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“Re senza corona”: il Girone C

Bronstein e Topalov ai quarti! Eliminati Chigorin e Schlechter

Sulla base dell’articolo Votiamo il “Re senza corona”, in cui abbiamo individuato 16 candidati, divisi in 4 gironi, proseguiamo i sondaggi con il Girone C: Michail Chigorin, Carl Schlechter, David Bronstein e Veselin Topalov!

( le votazioni per il Girone B si sono concluse alla mezzanotte di mercoledì 13).

I protagonisti di questo girone:

 

Mikhail Chigorin (1850 – 1908)

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Chigorin apprese a giocare a scacchi in orfanotrofio (aveva perso i genitori quando aveva dieci anni). Dopo aver completato gli studi e iniziato a lavorare come funzionario governativo, iniziò a dedicarsi al gioco a 24 anni, con il riferimento del forte maestro Schiffers. I rapidi progressi lo incoraggiarono ad una carriera professionistica e lasciò il lavoro. Vinse 3 tornei di San Pietroburgo e batté in match amichevoli Schiffers, von Schmidt e Alapin. Al suo esordio internazionale, a Berlino 1881, arrivò terzo alla pari con Winawer, alle spalle di Blackburne e Zukertort ma davanti a giocatori come Mason, Minckwitz e Paulsen, proponendosi subito nell’élite dell’epoca. Arrivò solo a centro classifica nel fortissimo torneo di Vienna 1882 ma fu quarto a Londra 1883, dietro i tre leader di quegli anni, Zukertort, Steinitz e Blackburne. Per alcuni anni non partecipò ad altri eventi internazionali ma nel 1889 vinse a pari merito con Weiss a New York, precedendo Gunsberg, Blackburne, Burn e Mason.

Anche a seguito di questo successo venne scelto da Steinitz per un match che il club de L’Avana si era offerto di organizzare. Perse per 10,5 a 6,5 nel 1889 ma nel 1892 fu sconfitto solo di misura, per 12,5 a 10,5, nuovamente a L’Avana. Nel 1893 pareggiò con Tarrasch a San Pietroburgo, 11 a 11, un match tra i due principali pretendenti al trono di Steinitz. Lasker, come sappiamo, li bruciò sul tempo. Ad Hastings 1895 Chigorin ottenne un grandissimo risultato, secondo a mezzo punto da Pillsbury ma precedendo Lasker, Tarrasch, Steinitz e tutti i migliori maestri dell’epoca. Nel successivo quadrangolare di San Pietroburgo, con Lasker, Steinitz e Pillsbury, ebbe una disastrosa prima metà del torneo (1,5 su 9), in cui era impegnato anche in veste di organizzatore, il buon 5,5 su 9 della seconda metà non bastò ad evitare l’ultima posizione.

Arrivò solo a centro classifica nel fortissimo torneo di Norimberga 1896 ma vinse lo stesso anno a Budapest, precedendo Pillsbury, Schlechter, Janowski, Tarrasch, Winawer, Maroczy e superando Charousek nel mini match di spareggio. Vicino ai 50 anni, aveva ormai superato il suo apice, pur restando un giocatore dell’élite mondiale, ad esempio terzo a Monte Carlo 1901, dietro Janowski e Schlechter. Vinse i primi tre campionati russi, nel 1899, 1901 e 1903 (precedendo Bernstein, Salwe e il 23enne Rubinstein).

La sua salute declinava e gli venne diagnosticata una gravissima forma di diabete. Trascorse gli ultimi mesi con la moglie e la figlia, spegnendosi a Lublino nel 1908. Era stimatissimo dai suoi grandi avversari per l’eccezionale creatività e la notevole forza tattica. Nel 1876 fondò una rivista, successivamente fondò il circolo di San Pietroburgo e cercò di avviare una organizzazione nazionale degli scacchi, in generale la sua opera di promozione e divulgazione fu importante per tutta la vita, facendolo considerare come il padre della scuola russa.

La pagina di Chigorin su Chessgames

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Carl Schlechter (1874 – 1918)

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Schlechter apprese il gioco a 13 anni. Dopo il diploma aveva iniziato a lavorare ma decise di dedicarsi professionalmente agli scacchi. Tra il 1893 e il 1894 si fece notare in diversi tornei viennesi e fu ammesso al grande torneo di Hastings, dove non sfigurò di fronte all’élite dell’epoca. Diventò un costante protagonista dei maggiori tornei, con molti buoni piazzamenti. Vinse a Monaco 1900 a pari merito con Pillsbury e Maroczy. Il primo decennio del novecento lo vide raggiungere il suo miglior livello di gioco, affermandosi come uno dei primissimi giocatori del mondo.

