapid (10′ a testa più 10″ di incremento per mossa). Posizione di Carlsen più attiva e soprattutto alfiere del bianco decisamente migliore (Carlsen ha già bloccato un paio di pedoni di Rapport su casa dello stesso colore dell’Alfiere dell’ungherese). C’è qualche possibilità che il torneo si possa riaprire!

  18. kraus
    16 settembre 2021 - 00:54

    È tutto un Magnus Magnus?

    Alle soglie del girone di ritorno pareva logico ritenere che Carlsen stesse toppando in pieno tra i domestici fiordi, considerando le sue magre prestazioni fino a quel momento e l’insoddisfacente posizione in classifica; oggi, a due turni dalla fine ci ritroviamo tutti in preda allo stupore: tre vittorie una sull’altra del norvegese, una volontà ferrea e mezzo punto appena da recuperare con un calendario residuo di difficoltà più o meno pari rispetto a Rapport. Questi ha perso con onore, ma in difesa s’è trovato a suo agio solo fino a un certo punto; Magnus si è invece sentito veramente a casa e non per questioni geografiche, ma per l’andamento che è riuscito a imprimere all’incontro senza mollar più la presa, con una pressione lenta e avvolgente da cui era pressoché impossibile liberarsi. Perciò i GM cronisti vedevano chiaro che sarebbe stato davvero arduo resistergli, tanto più se a corto di tempo come nell’ultima fase di gara, sebbene i responsi delle barrette fossero solo timidamente favorevoli al Bianco (prima del collasso finale, beninteso).

    Karjakin alla radice. Anche Firouzja, dopo aver avviato suo malgrado la rimonta di Carlsen, sta risalendo un po’ di gradini in classifica dopo essersi impelagato per un pezzo nelle ultime posizioni: merito un po’ anche di Karjakin, capace di sfaldare la propria difesa in due mosse. La sorpresa dei commentatori non dev’essere stata inferiore a quella di Firouzja, che ha finalmente potuto sfogare le sue qualità offensive sui deboli resti dello schieramento avversario.

    Gian bifronte. Se oggi Nepo ha giocato una delle sue peggiori partite perché ha sottovalutato Tari, possiamo sentirci rassicurati perché non dovrebbe commettere lo stesso errore tra un paio di mesi, quando affronterà Carlsen; ci aspettiamo comunque che da un momento all’altro Jan (giusto per tranquillizzare ulteriormente l’ambiente) dichiari urbi et orbi che eravamo tutti su Scherzi a parte. A parte la furia inspiegabile con cui ha giocato, forse sperando che l’avversario gli rendesse sviste e sfondoni in zeitnot, ma Nepo è apparso spento dall’inizio del girone di ritorno, proprio al contrario di Magnus, che invece ha iniziato a schiacciare avversari su avversari dopo il giorno di riposo. Che il futuro sfidante, al pari di quello del 2016, stia davvero cominciando a pagare la totale assenza di pause lungo il torneo?

  19. Megalovic
    16 settembre 2021 - 17:05

    1.e4 e5 2. Cf3 Cc6 3.Ab5 Cf6 4. d3 Ac5 5.Axc6 e Carlsen è già pronto per il finale 😀

  20. Megalovic
    16 settembre 2021 - 17:12

    Firouzja, se dovesse battere Tari, entrerebbe per la prima volta nella Top-10 Mondiale (Live Rating). Un traguardo niente male per un diciottenne (Carlsen a 18 anni era già Numero 4 al mondo, ma quella è un’altra storia). Dopo Rapport, il Norway Chess segnerebbe un discreto rinnovamento della Top-10

  21. Megalovic
    16 settembre 2021 - 17:36

    Rapport e Nepomniachtchi decidono di curare le ferite per le cocenti (per motivi diversi) sconfitte di ieri con una veloce patta in 18 mosse. Adesso una Armageddon piuttosto importante visto che, in caso di sconfitta, Rapport potrebbe essere agganciato in vetta alla classifica da un Carlsen eventualmente vittorioso nell’eventuale Armageddon con Karjakin.

