Scacchierando.it
ReSenzaCorona02b

“Re senza corona”: il Girone D

Keres e Ivanchuk completano i quarti di finale! Out Pillsbury e Geller

Con riferimento all’articolo Votiamo il “Re senza corona”, concludiamo i sondaggi della prima fase con il Girone D: Harry Pillsbury, Paul Keres, Efim Geller e Vassily Ivanchuk!

( le votazioni per il Girone C si sono concluse alla mezzanotte di venerdì 15).

I protagonisti di questo girone:

.

Harry Nelson Pillsbury (1872 – 1906)

ReSenzaCorona05Pillsbury

L’eroe di Hastings, come intitola Runner nel suo eccellente articolo per la sezione Sala della gloria, cui facciamo riferimento. Uomo dalla memoria prodigiosa, le sue esibizioni alla cieca ebbero un ruolo nella passione per gli scacchi di due futuri giganti, Capablanca e Alekhine. Dopo la vittoria ad Hastings, a San Pietroburgo, nel famosissimo quadrangolare con Lasker, Steinitz e Chigorin, era in testa dopo la prima metà di gara, con 6,5 su 9, ma il suo rendimento calò molto nella seconda metà del torneo.

Aveva spesso forti mal di testa e si ritiene che, con l’andare degli anni, i sintomi della sifilide che lo condusse alla morte abbiano pesantemente inciso sul suo gioco. Ottenne altri risultati importanti, vincendo a Vienna 1898 (a pari merito con Tarrasch ma perdendo il mini-match di spareggio), giungendo secondo alle spalle di Lasker a Londra 1899 e Parigi 1900, vincendo alla pari con Schlechter e Maroczy a Monaco 1900. Morì prematuramente nel 1906, a soli 34 anni.

La pagina di Pillsbury su Chessgames

.

Paul Keres (1916 – 1975)

ReSenzaCorona05Keres

Immediato il riferimento alla splendida biografia di Ale (prima parte  e  seconda parte, se non le aveste ancora lette…)! Parlando di “re senza corona”, Keres è di solito uno dei primissimi nomi ad essere citati. Appena ventenne ottenne già diverse vittorie importanti e a 22 anni si impose nel torneo AVRO (insieme a Fine ma superandolo nello spareggio tecnico), un torneo degno del titolo mondiale.

È sempre stata forte la sensazione che, senza la seconda guerra mondiale e l’invasione della sua Estonia, Keres avrebbe probabilmente ottenuto il titolo. Una carriera limitata dalle pressioni del regime sovietico sul mondo scacchistico, che non ha impedito allo straordinario talento del grande campione estone di essere stimato in tutto il mondo come uno dei giganti della storia degli scacchi.

La pagina di Keres su Chessgames

.

Efim Geller (1925 – 1998)

ReSenzaCorona05Geller

Geller è nato e ha sempre vissuto ad Odessa, bella città ucraina sul Mar Nero. Il padre era un forte giocatore (allievo del GM Verlinsky), aveva insegnato il gioco al figlio ma il giovane Efim prediligeva l’attività fisica, il basket in particolare, e si laureò in educazione fisica. Durante la guerra Geller prestava servizio come meccanico ma iniziò anche a leggere libri di scacchi. Pur iniziando così tardivamente cominciò a distinguersi nei campionati ucraini e nel 1949 vinse a sorpresa la semifinale del campionato URSS. Quasi da sconosciuto, nella finale del campionato dell’Unione Sovietica sconfisse giocatori come Boleslavsky, Kotov, Flohr, Furman, ed era al comando della classifica prima dell’ultimo turno; una sconfitta con Kholmov lo fece chiudere al terzo posto (dietro Smyslov e Bronstein…), un risultato comunque straordinario per un esordiente! Da allora ha partecipato a ben 23 finali del campionato sovietico, vincendo nel 1955 e nel 1979 (a 54 anni!).

Conquistò il titolo di GM arrivando secondo al Memorial Maroczy di Budapest 1952, alle spalle di Keres ma precedendo Smyslov e Botvinnik, che superò nel confronto diretto. All’Interzonale di Stoccolma 1952, occasione del grande acuto di Kotov, arriva quarto, qualificandosi per il torneo dei Candidati di Zurigo 1953, dove si piazza sesto su 15 partecipanti. All’Interzonale di Goteborg si qualifica nuovamente per il torneo dei Candidati, ad Amsterdam 1956, dove arriva 3° – 7°, alle spalle di Smyslov e Keres.

