“Re senza corona”: il Girone A
Abbiamo introdotto la sequenza di sondaggi per individuare il nostro “Re senza corona” , il campione che potrebbe essere considerato il migliore tra quanti non sono arrivati al titolo mondiale (o non hanno avuto l’opportunità di tentarne la conquista).
Abbiamo individuato 16 candidati e li abbiamo divisi in quattro gironi, in cui passeranno il turno due giocatori per girone, per poi incrociarsi nei quarti di finale (1A – 2B, 1B – 2A, 1C – 2D e 1D – 2C).
Iniziamo con il Girone A: Geza Maroczy, Akiba Rubinstein, Efim Bogoljubov e Reuben Fine!
La presentazione dei protagonisti:
Geza Maroczy (1870 – 1951)

Obbligatorio per Maroczy il riferimento al fantastico articolo dedicatogli da Ale nella sezione Sala della gloria. Qui basti ricordare come, poco dopo il suo esordio internazionale, seppe arrivare secondo nel fortissimo torneo di Norimberga 1896, alle spalle del solo Lasker e precedendo il resto dell’olimpo del mondo scacchistico. Tra il 1902 e il 1908 vinse 5 grandi tornei internazionali e arrivò secondo in altri 5, dimostrandosi uno dei più forti giocatori del mondo. Sulla scia della grande vittoria a Ostenda 1905 sfidò Lasker ma i tentativi per organizzare il match non andarono a buon fine. Dopo il 1908 diradò i suoi impegni scacchistici.
La pagina di Maroczy su Chessgames
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Akiba Rubinstein (1882 – 1961)

Anche per Rubinstein il riferimento all’eccellente articolo di Ale è automatico! La fantastica progressione di successi, a partire dal 1906 e fino al fantastico 1912, con cinque tornei vinti consecutivamente in un solo anno, lo ha proiettato tra i giganti della storia degli scacchi. Petrosjan ne aveva una stima immensa, considerandolo il primo giocatore capace di una vera profondità posizionale. Spesso, citandolo, si usa scrivere: “Il grande Akiba”… Un motivo ci sarà!
La pagina di Rubinstein su Chessgames
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Efim Bogoljubov (1889 – 1952)

Bogoljubov iniziò ad appassionarsi agli scacchi quando aveva già 18 anni. Studiò a Kiev, prima teologia poi agricoltura, ma lasciò infine gli studi per dedicarsi al gioco. Partecipò al torneo di Mannheim 1914 (vinto da Alekhine davanti a Vidmar e Spielmann, Bogoljubov arrivò a centro classifica alla pari con Tarrasch) e restò prigioniero in Germania, a Triberg, durante la guerra. Ebbe modo di giocare molto durante la prigionia e lì conobbe la sua futura moglie, che sposò nel 1920. Dopo diversi buoni risultati si impose come giocatore di classe mondiale vincendo il Memorial Breyer di Pistyan 1922, davanti ad Alekhine e Spielmann. Nei tornei successivi (a Londra, Hastings, Vienna, Margate, New York) realizzò una serie di piazzamenti mentre vinse a Carlsbad 1923, a pari merito con Alekhine e Maroczy. Bogoljubov era ancora cittadino russo e fu invitato al campionato sovietico, che vinse nel 1924 e nel 1925. Si affermò anche nel Chess Congress di Breslavia 1925 (9,5 su 11, superando nettamente Nimzowitsch e Rubinstein tra gli altri) e ottenne a Mosca 1925 il risultato forse più luminoso della sua carriera, 15,5 su 20, precedendo nettamente Lasker, il campione del mondo Capablanca, e Marshall, Tartakover, Torre, Reti, Rubinstein, Spielmann. Come sovietico aveva necessità di essere autorizzato per qualsiasi competizione e, nel 1926, a seguito del rifiuto alla sua partecipazione ad un torneo in Italia, decise di tornare definitivamente in Germania, diventando cittadino tedesco. In Russia il suo nome venne letteralmente cancellato. Nel 1928 disputò un match con l’emergente Euwe (che un anno prima aveva perso di misura un combattuto match con Alekhine), valido per il primo titolo di campione della neonata (1924) FIDE e per il ruolo di sfidante per il titolo mondiale, vincendo per 5,5 a 4,5, risultato che si ripeté nel match di rivincita sette mesi dopo. Quello stesso anno si impose nel forte torneo di Kissingen, superando Capablanca, Rubinstein, Euwe e Nimzowitsch tra gli altri. Le trattative per la rivincita Alekhine – Capablanca ristagnavano e alla fine del 1929 si concretizzò la sfida mondiale. Con il match ancora in parità dopo sei partite (due vittorie per parte), nella settima, in posizione superiore, Bogoljubov commise una grave svista e il match si indirizzò verso Alekhine, che vinse poi nettamente per 15,5 a 9,5. Nel periodo successivo Bogoljubov non riuscì più ad imporsi in un grande torneo, ottenendo solo buoni piazzamenti, e nel 1932 perse anche un match con Spielmann. Il secondo match mondiale, nel 1934, in cui Alekhine si impose con 8 vittorie a 3 e 15 patte, apparve così molto meno interessante per la comunità scacchistica. La cittadina di Triberg, che lo aveva ospitato durante la prigionia, dove si era sposato ed erano cresciute le sue figlie, ne vide la scomparsa nel 1952. Uomo alto e corpulento, bonario, gioviale, con un umorismo a volte un po’ grossolano, era probabilmente il primo a ridacchiare delle roboanti frasi che ci ha tramandato.
La pagina di Bogoljubov su Chessgames
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Reuben Fine (1914 – 1993)

