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“Re senza corona”: il Girone B

Si impongono Korchnoi e Nimzowitsch! Fine dell’avventura per Zukertort e Tarrasch

Con riferimento all’articolo Votiamo il “Re senza corona”, proseguiamo i sondaggi con il Girone B: Johannes Zukertort, Siegbert Tarrasch, Aaron Nimzowitsch e Viktor Korchnoi!

le votazioni per il Girone A si sono concluse alla mezzanotte di lunedì 11 ).

I protagonisti di questo girone:

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Johannes Zukertort (1842 – 1888)

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Zukertort, nato a Lublino nel 1842, studiò medicina a Breslavia e lì conobbe Anderssen, nel 1861. Aveva 19 anni, sapeva già giocare a scacchi ma da quella conoscenza si accese una passione profonda per il gioco. Perse un match amichevole con Anderssen nel 1868, battendolo però nel 1871. A Londra 1872 fu terzo, alle spalle di Steinitz e Blackburne, affacciandosi nell’élite mondiale. Quello stesso anno perse nettamente un match con Steinitz (9 a 3). Nel 1874 si impose in un match con De Vere e nel torneo di Londra 1876 vinse alla pari con Blackburne. A Lipsia, nel 1877, arrivò secondo a mezzo punto da Paulsen e a pari merito con il 59enne Anderssen. Ottenne una notevole vittoria nel torneo di Parigi del 1878, davanti a Blackburne, Mackenzie, Anderssen, Rosenthal, Bird, Englisch, arrivando primo a pari merito con Winawer e superandolo per 3 a 1 nel match di spareggio. Le nette vittorie nei match con Owen (1878, 9,5 – 1,5), Rosenthal (1880, 12,5 – 6,5) e Blackburne (1881, 9,5 – 4,5) ne confermarono il ruolo di principale contendente di Steinitz. Arrivò secondo a Berlino 1881 (alle spalle di Blackburne, precedendo tra gli altri Winawer, Chigorin, Mason, Minckwitz, Paulsen), fu solo quinto a Vienna 1882 (preceduto da Steinitz, Winawer, Mason e Mackenzie, alla pari con Blackburne) ma nel grande torneo di Londra 1883, presenti tutti i migliori giocatori dell’epoca, colse un successo luminosissimo, tale da mettere in discussione la leadership di Steinitz agli occhi del mondo scacchistico. Zukertort concluse il torneo con un fantastico 22 su 26 (in realtà aveva ottenuto un incredibile 22 su 23! Perse poi le ultime tre partite, con Mackenzie e due avversari di secondo piano), precedendo Steinitz di 3 punti e Blackburne di 5 punti e mezzo! Nello stesso 1883 fu Steinitz a sfidarlo ma Zukertort ebbe problemi di salute dopo il torneo di Londra (fatto non trascurabile alla luce degli ultimi turni e degli avvenimenti successivi). Le trattative si trascinarono gli anni seguenti, in particolare per la sede di gioco, con Steinitz che insisteva per giocare negli Stati Uniti, dove si era trasferito. Si giocò infine nel 1886, in diverse città americane, il primo match esplicitamente valido per il titolo mondiale. Nella Cartier Hall di New York Steinitz vinse la prima partita ma Zukertort si impose nelle quattro successive! Quella che sembrava la premessa di una grande vittoria fu solo un canto del cigno: a St. Louis, due settimane dopo, Steinitz pareggiò il punteggio, con tre vittorie e una patta. Dopo altre due settimane di viaggio (le cronache dell’epoca parlano di un Zukertort emaciato, con profonde occhiaie) il match si concluse a New Orleans. Steinitz vinse altre due partite, Zukertort accorciò le distanze nella successiva ma, dopo due patte, Steinitz concluse il match con quattro vittorie e due patte nelle ultime sei partite. Era prevista dagli accordi una rivincita da disputarsi a Londra, che non si concretizzò. Dopo il match Zukertort fu l’ombra del campione che era stato (anche per crescenti problemi di salute, sono documentati episodi di malessere, forse dei lievi ictus), concluse nell’anonimato del centro classifica i tornei di Londra 1886 e 1887, di Nottingham 1886 e di Francoforte 1887, perdendo anche un match con Blackburne (1887, 9 – 5). Morì a Londra per una emorragia cerebrale, nel 1888, a soli 46 anni, subito dopo aver disputato una partita nel caffè Simpson’s Divan.