Nel ciclo successivo non riesce a qualificarsi per l’Interzonale (il campionato sovietico valeva come torneo zonale) ma inizia ad essere considerato un eccellente allenatore, uno dei migliori teorici delle aperture e il miglior analista in assoluto. Nelle competizioni internazionali dei sovietici, rivolgersi a Geller per l’apertura o per una partita sospesa era praticamente un must. Sua, ad esempio, l’analisi che consentì a Botvinnik di pattare contro Fischer alle Olimpiadi di Varna 1962 (47. T:h7!!).

Nelle rare apparizioni in tornei internazionali di quegli anni, vinse in Polonia il Przepiorka Memorial 1957 e a Dresda 1959, a pari merito con Taimanov. Qualificatosi per l’Interzonale di Stoccolma 1962, arriva al secondo posto alle spalle di Fischer, guadagnandosi un posto per il torneo dei Candidati. A Curacao il torneo vide una lotta serrata tra lui, Petrosian e Keres. Nella quarta tornata,  Geller commise una svista in posizione vinta con Fischer e finì col perdere la partita. Nella classifica finale Petrosian superò di mezzo punto Geller e Keres… Geller perse poi per 4,5 a 3,5 il match con Keres per determinare la seconda posizione, utile per il successivo ciclo mondiale.

In quegli anni Geller, allora 37enne, ha probabilmente toccato l’apice della sua forza agonistica. Nei primi anni 60 Botvinnik lo riteneva il più forte giocatore del mondo, più adatto però ai tornei che ai match. Non si qualificò ma venne ammesso al successivo torneo dei Candidati per la rinuncia di Botvinnik e, nel 1965, batté Smyslov 5,5 a 2,5 ma si dovette arrendere a Spassky in semifinale.

Si qualificò nuovamente per il torneo dei Candidati all’Interzonale di Sousse (quello abbandonato da Fischer quando era in testa con 8,5 su 10), arrivando secondo alla pari con Korchnoi e Gligloric alle spalle di Larsen. Nel match con Spassky perse con lo stesso 5,5 a 2,5 di 3 anni prima. Si garantirà ancora l’accesso ai match dei Candidati arrivando 2° – 4° all’Interzonale di Palma di Maiorca, vinto da Fischer, ma uscirà ai quarti di finale contro Korchnoi (5,5 – 2,5). Sarà la sesta e ultima partecipazione al torneo dei Candidati (nell’arco di 20 anni!), all’Interzonale di Petropolis arriva nuovamente 2° – 4° con Portisch e Polugaevsky ma, dati i soli due posti disponibili per i match successivi, viene eliminato nel torneo di spareggio.

Non è il termine di una carriera agonistica longeva e proseguita ad alto livello, anche come allenatore di Karpov (lo era stato anche di Botvinnik, di Petrosian, di Spassky per il match con Fischer o, ad esempio, aveva preparato Vaganian per il mondiale under 20).

Vinse molti tornei tra cui Wijk aan Zee 1969 (ex aequo con Botvinnik), Budapest 1973 (davanti a Karpov, Hort, Vaganian e Adorjan), Hilversum 1973 (alla pari con Szabo), Teesside 1975 (precedendo Smyslov, Bronstein, Hort, Hubner, Sax), il Memorial Alekhine di Mosca 1975 (davanti a Spassky, Vaganian, Korchnoi, Hort, Petrosian, Tal tra gli altri), Las Palmas 1976 (precedendo Larsen, Hubner, Portisch), nuovamente Wijk aan Zee nel 1977. Notevolissimo il suo curriculum olimpico, con 7 partecipazioni (e altrettanti ori di squadra…), 3 medaglie d’oro e 3 d’argento individuali. Nel 1991 arriva primo alla pari con Smyslov (che vince per spareggio tecnico) nel campionato del mondo seniores e si aggiudica il titolo nel 1992.

Geller vanta uno score positivo con molti campioni del mondo, con Botvinnik, con Smyslov, con Petrosian e con Fischer, con 5 vittorie contro 3! Oltre che un grande teorico, Geller era un fantastico attaccante, con un gioco profondo e tagliente. Botvinnik ha detto che non si era compresa del tutto l’Est Indiana finché non la si è vista giocare a Geller. Kasparov ne parla con grandissima considerazione e ricorda una sua collaborazione nella preparazione delle aperture per il match con Short, apprezzandone l’ampiezza della visione strategica. Uno degli uomini fondamentali per la grandezza della scuola sovietica.

La pagina di Geller su Chessgames

.