Fine nacque a New York, nel Bronx, nel 1914, da una famiglia ebrea di origine russa. Il padre abbandonò la famiglia quando aveva solo due anni, Reuben crebbe con la madre e la sorella maggiore, con forti difficoltà economiche. Si dimostrò precoce e molto intelligente, particolarmente versato per la matematica e le lingue, venne anche ammesso ad una scuola per giovani molto dotati. Aveva appreso gli scacchi a 8 anni, da uno zio, ma cominciò ad interessarsi davvero al gioco a 15 anni, giocando prima presso il Manhattan Chess Club e poi al Marshall Chess Club. Divenne molto abile nel gioco rapido, i premi e le scommesse che vinceva, giocando anche alla cieca, contribuivano peraltro al modesto bilancio familiare. Nel 1932 vinse il primo di 7 US Open, tutti quelli cui ha partecipato; per contro, non ha mai vinto il campionato USA. Integrava i guadagni anche scrivendo articoli e collaborò alla rivista Chess Review sin dalla sua fondazione, nel 1933. Partecipò a tre Olimpiadi, tutte vinte dagli Stati Uniti, a Falkstone 1933 fu medaglia d’argento in terza scacchiera, a Varsavia 1935 giocò in prima scacchiera, a Stoccolma 1937 vinse l’oro in seconda scacchiera. Dopo le Olimpiadi di Varsavia partecipò ad un torneo a Lodz, arrivando secondo dietro Tartakower, e vinse ad Hastings, nell’edizione 1935 – 36, precedendo Flohr e Tartakower. Successivamente, tornò in Europa per circa un anno e mezzo, dall’estate del 1936 al gennaio 1938, stabilendosi ad Amsterdam, vincendo in quel periodo ben otto tornei.
Nel luglio 1936 vinse il forte torneo di Zandvoort, precedendo tra gli altri Euwe, Tartakower e Keres. Il mese dopo fu terzo nel grande torneo di Nottingham, a mezzo punto da Botvinnik e Capablanca, alla pari con Euwe e Reshevsky. Nell’ottobre 1936 vinse ex aequo con Euwe ad Amsterdam, due mesi dopo arrivò secondo ad Hastings. Tra marzo e aprile 1937 vinse un torneo a Leningrado, si affermò, alla pari con Keres, nel torneo di Margate, vinse ancora ad Ostenda, in un torneo di minor livello, ma nel giugno successivo arrivò solo nel centro classifica a Kemeri. Dopo le Olimpiadi di Stoccolma, a Semmering Baden (settembre 1937) restò imbattuto ma fu solo secondo, alle spalle di Keres, poi, da ottobre a dicembre di quell’anno, fece da secondo ad Euwe nel match di rivincita con Alekhine. Dopo il torneo di Hastings 1937 – 38, dove arrivò quarto, decise di tornare negli Stati Uniti. L’intensissima attività di quel periodo aveva un poco affievolito la sua passione per gli scacchi e lo indusse a riconsiderare l’ipotesi di una carriera come professionista. Tornò a studiare ma aveva già firmato un impegno con la compagnia AVRO, che sembra rifiutò la sua richiesta di non partecipare al torneo. Tornò quindi in Olanda per disputare uno dei più grandi eventi della storia degli scacchi, partendo con un eccezionale 5,5 su 6. La sua marcia rallentò nella seconda metà del torneo, concludendo comunque al primo posto alla pari con Keres (vittorioso per spareggio tecnico), un punto netto davanti a Botvinnik. Tornato in America si laureò in scienze dell’educazione e durante la guerra collaborò a ricerche per il Dipartimento della Marina. Rispetto al torneo per il titolo mondiale, prima previsto per il 1947 e poi tenutosi nel 1948, tentennò prima (riprendendo a giocare per prepararsi) ma alla fine rinunciò, prendendo quello stesso anno il dottorato in psicologia clinica e diventando un eminente psicoanalista. La sua carriera ad altissimo livello si chiuse di fatto con il torneo AVRO, che insieme ai tornei del periodo 1936 – 1938 e con il naturale declino di Alekhine e Capablanca, indicò in lui, Keres e Botvinnik i maggiori pretendenti alla leadership mondiale, davanti ad Euwe, che aveva già superato il suo apice, e a Reshevsky che, alternando gli scacchi al lavoro, non espresse probabilmente tutto il suo potenziale.
La pagina di Fine su Chessgames
Votate i due giocatori che ritenete debbano accedere alla fase successiva, esprimendo due preferenze (evidenziate due giocatori e poi cliccate su vota). Tempo per votare fino alla mezzanotte di lunedì sera, 11 gennaio.