    Armageddon in programma alle 18:00

  22. kraus
    16 settembre 2021 - 22:23

    Magnus detto Er Sor Passo

    Difficile, ormai, trovare aggettivi e avverbi per il girone di ritorno sfoderato da Magnus Carlsen, giunto alla quarta vittoria di fila e capace di giocare magistralmente blitz per mezza partita, rimontando da una posizione quanto meno spiacevole fino a rovesciare le sorti dell’incontro; il campione del mondo è ora molto vicino a bissare la vittoria dell’anno scorso, che otterrà certamente se domani vincerà contro Nepo la partita classica; altrimenti, dovrà addirittura acconciarsi a tifare per Firouzja.

    Furia per la vittoria. Per contro, Karjakin è calato man mano che passava il tempo: un vero peccato per lui, perché a un bel momento c’erano tutti i presupposti per far passare a Carlsen ben più di un brutto quarto d’ora, con un attacco che prometteva bene almeno quanto quello, contemporaneo e parallelo, che Firouzja stava sferrando ai danni di Tari. Invece il russo s’è fatto prendere la mano dalla volontà di strafare, che l’ha condotto in sentieri oscuri dove Magnus se l’è cavata sensibilmente meglio. Già la prospettiva di una patta sapeva di occasione perduta, figurarsi prendere busse a contanti nel finale! Il miglior Karjakin, che abbiamo visto solo alla fine del girone d’andata, oggi sarebbe probabilmente riuscito, se non a vincere, almeno a trovare una fortezza per arrivare indenne all’Armageddon.

    Minority Rapport. Anche Richie, che pareva inarrestabile fino a due giorni fa, è tristemente in calando e forse anche demoralizzato per la sconfitta contro Carlsen, che brucerebbe a chiunque. Contro Nepo, una delle grandi delusioni del torneo, si è rifugiato in una triplice ripetizione, forse confidando nell’Armageddon, dove invece è stato stangato duramente. Ora il magiaro deve vincere contro un Firouzja in ripresa e appuntare le proprie residue speranze di trionfo, più che sulla vena di Nepo, sulle manovre dei futuri contendenti per il titolo mondiale volte a nascondersi l’uno all’altro: si tratterà infatti nell’ultima gara classica tra i due prima del match di Dubai.

    Fierouzja. Tari è certamente il più debole del lotto dei partecipanti (o meglio: il meno forte), ma talvolta può rivelarsi un osso duro; non è stato il caso odierno, perché la vittoria di Alireza ha ricordato un po’ una goleada calcistica dopo un primo tempo equilibrato. Una volta che si sono spaccati gli argini nella difesa del Bianco, la partita non ha avuto più storia, pur durando l’abbondanza di 50 mosse. In ogni caso Firouzja ha vinto per la terza volta consecutiva e domani potrà giocarsi il secondo posto contro Rapport.

  23. kraus
    16 settembre 2021 - 22:43

    Come ti vinco il Norway Chess (i possibili sviluppi dell’ultimo turno)

    Grazie al partitone impetuoso sfoggiato contro Karjakin e ai tre punti conseguenti, Carlsen avrà a disposizione più di un risultato per far suo il torneo. Si aggiudicherà difatti il Norway Chess se:

    1) vince subito contro Nepo (a 21 punti voglio un po’ vedere chi potrebbe raggiungerlo);
    2) patta contro Nepo mentre Rapport non batte Firouzja nella gara classica (Carlsen metterebbe così a segno 19 o 19,5 punti, a seconda dell’esito dell’Armageddon, mentre Rapport o Firouzja giungerebbero al massimo a 18);
    3) perde contro Nepo nella partita classica mentre Firouzja patta con Rapport, battendolo poi nell’Armageddon (in questo caso Carlsen concluderebbe l’evento a 18 punti, ma Rapport si fermerebbe a 17,5 e Firouzja chiuderebbe a 16,5).