Vassily Ivanchuk (1969)

ReSenzaCorona05Ivanchuk

Ivanchuk comincia a farsi notare nel 1987, vincendo l’europeo juniores e la semifinale del campionato sovietico, davanti a molti forti GM. È arrivato primo ex aequo nel mondiale under 20 del 1988 (Lautier vinse agli spareggi) e quello stesso anno si afferma nell’open di New York (davanti a una quarantina di GM), vince il Memorial Barcza,  e arriva quinto al fortissimo campionato URSS, dietro Kasparov, Karpov, Yusupov e Salov! Il suo Elo sale vertiginosamente, proiettandolo al n° 10 della lista mondiale ancora prima che gli fosse riconosciuto il titolo di GM! Viene invitato a Linares 1989 e vince il torneo davanti a Karpov, Ljuboievic, Short, Timman, Yusupov… Da giovane Maestro Internazionale alla vittoria a Linares in un anno! In quel 1989 vince anche i tornei di Biel, alla pari con Polugaevsky, e di Yerevan, davanti a Lputian. La percezione del mondo scacchistico è quella dell’ascesa fulminea di un futuro campione del mondo, si parla del suo enorme talento e della caratteristica di guardare spesso verso le pareti o il soffitto, analizzando alla cieca. Nel 1990 arriva quarto a Linares, dietro Kasparov, Gelfand e Salov, vince a Tilburg, alla pari con Kamsky e davanti a Gelfand, Short, Timman, e vince con Gelfand l’Interzonale di Manila, qualificandosi per i match dei Candidati, dove batte Yudasin per poi affrontare Yusupov: Ivanchuk è in vantaggio prima dell’ultima partita ma perde e viene eliminato alle rapid. A Linares 1991 ottiene un grandissimo successo, precedendo Kasparov e battendolo in una famosa partita. Si afferma anche alla GMA World Cup di Reykjavik, alla pari con Karpov, con 10,5 su 15. Nel 1992 arriva secondo a Linares, dietro Kasparov, si afferma a Dortmund e vince la prima edizione del Melody Amber.

A settembre 1992 gioca un match con Anand, che desta molto interesse quale possibile anteprima mondiale dei due 23enni. Anand si impone per 5 a 3 (3 vittorie ad una). Sembra probabile che abbia subito un contraccolpo psicologico da questa sconfitta, unitamente al risultato dell’Interzonale di Biel 1993, dove non riesce a qualificarsi per la fase successiva del mondiale FIDE. Non partecipa invece al torneo di Groningen valido per la qualificazione ai match dei candidati PCA. Nel ciclo successivo la PCA fallirà. Ivanchuk dovrà attendere il dicembre 1997 per misurarsi di nuovo in un ciclo mondiale ma, a Groningen, perderà con Seirawan al primo turno del torneo KO FIDE. Un quadro mondiale confuso, molto diverso dalle formule del passato. Sembra anche che la tensione dei match si adatti poco alle difficoltà di tenuta emotiva di Ivanchuk, da sempre in difficoltà nell’incassare una sconfitta.

Non brilla a Linares 1993 e ancor meno nell’edizione successiva ma nel prosieguo del 1994 torna a risultati più positivi, arrivando secondo nell’Euwe Memorial, vincendo a Monaco di Baviera, davanti a Beliavsky, Bareev e Gelfand tra gli altri, e a Novgorod, ex aequo con Kasparov. Ottiene una bella vittoria a Linares 1995 (10 su 13!); nello stesso anno si piazza a ridosso delle prime posizioni al Memorial Tal, a Novgorod, a Dortmund e a Belgrado, torna al successo a Horgen, alla pari con Kramnik e precedendo Short e Kasparov tra gli altri. Nel 1996 vince nella sua prima partecipazione a Wijk aan Zee.

La delusione del citato torneo KO di Groningen sembra poter correlarsi ad un calo di risultati, in cui Ivanchuk resta in secondo piano rispetto alla lotta di vertice e mostra un andamento altalenante, perdendo partite ben più frequentemente di quanto non gli accadesse in passato. Nonostante sia anche un fantastico giocatore rapid e blitz, i mondiali KO del 1999 (eliminato da Nisipeanu agli ottavi) e del 2000 (eliminato al primo turno da Elhvest) gli propongono altrettante difficoltà. Nel mondiale di Mosca 2002 disputa invece un grande torneo, accedendo ai quarti di finali, eliminando Lautier, e battendo Anand in semifinale. L’inattesa sconfitta con il giovanissimo connazionale Ponomariov diventerà una delusione ancora più cocente. Nel mondiale 2004 viene eliminato ai sedicesimi, alle rapid, dal poi vincitore Kasymdzhanov, mentre nel 2005 la sua media Elo non è sufficiente per l’accesso al torneo mondiale di San Luis.