9 gennaio 2021 - 13:35
Spero proprio che Bogoljubov passi il turno; ho sempre desiderato che gli venisse dedicato un articolo nella Sala della gloria, perché ha avuto una carriera seconda solo a quella dei Campioni del Mondo suoi contemporanei, una vita ricca di storia e di ingiustizie subite come Alekhine (anche lui fu accusato di simpatie verso il nazismo), e perché sono stufo di sentirlo definito ovunque (anche su Wikipedia) come “l’avversario morbido scelto da Alekhine per non affrontare Capablanca”.
9 gennaio 2021 - 19:09
In realtà penso che Maroczy, Bogoljubov e Fine siano tutti e tre degli underrated.
Nei primi anni del 900 Maroczy avrebbe potuto essere l’avversario più interessante per Lasker, forte e ostico da battere. Solido, grande finalista, non è chiaro perché sia relativamente poco nominato nella letteratura scacchistica. Il secondo posto a Norimberga 1896, praticamente all’esordio al massimo livello, testimonia di un talento notevolissimo. Da notare come non abbia sempre giocato con continuità, alternando con la sua professione.
Bogoljubov ha cominciato a giocare relativamente tardi, quando è arrivato al suo apice era già non lontano dai 40 anni. In ogni caso, negli anni venti ha ottenuto risultati notevolissimi e non era lontano da Capa e Alekhine. Ci fosse stato un ciclo mondiale triennale stile FIDE, lui e Nimzowitsch tra il 25 e il 29 avrebbero “disturbato” non poco i due giganti.
Fine aveva, a mio avviso, un potenziale enorme, parzialmente dimostrato in quel biennio. Non ha preso la strada del professionismo e ha poi interrotto, che sia stato per scelta “ragionevole” o per una passione non così immensa.
A parte Akiba, il secondo voto mi ha fatto riflettere un po’…
9 gennaio 2021 - 17:04
Rubinstein, troppo facile la scelta.
9 gennaio 2021 - 18:54
Non è obbligatorio ma la richiesta era / è di votarne due!
9 gennaio 2021 - 19:30
bgoljubov e Fine, anch’io da sempre fan del sottovalutatissimo Bogoljubov
10 gennaio 2021 - 18:15
L’appello di Oscar sembra venga ascoltato: nella lotta per il secondo posto c’è stato un certo equilibrio ieri, quando Maroczy, Bogoljubov e Fine avevano una decina di voti ciascuno, ma ora Bogoljubov ha preso un certo margine.
Ipotizzavo sarebbe stata una lotta più tra Maroczy e Fine (sempre alle spalle di Rubinstein) ma forse vale anche qui la vecchia frase di Bogo: “In questo torneo ho un grande vantaggio, sono l’unico a non dover giocare contro Bogoljubov!!”.
Grandissimi campioni, fa piacere ricordarli.
Per un articolo per la Sala della gloria per Bogoljubov… Vedremo. C’è un articolo per la Sala della gloria, per un altro giocatore, in fase di gestazione. Sono articoli che vogliono una montagna di tempo e molte energie. Certo, riprendere il filo di quella sezione ci piacerebbe.
10 gennaio 2021 - 19:18
Primo posto ovviamente Rubinstein. Non solo per i risultati e per il fatto che con Lasker se la sarebbe giocata, ma anche perchè i suoi piani di apertura e i suoi modi di trattare certe posizioni di mediogioco e finale sono rimasti attuali a distanza di 110 anni, cosa che probabilmente non si può dire del modo di giocare dei rivali
Secondo posto per Maroczy. Scelta difficile, ma Bogo le sue chance le ha avute e Fine ha in parte scelto di non giocarsele
11 gennaio 2021 - 22:34
Non vorrei anticipare troppo un tema che sicuramente scaturirà dalla fine di questi sondaggi ma certo che ad arrivare secondo nella classifica degli eterni secondi …. uno dei 16 si rivolterà nella tomba ?
11 gennaio 2021 - 23:31
A meno che arrivi secondo (cosa non improbabile) uno dei due che, facendo i debiti scongiuri, non potrà ancora rivoltarsi nella tomba… in quanto ancora vivente! ???
13 gennaio 2021 - 11:53
Ivanchuck arriverà primo.
Il problema c’è solo per Topalov ?
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