Vinse a Vienna nel 1904, precedendo Maroczy, Neumann, Albin, Vidmar. Nel 1906 ottenne il successo a Stoccolma e al forte torneo di Ostenda (precedendo Rubinstein e Maroczy), dove fu secondo nel 1907, a mezzo punto da Tarrasch e precedendo Marshall, Janowski, Burn e Chigorin. Nel 1908 si affermò in due fortissimi tornei, a Vienna (a pari merito con Maroczy e Duras, precedendo tra gli altri Rubinstein, Teichmann, Spielmann, Marshall) e a Praga (nuovamente a pari merito con Duras, davanti a Rubinstein, Maroczy, Vidmar, Teichmann). Forte di questi eccellenti risultati lanciò la sfida a Lasker, che si concretizzò solo nel 1910. Non è chiaro tuttavia né quali fossero le regole del match né se fosse in palio il titolo. Edward Winter analizza approfonditamente la questione, senza che si possano trarre conclusioni, a parte annotare come le stesse mosse della decima partita siano state più volte riportate erroneamente. Quel che è certo è che il match si concluse in parità, risultato comunque notevole considerando come Lasker avesse travolto tutti gli avversari precedenti.

Successivamente Schlechter ottenne altri buoni risultati, vincendo ad Amburgo 1910 (davanti a Duras, Nimzowitsch, Spielmann, Teichmann, Marshall, Tarrasch e a un giovane Alekhine tra gli altri), arrivando secondo, dietro Teichmann e alla pari con Rubinstein, a Carlsbad 1911, non brillando invece nelle edizioni di San Sebastian del 1911 e 1912. Nel 1911 pareggiò un match con Tarrasch, con tre vittorie per parte e dieci patte. Vinse più volte, pur con avversari meno importanti, il Trebitsch Memorial nella sua Vienna.

Morì a Budapest (dove aveva giocato un piccolo torneo) il 27 dicembre 1918, non è chiaro se di polmonite o di influenza spagnola (forse entrambe), probabilmente debilitato dagli stenti patiti durante la guerra. Il blog Uno Scacchista ha pubblicato un interessante articolo in occasione dei 100 anni dalla sua scomparsa.

La pagina di Schlechter su Chessgames

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David Bronstein (1924 – 2006)

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Lo “stregone” David Bronstein nacque a Bila Cerkva, in Ucraina, da una famiglia ebrea di modesta condizione. Quando aveva 11 anni il padre venne internato in un gulag, per oltre 7 anni, senza accuse concrete, con una “riabilitazione” arrivata solo negli anni 50. David apprese gli scacchi dal nonno, a sei anni, e a soli 15 anni arrivò secondo nel campionato ucraino (dietro Boleslavsky), guadagnando il titolo di maestro e l’invito alla semifinale del campionato sovietico, interrotta poi dalla seconda guerra mondiale. Fu allievo del forte maestro Konstantinopolsky, protagonista di diversi campionati sovietici.

Al campionato del 1944 Bronstein arrivò nelle retrovie ma riuscì a battere Botvinnik, forse uno dei primi motivi della loro antipatia. Già l’anno successivo arrivò terzo, iniziando una notevole ascesa verso l’élite mondiale. Trasferitosi da Kiev a Mosca, nel 1948 vinse l’interzonale di Salsjobaden, affermandosi poi in due campionati sovietici consecutivi (nel 1948 a pari merito con Kotov e nel 1949 ex aequo con Smyslov). Con un gioco spesso innovativo in apertura e brillante nel centro partita, appariva ormai come un contendente per la corona mondiale. Nel torneo dei Candidati di Budapest 1950 vinse alla pari con il suo ottimo amico Boleslavsky, che superò di stretta misura nel successivo match per stabilire l’avversario di Botvinnik.

Il match mondiale di Mosca 1951 si concluse in parità, 5 vittorie per parte e 14 patte, permettendo a Botvinnik di conservare il titolo. Il “patriarca” condusse a lungo ma a quattro partite dalla fine Bronstein ribaltò la situazione con due vittorie consecutive. Botvinnik vinse tuttavia la 23ma partita e l’ultima fu una patta in 22 mosse, in cui Bronstein non ottenne molto dall’apertura, accettando così la patta in una posizione con un pedone in meno e con un solo parziale compenso. Nel corso del match molti ebbero la percezione di una superiorità di Bronstein, che vinse la maggior parte delle partite prima della sospensione e in bello stile, mentre 4 delle 5 vittorie di Botvinnik arrivarono in lunghi finali dopo l’aggiornamento.