    Per Rapport, invece, le possibilità sono alquanto ridotte. Ad ogni modo, conquisterà il Norway Chess se:

    – vince subito contro Firouzja mentre Carlsen perde la partita classica o l’Armageddon contro Nepo (Rapport salirebbe a 19,5 punti, mentre Carlsen non potrebbe superare quota 19 e Firouzja chiuderebbe a 15).

    Ci sono anche remote possibilità di spareggio (Carlsen-Rapport o Carlsen-Firouzja).

    Carlsen e Rapport vanno allo spareggio se:
    – Carlsen patta contro Nepo e poi lo batte all’Armageddon, ma Rapport vince contro Firouzja nella gara classica (in tal caso avremmo Carlsen e Rapport a 19,5 punti).

    Carlsen e Firouzja vanno allo spareggio se:
    – Carlsen perde subito contro Nepo e Firouzja batte Rapport nella gara classica (Carlsen e Firouzja terminerebbero con 18 punti e Rapport rimarrebbe a 16,5).

  24. Megalovic
    17 settembre 2021 - 20:57

    Firouzja adesso numero nove al mondo nel Live Rating! Davanti a Rapport crollato negli ultimi tre turni. I due hanno estromesso dalla Top-10 MVL. Carlsen vince il torneo, con una variazione Elo negativa (anche se lievissima, -0,2)

    P. Nome Elo Variazione Anni
    1 Carlsen 2854.8 −0.2 30
    2 Caruana 2800.0 0.0 29
    3 Ding Liren 2799.0 0.0 28
    4 Nepomniachtchi 2782.0 −10.0 31
    5 Aronian 2782.0 0.0 38
    6 So 2778.0 0.0 27
    7 Giri 2777.0 0.0 27
    8 Grischuk 2775.0 0.0 37
    9 ↑7 Firouzja 2770.2 +16.2 18
    10 ↑3 Rapport 2770.0 +10.0 25

  25. Megalovic
    18 settembre 2021 - 09:41

    Questi confronti non hanno portato molta fortuna qualche anno fa a Wei Yi, ma Firouzja sembra di un’altra pasta. In ogni caso. Carlsen ha superato i 2800 per la prima volta il 9 ottobre 2009 (a 18 anni, 10 mesi e 9 giorni) per cui il francese (ora a 2770, 18 anni e 3 mesi) ha 7 mesi e 8 giorni di tempo per diventare il più giovane “2800” di sempre.

  26. Megalovic
    18 settembre 2021 - 10:02

    Curiosità. I due su Lichess si sono incontrati un “discreto” numero di volte. Quasi tutte bullet.

    Al momento lo score è 438 a 332 a favore di GM DrNykterstein (Carlsen) nei confronti di GM alireza2003

  27. kraus
    18 settembre 2021 - 10:15

    Magus Carlsen

    Ancora una volta il campionissimo norvegese ha fatto suo il trofeo di casa, afferrato con una rimonta finale trascinante e una strage di avversari nell’Armageddon, specialità in cui Carlsen è veramente imbattibile (le aveva vinte tutte pure l’anno scorso). Il suo girone di ritorno ha fatto letteralmente paura: perfetto anche quand’era a corto di tempo, non appena ha iniziato ad applicare a dovere il gioco che lo contraddistingue, con la sua tipica pressione alla boa constrictor, ha stritolato la concorrenza e non c’è stato più modo di fermarlo. Emblematica la partita che ha deciso la competizione, vinta contro un Rapport eccellente, che ha retto una tensione furibonda fino ai limiti dell’umano ma si è dovuto arrendere all’ultima curva.