La sensazione è che in quegli anni cambi il rapporto di Ivanchuk con gli scacchi, forse meno orientato al titolo mondiale; inizia a giocare con frequenza ancora maggiore, partecipando anche agli open, e ottiene via via notevoli soddisfazioni. Nel 2005 avvia la sua sequenza di 8 vittorie al Capablanca Memorial, dopo diversi buoni risultati vince il mondiale blitz 2007 e risale fino al secondo posto della lista Elo, inaugurando un periodo notevole in cui si afferma con un eccezionale 8 su 10 a Sofia 2008, vince il Memorial Tal e il Magistral Ciudad de Leon. E’ meno positivo e Nanchino 2008 e a Wijk aan Zee 2009 ma ottiene subito dopo il suo quarto successo a Linares (alla pari con Grischuk). Vince poi il GP FIDE di Jermuk ma la World Cup 2009 è di nuovo frustrante per lui, eliminato al secondo turno dal giovanissimo Wesley So, tanto da annunciare il suo ritiro! Ritorna poi su tale decisione ma è indubbio come i tornei KO siano stati per un giocatore emotivo come lui una spina nel fianco, uno scoglio che ne ha limitato la carriera.

Nel 2011 si afferma nell’open di Gibilterra, con uno stellare 9 su 10, e vince a pari merito con Carlsen nella finale del Grande Slam a Bilbao (perdendo gli spareggi blitz); ottiene poi una prestazione finalmente buona nella World Cup, battendo Radjabov nei quarti, venendo eliminato alle rapid da Grischuk ma superando Ponomariov nella finale per il terzo posto, accedendo così al torneo dei Candidati 2013, che si svolgerà a Londra. Ivanchuk chiude solo al settimo posto ma dimostra comunque la sua classe, prima fermando la corsa di Carlsen, poi battendo anche Kramnik, all’ultimo turno, e consentendo al norvegese di volare verso il mondiale. Naturale via via un lieve declino, che non gli impedisce altri successi e, soprattutto, un acuto degno dei do di petto di Pavarotti ne “La figlia del reggimento”: al mondiale rapid 2016 vince il titolo, per spareggio tecnico davanti a Carlsen e Grischuk, un immenso lampo di classe!

Ivanchuk ha sempre reso ottimamente nelle competizioni a squadre, che forse lo pongono in una situazione psicologica di minor pressione. Il suo curriculum olimpico è fantastico, ha vinto due ori con l’URSS e due ori con l’Ucraina, è stato medaglia d’oro in prima scacchiera nel 2010, per 12 medaglie complessive.

Nel 2019, a 50 anni, scende al di sotto di quota 2700, frequentata ininterrottamente per 28 anni… Voi scommettereste che non tornerà a superarla? La percezione di Ivanchuk è quella di un giocatore geniale, come tale considerato da Kasparov, Judit Polgar, tantissimi altri GM. Per Gawain Jones è forse il più talentuoso della storia degli scacchi. Ivanchuk è dotato di una memoria straordinaria e di una profondità di calcolo eccezionale. Abbiamo citato emotività e difficoltà di elaborare le sconfitte come elementi che ne hanno limitato la carriera a livello di titolo mondiale, osservando anche come i 13 anni di incertezza dei titoli e l’introduzione dei tornei KO non lo abbiano sicuramente favorito. Potremmo provare ad aggiungere una considerazione: ha dichiarato che ha sempre lavorato da solo e questo potrebbe essere stato un limite importante sia nella preparazione dei grandi appuntamenti che per la sua tenuta nelle situazioni di grande tensione. Tra l’altro, giocando molto, anche la tempistica di preparazione per i grandi eventi potrebbe essere stata inferiore a quella dei suoi avversari.

Kasparov ha detto di lui che “A volte gioca come un Maestro Internazionale (ovvero, dal punto di vista di Kasparov, come un giocatore debole!) ma altre volte gioca come un 3000!”. Si può annotare come la “versione 3000” di Ivanchuk affascini da più di trent’anni il mondo degli scacchi!

La pagina di Ivanchuk su Chessgames

.

Votate i due giocatori che ritenete debbano accedere ai quarti di finale, esprimendo due preferenze (evidenziate due giocatori e poi cliccate su vota). Tempo per votare fino alla mezzanotte di domenica sera, 17 gennaio.

survey service

Lascia un commento

Devi essere loggato per lasciare un commento. Clicca per Registrati.