La pagina di Zukertort su Chessgames

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Siegbert Tarrasch (1862 – 1934)

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Tarrasch nacque, come Anderssen e Harrwitz, a Breslavia. Si laureò in medicina ad Halle e si trasferì prima a Norimberga poi, dal 1914, a Monaco. Non fu mai un professionista degli scacchi, praticando la professione medica per tutta la vita. Apprese il gioco a 15 anni ed ebbe una crescita abbastanza rapida. Ottenne il titolo di maestro vincendo il torneo secondario di Norimberga 1883. Nel suo esordio ad alto livello, ad Amburgo 1885, torneo vinto da Isidor Gunsberg, colse un notevole secondo posto a pari merito con Blackburne, Mason, Weiss e Englisch. Due anni dopo, a Francoforte 1887, fu solo quinto, colse il successo nel 1888 a Norimberga, davanti a Mieses, Paulsen e Von Gottschal, ma ebbe, lo stesso anno, un risultato negativo nel breve torneo di Lipsia. Nel 1889 ottenne una grande vittoria, a Breslavia, in cui concluse imbattuto con 13 su 17, davanti ad avversari come Burn, Mieses, Gunsberg, Blackburne, replicando il successo a Manchester 1890, nuovamente imbattuto (!), con 15,5 su 19, precedendo nettamente Blackburne, Mackenzie, Bird, Mason e Gunsberg. Concluse una serie di 4 vittorie consecutive imponendosi nei forti tornei di Dresda 1892 e Lipsia 1894! In quegli anni Tarrasch era forse il più forte giocatore del mondo. Vi fu una offerta del club de L’Avana per un match con Steinitz ma Tarrasch rispose che non poteva lasciare i suoi pazienti e la famiglia per i tre mesi necessari. E’ noto come snobbò la proposta di un match con Lasker e si accordò invece per un match con Chigorin, nel 1893, in cui fu a lungo in vantaggio ma dovette accontentarsi di un pareggio (11 a 11, nove vittorie per parte). L’anno successivo Lasker superò Steinitz e confermò la sua leadership nel quadrangolare di San Pietroburgo, dopo essere arrivato terzo ad Hastings, alle spalle di Pillsbury e Chigorin. Tarrasch arrivò quarto ad Hastings ma dovette rifiutare l’invito a San Pietroburgo per i suoi impegni professionali. L’anno dopo arrivò terzo a Norimberga, dietro Lasker e Maroczy, a pari merito con Pillsbury, ma ebbe un negativo risultato a Budapest, solo ottavo su 13 partecipanti, torneo vinto da Chigorin davanti a Charousek e Pillsbury. Ridusse per circa due anni la sua attività scacchistica ma tornò in grande stile a Vienna 1898, vincendo alla pari con Pillsbury (28,5 su 36) e superandolo nel mini match di spareggio per 2,5 a 1,5. Ci vollero altri 4 anni per rivederlo alla scacchiera, a Monte Carlo 1902, torneo vinto da Maroczy su Pillsbury, dove Tarrasch arrivò quinto. L’anno successivo però, sempre a Monte Carlo, tornò al successo, con 20 su 26, precedendo Maroczy, Pillsbury e Schlechter. Nel 1905 arrivò secondo a Ostenda, dietro Maroczy e alla pari con Janowski, e sconfisse nettamente Marshall in un match, per 12 a 5 (8 vittorie e 1 sconfitta), accettando la sfida del campione americano che veniva dalla vittoria in un match con Janowski e dal prestigioso successo di Cambridge Springs 1904. Dopo un modesto centro classifica a Norimberga 1906 (torneo vinto da Marshall), Tarrasch si impose a Ostenda 1907, in un forte torneo a sei giocatori, precedendo Schlechter, Janowski e Marshall. Nel 1904 era sfumata l’opportunità di un match con Lasker, che arrivò solo nel 1908, con la netta vittoria del campione per 10,5 a 5,5 (5 patte, 8 vittorie di Lasker e 3 di Tarrasch). Ormai vicino ai 50 anni, la sua forza di gioco declinava, anche se restò ancora per molto tempo un giocatore d’élite, peraltro giocando negli anni 20 in modo molto più assiduo. A San Pietroburgo, nel 1914, arrivò secondo nella prima fase del torneo, dietro Capablanca e alla pari con Lasker. Nella successiva fase finale a 5 perse diverse partite (arrivando alla fine quarto) ma fece in tempo a vincere una partita con Capablanca!