Ammesso di diritto al torneo dei candidati di Zurigo 1953 (con ben 15 partecipanti) arrivò secondo alla pari con Reshevsky e Keres, due punti dietro Smyslov. Due anni dopo dominò l’interzonale di Goteborg, con 15 su 20, imbattuto e con un punto e mezzo su Keres, ma al torneo dei candidati di Amsterdam 1956, doppio girone a 10 giocatori, si impose nuovamente Smyslov, davanti a Keres, Bronstein fu terzo ex aequo con Szabo, Spassky, Petrosjan e Geller. Non riuscì più a qualificarsi per il torneo dei candidati, pur restando un giocatore dell’élite mondiale almeno per un altro decennio. Fu autorizzato a giocare all’estero meno di altri giocatori e tale possibilità gli fu tolta completamente quando si rifiutò di firmare una lettera che condannava la defezione di Korchnoj.

Anche in relazione alla diretta conoscenza, molti ritengono che non abbia mai superato del tutto la delusione per il mancato titolo nel 1951. Nel 1993 Bronstein ha dichiarato che non c’era una pressione diretta affinché non strappasse il titolo a Botvinnik ma che vi era una complessiva pressione dell’ambiente, con una marcata preferenza per Botvinnik, sullo sfondo il ricordo dei tanti anni di prigionia del padre: “Mi sembrava che vincere potesse danneggiarmi seriamente, il che non significa che abbia perso deliberatamente”. Ha inoltre fatto successive dichiarazioni sulle pressioni esercitate su lui e Keres affinché venisse favorita la vittoria di Smyslov rispetto a Reshevsky a Zurigo 1953. Su quel torneo Bronstein ha scritto uno dei libri più apprezzati della letteratura scacchistica.

La pagina di Bronstein su Chessgames

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Veselin Topalov (1975)

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Topalov imparò a giocare dal padre e dimostrò presto un eccellente talento. A 12 anni iniziò ad allenarsi con l’IM Silvio Danailov, in seguito suo manager. Vinse il mondiale under 14 e l’anno successivo arrivò secondo nel mondiale under 16. Conquistò il titolo di GM a 17 anni. A inizio anni 90, a caccia di chi potesse interrompere l’infinito duello Karpov – Kasparov, c’era molta curiosità verso le nuove generazioni e Topalov era uno dei giovanissimi seguiti con attenzione, insieme al talento debordante dei ventenni Ivanchuk e Anand, ai rampolli inglesi Short e Adams, a Gelfand, ai brillanti sacrifici di Shirov, fino a Kramnik (che in quanto russo, fortissimo – e con la “K”! – sembrava il predestinato) e Kamsky, oltre alla “prodigiosa” Judit Polgar.

Fece notizia alle Olimpiadi del 1994 la vittoria di Veselin nella partita con Kasparov. E’ l’anno in cui si affaccia nell’élite mondiale, ottenendo un notevole 50% dei punti nel Linares vinto da Karpov con uno stellare 11 su 13. Da allora Topalov fu una presenza costante nei super – tornei, molto apprezzato anche per il gioco incisivo, poco propenso a patte tranquille. Le prime vittorie di assoluto prestigio arrivarono in uno straordinario 1996, al Memorial Euwe (a pari merito con Kasparov), a Novgorod (precedendo Short e Kramnik), a Madrid, a Leon, a Vienna (alla pari con Karpov e Gelfand), a Dos Hermanas (ex aequo con Kramnik, precedendo Kasparov e Anand). A 21 anni divenne così un giocatore top a livello mondiale, come si confermerà per i venti anni successivi, anche se negli anni seguenti non proseguirà a vincere tornei con il ritmo incredibile del 1996.

Gli anni di “confusione” dei campionati mondiali FIDE e PCA non lo favoriscono, anche per le formule KO e i vari mix di spareggi con partite rapid e blitz. Nei candidati PCA arriva in finale nel 2002 ma perde con Leko. Nei mondiali KO FIDE ottiene il miglior risultato nel 2004, arrivando in semifinale con un impressionante 9,5 su 10, ma, dopo 4 patte, viene eliminato alle rapid da Kasimdzhanov. Il 2005 è l’anno della consacrazione: arriva terzo a Wijk aan Zee e vince a Linares, alla pari con Kasparov, si impone nel primo M-Tel Masters di Sofia, con un punto netto di vantaggio su Anand, arriva “solo” secondo / quinto a Dortmund.