    Torneo subito. Sulle prime l’antipastino in vista del mondiale era parso un po’ sciapuccio, eccettuata la splendida fuga di Rapport che ha subito vivacizzato i giochi e la discreta partenza di Nepo, ma col passare dei turni anche i campioni più attesi hanno cominciato a mollare schiaffoni in serie e l’anteprima s’è trasformata in un gran galà. Alla fine nessuno è uscito imbattuto dal torneo, neppure il vincitore (sconfitto da Karjakin in una tra le più belle partite dell’anno, prima di riprendersi e schiantare qualunque avversario gli si parasse davanti); si sono viste molte schermaglie a viso aperto e dopo tante botte da orbi galleggiano a mezz’aria un bel po’ di domande, segno palese che ci siamo divertiti: se Carlsen e Firouzja non fossero partiti col freno a mano tirato nel girone di andata, quali distacchi avrebbero appioppato agli avversari? E se Rapport, strepitoso fino a tre turni dal termine, avesse strappato il pareggio a Carlsen, chi l’avrebbe più riacchiappato? Ancora: se Nepo non avesse giocato al risparmio, presumibilmente per evitare di farsi tracciare da Magnus, e se le sue partite con il suddetto non si fossero trasformate in prudenti manovre di trincea, avremmo avuto un quarto incomodo nella lotta per la vittoria?

    Salireza. Nient’affatto male, dopo un inizio zoppicante, il gioco di Firouzja, ancora una volta tra i più brillanti dopo la buona prestazione al Tata Steel: cinque vittorie (quattro consecutive), ovvero una in più di Carlsen e di Rapport, a dimostrazione della vena offensiva di questo ragazzo che, appena possibile, sacrifica pezzi, tenta combinazioni, apre il gioco e non si accontenta di mezzi risultati. L’ultimo fuoco d’artificio contro Rapport è stato un po’ il manifesto del suo Norway Chess, che gli ha fruttato il 9° posto al mondo; ora non gli resta che migliorare nelle Armageddon e nei finali, nonché sfatare la maledizione di Magnus, già abbattutasi a suo tempo su Nakamura, ma ha tutto il tempo per liberarsene.

    Anche i Richie piangono. Rullo compressore fino al ritorno contro Carlsen, Richard Rapport ci era mancato parecchio in tutto questo tempo di assenza dai supertornei, ma dopo questa eccellente prestazione sentiremo ancora più nostalgia di lui, almeno fino a quando non lo rivedremo alla scacchiera. Il calo finale non gli ha impedito di scalare posizioni nella graduatoria ELO assieme all’arrembante Firouzja. Peccato per le pause, comprensibili, che si è preso di tanto in tanto e che hanno rallentato la sua marcia (le patte immediate con Carlsen e con Nepo, rispettivamente al terzo e al penultimo turno) e peccatissimo per l’occasione ripetutamente sciupata contro Karjakin, quando ormai pareva fatta. Quando gioca per vincere, in ogni caso, il magiaro è una garanzia di spettacolo.

    Verso Dubai. Se Carlsen ha “fatto er vago” solo contro Nepo, evitando di affondare i colpi contro il futuro sfidante, Ciuffetto si è invece afflosciato strada facendo, ammettendo a fine torneo di avere ampiamente deluso le aspettative. D’altronde una sola vittoria (quella con Karjakin nel turno rinviato) non poteva soddisfare né lui né noi, ma può darsi davvero che il calendario senza il giorno di riposo l’abbia penalizzato, debilitando alla lunga anche lo stesso Karjakin che ha fatto pure peggio, impreziosendo però un torneo opaco e inconcludente con quel clamoroso sgambetto a Carlsen.

  28. Megalovic
    18 settembre 2021 - 12:51

    Riguardo lo score attuale di Firouzja con Carlsen a cadenza classica (2 patte e 4 sconfitte), che ha fatto pensare a Nakamura, chissà che invece in futuro non possa essere ricordato come lo score iniziale di Carlsen con Anand (2 patte e 4 sconfitte), quando il norvegese aveva 17-18 anni come il francese oggi.

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