Tarrasch fu molto attivo anche come divulgatore, dirigendo riviste e pubblicando diversi libri. Sostenne e portò avanti le idee di Steinitz, ponendo suoi elementi di ulteriore sviluppo, diventando l’alfiere della scuola “classica” in contrasto agli “ipermoderni” Nimzowitsch, Reti e Tartakover. Di lui sembra prevalere l’immagine del novecento, di un uomo dogmatico, dal carattere aspro, poco obiettivo nella sconfitta, nettamente battuto da Lasker nel loro match. La sua storia racconta di un campione che ha giocato solo saltuariamente, privilegiando la professione medica, che nonostante ciò è stato probabilmente il migliore del mondo nei primi anni 90 dell’ottocento e in seguito, ancora per diversi anni, il più credibile contendente per un eventuale match con Lasker.

La pagina di Tarrasch su Chessgames

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Aaron Nimzowitsch (1886 – 1935)

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Nimzowitsch nacque a Riga, allora appartenente all’Impero russo. Nel 1904 andò a Berlino per gli studi universitari, che abbandonò presto per dedicarsi agli scacchi. Seppe inserirsi rapidamente nel contesto dei grandi tornei, con buoni risultati ma senza successi importanti, nel 1907, a soli 21 anni, fu quarto sia a Ostenda che a Carlsbad. Dopo tre anni di scarsa attività, arrivò terzo ad Amburgo 1910, si piazzò positivamente nei forti tornei successivi di Carlsbad e San Sebastian 1911, concludendo secondo a San Sebastian 1912, alle spalle di Rubinstein. Vinse il campionato russo nel 1914 a San Pietroburgo, alla pari con Alekhine, ma nel seguente e fortissimo torneo furono Capablanca, Lasker, Tarrasch, Alekhine e Marshall a qualificarsi per la fase finale, Nimzowitsch restò escluso insieme ad altri fortissimi giocatori come Rubinstein, Bernstein e Janowsky. Si trovava in Lettonia durante la guerra, evitò l’arruolamento e si trasferì a Berlino, quindi, nel 1922, a Copenaghen, dove visse per il resto della vita, ottenendo anche la cittadinanza danese. Proprio a Copenaghen vinse tre tornei minori, dal 1922 al 1924, ottenendo in quegli anni risultati solo discreti a Carlsbad 1923 e a Baden-Baden 1925, anno in cui pubblica Mein System., uno dei libri più importanti della storia degli scacchi.

E’ nella seconda metà degli anni 20 che Nimzowitsch, ormai quarantenne, ottiene i suoi risultati migliori, ponendosi come il miglior contendente dei due giganti Capablanca e Alekhine. Vinse il torneo di Marienbad 1925, a pari merito con Rubinstein, si impose a Dresda 1926 (con 8,5 su 9, precedendo Alekhine di un punto e mezzo!), ad Hannover 1926, a Londra 1927, a Berlino 1928, fino al grande successo di Carlsbad 1929, superando tra gli altri Capablanca, Spielmann, Rubinstein e Bogoljubov! Dopo il secondo posto a Sanremo 1930 (alle spalle di un Alekhine stellare da 14 su 15), la vittoria di un torneo meno importante a Francoforte 1930 e il terzo posto a Bled 1931 (dietro Alekhine e Bogoljubov), non partecipò ad altri eventi per circa tre anni.

Nel 1934 perse un match con Stahlberg per 5 a 3 e giunse sesto a Zurigo. Alla fine di quell’anno si ammalò e morì di polmonite il 16 marzo del 1935. Grande teorico e innovatore, dogmatico quasi quanto Tarrasch nel promuovere le sue idee, la sua è l’opera di un gigante del pensiero scacchistico, che ha grandemente influenzato tutto il successivo sviluppo degli scacchi.

La pagina di Nimzowitsch su Chessgames

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Viktor Korchnoi (1931 – 2016)

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Il “terribile” Viktor nacque a Leningrado (San Pietroburgo) nel 1931. I genitori, provenienti dall’Ucraina e stabilitisi a Leningrado poco tempo prima, si separarono poco dopo la sua nascita. Korchnoi crebbe qualche anno con la madre, successivamente con il padre che, tuttavia, morì nel 1941. Al riguardo Korchnoi ha pronunciato una dichiarazione di grande impatto: “A quanto pare, in famiglia non ricevetti una educazione sovietica come si deve, ed è molto probabile che mio padre abbia pagato il prezzo più alto per questa sua negligenza: insieme a qualche altro migliaio di volontari male equipaggiati cadde presso il lago Ladoga nel novembre del 1941. Anche i membri restanti della famiglia di mio padre, presso i quali ero stato educato, furono ripagati con la stessa moneta e morirono tutti di fame durante l’assedio di Leningrado. Ma io rimasi e sopravvissi” (Kasparov, “I miei grandi predecessori” vol. 5). Korchnoi visse poi con la madre adottiva, che resterà con lui per tutta la vita.

