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Michele Godena, prima scacchiera dell'Italia

3 domande a… Michele Godena

Intervista al Grande Maestro Godena dopo i due podi conquistati nella Mitropa Cup

L’Italia ha ottenuto due podi nella Mitropa Cup. Come giudichi questi risultati?

Sono molto soddisfatto e orgoglioso di aver conquistato due medaglie.

Sulla carta, con la media dei titolari, occupavamo, nell’open e nella femminile, rispettivamente la 4a e la 3a posizione. Quindi in entrambe le competizioni abbiamo guadagnato un posto in classifica (ad un solo punto squadra dai vincitori in entrambe!), e in un torneo così equilibrato e combattuto, non è mai facile. Si guardi per esempio il risultato dell’Ungheria maschile, che partiva come seconda forza ed è arrivata 7a. Se poi andiamo a vedere i risultati individuali, notiamo che 7 giocatori su 8 della nazionale italiana hanno terminato il torneo con il segno positivo.

Analizzando le due competizioni, dobbiamo poi sottolineare che, nell’open, l’Italia presentava una formazione con un’età media di 20 anni, con tre esordienti assoluti in nazionale (Rambaldi, Valsecchi e Codenotti), un quasi esordiente (Moroni, che aveva partecipato alla Mitropa dell’anno scorso) e un “veterano” (Dvirnyy) di 25 anni!

Nella Femminile, pur giocando per la prima volta dopo anni senza una giocatrice forte ed esperta come Elena Sedina, L’Italia ha comunque conteso il primo posto alla Germania fino all’ultimo minuto, con un ottimo apporto di tutte.

Sul risultato finale, il rimpianto maggiore è legato proprio alla giornata negativa in cui siamo incappati contro la Germania, con la squadra maschile che, per una banale posposizione di mosse o un vuoto di memoria (che può sempre succedere a chiunque) si è ritrovata subito con posizioni inferiori, mentre la squadra femminile, che stava dominando il match con le fortissime tedesche (con Elisabeth Paehtz in prima scacchiera!) si è poi dovuta accontentare del pareggio.

Rambaldi analizza con il Capitano non giocatore Godena

Godena analizza con Rambaldi e Moroni durante la Mitropa Cup

Hai ricoperto per la prima volta il ruolo di capitano non giocatore in nazionale. Come ti sei trovato?

Anch’io ero un esordiente! E’ stata per me un’esperienza nuova, per certi versi faticosa, ma molto positiva. Devo ringraziare per questo  le ragazze e i ragazzi, che mi hanno facilitato il compito creando un clima amichevole e collaborativo tra tutti, rispettando sempre le mie decisioni e aiutandosi a vicenda.

Da parte mia, forte della mia quarantennale attività agonistica, ho cercato di far capire a tutti che, quando si gioca a squadre, non si è soli, e che il primo obiettivo deve essere anzitutto non la gloria personale, ma la ricerca della vittoria del proprio team. Quindi talvolta le scelte possono essere diverse da quelle che si adottano in un torneo individuale. Spero di essere in parte riuscito nello scopo.

Inoltre, specialmente nell’open, avendo a disposizione una squadra molto ambiziosa, compatta, equilibrata e solida in tutte le scacchiere, mi ero prefisso l’obiettivo di far giocare a tutti un numero più o meno uguale di partite, per far fare un’esperienza che credo tornerà utile ai nostri giovani per le future competizioni a squadre. Anche questo scopo è stato raggiunto, e tutti hanno ripagato con professionalità e buoni risultati la fiducia loro accordata dal selezionatore-allenatore Arthur Kogan.