Al Mondiale di San Luis dimostra questo “nuovo livello” di maturazione  vincendo 6 delle prime sette partite e amministrando con sicurezza le 7 patte del girone di ritorno, laureandosi campione per la FIDE e superando quota 2800. Per il suo fantastico 2005 vince l’Oscar degli scacchi! Inaugura il titolo vincendo a pari merito con Anand a Wijk aan Zee 2006, a Linares 2006 arriva secondo, a mezzo punto da Aronian, a Sofia vince nuovamente il torneo M-Tel. È il numero 1 del mondo anche per Elo e la percezione è quella di aver trovato un nuovo re dopo l’uscita di scena di Kasparov. Vince molto, con il suo gioco teso a creare tensioni e sbilanciamenti, con molte vittorie brillanti, ma appare meno granitico rispetto a San Luis, perdendo diverse partite. Il match di riunificazione inizia in modo scioccante, Kramnik vince le prime due partite! Il manager di Topalov, Danailov, denuncia la probabilità che Kramnik faccia uso di software nelle numerosissime occasioni in cui si reca alla toilette personale. E’ il Toiletgate, una pagina molto modesta della storia degli scacchi. Kramnik dà forfait nella quinta partita. Faticosamente si trova un compromesso e il match riprende, Topalov si porta in vantaggio vincendo 8° e 9° partita ma Kramnik si riporta in parità nella decima. Dopo altre due patte si va agli spareggi rapid, dove Kramnik si aggiudica il match e il titolo finalmente riunificato dopo 13 anni.

Subito dopo il mondiale ha un risultato negativo nel quadrangolare di Essent ma a Wijk aan Zee 2007 riesce a vincere a pari merito con Aronian e Radjabov. Appare tuttavia “spento” al Morelia – Linares 2007, con una sola vittoria e tre sconfitte che lo relegano in fondo alla classifica. Gli basta un +1 (tre vittorie e due sconfitte) per affermarsi nella sua Sofia. Il 2008 si apre con due risultati da centro classifica a Wijk aan Zee e Linares, mentre a Sofia è secondo dietro un Ivanchuk da grandi occasioni. A Bilbao, nella finale del Grand Slam, ottiene però un grande successo e torna in testa alla lista FIDE, posizione che manterrà fino a gennaio 2010, tornando sopra quota 2800. Nel periodo successivo continua a giocare a ottimo livello, vincendo anche a Nanchino 2008 e a Linares 2010.

Il mondiale di riunificazione aveva di fatto escluso lo sconfitto dal successivo ciclo, in cui Anand conquistò il titolo battendo Kramnik. A compensazione venne previsto dalla FIDE un match con il vincitore della Word Cup 2007, Gata Kamsky, che Topalov superò per 4,5 a 2,5. Nel 2010, in un teso e incerto match mondiale, in parità all’undicesima partita dopo due vittorie per parte, Anand riuscì a imporsi nella dodicesima e a mantenere il titolo. Come runner-up, Topalov è ammesso di diritto al torneo dei Candidati 2012 ma viene battuto nei quarti nel mini – match con Kamsky. Non rientra nel torneo dei Candidati del 2013 ma partecipa al Gran Prix 2012 – 2013, vincendo le tappe di Londra e di Zurigo e la classifica finale, qualificandosi per il torneo dei Candidati 2014, dove arriva tuttavia ultimo. Vince la medaglia d’oro in prima scacchiera alle Olimpiadi di Tromso e ottiene una grande vittoria al Norway Chess 2015, tornando sopra quota 2800. È ammesso per l’Elo al torneo dei Candidati 2016 ma arriva nuovamente all’ultimo posto. Negli ultimi anni ha giocato relativamente poco, piazzandosi comunque a centro classifica nelle forti edizioni 2017 e 2019 dello Shamkir Chess Memorial Gashimov. Ha un Elo di 2735.

Complessivamente, Topalov è stato sicuramente il n° 1 mondiale nel 2005 – 2006 e non è stato da meno di Anand nel triennio 2008 – 2010, mantenendo un livello molto elevato almeno fino al 2015. Il suo stile a doppio taglio ha dovuto attendere una piena maturità per consentirgli di lottare per la leadership mondiale, a volte con un rendimento incostante ma spesso ottenendo splendide vittorie, con un gioco spettacolare e incisivo.

La pagina di Topalov su Chessgames

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Votate i due giocatori che ritenete debbano accedere ai quarti di finale, esprimendo due preferenze (evidenziate due giocatori e poi cliccate su vota). Tempo per votare fino alla mezzanotte di venerdì sera, 15 gennaio.

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