Apprese le regole degli scacchi dal nonno ma iniziò realmente a giocare nelle case dei pionieri, a 13 anni, con il riferimento prima di Abram Model poi di Vladimir Zak. Già da ragazzo aveva tuttavia un carattere indipendente, brusco e quasi scorbutico, buona parte della sua crescita, quanto meno a livello magistrale, venne dal suo percorso di analisi e approfondimento. E’ forse emblematico e di notevole rilievo il fatto che rifiutò di diventare allievo del GM Alexander Tolush (poi mentore di Spassky), rispondendogli che sarebbe diventato maestro da solo. Forse, se avesse accettato di allenarsi con lui, la sua maturazione fino a un gioco più completo sarebbe stata più rapida e si sarebbe scritta un’altra storia…

Korchnoi fu campione juniores dell’URSS nel 1947 e nel 1948, divenne maestro a 20 anni e nel 1953 disputò il suo primo campionato sovietico, con un notevole sesto posto, migliorando nel campionato del 1954, arrivando secondo alle spalle di Averbach! Quello stesso anno vinse a Bucarest il suo primo torneo internazionale. Nel 1955 stravinse il campionato di Leningrado (15 su 17!) e si impose a pari merito ad Hastings 1955 – 56 , conquistando il titolo di Grande Maestro.

Korchnoi è sempre stato un giocatore ostico da affrontare, maestro della difesa e del contrattacco, descritto come un Tal al contrario (l’attaccante per eccellenza e il difensore per eccellenza, entrambi tatticamente formidabili)! Dotato di una straordinaria capacità critica, Korchnoi ha costantemente lavorato per migliorarsi, approfondendo a più riprese il suo gioco. Uno di questi periodi riguardò la seconda metà degli anni 50, preludio ad una impressionante serie di risultati. Vinse a Cracovia 1959, a Buenos Aires 1960, Cordoba 1960, Budapest 1961, soprattutto si affermò in due campionati sovietici, a Leningrado 1960 e Yerevan 1962, arrivando secondo nel 1961 a Mosca. All’Interzonale di Stoccolma 1962 si qualificò per il torneo dei candidati di Curacao, dove iniziò in modo estremamente brillante, con 5 su 7 e un punto di vantaggio sugli inseguitori. Ancora in testa dopo 11 turni, Korchnoi sciupò con una grave svista una posizione da vincere contro Fischer, perse fiducia, anche soffrendo molto il caldo, e scivolò lontano dalla lotta per la vittoria del torneo. Non si qualificò poi per l’interzonale successivo e lavorò nuovamente molto per migliorare il suo gioco: “Capii che dovevo imparare da capo, che il mio gioco era zeppo di difetti… Alla fine, quando armato di tutte le conoscenze e della mia comprensione degli scacchi, a quarant’anni suonati ero pronto a lottare contro chiunque per il titolo mondiale, avevo ormai esaurito gran parte dell’energia che Dio mi aveva donato”.