Purtroppo, nel femminile, non sono riuscito ad essere altrettanto equilibrato nell’utilizzo delle giocatrici, ma, essendo una competizione su solo due scacchiere, quindi con margini di errore ulteriormente ridotti, nella fase centrale della manifestazione, che prevedeva gli scontri diretti presumibilmente fondamentali per la lotta per il primo posto, ho deciso di schierare la squadra più esperta e rodata, che naturalmente era formata da Olga Zimina e Marina Brunello. Nelle quattro occasioni in cui è stata chiamata in causa, Tea Gueci ha risposto benissimo, con la consueta grinta, il suo grande agonismo e la buona visione tattica, il che le ha (e ci ha!) permesso di ottenere punti importantissimi per la squadra anche quando le posizioni non sembravano molto promettenti.

E comunque, salvo sorprese, dall’anno prossimo, come deciso dalla riunione delle nazioni partecipanti a Praga, la Mitropa Cup vedrà l’aumento delle scacchiere femminili da 2 a 4. Il torneo, così, diventerà ancora più avvincente, e darà importanti indicazioni ai selezionatori per le altre competizioni a squadre, come Olimpiadi e Campionati Europei a squadre. In tal caso, per il 2017, la mia opinione personale è che la Federazione dovrebbe prevedere la presenza di due allenatori, perché ritengo sia praticamente impossibile per chiunque preparare adeguatamente 8 partite contemporaneamente.

Un solo piccolo cruccio mi è rimasto: le giornate del capitano sono così intense, tra preparazione dei match, presenza obbligatoria in sala di gioco fino alla fine dell’ultima partita della tua squadra, analisi delle partite, riunioni con le due squadre per fare il punto della giornata e decidere chi far riposare il giorno successivo, impegni organizzativi e burocratici, che non ti resta il tempo per fare null’altro. A parte un paio d’ore in centro il giorno dell’arrivo, non sono riuscito a vedere praticamente nulla di Praga, pur essendo il nostro hotel a soli 5 minuti di metropolitana dalla zona più turistica. Ai giocatori che di volta in volta riposavano, ho però caldamente consigliato di non perdere l’occasione di visitare con calma  almeno il centro e respirare la bellissima atmosfera della capitale ceca!

Quali sono i tuoi prossimi impegni agonistici? Sei appena rientrato da Ginevra, dove in due tornei Blitz e Rapid hai totalizzato un eccellente 23,5 su 26.

Sono felicissimo del risultato ottenuto nei tornei di Ginevra, organizzati dall’Aidef (Association International des echecs francophones) appena conclusi: ho vinto il blitz 3’+2″ con 10 su 11, mentre nel rapid 15’+ 5″, pur avendo realizzato l’incredibile punteggio di 13 e 1/2 su 15 (con 13 vittorie consecutive dal 2° al 14° turno!), ho dovuto accontentarmi del 2° posto dietro il GM francese Christian Bauer, che ha ottenuto lo stesso eccezionale punteggio, ma con un miglior Buholz rispetto al mio. Entrambi i tornei vedevano  alla partenza 6 GM e parecchi MI e MF. Ho guadagnato moltissimi punti Elo nelle rispettive graduatorie di gioco rapido, e mi sono tolto la soddisfazione di battere in entrambi i tornei il numero uno della lista, appunto Christian Bauer. Probabilmente, dopo tanti scacchi osservati da fuori (con le relative sofferenze!) a Praga, avevo proprio bisogno e voglia di giocare in prima persona! Malgrado l’esperienza ceca, sono sempre, e soprattutto, un giocatore…

Prossimamente, a luglio parteciperò alla Semifinale dei Campionati Italiani a Civitanova Marche, mentre ad agosto seguirò i nostri campioni under 20 (Basso e Santeramo) ai campionati Mondiali under 20, che si svolgeranno in India.

Sarò poi impegnato con la squadra Réti di Zurigo nel campionato svizzero a squadre, mentre a settembre difenderò i colori della mia contrada (San Martino) nel Palio di Monselice, giocato più volte da molti dei migliori giocatori italiani.

Ad ottobre sarò all’open di Mentone. Poi, si vedrà…

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Roberto Mogranzini

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