Stravinse il titolo sovietico a Kiev 1965, inaugurando una serie di successi impressionante, nonostante raramente gli fosse consentito di partecipare ai tornei all’estero. Vinse brillantemente a Erevan 1965, a Bucarest 1966, al Memorial Chigorin di Soci, a Leningrado 1967. Dopo essersi qualificato per i match dei candidati all’Interzonale di Sousse 1967, si impose nel primo dei suoi quattro successi a Wijk aan Zee, nel 1968, con un fenomenale 12 su 15, due punti e mezzo di vantaggio su Tal, Hort e Portisch! Nei candidati, dopo aver eliminato Reshevsky e Tal, la sua corsa si interruppe solo contro uno Spassky formidabile, all’apice delle sua forza. Fu solo una parentesi perché il terribile Viktor riprese a macinare successi, qui manca lo spazio solo per elencare i tornei vinti, tra cui il “super-torneo” di Palma di Majorca 1968 (davanti a Larsen, Petrosjan e Spassky), il campionato URSS di Riga 1970, Wijk aan Zee 1971, Hastings 1972. Korchnoi rappresentò l’URSS in 6 Olimpiadi, tra Lipsia 1960 e Nizza 1974, con altrettanti ori di squadra (l’URSS…) e diverse medaglie individuali, fino all’oro in seconda scacchiera a Skopie 1972. Nel ciclo dei candidati, nel 1971, batté Geller con un punteggio netto (dopo una battaglia aspra, comunque) ma dovette cedere il passo a Petrosjan, avversario spesso ostico per lo stile di Korchnoi (Spassky, nel 1968, lo aveva battuto anche adottando uno stile “attendista”). Nel ciclo successivo Korchnoi vinse l’Interzonale di Leningrado 1973, alla pari con Karpov, e nei macth arrivò alla finale dopo aver superato Mecking e Petrosjan, affrontando Karpov che aveva battuto Spassky in semifinale. Il regime aveva deciso che doveva essere Karpov ad affrontare Fischer. Korchnoi perse di misura e venne punito per aver lottato strenuamente (e per aver detto che Karpov non gli sembrava atteso da un grande futuro), con il divieto di tornei all’estero e la riduzione degli emolumenti come GM. Anche per intercessione di Karpov, gli fu consentito di partecipare ad Hastings e, l’estate successiva, ad Amsterdam 1976 (vincendo a pari merito), dove chiese asilo politico. Ovvia la veemente reazione sovietica (che chiese che Korchnoi venisse escluso dal successivo ciclo mondiale) e che supportò al massimo grado i suoi avversari nei match dei candidati, incluso uno Spassky ormai “parigino”. Viktor batté di misura Petrosjan e surclassò Polugaevsky, apparendo ancora più forte di quanto non fosse già. Nel match con Spassky andò in netto vantaggio ma subì la rimonta del rivale, che vinse 4 partite consecutive, portandosi a un solo punto di svantaggio. Dopo due patte, Korchnoi riuscì infine, con due vittorie, a far suo un match combattutissimo e spettacolare. Tra polemiche, “influenze” del pubblico e “azioni di disturbo” fu una prova generale della grande battaglia di Baguio 1978. Su quel match rimandiamo all’eccellente articolo di Ale, qui annotiamo solo il recupero di Korchnoi dal 5 a 2 al 5 pari e il confuso contesto che incise sulla 32ma partita, in cui Karpov vinse e Korchnoi vide tramontare il suo sogno. Karpov si prese un lungo periodo di riposo ma Viktor volò subito alle Olimpiadi, dove vinse l’oro in prima scacchiera con la Svizzera! Per quel 1978 gli venne giustamente assegnato l’Oscar degli scacchi. Ormai vicino ai 50 anni e posto ai margini dal boicottaggio sovietico (i giocatori russi non partecipavano ai tornei che prevedevano la presenza di Korchnoi), riuscì ancora a qualificarsi per il successivo match mondiale, battendo nuovamente Petrosjan e superando due tremende battaglie con Polugaevsky ed Hubner. A Merano 1981 però Karpov era ancora più forte e maturo e vinse agevolmente contro un avversario che non poteva non essere in declino. Eppure Korchnoi seppe vincere ancora altri tornei e superò i quarti di finale del mondiale successivo battendo Portisch! In semifinale dovette cedere all’astro nascente Kasparov ma le vicende precedenti il match consentirono la fine del boicottaggio sovietico dopo sette anni. Questo permise a Korchnoi di siglare altri due successi a Wijk aan Zee (la seconda volta a 56 anni!!), di vincere a Tilburg 1984, di continuare a mietere successi e a giocare magnifiche partite. Nel corso della sua carriera Korchnoi ha battuto nove campioni del mondo, incluso il giovane Carlsen (e se mai Caruana arrivasse al titolo, sarebbero 10!). Ancora dopo i 70 anni era capace di lottare come un leone, non importa quanto il tempo ne erodesse capacità ed energie, il terribile Viktor continuava a combattere superbamente, cedendo solo un millimetro alla volta. Un grandissimo campione e un guerriero titanico.

La pagina di Korchnoi su Chessgames

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Votate i due giocatori che ritenete debbano accedere ai quarti di finale, esprimendo due preferenze (evidenziate due giocatori e poi cliccate su vota). Tempo per votare fino alla mezzanotte di mercoledì sera, 13 gennaio.


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8 Commenti a ““Re senza corona”: il Girone B”

  1. StefanoBellincampi
    11 gennaio 2021 - 09:19

    Proprio oggi, l’11 gennaio di 135 anni fa, si giocò la prima partita del match Steinitz-Zukertort!

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